OPERAZIONE DI POLIZIA: REGGIO CALABRIA- CANADA

Alle prime ore della mattinata odierna, al culmine di complesse ed articolate indagini, condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, sotto le direttive della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura Distrettuale della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Giuseppe LOMBARDO e dei Sostituti Procuratori Giovanni CALAMITA e Simona FERRAIUOLO, gli investigatori della Polizia di Stato hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria – ricorrendone il pericolo di fuga – nei confronti dei seguenti 12 soggetti, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei delitti di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolenti di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale. Le attività investigative – condotte con l’ausilio di sofisticate tecniche di intercettazioni telefoniche ed ambientali – hanno portato alla luce le attuali dinamiche criminali che caratterizzano la ‘ndrina MUIA’ e altre ‘ndrine federate alla potente cosca di ‘ndrangheta COMMISSO operante a Siderno (RC) e in Canada, dove è nota come Siderno Group of Crime. Nell’ambito dell’inchiesta, ha assunto particolare rilievo l’attività di cooperazione internazionale della Polizia di Stato e della York Regional Police di Aurora (Ontario – Canada), grazie alla quale è stato possibile documentare, con il coordinamento dei magistrati della D.D.A. di Reggio Calabria – attraverso mirati servizi di osservazione effettuati da investigatori canadesi e italiani nel grande Stato nordamericano e scambi di informazioni – aspetti importanti dell’operatività delle ‘ndrine di Siderno (RC) nella “Greater Toronto Area”, dove lo scorso 12 luglio, a conclusione di indagini parallele a quelle svolte a Reggio Calabria, la Polizia Canadese ha arrestato 10 soggetti, tra i quali FIGLIOMENI Angelo classe 1962 inteso u briganti, elemento di spicco della ‘ndrangheta di Siderno (RC), per associazione a delinquere, riciclaggio, usura, gioco d’azzardo.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Cochabamba (Bolivia). Arresto.

Investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, poliziotti della  Squadra Mobile di Trapani e della D.C.S.A., gruppi speciali della polizia boliviana hanno catturato in località Cochabamba (Bolivia) il latitante mazarese Paolo LUMIA di 51 anni, destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 18.04.2019 dalla Corte di Appello di Palermo, a seguito della condanna in secondo grado alla pena di 16 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. LUMIA è ritenuto essere un “broker” specializzato nei canali dell’illecita importazione di sostanza stupefacente ,del tipo cocaina e hashish, grazie ai contatti diretti con narcos colombiani e boliviani ed ai legami con esponenti della criminalità organizzata siciliana. Il latitante è stato individuato grazie ad autonome attività d’indagine del Servizio Centrale Operativo e della Squadra mobile trapanese che hanno consentito una sua localizzazione in territorio boliviano.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo 
foto Polizia di Stato

Foggia, antimafia

OPERAZIONE ANTIMAFIA DELLA POLIZIA DI STATO E DELLA D.D.A. DI BARI. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA OTTO PERSONE CONTIGUE ALL’ASSOCIAZIONE MAFIOSA DENOMINATA “SOCIETÀ FOGGIANA”.La Polizia di Stato di Foggia sta eseguendo un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Bari nei confronti di 8 persone, contigue alla batteria mafiosa dei “SINESI-FRANCAVILLA”. Le indagini dei poliziotti della squadra mobile hanno accertato che gli stessi sono gravemente indiziati dei reati di estorsione e detenzione di materiale esplodente aggravati dal metodo mafioso.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

MILANO. SMANTELLATO TRAFFICO INTERNAZIONALE DI DROGA

L’esecuzione della misura cautelare ha consentito alla Polizia di Stato di disarticolare una rete criminale composta da più cellule di trafficanti di droga, attive nel territorio della provincia milanese, che importavano ingenti quantitativi di stupefacenti. A seconda della cellula, venivano importate cocaina dall’Olanda e hashish dal Marocco, per poi essere commercializzate nelle piazze di spaccio di Milano. L’attività investigativa, condotta dai poliziotti dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Milano ha avuto inizio nei primi mesi dell’anno 2016, quando l’attenzione degli investigatori si è incentrata su di un marocchino indiziato di trafficare stupefacenti nella città di Milano.Il 14 aprile 2016 il cittadino marocchino, dopo aver ritirato dello stupefacente a Dalmine (BG), si è sottratto ad un controllo di polizia sulla rotatoria di Via Famagosta, al termine del raccordo autostradale con la Tangenziale Ovest e il casello autostradale della A/7, mentre era a bordo di un’autovettura Audi A4, iniziando una lunga e spericolata fuga, terminata alla fermata della metro ‘Famagosta’: lì ha abbandonato la vettura e ha fatto perdere le tracce all’interno della linea metropolitana. Durante la successiva perquisizione dell’autovettura, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Milano hanno rinvenuto e sequestrato 128 Kg di hashish. L’analisi dei poliziotti sull’episodio e sulle sue dinamiche criminali hanno fatto emergere la prima cellula di trafficanti ramificata sul territorio milanese, con uno dei vertici dimorante in Marocco che monitorava e organizzava da quel paese le trattative per importare quantitativi ingenti di hashish. Il marocchino datosi alla fuga a luglio del 2016 è stato poi arrestato  il 21 luglio 2016, quando gli agenti della Squadra Mobile lo hanno trovato in possesso di 72 kg di hashish ed 1,2 kg di cocaina nel corso delle perquisizioni di un’auto che utilizzava come imbosco e dell’abitazione in via Parenzo a Milano. Lo sviluppo dell’attività investigativa sul gruppo criminale ha consentito ai poliziotti milanesi di effettuare ulteriori arresti e sequestri a carico di soggetti in rapporto con lo stesso, sia in qualità di fornitori che di acquirenti. In particolare, il 24 giugno 2016 la Squadra Mobile ha arrestato due cittadini marocchini a Rozzano trovati in possesso di 17 kg. di cocaina e 107.000 euro in contanti. Quattro giorni dopo, sull’Autostrada A1, all’altezza di Modena, altri due marocchini sono stati arrestati perché trovati in possesso di 30 kg di hashish mentre erano a bordo di una Citroen C5. Il secondo gruppo di trafficanti aveva al vertice un soggetto marocchino residente in Olanda che gestiva in loco le forniture di cocaina nonché il trasporto della stessa. Sul territorio milanese il soggetto si serviva del fratello per i contatti con i clienti e la raccolta del denaro. Il 26 febbraio 2017 un corriere del gruppo criminale è stato arrestato dagli agenti di Polizia a Bolzano, appena varcata la frontiera, perché trovato con circa 4,6 kg di cocaina occultati in un vano artefatto ricavato nel passaruota di un’autovettura opportunamente modificata presso un’officina olandese di Rotterdam. Lo stupefacente, che proveniva direttamente dall’Olanda, era destinato alle «piazze» di Milano e provincia. Nel corso dell’indagine è emerso un terzo gruppo criminale, sempre di nazionalità marocchina, operante nell’area del Comune di Rodano (MI), a est della città. Il 15 ottobre 2016, nel predetto comune, in una via attigua al domicilio degli indagati, la Squadra Mobile ha sequestrato 31 Kg di hashish, rinvenuti all’interno di un’autovettura adoperata come luogo di stoccaggio, dal quale venivano direttamente le consegne «rapide» ai clienti del gruppo. Nel corso della fase operativa delle indagini, gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato complessivamente 8 arresti in flagranza di reato e sequestrato circa 24 kg di cocaina, 262 kg di hashish e 0,5 kg di eroina.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Reggio Calabria. Reati contro la persona

La Polizia di Stato di Reggio Calabria, nella giornata odierna ha eseguito nei confronti di sei minori un’ordinanza di custodia cautelare di collocamento in comunità poiché ritenuti, a vario titolo, responsabili di atti persecutori(bullismo), violenza sessuale, adescamento di minori, violenza sessuale di gruppo, violenza privata, atti sessuali con minorenne e pornografia minorile, consumati ai danni di quattro ragazze minorenni, di cui una, all’epoca dei fatti, minore di anni 13. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile Sezione “Reati contro la persona, in danno di minori e sessuali” hanno tratto origine da una segnalazione pervenuta da personale dell’Ente “S.O.S. Telefono Azzurro”, con la quale veniva portata a conoscenza delle competenti Autorità una presunta aggressione a sfondo sessuale nonché numerose condotte vessatorie e di molestie, anche telefoniche, subite da una ragazza minorenne da parte di un suo coetaneo. La vittima dell’aggressione a sfondo sessuale in sede di denuncia portava altresì alla luce diversi episodi di condotte moleste in via continuata e permanente nei confronti sia della medesima denunciante che di altre due ragazze minorenni che venivano riscontrati dagli impianti di videosorveglianza acquisiti e analizzati dagli inquirenti e dall’analisi del traffico dati delle utenze in uso ai giovani ragazzi. In relazione alle presunte condotte di bullismo di cui si era reso responsabile il ragazzo minorenne, durante il ciclo triennale di scuole medie, tutte le vittime confermavano di aver subito continue molestie che si concretizzavano in ripetuti insulti, minacce gravi e aggressioni fisiche, con conseguente cambiamento delle abitudini di vita delle stesse e l’ingenerarsi di un perdurante stato d’ansia, con un evidente effetto destabilizzante della loro serenità e del loro equilibrio psicologico. Dalla ricostruzione dei fatti emergevano altresì altri episodi di violenza fisica a sfondo sessuale ai danni di due ragazze minorenni di cui una minore di anni 13. In circa dieci episodi, quest’ultima, veniva adescata con l’inganno dal ragazzo autore degli atti di bullismo, con l’intento di ottenere un incontro e compiere, in concorso con gli altri amici, atti sessuali con la minorenne. Al termine delle formalità di rito in Questura, i ragazzi verranno collocati in diverse comunità a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Foggia. Procura antimafia ordini di custodia cautelare in carcere

La Polizia di Stato di Foggia, con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari, ha dato esecuzione ad un´ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque soggetti e degli arresti domiciliari a carico di altrettanti individui, per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L´indagine è partita nell´estate 2017 a seguito dei gravissimi fatti di sangue avvenuti tra luglio ed agosto dello stesso anno sul Gargano, ovvero l´omicidio di T.O. a Vieste ed il quadruplice omicidio di R.M.L., del cognato e di due agricoltori in agro di San Marco in Lamis. Le attività tecniche avviate permettevano di accertare che, un nuovo capo aveva preso in mano le redini del gruppo criminale, avviando un copioso traffico di cocaina che interessava le piazze di Foggia, Manfredonia e Pescara. L´uomo, sfruttando le sue importanti conoscenze, in particolare, con un pregiudicato foggiano (vicino alla consorteria criminale dei Sinesi-Francavilla) ed un manfredoniano vicino alla consorteria criminale dei “LI BERGOLIS”, avviava un fiorente traffico di stupefacenti finalizzato a realizzare profitti illeciti fuori dalla cittadina viestana. Lo sviluppo delle indagini consentiva di accertare che lo stupefacente acquistato dal gruppo veniva destinato, oltre che all´area garganica, nel tentativo di ampliare e massimizzare i profitti illeciti, anche al mercato pescarese. Difatti, i territori maggiormente coinvolti dal fenomeno del traffico di cocaina sono risultati essere i comuni di Foggia, Manfredonia, San Giovanni Rotondo, Troia, Vieste, Pescara, Montesilvano e Francavilla a Mare. L´ acquisizione di consistenti elementi probatori a carico dei soggetti facenti parte del sodalizio criminoso in questione, trovava riscontro nell´arresto in flagranza di quattro persone e nel sequestro di un laboratorio per la lavorazione ed il confezionamento della cocaina, nonché di gr. 300 di hashish. Il gruppo criminale, inoltre, si avvaleva della piena collaborazione di una donna, la quale aveva impiantato a Pescara una vera e propria base logistica, potendo contare sull´apporto di altri due soggetti. Emergeva anche un vero e proprio accordo per la fornitura della cocaina da smerciare in territorio abruzzese, tra i foggiani ed il manfredoniano; tra i fiancheggiatori di quest´ultimo si distingueva, per il prezioso contributo, il cognato, incaricato in numerosissime occasioni di fargli da autista. L´operazione odierna si pone in continuità con quella denominata “Agosto di Fuoco”, in realtà protrattasi per cinque mesi, da giugno a novembre 2018, con cui la Polizia di Stato, in tre distinte operazioni, tutte coordinate dalla DDA di Bari, ha complessivamente arrestato, per traffico di droga aggravato dal metodo mafioso, diciassette malavitosi.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto polizia di stato

CASERTA, ordinanza di custodia cautelare in carcere per 30 persone

Le indagini sono state svolte dai poliziotti della Squadra Mobile, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti del sodalizio criminale di stampo camorristico denominato clan Piccolo-Letizia e dell’analogo sodalizio denominato clan Perreca, ad esso federato, entrambi operativi sui territori di Caserta, Marcianise, Recale e aree contigue, dagli anni ‘90 ad oggi, in aperta e armata contrapposizione con il clan Belforte. Ad ognuno degli indagati viene contestato il delitto di associazione per delinquere di tipo camorristico, in qualità di promotori, organizzatori e partecipi delle suddetti sodalizi di stampo mafioso che, avvalendosi del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, realizzano, in modo illecito, il controllo delle attività economiche, il rilascio di appalti e servizi pubblici, il rilascio di concessioni e autorizzazioni amministrative, l’illecito condizionamento del diritto di voto, il reinvestimento speculativo in attività imprenditoriali, immobiliari e finanziarie, l’affermazione del controllo egemonico sul territorio, anche attraverso la contrapposizione armata con organizzazioni criminose rivali. L’indagine ha evidenziato la contrapposizione dei clan rivali sul territorio e la lunga scia di sangue che ne è conseguita nel ventennio dal 1990 al 2009 ed il successivo mutamento di strategia dei clan col passaggio dalla fase ‘armata’ a quella silente e virulenta dell’infiltrazione nel settore dell’imprenditoria. Le attività investigative, incentrate sulle intercettazioni dei colloqui in carcere e sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno offerto un rilevante spaccato delle tensioni interne al clan Piccolo, soprattutto tra la componente “Piccolo” e quella “Letizia”, negli anni successivi al 2005, allorquando, le numerose operazioni di P.G. e il proliferare di collaboratori di giustizia nelle fila del clan Belfortesegnavano il progressivo indebolimento di tale sodalizio e la progressiva ripresa delle attività del clan dei Quaqquaroni, nell’ambito del quale iniziavano frizioni tra le due fazioni, per contendersi il ruolo di leader.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto polizia di stato

Associazioni a delinquere. 14 arresti a Catania

La Polizia di Stato di Catania sta eseguendo 14 ordinanze cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso (clan Santapaola – Ercolano), estorsione, intestazione fittizia di beni, usura, detenzione e porto illegale di armi e reati in materia di stupefacenti, con l’aggravante di aver commesso i fatti per agevolare l’associazione mafiosa Santapaola – Ercolano ed avvalendosi delle condizioni di cui all’art.416 bis c.p. Le indagini condotte dai poliziotti della squadra mobile hanno consentito di delineare l’organigramma, decapitandone i vertici, del clan Santapaola – Ercolano – gruppo di “San Cocimo”. Le investigazioni, tra l’altro, hanno permesso di di svelare episodi estorsivi ascrivibili al gruppo in parola, l’imposizione del sevizio di security in locali notturni di Catania ed episodi di intestazione fittizia di beni.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo 
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Cesare Battisti. Polizia di Stato insieme ad un team della Criminalpol, antiterrorismo e digos di Milano. con la collaborazione dell’Intelligence italiana lo hanno pedinato fino all’arresto da parte della polizia bolioviana

Maxi operazione della Polizia di Stato contro l´ndrangheta.

Dalle prime luci dell´alba è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato di Crotone nei confronti di numerosi soggetti appartenenti alle famiglie di `ndrangheta di Isola di Capo Rizzuto, Crotone e Petilia Policastro, accusati  di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, tentata rapina, incendio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso.
I poliziotti della Squadra Mobile, del Servizio Centrale Operativo, con il supporto delle Squadra Mobili di Catanzaro, Taranto, Mantova e dei reparti Prevenzione Crimine di Cosenza, Vibo Valentia e Siderno, nell´ambito di un´articola indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno arrestato diversi esponenti di spicco della criminalità organizzata crotonese pronti a dare inizio ad una nuova guerra di mafia con la pianificazione di omicidi, per il controllo del territorio.
Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso la Procura di Catanzaro.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato