Carabinieri accoltellati, per il clochard accusa di omicidio plurimo

Carabinieri_new1da Il Messaggero

Tentativo di omicidio plurimo è l’accusa ipotizzata dal pubblico ministero Mario Palazzi per il tedesco Klaus Dieter Bogner che ieri ha ferito 4 carabinieri. Il Magistrato ha già chiesto al gip la convalida dell’arresto del tedesco, che si trova ora a Regina Coeli e anche l’emissione di un ordine di custodia cautelare. Per il momento il magistrato ha ricevuto una prima relazione sui fatti accaduti ieri ma ha già disposto una serie di accertamenti per poter meglio inquadrare la figura dell’aggressore e accertare se abbia precedenti o sia già stato segnalato agli organi di polizia.

Gli accertamenti inoltre riguardano da quando è cominciata la sua permanenza in Italia. Sulla base di quanto sarà emerso gli investigatori decideranno se Bogner debba essere sottoposto ad accertamenti da parte di medici psichiatrici. A subire l’aggressione è stato Claudio Rupertà colpito ad un fianco con una coltellata. La ferita subita è profonda e la lama si è fermata a pochi centimetri da un polmone. Rupertà, che ha il grado di tenente colonnello, è ancora in prognosi riservata anche se non è in pericolo di vita. Insieme con l’ufficiale, Bogner ha colpito il maresciallo Pasquale Leone, il vicebrigadiere Ciro Russo e il carabiniere scelto Natale Rutigliano in forza presso la stazione dei carabinieri di Roma Prati.

Accorpamenti e centrale operativa unica: novità per le forze dell’ordine

polizia-carabinierida TGCOM24

Il governo studia un piano di riorganizzazione per tagliare gli sprechi. Forestale e penitenziaria perderanno la loro autonomia e finiranno sotto il controllo della Polizia di Stato.

Il piano del governo per la riorganizzazione delle forze dell’ordine starebbe per concretizzarsi. Il provvedimento, chiesto da Bruxelles, prevede una razionalizzazione delle spese con risparmi che potrebbero raggiungere i 150 milioni di euro. Due le misure principali in cantiere: l’istituzione di una sola centrale operativa e l’accorpamento del dipartimento di pubblica sicurezza e di quello di soccorso pubblico dei vigili del fuoco.

Il primo intervento, scrive il Messaggero citando fonti vicine al dossier dell’esecutivo, potrebbe riguardare proprio le centrali operative. Le attuali cinque centrali, controllate da polizia, carabinieri, guardia di finanza, forestale e vigili del fuoco, dovrebbero essere sostituite presto da una struttura unica, in grado di coordinare gli interventi sui diversi apparati.

Il giro di vite riguarderebbe poi i centri di comando sul territorio, che ora, tra polizia e carabinieri, sfiorano le ottomila unità: una realtà, sottolinano i sindacati, ricca di sovrapposizioni che spesso fanno lievitare inutilmente i costi. Sembrerebbe ormai certo anche l’accorpamento di polizia penitenziaria e forestale che finirebbero sotto il controllo della polizia di Stato, perdendo la loro autonomia.