Sono in totale 38 le persone arrestate dai Carabinieri di Cosenza, tra Calabria, Bari, Matera, Terni e Salerno, nell’operazione denominata “Plinius”, avviata nel Marzo del 2010. Tra le persone finite in manette c’è anche Pasquale Basile, Sindaco di Scalea e cinque assessori della sua giunta: l’Assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ciancio, l’Assessore dell’Ambiente ed alle Reti Idriche Raffaele De Rosa, l’Assessore alla Protezione Civile ed all’Arredo Urbano Francesco Galiano, l’Assessore al Commercio Antonio Stummo e infine l’Assessore al Bilancio e ai Tributi, nonchè Vicesindaco Giuseppe Forestieri, per il quale è stato disposto l’obbligo di presentazione alla P.G.
I reati contestati, a vario titolo, alle 38 persone sono: detenzione e porto abusivo di armi, estorsione, rapina, sequestro di persona, associazione mafiosa, concorso in associazione mafiosa, turbata libertà del procedimento amministrativo, corruzione e minaccia. Il blitz ha colpito due storiche ‘ndrine calabresi, quella degli Stummo, comandata da Mario Stummo e quella dei Valente, con a capo Pietro Valente, che per diversi anni hanno controllato insieme il piccolo centro dell’alto Cosentino. Secondo l’accusa, nelle elezioni del Marzo 2010, le due cosche, schierate a favore della medesima coalizione politica, sarebbero riuscite a far eleggere i propri candidati al Comune di Scalea che, successivamente, si sarebbero prodigati a concedere appalti ad imprese legate alla cosca stessa.
L’indagine, in particolare, ha permesso di delineare l’assetto economico-imprenditoriale dell’organizzazione, nel settore commerciale (con l’apertura di diversi supermercati, concessionarie d’auto, agenzie di viaggi, parchi divertimento, ecc.), immobiliare (con società finalizzate all’acquisizione di fabbricati, appartamenti e magazzini), agricolo (con la costituzione di cooperative e società agricole che non depositavano bilanci e non assumevano lavoratori indipendenti) e turistico (con la gestione di lidi balneari, come “L’Angelica”, “L’Acqua del mar” e “Itaca”, realizzati su terreni demaniali).
Tra gli appalti da ” dividere” i più importanti sono sicuramente: quello per la gestione della pubblicità nell’area comunale, quello per la realizzazione del porto di Scalea e quello per l’individuazione dell’impresa che avrebbe dovuto gestire i rifiuti solidi urbani, concesso alla Società Balsebre Nicola. Ma la figura centrale dell’indagine è Mario Nocito, avvocato del boss Pietro Valente, definito dagli inquirenti vero “collante” fra l’amministrazione comunale e i malavitosi. Lo studio del legale, infatti, era il luogo prescelto dal sindaco Basile e dai 5 componenti della giunta per mettere a punto le strategie di aggiudicazione degli appalti, che finivano sempre nelle mani di ditte vicine alle cosche.
Complessivamente i carabinieri hanno sequestrato beni per 60 milioni di euro ed eseguito il sequestro preventivo di 22 società e aziende, di 81 immobili, di numerosi depositi, ville e negozi, di 33 automobili, di 78 rapporti bancari con saldi positivi per circa 2.695.685 euro, di due imbarcazioni e 23 polizze assicurative.





