Droga e regolamenti di conti, sei arresti: sequestrati oltre 7 chili di stupefacenti

Sei persone sono finite in manette nell’ambito di una complessa operazione condotta dalla Squadra Mobile di Sondrio, che ha fatto luce su una serie di episodi criminali collegati, secondo gli investigatori, al mondo dello spaccio di droga. Le accuse, a vario titolo, comprendono due tentati omicidi, rapina aggravata, tentata estorsione, lesioni personali aggravate, traffico di stupefacenti e porto abusivo di arma da fuoco.L’indagine, sviluppata dagli uomini della Questura di Sondrio insieme ai colleghi di Crotone, ha consentito di individuare i presunti responsabili dell’agguato avvenuto il 2 luglio nella zona commerciale di Castione Andevenno. Gli investigatori avrebbero identificato sia la persona ritenuta all’origine del piano sia coloro che avrebbero materialmente messo in atto il tentato omicidio. Per arrivare alla ricostruzione dei fatti, gli inquirenti hanno utilizzato diversi strumenti investigativi: intercettazioni, esame dei movimenti telefonici e delle comunicazioni digitali, immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, oltre ad attività di osservazione sul territorio. A questi elementi si sono aggiunti il controllo dei profili social, pedinamenti e appostamenti, che avrebbero permesso di ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte e la dinamica dell’agguato.L’inchiesta sarebbe partita dalla denuncia di un giovane, presentatosi in Questura dopo essere stato, a suo dire, aggredito con un coltello e minacciato ripetutamente di morte. Alla base della vicenda ci sarebbe stato un incarico legato al trasporto di una partita di droga, che il giovane non aveva però portato a termine. Da quella mancata consegna sarebbero poi scaturite le violenze e le minacce che hanno dato impulso agli accertamenti degli investigatori.

Dall’attività investigativa è emerso un quadro più ampio rispetto all’agguato del 2 luglio. La persona indicata come primo aggressore sarebbe stata successivamente presa di mira da quattro uomini, arrivati dalla Calabria nei giorni precedenti. L’episodio, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe maturato nel contesto di contrasti legati a precedenti vicende di spaccio. L’aggressione si è consumata nell’area del centro commerciale. Il gruppo avrebbe fatto ricorso a spray al peperoncino e a un’arma da fuoco nel tentativo di bloccare l’uomo, che era alla guida dell’automobile sottratta in precedenza alla vittima. Nonostante l’attacco, è riuscito a rimettersi al volante e ad allontanarsi. Gli approfondimenti della polizia hanno consentito di andare oltre il singolo episodio, facendo emergere una serie di movimentazioni di droga tra diverse località. In particolare, gli investigatori hanno ricostruito presunte consegne di cocaina e hashish, alcune delle quali effettuate anche fuori dalla regione. A organizzare le spedizioni sarebbe stato il primo aggressore, mentre a occuparsi materialmente dei trasferimenti sarebbero stati il giovane che aveva denunciato l’aggressione e un’altra persona. L’inchiesta ha inoltre portato alla luce un secondo episodio di tentato omicidio, avvenuto pochi giorni prima del 2 luglio. Anche in questo caso, gli investigatori ipotizzano un collegamento con il traffico di stupefacenti e attribuiscono il fatto al medesimo soggetto già coinvolto nella prima vicenda. Importanti riscontri sarebbero arrivati anche dalle perquisizioni eseguite dagli agenti. Nel corso delle operazioni sono stati trovati e sequestrati circa 3,5 chili di cocaina e 4 chili di hashish, insieme a una scacciacani, due munizioni calibro 7,65, circa 2.500 euro in contanti e diversi dispositivi informatici. L’operazione ha richiesto un imponente dispiegamento di forze e ha interessato sette province: Sondrio, Crotone, Salerno, Verona, Bolzano, Roma e Aosta. Sul campo sono stati impiegati circa 70 poliziotti, tra personale delle Squadre Mobile, agenti della Polizia di frontiera di Tirano, operatori del Reparto Prevenzione Crimine e unità cinofile.

Direttore Umberto Buzzoni
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Cocaina per 10 milioni di euro: blitz della Polizia, due arresti

Un sequestro di oltre 25 chilogrammi di cocaina ha portato all’arresto di due cittadini albanesi, di 46 e 34 anni. L’operazione è stata portata a termine dalla Squadra Mobile di Rimini, insieme ai colleghi di Forlì-Cesena e agli agenti del Commissariato di Cesena, al termine di un’attività investigativa sviluppata attraverso controlli e osservazioni sul territorio. Il momento decisivo è arrivato a Morciano di Romagna, dove gli investigatori hanno notato i due uomini mentre movimentavano un grosso borsone. Il bagaglio, trasportato all’interno di una Citroen C3, ha attirato l’attenzione degli agenti, che hanno deciso di procedere al controllo. All’interno sono stati trovati 20 panetti di cocaina, per un peso superiore ai 22 chili. A quel punto per i due è scattato l’arresto.

Gli accertamenti sono poi proseguiti a Cesena, dove è stato individuato un immobile nella disponibilità di uno degli arrestati. Durante la perquisizione, gli agenti hanno scoperto un nascondiglio ricavato artigianalmente in un mobile porta televisore. Nel doppio fondo erano nascosti altri 2,7 chili circa di cocaina, insieme a 29.500 euro in contanti e al materiale utilizzato per il confezionamento della droga. Il bilancio dell’operazione supera quindi 25 chili di cocaina sequestrata, un quantitativo che, secondo le stime investigative, avrebbe potuto raggiungere un valore di circa 10 milioni di euro sul mercato illecito. I due uomini sono stati accompagnati nella casa circondariale di Rimini. Per entrambi l’accusa è di detenzione di droga ai fini di spaccio in concorso; al 34enne viene contestato anche il possesso della sostanza stupefacente trovata nell’abitazione di Cesena.

Direttore Umberto Buzzoni
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Periferia est di Roma, controlli della Polizia: due arresti e oltre 90 veicoli controllati durante l’operazione

Prosegue l’attività di prevenzione e controllo del territorio da parte della Polizia di Stato nelle zone della periferia est di Roma, dove è stato predisposto un servizio straordinario finalizzato a rafforzare la sicurezza nelle aree maggiormente esposte a episodi di illegalità. L’intervento  coordinato da un funzionario dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, ha visto la partecipazione di diversi equipaggi impegnati in una serie di controlli dinamici, pattugliamenti e verifiche mirate. L’obiettivo dell’operazione è stato quello di aumentare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, monitorando in particolare le zone considerate più sensibili e contrastando eventuali situazioni di rischio. Nel corso del servizio sono state complessivamente identificate 144 persone e sottoposti a controllo 92 veicoli. Gli agenti hanno inoltre accertato diverse violazioni alle norme sulla circolazione stradale, procedendo alla contestazione di cinque sanzioni previste dal Codice della strada. Tra gli episodi che hanno caratterizzato l’attività di controllo vi è l’intervento che ha portato a un arresto dopo un tentativo di fuga da parte di un automobilista. Durante le verifiche predisposte sul territorio, gli agenti hanno intimato l’alt a un veicolo per un controllo di routine. Il conducente, anziché rallentare e fermarsi, ha improvvisamente accelerato, cercando di allontanarsi e sottrarsi all’accertamento. La fuga si è trasformata in un inseguimento attraverso le strade del quartiere Talenti. Nel tentativo di evitare di essere raggiunto, il conducente ha adottato una condotta di guida estremamente pericolosa, procedendo anche contromano e superando incroci nonostante la presenza del semaforo rosso. Le manovre effettuate hanno creato una situazione di concreto pericolo per automobilisti, pedoni e per tutti gli altri utenti della strada presenti in quel momento. Gli agenti hanno seguito il veicolo fino a riuscire a interromperne la corsa nella zona di viale Jonio, dove l’automobile è stata finalmente fermata. A seguito degli accertamenti effettuati, il conducente è risultato essere un cittadino albanese di 21 anni, già conosciuto dalle forze dell’ordine e privo del titolo necessario per la guida. Per il giovane sono quindi scattati i provvedimenti previsti dalla legge, con l’arresto e il sequestro del mezzo utilizzato durante la fuga. L’operazione conferma l’attenzione costante della Polizia di Stato verso il controllo delle aree periferiche della Capitale, attraverso una presenza capillare sul territorio e interventi mirati a prevenire e contrastare comportamenti illeciti e situazioni potenzialmente pericolose per la collettività.

Nel corso dei controlli effettuati sul territorio è emerso anche un secondo episodio che ha portato all’arresto di un uomo di 46 anni, romano, individuato dagli agenti durante un normale servizio di pattugliamento. La verifica della sua posizione ha consentito ai poliziotti di rilevare una violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria. L’uomo, infatti, avrebbe dovuto rimanere presso la propria abitazione in quanto destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, disposta in relazione a precedenti contestazioni riguardanti il traffico di sostanze stupefacenti. Al momento del controllo, però, il 46enne si trovava in un’altra zona della città, distante dalla propria residenza e senza risultare autorizzato a spostarsi. La condotta accertata ha determinato l’ipotesi di reato di evasione e ha fatto scattare l’arresto. Come previsto dalla normativa, le circostanze riportate si collocano nell’ambito della fase delle indagini preliminari. Pertanto, nei confronti della persona indagata permane la presunzione di innocenza fino a quando non intervenga un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Truffe online: false email a nome delle Forze di Polizia

Si sta diffondendo una nuova tipologia di truffa basata sull’invio di comunicazioni false che riproducono, in modo molto realistico, quelle delle autorità di pubblica sicurezza. I messaggi risultano apparentemente provenire dalla Polizia di Stato e riportano persino la firma del Capo della Polizia, oltre a loghi e impaginazione istituzionale, così da apparire credibili. Nel contenuto viene contestato al destinatario un presunto coinvolgimento in indagini penali per attività illegali online, in particolare legate alla visione di materiale pedopornografico. Il meccanismo prevede una prima fase in cui si chiede alla persona di fornire chiarimenti via email o altri canali digitali. In seguito, i truffatori fanno leva sulla paura e sull’urgenza, arrivando a richiedere somme di denaro con la promessa di bloccare le indagini o evitare conseguenze legali. Dopo aver instaurato un contatto, la richiesta economica diventa esplicita: il pagamento viene presentato come l’unico modo per chiudere la presunta vicenda giudiziaria e “regolarizzare” la posizione del destinatario. Le email fraudolente vengono costruite con tecniche di falsificazione dell’identità digitale del mittente (spoofing) e con la riproduzione accurata di simboli e loghi istituzionali, così da risultare apparentemente autentiche. Un elemento tipico di queste comunicazioni è l’uso di toni pressanti, caratterizzati dall’urgenza della risposta e dalla minaccia di conseguenze penali particolarmente gravi, con l’obiettivo di spingere il destinatario a reagire senza effettuare controlli. È opportuno ribadire che la Polizia di Stato non utilizza la posta elettronica per notificare atti giudiziari né per richiedere il pagamento di sanzioni o ammende. Per difendersi da tali tentativi è essenziale non fidarsi del solo nome del mittente, ma verificare con attenzione l’indirizzo email effettivo da cui proviene il messaggio. Si raccomanda inoltre di non aprire link o allegati contenuti nelle email sospette e di non fornire in alcun caso credenziali di accesso, dati personali o documenti identificativi. In presenza di dubbi sulla veridicità della comunicazione, è sempre consigliabile rivolgersi direttamente alle autorità competenti presso la sede di Polizia più vicina.

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A Trento scatta l’operazione Drug & Gold contro ladri e spacciatori

Gli agenti della Squadra mobile di Trento hanno portato a termine un’ampia operazione, chiamata “Drug & Gold”, estesa a tutto il territorio provinciale. L’intervento si è concluso con l’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 arresti domiciliari e 35 perquisizioni. L’azione delle forze dell’ordine ha permesso di smantellare un gruppo criminale coinvolto in numerosi furti nelle abitazioni e nell’attività di spaccio di droga. Gli investigatori hanno individuato due bande criminali collegate tra loro e operative in maniera coordinata sul territorio trentino. La prima, composta in prevalenza da persone provenienti dall’Europa dell’Est, era impegnata soprattutto nei furti in abitazione e nella distribuzione di droga. La seconda, costituita principalmente da individui di origine nordafricana, operava nello spaccio di sostanze stupefacenti nel capoluogo. I due gruppi agivano in stretta collaborazione, formando un’organizzazione stabile e ben organizzata, nella quale il gruppo dell’Europa dell’Est rappresentava il principale fornitore di droga per l’altro. Durante le fasi preliminari dell’indagine, gli agenti hanno già effettuato 6 arresti in flagranza e segnalato altre 9 persone all’Autorità Giudiziaria. L’operazione ha inoltre consentito di confiscare circa 4,5 chilogrammi di cocaina, 14 chilogrammi di hashish, 112 mila euro in contanti e una pistola semiautomatica ( risultata rubata in occasione di un furto in abitazione avvenuto in provincia di Perugia nel 2019). L’organizzazione criminale utilizzava auto, telefoni dedicati e vari immobili adibiti a basi operative per organizzare e portare a termine le proprie attività illegali. I furti nelle abitazioni, effettuati soprattutto tra l’estate e l’autunno del 2024, hanno interessato diverse aree della provincia di Trento. Contemporaneamente, l’attività di spaccio ha sostenuto una rete di distribuzione diffusa, con conseguenze rilevanti sulla sicurezza pubblica.

Direttore Umberto Buzzoni
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Importante operazione della polizia nei boschi tra Dorio e Colico a Lecco.

La Polizia di Stato ha sequestrato sei chilogrammi di sostanze stupefacenti e oltre 19 mila euro in denaro contante, due fucili e varie attrezzature durante un intervento svolto recentemente tra Dorio e Colico (il cosiddetto percorso del viandante), nelle zone conosciute per lo spaccio.  Il tutto rientra nel programma di controlli straordinari sul territorio a organizzati dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, riunitosi in Prefettura all’inizio di settembre. Coordinati dall’Questura di Lecco, nelle operazioni hanno partecipato infatti anche membri della Polizia di Stato. Venerdi 19 settembre, grazie all’importante supporto dell’unità cinofila antidroga degli agenti di polizia, è stato scoperto, in un terreno impervio, un rifugio attentamente realizzato dagli malviventi, dove gli agenti hanno trovato quasi 6 chili di droga, tra cui cocaina, eroina, hashis , 19 mila euro in contante, armi e strumentazione di vario genere per la lavorazione della droga. Tutti i beni sono stati confiscati dalla Polizia e sono stati messi a disposizione delle autorità competenti, mentre i rifugi usati dai venditori di droga sono stati demoliti. L’intervento assomiglia molto a quello realizzato a metà agosto dagli agenti della polizia di Stato e della Questura di Sondrio all’interno della riserva naturale della bassa Valtellina. Anche in quel caso erano stati sequestrati soldi contanti, sostanze stupefacenti e una mitragliatrice. Il problema del commercio illegale di droga nei boschi di Colico suscita purtroppo una notevole preoccupazione tra i residenti, poiché avviene in aree che spesso coincidono con sentieri utilizzati da chi fa escursioni e con spazi abitualmente frequentati dalla comunità. Per questo motivo, la presenza della Polizia di Stato sarà costante ed efficace per prevenire e combattere i fenomeni di spaccio e di immigrazione clandestina.

Direttore Umberto Buzzoni
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54 arresti in una maxi operazione antidroga a Reggio Calabria condotta da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

Una maxi operazione , chiamata “Arangea bis – oikos”, è stata condotta dalla Polizia , Carabinieri e Guaria di Finanza.  Sono stati confiscati 117 chili di cocaina e 483mila euro in contante, oltre a beni del valore di 1,5 milioni di euro. Sono state arrestate 54 persone e ne sono state denunciate 28. Le ricerche hanno condotto all’individuazione di due gruppi criminali distinti, attivi tra Reggio Calabria, il suo territorio e Catania, con legami internazionali che sfruttavano il porto di Gioia Tauro come un punto chiave per l’arrivo di sostanze stupefacenti. ll primo gruppo criminale operava soprattutto nei territori di Reggio Calabria e si occupava del commercio illegale di droga Il secondo gruppo invece si occupava di  traffico internazionale e riciclaggio di denaro sporco. Il commissariato coinvolto nell’operazione è stato quello di commissariato di Villa San Giovanni con la Squadra Mobile e il Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Calabria. L’associazione malavitosa era in grado di fornire ai propri clienti qualsiasi genere di droga: cocaina, crack, hashish e marijuana erano sempre pronti per la vendita. Alla guida dell’organizzazione c’era un individuo che, pur essendo agli arresti domiciliari per altre accuse, proseguiva imperterrito a controllare le operazioni illegali. Per gestire le operazioni illegali e evitare il monitoraggio delle autorità, i sospettati facevano uso di applicazioni di messaggi cifrati. In particolare, si affidavano al servizio SkyEcc, già conosciuto dagli inquirenti per il suo utilizzo in ambienti di crimine organizzato. Questo mezzo ha permesso ai membri del gruppo di conversare in modo protetto, complicando così l’ascolto delle loro comunicazioni da parte degli investigatori. E’ emerso in maniera chiara come ancora una volta , il porto di Gioia Tauro si è rivelato essere un centro cruciale per il commercio internazionale di sostanze stupefacenti. Le ricerche hanno dimostrato che i gruppi criminali approfittavano della posizione favorevole del porto calabrese per introdurre nel nostro paese grandi quantità di cocaina importate da vari stati europei e sudamericani.

Direttore Umberto Buzzoni
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Operazione antidroga della Polizia tra Piacenza e Gragnano: ventotto indagati, quattro arresti.

Ventotto individui dovranno rispondere di vari crimini di fronte alle autorità giudiziarie, tra cui traffico all’ingrosso di marijuana, vendita al dettaglio di cocaina, estorsione, usura, detenzione illecita di armi da fuoco, sfruttamento della prostituzione, oltre a incendi, lesioni e favoreggiamento personale. Questo risultato è stato possibile grazie a un’operazione lunga e complessa portata avanti dalla polizia di Piacenza. Quattro di questi soggetti sono stati arrestati in flagranza di reato, sono stati sequestrati un totale di 6 chili di droga oltre a più di 40. 000 euro in contanti provenienti dall’attività di traffico.  La polizia di Piacenza sottolinea che i coinvolti sono “giovani italiani e albanesi di vent’anni, senza precedenti penali o con reati minori, quasi tutti residenti nelle zone di Piacenza e Gragnano. L’indagine  è risultata particolarmente difficile  a causa della prudenza dei sospettati che ha incluso l’uso sistematico di molteplici strategie per sfuggire ai controlli e alle ispezioni della Polizia Giudiziaria. Venivano utilizzati numeri telefonici e veicoli intestati a persone diverse dagli effettivi utilizzatori, così come una varietà di social network per comunicare tra di loro e con le persone che li circondano, evitando l’uso dei classici mezzi di comunicazione telefonica per eludere l’efficacia delle tradizionali attività di intercettazione.

L’attività investigativa ha rivelato alcuni degli effetti devastanti causati dal consumo e dalla vendita di sostanze stupefacenti. Alcuni degli individui coinvolti, in quanto consumatori abituali di stupefacenti, dovendo ricorrere a continui prestiti per procurarsi la droga, non sono stati in grado di gestire la situazione venutasi a creare e hanno quindi coinvolto i propri familiari nell’attività di ripianamento dei propri debiti. Spesso i debitori si sono rivolti agli usurai con tutte le problematiche che derivano da questo tipo di scelta. Fra i più invischiati in questa vicenda c’era un giovane italiano che viveva in provincia, catturato in flagranza durante le indagini: era impegnato a minacciare una vittima per riottenere i soldi prestati a tassi usurai arrivando ad incendiare l’auto della vittima. Inoltre in soggetto in questione era un reclutatore di clienti per la vendita di marijuana da parte di un grossista albanese, nonché persona abituata ad usare la violenza. Si è riusciti a ricostruire il flusso della droga. Per la cocaina i malviventi si rifornivano da venditori nordafricani operativi nei campi dell’Oltrepò pavese, mentre la marijuana veniva fornita tramite distributori operanti nelle Province di Modena e Reggio Emilia.

Direttore Umberto Buzzoni
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A Cosenza Otto misure cautelari per droga ed estorsione.

Otto persone sono state accusate di reati di estorsione e di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, come marijuana, hashish e cocaina. Nei loro confronti sono state attuate diverse misure preventive  emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza. L’operazione è stata eseguita dalla  Polizia di Stato di Cosenza che ha arrestato 6 persone mettendole ai domiciliari mentre per 2 soggetti è stato previsto l’obbligo di presentarsi alla Polizia giudiziaria. L’indagine è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha utilizzato tecniche avanzate e riscontri da parte della polizia giudiziaria. E’ stato cosi possibile ricostruire, durante la fase preliminare delle indagini un caso di estorsione e diverse situazioni in cui si sono appurati episodi di spaccio di droghe, tra cui marijuana, hashish e cocaina. Da questi fatti emersi sono seguite le molteplici accuse nei confronti dei sospettati. L’operazione ha portato anche al sequestro di 30 chilogrammi di hashish, oltre 3 chilogrammi di marijuana e circa 400 grammi di cocaina. E’ stata posta sotto sequestro anche un’arma da fuoco ( una pistola avente matricola abrasa). L’operazione ha incluso l’utilizzo di un elicottero Poli115-A139,  che ha sorvolato la città di Cosenza e le aree circostanti, attirando l’interesse dei cittadini. Le operazioni aeree hanno indicato l’inizio di un’azione specifica contro crimini consolidati nella zona. L’operazione di polizia  si colloca all’interno di un’azione più vasta, mirata a combattere il traffico di droga nella zona di Cosenza. Gli interrogatori dei sospetti si sono svolti secondo la recente legge introdotta con l’articolo 291, comma 1 sexies, del codice di procedura penale.

Direttore Umberto Buzzoni
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11 arresti per traffico di droga tra Foggia e il Gargano.

La polizia ha arrestato undici persone  per traffico di sostanze stupefacenti in un’operazione della Polizia di Stato a Foggia. L’operazione, guidata dalla Procura della Repubblica è il frutto di un’inchiesta approfondita sullo spaccio di droga nel territorio foggiano. L’inchiesta ha messo in luce una significativa rete di traffico di stupefacenti, che comprende diversi criminali già noti per attività illegali sul Gargano. La condizione degli individui arrestati è attualmente al vaglio delle autorità giudiziarie. Secondo quanto comunicato dal sito ufficiale della Polizia di Stato, l’indagine è stata condotta dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Severo. Usando tecniche investigative avanzate si è potuto far emergere un fiorente e organizzato traffico di droga dal territorio della capitanata fino al confine con il vicino Molise. A capo dell’organizzazione un uomo albanese è stato indicato come il principale fornitore di cocaina e hashish. Le trattative illegali avvenivano con molta discrezione, utilizzando soprattutto app di messaggistica sicura. Il controllo di tre auto usate dal sospettato ha permesso di scoprire i vari recapiti telefonici e i soggetti coinvolti nel traffico. Le teorie investigative sono state supportate da prove audio-video che hanno registrato una trattativa e uno scambio di droga nella zona di Ruvo di Puglia. Grazie alle indagini. inoltre, si è potuto documentare un traffico di una ingente partita di sostanza stupefacente (parliamo di circa 13 kg). La Polizia parla anche di utilizzo di armi da fuoco detenute illegalmente utilizzate dall’organizzazione per mantenere il predominio nell’ambito del mercato illecito delle droghe.

Direttore Umberto Buzzoni
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