Si avvicina l’ultimo giorno dell’anno e puntualmente assistiamo al sequestro di botti illegali. Ma
quello avvenuto circa qualche giorno fa a Matrice rappresenta il sequestro più importante degli ultimi8 20 anni avvenuto nella provincia di Campobasso. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con il coordinamento operativo della Questura ha disposto in Molise come in tante altre regioni d’Italia interventi atti ad arginare il fenomeno dei fuochi d’artificio non a norma. La polizia italiana come sempre si prodiga per rendere la festa dell’ultimo dell’anno più sicura possibile.
E cosi gli Agenti della Squadra Mobile hanno posto sotto sequestro oltre 10 quintali di
botti illegali che erano detenuti in un esercizio commerciale nel piccolo paese di Matrice in provincia di Campobasso. Si è trattato di una scoperta che ha lasciato stupiti le stesse forze dell’ordine per il quantitativo presente. La merce è stata scovata anche in un secondo immobile di proprietà dello stesso soggetto, un deposito collocato sempre all’interno dello stesso comune. A peggiorare le cose c’è la circostanza che il deposito si trovava proprio in centro sotto un palazzo con tutti i rischi che si possono immaginare. Tantissimi infatti sono i casi in cui lo stesso tipo di materiale ha generato fortissime esplosioni con conseguenze anche mortali. Il risultato dell’intervento della polizia è stata una denuncia nei confronti dell’uomo che possedeva il materiale illegale. Noi del mensile “polizia di Stato “ non possiamo che mettervi in guardia per non rendere l’ultimo giorno dell’anno un inferno con file al pronto soccorso e dolori. I danni possono essere di diversa entità ma le cronache ci insegnano che nessun9o è escluso dal farsi male. Come consiglia da sempre la Polizia di Stato affidatevi ad esercenti autorizzati e a materiale di prima qualità per agire in sicurezza.
Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato
droga e alle operazioni messe in atto dalla Polizia di Stato ma quella che vi raccontiamo oggi è davvero particolare. Tutto è successo in una piccola regione, quella del Molise all’interno dei confini del capoluogo di provincia, Campobasso. Gli agenti della squadra mobile hanno intercettato una vettura che proveniva dalla vicina Campania. Si trattava di un operazione di routine come tante altre che gli agenti svolgono tutti i giorni sulle strade del nostro Paese. Il soggetto fermato però era già noto alle forze dell’ordine per precedenti di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti. Nella stessa auto, seduto al fianco un bambino di soli 9 anni, figlio del guidatore. La polizia ha avviato una perquisizione e proprio sotto il sedile del bambino hanno rinvenuto circa 400 grammi di hashish e 100 grammi di cocaina confezionati per bene in pacchetti per un valore sul mercato di circa 15000 euro. Servirsi di un bambino per distrarre gli agenti in una eventuale perquisizione è un atto oggettivamente riprovevole. Sicuramente l’accaduto avvierà, parallelamente all’iter giudiziario che esprimerà un giudizio sull’operato dell’uomo ritenendolo colpevole o no colpevole, un percorso che verrà coinvolti gli assistenti sociali per valutare se un padre può essere idoneo ad educare un bambino dopo un evento del genere. La bravura delle forze di polizia è stata quella di non farsi coinvolgere emotivamente dalla presenza del minore continuando in maniera professionale a svolgere il proprio lavoro. La droga era presumibilmente diretta ad alimentare il mercato illegale nella provincia di Campobasso.
portato a 5 arresti. Nella giornata del 17 dicembre, su ordinanza emessa dal tribunale di Brescia, la polizia ha condotto in carcere 4 soggetti coinvolti nelle indagini mentre un quinto soggetto ha l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. I reati contestati come detto in precedenza sono l’usura e l’estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, reati contro il patrimonio fino all’acquisto e l’utilizzo di armi detenute illegalmente. Gli agenti sono riusciti a sequestrare anche una somma in denaro pari a 30000 euro in contanti. Tutte le indagini iniziano nel 2022 sulla base di denunce effettuate da un uomo residente a Brescia. L’uomo è stato minacciato sia attraverso telefonate molto dure sia con gesti plateali come nel caso di teste di animali fatte recapitare nella proprietà dell’uomo. Il metodo è risultato chiaramente essere mafioso tanto che poi alcuni soggetti (risultati gli stessi che hanno commesso atti intimidatori) hanno offerto la loro protezione in cambio di denaro. Il modus operandi è risultato essere chiaro e ben preciso. I malviventi individuavano persone ricche e agiate e progettavano rapine nei loro confronti. Poi prestavano denaro a soggetti il più delle volte disperati pretendendo interessi fino al 30%. Il dispiego di forze dell’ordine è stato notevole e ha visto il coinvolgimento delle unità cinofile, delle sezioni anticrimine oltre a circa cento agenti di polizia per una operazione coordinata nelle due città di Brescia e di Palermo.
miglior amico dell’uomo infatti è riuscito a fiutare un impianto costruito per produrre marijuana immessa poi nel commercio illegale. Si trattava di due serre ben attrezzate e gestite con cura da parte di uomo di 36 anni che era stato fermato già in passato perché assumeva droghe. L’immobile era situato in via Medaglie D’oro a Catania. La bravura di questi animali nel scovare sostanze stupefacenti ha permesso, permette e permetterà alle forze dell’ordine di avere un’arma in più da utilizzare nel contrasto alla produzione , commercio e spaccio di sostanze stupefacenti. Nel caso preso in esame oggi dopo la segnalazione dal parte di Maui gli agenti hanno intimato al proprietario di casa di permettere l’ingresso in appartamento. Proprietario che in un primo momento si era negato ma poi ha dovuto desistere e si è recato sul posto per eseguire gli ordini da parte degli agenti. L’impianto è stato individuato all’interno della camera da letto. Come detto in precedenza si trattava di due piccole serre che erano dotate di un efficiente impianto di areazione e di un sistema di illuminazione a lampade. Una pianta di marijuana aveva raggiunto già l’altezza di 1 metro e 70 centimetri ed aveva prodotto già i fiori che si utilizzano poi per la produzione di droga. All’interno dell’appartamento i poliziotti hanno trovato anche materiale vario necessario per le fasi di confezionamento del prodotto che presumibilmente doveva essere immesso nel mercato. Il nostro blog non può che spendere parole di elogio verso le unità cinofile che con dedizione preparano e addestrano gli animali per essere efficienti al fianco degli agenti di polizia di stato.
denunciato un giovane di Licata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La prima operazione condotta dagli agenti di Agrigento e la squadra cinofila di Palermo ha portato al ritrovamento di mezzo chilo di marijuana imbustata in un magazzino, dopo aver pedinato dei braccianti agricoli di Licata effettuato negli ultimi giorni. Importante in questo caso è stato il fiuto di un pastore tedesco,“Indira”,che ha scoperto la marijuana nascosta dietro un mobile. L’uomo è rimasto a piede libero seppur indagato. Sempre la polizia di Agrigento e la squadra cinofila di Palermo hanno fatto irruzione nella casa di una donna a Rafadali. I giovani ragazzi andavano e venivano da diversi giorni all’interno dell’appartamento. Questo ha insospettito le forze dell’ordine. Nel garage sono stati trovati hashish e circa 3 kg di marijuana pronti per la vendita. In questo caso, il fiuto di King, un pastore belga, è stato fondamentale per trovare la droga nascosta in una valigia. La donna è stata arrestata in flagranza di reato. Per lei sono scattati gli arresti domiciliari su disposizione del pubblico ministero. L’indagine èi n corso e le accuse penali nei confronti dei soggetti coinvolti sono ancora da definire.
contrastare le attività illecite che venivano svolte al suo interno. L’ultimo è di poche ore fa e ha portato a 22 misure cautelari molto pesanti tutte con custodia in carcere. Le indagini della polizia sono iniziate circa 3 anni fa, nel 2021 quando, partendo da un tentato omicidio perpetrato tra via Natali e via Truzzi sempre a Bologna, gli inquirenti hanno scoperchiato il vaso di pandora. Un gruppo criminale composto da italiani era molto attivo nello spaccio e nel commercio di sostanze stupefacenti con collegamenti direttamente con l’Arabia saudita. L’approvvigionamento diretto consentiva poi ai malavitosi di rivendere la merce a prezzi concorrenziali a Bologna e territori limitrofi. Come detto l’associazione a delinquere era composta principalmente da italiani ma al suo interno operavano anche cittadini tunisini, albanesi e marocchini. Oltre alle misure cautelari gli agenti hanno provveduto al sequestro di ingenti quantità di droga ( eroina, hashish e cocaina) oltre ad un arma da fuoco, nello specifico una pistola. La
conformazione del quartiere pilastro a Bologna si presta alla presenza di attività illecite. Ci sono infatti tantissimi palazzoni concepiti attraverso edilizia abitativa popolare. Negli anni sessanta l’intento era quello di dare accoglienza alla crescente immigrazione verso la città di Bologna da parte di italiani e stranieri in cerca di impiego e di una vita migliore. Con il tempo però il quartiere è andato via via verso una degradazione sempre crescente. I cittadini onesti si sono visti stringere in una morsa di illegalità portata agli onori della cronaca da atti violenti e attività illegali che hanno reso il rione quasi invivibile. Bisogna dire che il comune negli anni ha cercato di intervenire per recuperare il patrimonio edilizio e la stabilità sociale ma i risultati non sono stati soddisfacenti. Basti pensare che il quartiere fu teatro di unno degli atti più sanguinosi della banda della uno bianca.
state 5 le misure cautelari e oltre 18 gli indagati. Le accuse sono anche di possesso e spaccio di droghe. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gela ha emesso un ordinanza per le 5 misure cautelari. Tre soggetti sono stati condotti in carcere mentre per 2 sono scattati gli arresti domiciliari. Questi risultati sono stati ottenuti attraverso una minuziosa attività di indagine svolta anche tramite l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali. Dalle indagini è emerso che la città di Gela si trova al centro di una importante attività di traffico di droga (cocaina , hashish e marijuana tra le altre). L associazione malavitosa utilizzava anche armi possedute illegalmente per svolge le proprie attività criminali con atti intimidatori e violenti.
saranno immediatamente rimpatriate. E’ stata definita ”ad alto impatto” la massiccia operazione messa in atto dalla Polizia di stato il 1 Ottobre scorso. Grazie al blitz sono stati sequestrati importanti quantitativi di sostanze stupefacenti. Il comune, nella persona del sindaco, ha prontamente ringraziato la Polizia di Stato che è intervenuta dopo le segnalazioni dei cittadini, allarmati dalla situazione sempre più degradata all’interno della struttura. Il sindaco ha poi tenuto a precisare di voler acquisire l’area per dar vita ad un importante progetto di ristrutturazione.
Uno faceva affari con il Sudamerica. Le altre persone lavoravano la materia e preparavano le quantità. Tre individui – un uomo di 35 anni e uno di 39, cittadini del Marocco, e un uomo di 66 anni, un italiano in pensione – sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di possesso illegale di droghe con l’intento di spacciarle. A fermarli sono stati gli agenti della sesta sezione della squadra mobile, dopo diverse denunce da parte di cittadini sulla presenza di presunti spacciatori nella zona di Carugate. Si sono appostati per diversi giorni e poi martedì i poliziotti hanno identificato il condominio sospetto e hanno osservato una vettura uscire . Hanno iniziato a pedinarla fino a quando ha preso l’autostrada A4. Poco dopo dallo stesso edificio è uscita un’altra auto – di proprietà della stessa azienda di noleggio -, che è stata fermata. A bordo un anziano signore che si è giustificando dicendo di aver affittato una casa lì, e praticava il subaffitto per recuperare denaro. La società di noleggio si è messa a disposizione degli inquirenti e gli investigatori poco dopo sono riusciti nuovamente a individuare la Ypsilon, in un parcheggio di Agrate Brianza con a bordo un ragazzo di 35 anni e un chilo di cocaina. La ricerca si è concentrata sull’immobile di Carugate che si è rivelata essere la dimora dello stesso uomo di 35 anni. La polizia ha trovato 8 panetti di cocaina di altissima qualità con un peso complessivo leggermente superiore a 8 chili. La sostanza stupefacente era presumibilmente proveniente dal Sudamerica perché era di ottima qualità. I poliziotti hanno fatto appostamenti presso la casa del pensionato a Levate, nella provincia di Bergamo, dove hanno trovato dell’altra cocaina e presso la residenza del trentacinquenne a Romano di Lombardia. Qui un uomo di 39 anni era intento a confezionare delle dosi
diciottenne nei pressi del terminal bus, dopo essere passato attraverso i giardinetti che collegano l’area di posteggio dei pullman a Corso Vittorio Emanuele. Il ragazzo, assieme ad alcuni coetanei ha cercato di seguire il suo aggressore. Un giovane che aveva assistito all’aggressione ha raggiunto il ventenne, ma non è riuscito a prenderlo. L’autore del fatto ha colpito il suo inseguitore per scappare. Nel frattempo, è partita una chiamata verso il numero di emergenza e tre pattuglie sono arrivate immediatamente nel piazzale. Gli operatori hanno bloccato il ventenne che, nel tentativo disperato di scappare, cercava invano di attaccare gli agenti. Alla fine è stato condotto in Questura e dopo l’interrogatorio è stato arrestato. L’arresto è stato convalidato nella mattinata di ieri e il giovane è stato sottoposto agli arresti domiciliari in un comune delle Marche . La polizia ha svolto diverse operazioni mirate alla prevenzione dello spaccio di sostanze stupefacenti. Anche grazie a alcune segnalazioni, durante le operazioni di controllo delle volanti, gli agenti si sono recati nelle aree periferiche della città. L’attenzione dei poliziotti si è concentrata su alcuni scantinati e hanno scoperto che erano diventati un deposito temporaneo di droga. Sono stati sequestrati oltre 160 grammi di hashish ben nascosti all’interno dell’area comune di un condominio.




