Una ragazza brasiliana di 29 anni, Marilia Rodrigues Silva Martins, è stata ritrovata senza vita all’interno del suo ufficio di Gambara, nel Bresciano, lo scorso 30 Agosto. Inizialmente si è pensato ad un suicidio, poiché il tubo della caldaia dell’ufficio è stato ritrovato svitato, anche se gli inquirenti hanno immediatamente capito che i livelli di gas rilevati all’interno della stanza non erano sufficienti a provocare un decesso.
Gli investigatori hanno quindi immediatamente capito che si trattava di un omicidio e che il tubo del gas svitato era solo una scusa per depistare le indagini.
Il corpo della giovane, riverso per terra, presentava peraltro vistose ferite al volto e alla nuca che, secondo i primi accertamenti del medico legale, sono completamente incompatibili con una banale caduta. La stessa autopsia, disposta dal pm della Procura di Brescia Ambrogio Cassiani, ha infatti poi confermato che Marsilia è stata uccisa.
I Carabinieri, in queste ore, stanno continuando a ricostruire la vita della ragazza fino ai suoi ultimi istanti, collocati nella serata di giovedì e stanno ascoltando tutte le persone legate alla 29enne, compreso il fidanzato e il proprietario dello stabile, Claudio Rigoletto, che è stata anche l’ultima persona a vederla viva e colui che a ritrovato il corpo senza vita di Marilia. La figura del fidanzato, di cui non si conosce l’identità, potrebbe infatti essere determinante al fine delle indagini poiché, sempre l’autopsia, ha confermato che la ragazza era incinta di quattro mesi.
Marsilia era una giovane hostess e lavorava presso l’ufficio dell’Alpi Aviation du Brasil, un’azienda che vende ultraleggeri ed elicotteri a Gambara, era inoltre una ragazza molto discreta e poco conosciuta nel Paese, forse anche perché si spostava spesso all’interno della provincia Bresciana, non aveva una dimora fissa e molto spesso dormiva in ufficio. La ragazza era residente a Reggio Calabria e non aveva parenti in Italia, tanto che i Carabinieri stanno cercando di mettersi in contatto con la madre in Brasile, tramite l’Ambasciata.
Un omicidio che ricorda molto quello della segretaria Simonetta Cesaroni, uccisa il 7 Agosto 1990, a poco più di vent’anni, nell’ufficio dell’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù, in via Carlo Poma a Roma.





