La morte di Simona Riso resta, per il momento, ancora avvolta nel mistero, soprattutto dopo la denuncia fatta dai familiari, convinti che la ragazza sia rimasta vittima di un’aggressione e non di un suicidio, semplicemente perché non aveva nessun motivo per faro.
Durante i funerali, svoltisi a San Calogero, in provincia di Vibo Valentia, le persone più vicine alla ragazza, oltre al dolore, hanno voluto esprimere la rabbia nei confronti di chi crede che la 29 enne abbia deciso di togliersi la vita. La cugina della vittima, infatti, ha detto: “ non cerchiamo vendetta, ciò che vogliamo è soltanto giustizia per la morte di Simona, che non si è suicidata ma è stata uccisa ”, mentre il fratello è convinto che la sorella non può essersi suicidata perché il corpo è stato ritrovato con jeans, maglietta e chiavi, segno che era appena uscita di casa.
Quando Simona è stata ritrovata, verso le 7 del mattino, nel giardino nei pressi della casa dove abitava a Roma, in Via Urbisaglia, è stata immediatamente soccorsa da una vicina, che ha chiamato i medici del 118, ai quali la vittima ha detto di essere appena stata violentata e aggredita. In un primo momento tutti hanno esclusivamente pensato al suicidio, ma successivamente l’autopsia, pur escludendo la violenza, ha indicato come causa di morte i politraumi e le fratture multiple riportate al bacino e al torace della ragazza, che hanno provocato lesioni ai polmoni e quindi una fatale insufficienza respiratoria. Il punto in cui è stato ritrovato il corpo della giovane, inoltre, è incompatibile con quello della terrazza condominiale da cui si sarebbe buttata.
I Carabinieri del Capitano Ivan Riccio, coordinati dal Pm Attilio Pisani, stanno lavorando per tentare di far luce sulla vicenda, ascoltando persone informate sui fatti e raccogliendo elementi riguardanti la vita privata della ragazza. L’avvocato della famiglia Riso, Sebastiano Russo, ha spiegato che al momento non ci sono indagati, ma molto probabilmente la ragazza è stata uccisa da qualcuno che conosceva bene e che nutriva rancore nei suoi confronti. Simona, definita da tutti come una ragazza seria e lontana dagli eccessi, non era fidanzata e viveva con il cugino, Francesco Stagno e con una coppia di francesi, nella Capitale per il progetto Erasmus.





