Collaborazione Polizia Italiana e Albanese contro il traffico internazionale di droga.

Una importante operazione è stata messa in atto dalla Polizia Italiana in collaborazione con la polizia Albanese contro il traffico di droga nel settentrione. Le provincie coinvolte sono state quelle di Brescia, Verona, Milano e Novara. Sono state coinvolte nell’operazione anche il S.C.O e il S.I.S.C.O. Alla base c’è , come già detto, il traffico internazionale di droga e l’associazione transazionale con 40 persone indagate tra albanesi e italiani. La DDA della Procura della Repubblica di Brescia e la S.P.A.K albanese hanno coordinato l’attività d’indagine che è cominciata nell’anno 2020 in Italia e precisamente sul lago di Garda. Qui è stata scoperta un’intensa attività di spaccio, nei locali della movida soprattutto giovanile. Inizia subito una collaborazione tra la polizia Albanese e quella Italiana in quanto il traffico di stupefacenti, legava proprio questi due paesi. I malavitosi albanesi importavano droga dal Sud America e la vendevano poi in Italia attraverso canali consolidati. I mezzi di trasporto? I camion e i pullman che percorrevano le strade Europee prima di arrivare nel nostro paese. Gli inquirenti hanno messo in luce come al vertice dell’organizzazione ci fosse una delle più potenti cosche albanesi rappresentata da due fratelli molto pericolosi. Accanto a loro sono stati affiancati una serie di uomini di fiducia altrettanto pericolosi che residevano nel territorio lombardo. L’organizzazione è apparsa molto ben strutturata in tutti i reparti necessari per portare avanti l’attività criminale: acquisto, lavorazione e commercio. Sono stati coinvolti anche gli autisti di alcuni autobus che svolgevano servizio nella tratta Brescia-Elbasan. E’ evidente che l’associazione era riuscita ad oliare gli ingranaggi giusti per portare aventi le proprie attività illecite. Alla fine del 2021 un uomo viene fermato con 350 kg di cocaina. Il collegamento con l’organizzazione bresciana viene messo in luce dalle forze dell’ordine. Anche se i malavitosi utilizzavano sistemi di comunicazione “oscurati” i legami con importanti trafficanti residenti all’esterno (in paesi come Dubai, Colombia ed Equador), sono stati ricostruiti in maniera efficace.

Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato

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