Operazione antidroga della Polizia tra Piacenza e Gragnano: ventotto indagati, quattro arresti.

Ventotto individui dovranno rispondere di vari crimini di fronte alle autorità giudiziarie, tra cui traffico all’ingrosso di marijuana, vendita al dettaglio di cocaina, estorsione, usura, detenzione illecita di armi da fuoco, sfruttamento della prostituzione, oltre a incendi, lesioni e favoreggiamento personale. Questo risultato è stato possibile grazie a un’operazione lunga e complessa portata avanti dalla polizia di Piacenza. Quattro di questi soggetti sono stati arrestati in flagranza di reato, sono stati sequestrati un totale di 6 chili di droga oltre a più di 40. 000 euro in contanti provenienti dall’attività di traffico.  La polizia di Piacenza sottolinea che i coinvolti sono “giovani italiani e albanesi di vent’anni, senza precedenti penali o con reati minori, quasi tutti residenti nelle zone di Piacenza e Gragnano. L’indagine  è risultata particolarmente difficile  a causa della prudenza dei sospettati che ha incluso l’uso sistematico di molteplici strategie per sfuggire ai controlli e alle ispezioni della Polizia Giudiziaria. Venivano utilizzati numeri telefonici e veicoli intestati a persone diverse dagli effettivi utilizzatori, così come una varietà di social network per comunicare tra di loro e con le persone che li circondano, evitando l’uso dei classici mezzi di comunicazione telefonica per eludere l’efficacia delle tradizionali attività di intercettazione.

L’attività investigativa ha rivelato alcuni degli effetti devastanti causati dal consumo e dalla vendita di sostanze stupefacenti. Alcuni degli individui coinvolti, in quanto consumatori abituali di stupefacenti, dovendo ricorrere a continui prestiti per procurarsi la droga, non sono stati in grado di gestire la situazione venutasi a creare e hanno quindi coinvolto i propri familiari nell’attività di ripianamento dei propri debiti. Spesso i debitori si sono rivolti agli usurai con tutte le problematiche che derivano da questo tipo di scelta. Fra i più invischiati in questa vicenda c’era un giovane italiano che viveva in provincia, catturato in flagranza durante le indagini: era impegnato a minacciare una vittima per riottenere i soldi prestati a tassi usurai arrivando ad incendiare l’auto della vittima. Inoltre in soggetto in questione era un reclutatore di clienti per la vendita di marijuana da parte di un grossista albanese, nonché persona abituata ad usare la violenza. Si è riusciti a ricostruire il flusso della droga. Per la cocaina i malviventi si rifornivano da venditori nordafricani operativi nei campi dell’Oltrepò pavese, mentre la marijuana veniva fornita tramite distributori operanti nelle Province di Modena e Reggio Emilia.

Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato

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