Maxi operazione antidroga condotta dalla Polizia di Stato che ha effettuato 14 misure cautelari.
Dodici persone sono finite in carcere e due ai domiciliari per associazione a delinquere mirata al traffico di droga tra le province di Ascoli e Teramo. È stato smantellato un clan pericoloso che, secondo le indagini effettuate della squadra mobile della Questura di Ascoli Piceno e Sisco, sotto la supervisione della Procura Distrettuale Antimafia del Tribunale di Ancona, sarebbe collegato alla ‘ndrangheta. Questo collegamento sarebbe garantito dalla figura di Vincenzo Marino, 50 anni, originario della Calabria soprannominato “lo zio. Il leader del gruppo impiegava armi da fuoco, fucili e esplosivi per spaventare rivali e alleati. Anche ragazzi più giovani venivano coinvolti. La struttura logistica era situata a Porto d’Ascoli in una abitazione non in regola trasformata in deposito per sostanze stupefacenti e armamenti, decorata con immagini di leoni e mosaici a ostentare il dominio sul territorio. Più di 100 agenti della polizia di Stato sono stati coinvolti, operando nello stesso momento in diverse province: Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Monteprandone, Controguerra (Teramo) e Imperia. Le forze dell’ordine hanno verificato che il gruppo criminale era in grado di distribuire una notevole quantità di droghe, soprattutto cocaina, sul territorio, tramite una rete ben organizzata che copriva ogni fase, dall’acquisto all’ingrosso fino alla vendita finale. In aggiunta, gli agenti hanno rivelato che alcuni membri del gruppo, pur essendo in carcere per altri reati, riuscivano a rimanere in contatto telefonico con gli altri coinvolti per pianificare l’attività di vendita delle sostanze.
Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato




