Maxi furto di farmaci: sei arresti e sequestri per oltre un milione di euro da parte della Polizia di Stato

Sei persone sono state arrestate al termine di un’articolata operazione condotta dalla Squadra mobile di Reggio Emilia, con l’accusa di aver organizzato e portato avanti un sistema strutturato di furti e successiva ricettazione di farmaci ad altissimo valore economico. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica reggiana, si è sviluppata nell’arco di diversi mesi e ha consentito agli investigatori di ricostruire nel dettaglio l’attività della banda, ritenuta responsabile di almeno tre colpi particolarmente rilevanti. I furti sono stati messi a segno tra giugno e luglio del 2025 ai danni di un deposito farmaceutico e di una farmacia, obiettivi scelti con attenzione per la quantità e il valore dei medicinali custoditi. Il bottino complessivo sottratto nel corso delle azioni criminali ammonta a circa 930mila euro, una cifra che dà la misura della portata dell’operazione e dell’organizzazione alle spalle dei colpi. Secondo quanto emerso, il gruppo agiva con modalità ben pianificate: prima di entrare in azione, i componenti effettuavano sopralluoghi accurati per studiare accessi, sistemi di sicurezza e tempistiche, riducendo al minimo i rischi. La banda poteva contare su un parco di veicoli diversificato, utilizzato sia per raggiungere i luoghi dei furti sia per allontanarsi rapidamente dopo i colpi, oltre che su strumenti di comunicazione considerati sofisticati, che permettevano di coordinare le operazioni senza esporsi facilmente alle intercettazioni. Fondamentale, all’interno del gruppo, era anche la netta suddivisione dei ruoli. Alcuni membri si occupavano della logistica, come il noleggio delle auto e l’organizzazione degli spostamenti, mentre altri erano incaricati della gestione della refurtiva: dalla custodia temporanea fino alla vendita illegale e alla successiva immissione dei farmaci nel mercato nero, dove venivano rivenduti generando profitti illeciti. L’operazione delle forze dell’ordine ha quindi permesso non solo di fermare i presunti responsabili, ma anche di interrompere un circuito illegale che rischiava di alimentare un mercato parallelo potenzialmente pericoloso, considerata la natura dei prodotti trafugati.

Nel corso dell’attività investigativa, condotta con strumenti e tecniche avanzate, gli inquirenti hanno passato al vaglio numerosi filmati provenienti da sistemi di videosorveglianza sia pubblici sia privati, incrociandoli con l’analisi dei tabulati telefonici e con intercettazioni, sia telefoniche che ambientali. A queste operazioni si sono aggiunti anche mirati servizi di pedinamento, che hanno contribuito a delineare con maggiore precisione i movimenti e i ruoli degli indagati. Nel corso delle perquisizioni, eseguite in alcuni immobili riconducibili a uno dei soggetti coinvolti, i poliziotti hanno scoperto e posto sotto sequestro dieci colli contenenti medicinali particolarmente sensibili, tra cui farmaci oncologici e immunosoppressori. Il valore complessivo del materiale recuperato supera il milione di euro, confermando la rilevanza economica del traffico illecito. Sul piano delle misure cautelari, l’autorità giudiziaria ha disposto il carcere per due dei componenti della banda, mentre altri due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. Per gli ultimi due indagati è stato invece imposto l’obbligo di dimora, con limitazioni agli spostamenti.

Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato

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