Quindicenne arrestato a Firenze nell’ambito di un’indagine sul terrorismo

Dalle attività investigative condotte dagli uomini della Digos di Firenze sarebbe emerso un quadro ritenuto particolarmente preoccupante dagli inquirenti. Il protagonista della vicenda è un ragazzo di appena 15 anni che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe mantenuto rapporti costanti tramite chat e piattaforme di messaggistica con soggetti riconducibili agli ambienti dell’estremismo islamista radicale. Nel corso di queste conversazioni online, il giovane avrebbe manifestato più volte la volontà di compiere azioni violente, dichiarandosi disponibile a entrare in azione e ricevendo anche indicazioni dettagliate sui possibili obiettivi da colpire e sulle tipologie di luoghi considerati sensibili per eventuali attentati. Il minorenne è stato arrestato con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, un reato particolarmente grave che punisce chi aderisce o si mette a disposizione di organizzazioni terroristiche di matrice jihadista. Tuttavia, per il ragazzo non si tratta del primo provvedimento giudiziario. Già nei mesi precedenti, infatti, era stato raggiunto da una misura cautelare che aveva disposto il suo collocamento in una comunità educativa, sempre in relazione alle stesse accuse. Le autorità avevano scelto questa soluzione nel tentativo di interrompere il percorso di radicalizzazione e avviare un programma di recupero e controllo.

Nel marzo scorso, però, la misura cautelare era stata revocata dall’autorità giudiziaria e sostituita con il regime della messa alla prova, considerato un percorso alternativo finalizzato al reinserimento sociale del minore. Nonostante questa opportunità, secondo quanto accertato successivamente dagli investigatori, il giovane avrebbe ripreso quasi immediatamente i contatti con ambienti estremisti attraverso i social network e le piattaforme online utilizzate per la propaganda jihadista. Fondamentale, in questo senso, sarebbe stata la collaborazione tra i diversi organismi impegnati nel contrasto al terrorismo. Grazie all’attività di monitoraggio e cooperazione svolta dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa), insieme alle agenzie di intelligence italiane Aise e Aisi, la Direzione centrale della Polizia di prevenzione avrebbe raccolto nuovi elementi informativi poi trasmessi alla Digos fiorentina. Gli approfondimenti investigativi avrebbero così evidenziato che il ragazzo, già dal giorno successivo alla revoca della precedente misura cautelare, aveva ripreso a interagire online con profili social collegati al Daesh.

L’organizzazione terroristica, nota anche come Stato Islamico, è stata protagonista negli ultimi anni di numerosi attentati e attività di propaganda estremista in diverse aree del mondo, soprattutto tra Siria e Iraq. Secondo gli investigatori, i contatti mantenuti dal giovane con questi ambienti avrebbero confermato il persistere di un processo di radicalizzazione ritenuto ancora attivo e potenzialmente pericoloso. Per questo motivo le autorità hanno deciso di intervenire nuovamente, procedendo con un nuovo arresto e intensificando le attività di controllo e prevenzione legate al fenomeno del terrorismo internazionale.Le attività di sorveglianza svolte dagli investigatori della Polizia di prevenzione hanno permesso di seguire costantemente i movimenti e le comunicazioni del giovane. Nel corso delle indagini, gli agenti hanno eseguito una perquisizione nei suoi confronti, sequestrando il telefono cellulare utilizzato dal ragazzo.

L’analisi approfondita del dispositivo avrebbe poi fatto emergere nuovi elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti. In particolare, sarebbero stati individuati diversi scambi di messaggi e interazioni online con utenti collegati ad ambienti dell’estremismo jihadista. I contatti, avvenuti attraverso applicazioni di messaggistica e piattaforme social, avrebbero confermato la prosecuzione dei rapporti con figure riconducibili alla galassia dell’islamismo radicale. Alla luce dei risultati ottenuti dagli accertamenti tecnici e investigativi, le autorità hanno quindi deciso di procedere con l’arresto del minorenne.

Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato

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