Esami di guida teorici sotto controllo: la Polizia smaschera due gruppi criminali

Un articolato sistema fraudolento finalizzato a far ottenere la patente di guida senza il regolare superamento dell’esame teorico è stato scoperto dalla Polizia Stradale al termine di una complessa attività investigativa. Al centro della vicenda vi erano due distinti gruppi criminali che, dietro compenso economico, offrivano ai candidati un servizio illecito per superare la prova teorica attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate e metodi accuratamente studiati per eludere i controlli. I candidati che aderivano al sistema si presentavano alle sessioni d’esame dotati di dispositivi elettronici miniaturizzati, nascosti tra gli indumenti o all’interno di accessori personali. Tra le apparecchiature utilizzate figuravano auricolari praticamente invisibili e microtelecamere in grado di trasmettere all’esterno le immagini delle domande visualizzate sul computer durante la prova. In questo modo, persone collocate fuori dalla sede d’esame potevano seguire in tempo reale lo svolgimento del test e comunicare ai candidati le risposte corrette.

L’indagine, denominata “30 e lode” e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trieste, ha avuto origine da una serie di controlli effettuati presso la Motorizzazione Civile. Durante alcune sessioni d’esame, gli agenti della squadra di polizia giudiziaria della Polizia Stradale hanno notato comportamenti anomali da parte di alcuni candidati e hanno deciso di approfondire la situazione. Le verifiche hanno portato al rinvenimento di sofisticati dispositivi elettronici accuratamente occultati sotto gli abiti, confermando i sospetti degli investigatori. A partire da queste prime scoperte, gli inquirenti hanno avviato un’attività investigativa più ampia, che ha consentito di ricostruire il funzionamento dell’intero sistema. Gli accertamenti hanno evidenziato l’esistenza di una vera e propria organizzazione strutturata, capace di reclutare i candidati, fornire loro le attrezzature necessarie e garantire assistenza durante lo svolgimento dell’esame. Ogni fase dell’operazione era pianificata nei minimi dettagli, con ruoli ben definiti tra chi organizzava il servizio, chi forniva il supporto tecnico e chi suggeriva le risposte corrette durante le prove.

Le indagini hanno inoltre permesso di accertare che il servizio veniva offerto a pagamento e che il superamento dell’esame rappresentava il risultato di un meccanismo illecito studiato per aggirare le procedure ufficiali di verifica delle competenze richieste per ottenere la patente di guida. Grazie all’intervento degli investigatori, il sistema è stato smantellato e sono stati individuati i soggetti coinvolti nell’organizzazione e nella gestione della frode. L’operazione ha evidenziato ancora una volta come l’impiego di tecnologie sempre più sofisticate possa essere utilizzato per tentare di alterare procedure pubbliche e certificazioni ufficiali, rendendo fondamentale l’attività di controllo e prevenzione svolta dalle forze dell’ordine. Proprio grazie alla costante vigilanza degli agenti e all’attento monitoraggio delle sessioni d’esame è stato possibile interrompere un’attività illecita che rischiava di compromettere la regolarità delle procedure per il conseguimento della patente e la sicurezza della circolazione stradale.

L’analisi dei telefoni sequestrati e dei tabulati telefonici ha permesso di ricostruire numerosi episodi di frode legati agli esami per la patente, individuando i candidati che avrebbero usufruito di aiuti illeciti. L’inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 106 persone per diversi reati connessi all’alterazione delle procedure d’esame, mentre per undici soggetti è stata contestata anche l’associazione per delinquere. Durante le perquisizioni effettuate tra Trieste, Bologna e Rovigo sono stati sequestrati dispositivi elettronici, microauricolari, telefoni cellulari e indumenti modificati per nascondere microtelecamere utilizzate durante le prove.

Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato

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