Due omicidi in poche ore in Puglia

FALSI INVALIDI: 45 ARRESTI DEI CARABINIERI A NAPOLIda www.ansa.it

E’ stato arrestato il presunto omicida di Angelo Balducci, il giovane di 28 anni, ucciso a coltellate la scorsa notte dinanzi ad una sala giochi a Gravina. L’uomo, identificato dai carabinieri grazie alle testimonianze delle persone presenti al momento dell’aggressione, è Michele De Siante, di 27 anni, anche lui di Gravina. E’ accusato di omicidio volontario e porto abusivo di coltello.

Vittima e aggressore hanno entrambi piccoli precedenti penali, ma secondo i carabinieri, la lite che ha portato all’omicidio sarebbe scaturita da motivi futili probabilmente non legati ad attività criminali. Secondo quanto accertato dagli investigatori, Balducci è stato raggiunto da una quindicina di coltellate al torace e al collo. Il fatto è avvenuto casualmente dinanzi alla sala giochi poiché, a quando si è appreso, i due non erano frequentatori del locale.

Nel Salento nella piazza di San Cesario di Lecce e’ stato ucciso un 37enne, Gianfranco Zuccaro. Era un bodyguard e coordinava una società locale di servizi per la sicurezza.

L’agguato è avvenuto dinanzi a numerosi testimoni che in quel momento si trovavano nella centrale piazza Garibaldi. Zuccaro è arrivato in piazza attorno alle 9, come era solito fare per fare colazione al bar. Dopo aver parcheggiato la sua vettura Bmw è entrato nel bar ma quando è uscito dal locale si è trovato di fronte il killer che con una pistola calibro 7.65 gli ha sparato contro almeno tre colpi.

L’uomo, ferito, ha tentato di fuggire riparandosi dietro un’automobile, ma è caduto ed è morto dopo avere percorso pochi metri. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Lecce, il procuratore aggiunto Antonio Donno e il magistrato di turno Gabriella Fazzi.

Mafia, 30 fermi cosca Porta Nuova

carabionierda TGCOM 24

Operazione antimafia tra le province di Palermo e Trapani contro il mandamento mafioso di Porta Nuova. I militari dell’Arma hanno eseguito una trentina di fermi per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti. Sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.

Esplosivo tra le pagine di un libro, due arresti

celerinoda TGcom.24

Nascondevano esplosivo all’interno di una guida del Touring e giravano su uno scooter con un borsone carico di coltelli, taglierini, componenti di armi da guerra, inneschi e finte bombe a mano. Due romani, di 31 e 36 anni, sono stati arrestati nella Capitale dagli agenti della polizia del reparto prevenzioni crimine. Al momento del fermo è stato assicurato che l’ordigno rudimentale non poteva esplodere perché privo di materiale detonante.

I due uomini, già noti alle forze dell’ordine e con precedenti, avevano cercato di sfuggire ad un posto di controllo in via Casilina a bordo di uno scooter iniziando una fuga rocambolesca. Una volta fermati, oltre all’esplosivo, sono stati sequestrati anche una pistola giocattolo che riproduceva una Colt e varie armi da taglio. Dopo il ritrovamento dell’ordigno all’interno del libro sono intervenuti gli artificieri. I due romani arrestati dovranno rispondere del reato di detenzione di parti di arma da guerra. Nelle loro abitazioni, gli agenti hanno anche trovato una pianta di marijuana.

I primi accertamenti – Gli investigatori stanno vagliando tutte le ipotesi e non escludono che i due arrestati possano essere dei “corrieri” per il trasporto di armi non direttamente legati ad ambienti terroristici. Il 31enne arrestato era noto in ambienti ultra ed era stato sottoposto a Daspo, il 36enne ha alcuni precedenti per furto.

Accoltellato a morte allo stadio durante il saggio di danza: fermato un giovane

accoltellatoda corriere.it

Un giovane è stato ucciso a coltellate la scorsa notte nello stadio di Acerra dove si trovava per assistere a un saggio di danza. Ad ucciderlo è stato un altro ragazzo che, dopo averlo colpito più volte al petto, è fuggito ma è stato rintracciato e fermato dai carabinieri dopo una mezza giornata.

ALL’INTERNO DELLO STADIO – La vittima si chiamava Antonio Papa, aveva 26 anni ed era già noto alle forze dell’ordine. Il delitto è avvenuto intorno alle 23 e 30, all’interno dello stadio comunale. Papa si trovava sugli spalti quando è stato raggiunto e avvicinato dall’altro giovane che lo ha colpito al petto con un coltello. Dai primi accertamenti una delle ferite è stata mortale. Il cadavere è stato portato al Secondo Policlinico di Napoli dove sarà eseguita l’autopsia.

UN FERMATO – I carabinieri hanno sottoposto a fermo un giovane. Si tratta di un ragazzo del posto, del quale non è stata resa nota l’identità, con il quale la vittima aveva litigato nei giorni scorsi per futili motivi. Al momento il giovane fermato si trova nella caserma dei carabinieri per essere interrogato.

ATTENTATO DI BRINDISI: Giovanni Vantaggiato condannato all’ergastolo

melissavantaggiato-defaultdi Grazia De Marco

La Corte d’Assise di Brindisi ha deciso di condannare definitivamente all’ergastolo Giovanni Vantaggiato, per l’attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, dove perse la vita la studentessa sedicenne Melissa Bassi. I giudici, infatti, hanno riconosciuto anche l’aggravante della finalità terroristica al reato di strage, come già era stato chiesto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Lecce e come poi ha confermato lo stesso Procuratore Capo della Dda Claudio Motta, che ha detto: “ è stata riconosciuta la nostra impostazione…”.

La Corte ha inoltre condannato lo stesso Vantaggiato all’isolamento diurno per 18 mesi (a fronte di una richiesta di tre anni) e ha stabilito un risarcimento danni di 800 mila euro per i genitori della giovane vittima, che verranno devoluti in  beneficenza,  di 200 mila euro per le cinque ragazze rimaste gravemente ferite nell’attentato, di  200 mila euro alla Regione Puglia e di altri 100 mila  euro  per la  ragazza che ha riportato danni all’udito.

Nell’aula Metrangolo del Tribunale di Brindisi, erano presenti anche i genitori di Melissa che, subito dopo la sentenza, hanno dichiarato di aver avuto sempre fiducia nella giustizia, ma nessun verdetto potrà mai restituirgli la figlia. Anche le amiche del cuore della giovane studentessa, Azzurra Camarada e Selena Greco, hanno affermato di sentirsi soddisfatte della condanna comminata all’ex imprenditore di Copertino, tuttavia il loro pensiero è sempre rivolto a Melissa, che le aiuta ad andare avanti e ad  essere più forti di prima.

Il processo era iniziato a Gennaio ed è stato sempre caratterizzato da momenti di commozione e angoscia provocati, soprattutto, dalle testimonianze delle ragazze rimaste ferite, che hanno dovuto descrivere gli ultimi momenti della vita di Melissa, le scene drammatiche a cui hanno assistito e le sofferenze psicologiche e fisiche riportate. L’imputato, nel corso delle udienze, è apparso debilitato fisicamente, ma comunque presente a se stesso, soprattutto quando ha spiegato le motivazioni che lo avrebbero indotto ad organizzare l’attentato. Vantaggiato ha infatti spiegato che l’atto criminoso del 19 maggio dell’anno scorso era stato organizzato come “atto dimostrativo” verso il Tribunale che, tuttavia, è ubicato all’isolato successivo, rispetto alla scuola Morvillo Falcone.

L’imprenditore 62 enne, peraltro, non ha saputo rispondere ad alcune domande dei pubblici ministeri, che gli hanno chiesto per quale motivo avesse scelto di usare un ordigno esplosivo così potente (costituito da tre bombole di gas riempite di zolfo, carbone e nitrato di potassio), fatto esplodere in un orario in cui, come è noto a tutti, i ragazzi entrano a scuola.

Melissa Bassi sembra aver avuto giustizia, anche se nessuno potrà mai restituirle il suo sorriso e la sua gioia di vivere, che riusciva a trasmettere a tutti coloro che avevano avuto la fortuna di conoscerla.

E Riina disse: «Io andreottiano da sempre» Trattativa Stato-Mafia: le nuove prove

STRAGE RAPIDO 904: CHIESTO RINVIO GIUDIZIO RIINAda Corriere.it

Nuove rivelazioni sull’esistenza della trattativa stato-mafia. Un agente di polizia penitenziaria chiese al boss: «E’ vero che ha lei ha dato un bacio ad Andreotti?» e lui risponde: «Le posso solo dire che era un galantuomo e che io sono stato andreottiano da sempre».

LA CONFERMA – Dal capomafia dunque arriverebbero clamorose conferme sull’esistenza della trattativa Stato-mafia. Agli agenti penitenziari il boss avrebbe detto che a farlo arrestare furono Bernardo Provenzano e Vito Ciancimino. Le rivelazioni sono state raccolte dall’agente penitenziario alcune settimana fa, mentre il detenuto stava per essere trasferito dalla sua cella alla saletta delle videoconferenze.

LA RELAZIONE – Le parole del boss, che non collabora con la giustizia, sono finite in una relazione degli agenti che è stata depositata agli atti del processo sulla trattativa insieme agli interrogatori delle guardie carcerarie che hanno sentito le frasi di Riina. Dalle parole del boss verrebbe una conferma alle dichiarazioni del figlio di Ciancimino, Massimo, che ha raccontato ai pm che furono il padre e Provenzano a fare arrestare Riina ai carabinieri a gennaio del 1993. Il padrino avrebbe fatto riferimento poi alla circostanza che qualcuno sarebbe andato da lui: frase sibillina che potrebbe alludere al tentativo di dialogo avviato dal Ros con Riina attraverso Vito Ciancimino che avrebbe segnato l’avvio della trattativa.

Idem:polizia urbana acquisisce documenti

ideda Ansa.it

Le verifiche della Polizia Municipale sulla residenza-palestra di Josefa Idem a Santerno, nel ravennate,sono iniziate con l’acquisizione di documenti anche dall’ufficio Sport del Comune.I controlli,che riguardano aspetti edilizi e commerciali e che sono stati delegati dalla Procura,si concentreranno in questa prima fase sull’esame delle carte che sta andando avanti da ieri mattina. Non è escluso che poi ci siano sopralluoghi. A Santerno vicini divisi, ma i più difendono l’ex ministro.

Roberta Ragusa,si cerca corpo con super georadar

DONNA SCOMPARSA DA 6 GIORNI, LOCANDINE IN SCALO FIUMICINOda Ansa.it

Sara’ un sistema georadar di ultima generazione a cercare i resti di Roberta Ragusa, la donna scomparsa dalla sua abitazione di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, in alcune zone del territorio della provincia di Pisa.

Le ricerche scatteranno nei prossimi giorni e saranno effettuate con uno strumento capace di ”vedere” in profondita’ variabili del sottosuolo fino a oltre 3 metri e con la capacita’ di penetrare qualsiasi terreno e materiali.

Donna uccide convivente e tenta dar fuoco alla casa, poi tenta il suicidio

omicidioda Ansa – Agenzia di Stampa

Una donna ha ucciso il convivente con una coltellata al petto la scorsa notte a Torre del Greco durante un litigio nella loro abitazione. Ha poi tentato di dar fuoco all’appartamento con il gas, causando solo lievi danni alla cucina, e di suicidarsi lanciandosi dal terrazzo ma e’ stata fermata dalla Polizia.

La donna – Maria Carmela Panariello, di 41 anni – e’ stata bloccata dalla Polizia e si trova ora nel Commissariato di Torre del Greco in stato di fermo. Il convivente – Tommaso Egger, di 57 anni – e’ stato trovato senza vita sul letto, con una profonda ferita al petto inferta – secondo i primi accertamenti degli investigatori dello stesso Commissariato, diretto da Paolo Esposito – con un grosso coltello da cucina. Il delitto – stando alla ricostruzione riferita finora – e’ avvenuto poco prima delle quattro, nell’abitazione della coppia, in via Calastro, davanti ai figli adolescenti, durante una lite per motivi in corso di accertamento da parte della Polizia.

Dopo aver accoltellato il convivente, Maria Carmela Panariello ha aperto il gas tentando di dar fuoco alla casa. E’ poi salita al sesto dell’edificio nel quale viveva con il marito, nella zona a ridosso dell’area portuale, e ha tentato di lanciarsi nel vuoto, ma e’ stata bloccata. Le fiamme hanno danneggiato la cucina dell’abitazione e hanno interessato anche alcune parti del palazzo, prima di essere spente dai vigili del fuoco.

Con uniforme da colonnello, operaio si spaccia per 007; arrestato

colonnelloda Agi – Agenzia di Stampa

I carabinieri di Rende hanno arrestato un uomo di Paola (CS), Gerardo Carnevale, 48 anni, fermato mentre indossava l’uniforme da colonnello della Guardia di Finanza. L’uomo era sprovvisto del tesserino da finanziere ed ha esibito un falso tesserino del Ministero dell’Interno, affermando di far parte dei servizi segreti. Si e’ poi scoperto che era un operaio forestale dell’Afor e che conservava, a casa, una riproduzione di una pistola Bruni modello 92. Il finto colonnello, secondo l’accusa, si spacciava per finanziere per avere vantaggi e agevolazioni, promettendo il suo interessamento per trasferimenti e assunzioni.