Dalle forze dell’ordine ordine guerra alla banda del buco

SCAVANO GALLERIA DI UN CHILOMETRO PER DERUBARE GIOIELLERIAda Ansa.it

Al via ad ispezione delle fognie per prevenire rapine.

Carabinieri e polizia dichiarano guerra alla banda del buco. Sono iniziati controlli straordinari nelle fogne di Napoli per prevenire rapine da parte di malviventi che agiscono muovendosi nel sottosuolo.

I carabinieri stanno ispezionando la zona di Chiaia effettuando controlli nelle condotte fognarie. La polizia ha dato il via a un nuovo piano dell’ufficio Prevenzione generale con i sommozzatori che ispezioneranno, con cadenza settimanale, il sottosuolo.

Assalto a portavalori a Roma, un morto

porta valori da Umberto Buzzoni – direttore mensilepoliziadistato

Alcuni minuti da Far West a Roma. Un rapinatore morto e un vigilante ferito gravemente.

E’ il bilancio di un assalto ad un portavalori in pieno centro a Roma, nella zona della basilica di Santa Maria Maggiore.

Alcuni banditi avrebbero tentato l’assalto e sarebbe nata una sparatoria con le guardie giurate.

Sul fatto indagano i carabinieri. Turisti e passanti, impauriti, si sono rifugiati nei negozi e dietro le auto.

La nostra redazione è vicina alle guardie giurate che quotidianamente svolgono un lavoro rishioso con coraggio è dignita.

In questa occasione a perdere la vita è stato uno dei malviventi, ma non mancano episodi di cronaca in cui ad avere la peggio sono i tutori dell’ordine e la sicurezza.

Droga, Morgan sarà processato con l’accusa di favoreggiamento

Morganda Corriere.it

Rinvio a giudizio del cantante, coinvolto nell’inchiesta su uno spacciatore di cocaina a Monza.

Guai giudiziari per Morgan. Mercoledi il cantautore, 40 anni, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di favoreggiamento per una vicenda di droga.

Tutto ha inizio una sera di novembre di due anni fa, quando la polizia arresta, all’ingresso della palazzina di Monza in cui vive il musicista, il 30enne Luis Fernando M., uruguaiano. Il sudamericano ha circa tre grammi di cocaina in tasca, in un pezzo unico. Arrestato, prima di essere portato in commissariato, riferisce di avere un appuntamento con Morgan, che effettivamente gli stava per aprire la porta. Il sudamericano, in sede di convalida dell’arresto, racconterà poi al giudice di essersi presentato sotto casa dell’ex leader dei Bluvertigo per saldare un precedente debito di lavoro, maturato per aver collaborato all’allestimento del palco in occasione di un concerto di quest’ultimo. Il musicista gli avrebbe dovuto pagare il lavoro con un assegno. Dopo pochi giorni, l’uomo viene rilasciato a piede libero, ma per gli inquirenti resta un pusher di cocaina.
Nell’ambito delle indagini, condotte dal pm Emma Gambardella, gli ufficiali di polizia giudiziaria sentono come testimone anche Morgan, il quale avrebbe riferito che quello non era uno spacciatore, ma un suo conoscente che si trovava in difficoltà economiche.

Versione alla quale, però, il magistrato non ha creduto, tanto da chiedere e ottenere il rinvio a giudizio al prossimo 3 luglio per il reato di favoreggiamento. Anche il presunto pusher, nel frattempo, finisce a processo con l’accusa di spaccio.

Non c’è pace per Morgan, artista e scopritore di talenti. Recentemente ha rimediato una denuncia anche da un fotografo che lo aveva «paparazzato» vicino casa, e che lui avrebbe aggredito prendendogli a calci lo scooter. Nel 2010 dopo le sue esternazioni sull’uso di crack rilasciate a «Max», il cantante fu al centro di un’ondata di polemiche che gli costò l’esclusione dal Festival di Sanremo e l’esilio dalla Rai.

Sarah: pm, fu uccisa da Sabrina e Cosima tra le 14:10-14:20

SARAH: DA SABRINA IN AULA MOLTI 'NON RICORDO'da Ansa.it

Sarah Scazzi venne uccisa in casa Misseri da Sabrina e dalla madre Cosima Serrano tra le 14.10 e le 14.20 del 26 agosto 2010, dopo che le due donne l’avevano riportata con la forza a casa prelevandola in strada con la loro auto, e in casa in quei frangenti non c’era Michele Misseri. E’ la tesi sostenuta nella requisitoria, tuttora in corso, dal pm Mariano Buccoliero al processo per il delitto della quindicenne di Avetrana. “Dopo l’omicidio – ha aggiunto il pubblico ministero – il corpo venne spostato in garage per essere trasferito nella Seat Marbella di Michele Misseri. Lo spostamento avvenne attraverso una porta interna che i Misseri hanno sempre detto essere bloccata da tempo, ma che invece si apriva con un cacciavite, come dimostrato in un sopralluogo dei carabinieri. Quella porta venne aperta il giorno del delitto per far passare il cadavere: lo conferma una intercettazione ambientale del 7 marzo 2011 durante un colloquio in carcere tra Cosima Serrano e Michele Misseri”.

PM, SE ASSASSINO E’ MICHELE DOV’E’ ARMA DELITTO?  “Se Michele Misseri avesse ucciso Sarah con una corda, come dice, avrebbe fatto trovare anche l’arma del delitto, come ha fatto con tutto il resto”. Lo ha detto il pm Mariano Buccoliero nella requisitoria al processo per l’uccisione di Sarah Scazzi, ripresa dopo una breve pausa. “Michele Misseri – ha aggiunto – vide arrivare Sarah e la lasciò con Sabrina con la quale lui si era visto in veranda prima di scendere in garage. Sarah entrò in casa Misseri prima delle 14”. Il pm è passato poi alla ricostruzione del presunto sequestro di Sarah, che sarebbe andata via da casa Misseri poco dopo le 14 e sarebbe stata ripresa con la forza e infilata in auto da Cosima Serrano per riportarla a casa Misseri. Episodio al quale avrebbe assistito il fioraio Giovanni Buccolieri, il quale poi ritrattò sostenendo che si era trattato di un sogno.

PM, SABRINA TENTO’ FAR CAMBIARE DEPOSIZIONE AMICA  – Sabrina Misseri, accusata con la madre Cosima Serrano dell’uccisione della cugina Sarah Scazzi, tentò di convincere l’amica Mariangela Spagnoletti a modificare la ricostruzione che di lì a poco avrebbe dovuto dare ai carabinieri, dai quali era stata convocata, sui frangenti in cui scattò l’allarme per la scomparsa di Sarah. E’ quanto sostenuto dal pm Mariano Buccoliero nella requisitoria al processo per il delitto Scazzi. Il pm ha fatto riferimento ad una intercettazione ambientale del 30 settembre 2010 (il corpo di Sarah non era stato ancora trovato) con il colloquio tra Sabrina e Mariangela. Sabrina avrebbe tentato inutilmente di convincere l’amica che il 26 agosto 2010, giorno del delitto, la stava attendendo nella veranda di casa per andare al mare con Sarah. Mariangela ha sempre riferito che, arrivando in aula con la sorellina, trovò Sabrina già in strada, agitata, che poi pronunciò le parole “L’hanno presa, l’hanno presa”.

PM, MICHELE MISSERI SMENTITO DA SE STESSO E SABRINA  – “Secondo quanto racconta Michele Misseri, e quanto si ricava dalle dichiarazioni di Sabrina, l’agricoltore avrebbe ucciso in garage Sarah e si sarebbe affacciato per parlare con la figlia che era in veranda, tutto in meno di quattro minuti. Ma è tecnicamente impossibile stando alle loro stesse dichiarazioni”. Lo ha detto il pm Mariano Buccoliero nella requisitoria che sta tenendo in Corte d’Assise a Taranto al processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. “La verità è che Michele parlava su ‘imbeccate’ di Sabrina” ha aggiunto il pubblico ministero. Buccoliero sta ricostruendo in questi frangenti il percorso fatto da Sarah il 26 agosto 2010 dalla sua abitazione a quella dei Misseri, utilizzando le testimonianze di coloro che l’hanno vista transitare in strada.

Caso Celentano: le indagini proseguono in Messico, ma restano aperte tutte le piste

celentanodi Grazia De Marco

La Procura di Torre Annunziata prosegue le indagini sulla scomparsa della piccola Angela Celentano, avvenuta 16 anni fa sul Monte Faito. Il procuratore Alessandro Pennasilico, pur dichiarando che tutte le piste restano aperte, sta indagando sul nuovo filone messicano, che si è prefigurato quando, tre anni fa, sono arrivate alla famiglia delle mail da parte di una ragazza che ha detto di essere proprio Angela.

La Procura non ha fornito ulteriori dettagli perchè si dice preoccupata di mettere a rischio le indagini in corso.  “Si tratta, afferma il Procuratore, di una vicenda estremamente delicata, dai contorni preoccupanti, la cui complessità è anche determinata dal fatto che si ha a che fare con un altro Stato”.

In seguito ai contatti tra la famiglia Celentano e Celeste Ruiz, la ragazza che ha dichiarato in mail di essere Angela, l’Interpol si è recata in Messico per accertare quanto ci fosse di vero. La foto sarebbe un fake: la ragazza potrebbe essere un’amica del figlio di un magistrato, Cristino Ruiz, dalla cui casa sono partite le mail.

La figura di Cristino Ruiz è comunque risultata essere alquano ambigua.

Quando, ad esempio,  l’Interpol fece presente che l’utilizzatore dell’account era Alfredo Jimenez Marin, lui disse di non conoscere alcun Marin.

Eppure Marin è il cognome del primo marito dell’attuale compagna di Ruiz e, secondo quanto al momento sarebbe stato accertato dagli investigatori, a frequentare casa Ruiz sarebbe stato proprio uno dei figli di primo letto della compagna di Ruiz: un ragazzo che avrebbe mandato quelle mail.

Perché e per conto di chi lo avrebbe fatto è tutto da stabilire.

SEQUESTRATI BENI PER 500 MILA EURO A PENTITO CLAN CASALESI

La Dia di Napoli ha sequestrato beni per un valore di circa 500 mila euro riconducibili a Emilio Di Caterino, 39 anni, di Casal di Principe, indicato come esponente di spicco del clan dei casalesi. Il provvedimento e’ stato emesso su disposizione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Di Caterino arrestato nel 2008, dopo un lungo periodo di latitanza, ha iniziato a collaborare con la giustizia nel 2011. Conseguentemente e’ stato trasferito, secondo il programma di protezione previsto dalla normativa sui pentiti, in localita’ protetta. Sotto sequestro sono finiti un terreno ed un villino.
(ITALPRESS).

OMICIDIO DI YARA GAMBIRASIO: disposta la riesumazione della salma di Giovanni Guerinoni

di Grazia De Marco

Non rimane più molto tempo per dare un nome all’assassino di Yara Gambirasio, poiché, il prossimo 26 Febbraio, l’inchiesta verrà definitivamente archiviata.  Sono trascorsi, infatti, due anni dall’apertura delle indagini sulla morte della 13 enne che fu ritrovata, quasi per caso, senza vita a Chignolo D’Isola, in aperta campagna.                                                                                                                                                                                         Proprio a pochi giorni dall’archiviazione definitiva dell’inchiesta, tuttavia, sembra riemergere una pista seguita negli ultimi mesi e che ora potrebbe prendere nuovamente corpo e sostanza:  è quella  che parte da Giovanni Guerinoni, ex autista di autobus di Gorno, deceduto nel 1999. Sui leggins e sugli slip della piccola Yara, all’epoca dei fatti, furono ritrovate tracce di sangue e, per questo, la Magistratura  avviò una delle più grandi campagne di prelievi di DNA mai avvenute nel nostro Paese raccogliendone ben 13.000 campioni, compresi quelli dei frequentatori della discoteca “Sabbie Mobili”, situata a poca distanza dal luogo in cui  è stato ritrovato il corpo della ginnasta. Proprio dall’esame del DNA di questi ultimi, si è poi scoperto che uno dei frequentatori del locale era un 30 enne, la cui madre era stata domestica dai Gambirasio. Immediatamente sono iniziate le ricerche per cercare di rintracciare il ragazzo che , però, si trovava in Perù per fare il volontario. I Magistrati e i Carabinieri lo hanno fatto subito rientrare e, prelevandogli il DNA, hanno scoperto che il suo è somigliante a quello trovato sulla scena del crimine, per cui l’assassino andrebbe ricercato tra i suoi familiari diretti. Le ricerche effettuate successivamente hanno portato gli inquirenti ad identificare uno zio del ragazzo, appunto Giovanni Guerinoni, in possesso di un DNA compatibile. Gli inquirenti credono che ad uccidere la piccola Yara sia stato un suo familiare, molto probabilmente un figlio illegittimo, visto che i suoi eredi diretti sono stati scagionati dalle stesse analisi del Dna, mentre Guerinoni è morto molti anni fa. Ora la Procura della Repubblica di Bergamo ha disposto la riesumazione della salma di Guerinoni, per avere una mappatura completa del suo DNA e verificare definitivamente l’attendibilità della pista di Gorno. I coniugi Gambirasio sono scettici riguardo a queste ultime novità, convinti come sono della colpevolezza del marocchino Mohamed Fikri, in un primo momento arrestato a Genova, mentre stava tornando in Marocco, perché ritenuto colpevole della morte della ginnasta e subito dopo scarcerato. Questa, tuttavia, appare come l’ultima speranza per Fulvio e Maura di dare giustizia alla loro piccola Yara.

Posta su Fb schede votate, denunciato

da ansa.it

Un quarantenne di San Giorgio di Pesaro e’ stato denunciato dai carabinieri di Fano per violazione della legge elettorale dopo che l’uomo, nella cabina elettorale, aveva fotografato le schede votate per poi pubblicare le foto sul suo profilo Facebook. Il presidente del seggio non si era accorto di nulla, ma i militari hanno raccolto le voci che circolavano in paese sulla bravata del quarantenne e hanno scoperto che effettivamente le aveva pubblicate sul social network.

Il Capitano Ultimo colpisce ancora una volta In manette il numero uno di Finmeccanica

da TGCOM25

Dietro l’arresto c’è ancora lui: Capitano Ultimo, l’uomo che arresto nel 1993 Totò Riina e che decapitò Cosa Nostra con decine di arresti illustri. Sergio De Caprio, l’ufficiale dell’arma ora colonnello, infatti, non portò in carcere solo il Capo dei Capi ma anche decine di grandi latitanti mafiosi.
Dopo aver lasciato il Ros per passare al Noe, numerose le inchieste messe a segno sull’eco-mafia.  Ora questo nuovo grande risultato che pone l’investigatore sempre più vicino a quello che è sempre stato il suo modello: il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Di quale grande risultato stiamo parlando? Dell’arresto dell’amministratore delegato e presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi.

 

L’a.d. è finito in manette nell’ambito dell’inchiesta della procura di Busto Arsizio che ipotizza il reato di corruzione internazionale per la commessa di 12 elicotteri all’India, quando era ai vertici di AgustaWestland.

L’inchiesta, in particolare, riguarda presunte tangenti per un contratto da 560 milioni di euro del 2010, relativo appunto alla vendita di 12 elicotteri AgustaWestland, controllata da Finmeccanica, destinati al trasporto dei leader politici indiani.

Capo polizia Manganelli stazionario, resta in terapia intensiva

da TM NEWS

Situazione stazionaria per il capo della polizia Antonio Manganelli, da ieri ricoverato all’ospedale San Giovanni di Roma dopo essere stato colpito da emorragia cerebrale: Manganelli rimane in terapia intensiva, in coma farmacologico.

La notte è passata tranquilla, le condizioni del capo della Polizia verranno monitorate almeno per le prossime 48 ore.