Mantova, allontanati dalla casa famiglia

La Polizia di stato di Mantova, a seguito di complessa ed articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito una Misura cautelare di Allontanamento dalla Casa Familiare nei confronti di una 62enne e di un 25enne per i reati di maltrattamenti aggravati e continuati sino al 2019 ai danni di ragazzi, in prevalenza minorenni, tra cui alcuni affetti da disabilità, affidati alla Casa Famiglia gestita dagli indagati unitamente ad altri soggetti. Al momento della notifica dell’Ordinanza di Allontanamento, i poliziotti della Squadra Mobile e della Sezione di P.G. hanno effettuato perquisizioni e sequestri ed i  ragazzi, rimasti nella struttura di accoglienza, sono stati affidati ad altro personale. 

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Enna, operazione DIGOS e ANTITERRORISMO

La Polizia di Stato ha eseguito in varie città della penisola numerose perquisizioni a carico di soggetti legati a gruppi dell’estrema destra. Le indagini sono state svolte dalla Digos di Enna con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sono dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Caltanissetta. Dalla prima mattina di oggi la D.I.G.O.S. di Enna – all’esito di un’inchiesta avviata da circa due anni – coadiuvata dagli omologhi uffici di Siracusa, Milano, Monza Brianza, Bergamo, Cremona, Genova, Imperia, Livorno, Messina Torino, Cuneo, Padova, Verona, Vicenza e Nuoro, sta dando esecuzione a 19 decreti di perquisizione domiciliare emessi dalla Procura Distrettuale di Caltanissetta d’intesa con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo nei confronti di altrettanti estremisti di destra indagati per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva ed istigazione a delinquere. L’attività – diretta dalla PROCURA DISTRETTUALE di CALTANISSETTA– viene svolta  sotto il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno e con la collaborazione del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni. L’operazione – che trae origine da un monitoraggio di militanti di estrema destra locali –  ha consentito alla D.I.G.O.S. di Enna ed al Servizio Antiterrorismo Interno della DCPP/UCIGOS di far emergere l’esistenza di una vasta e frastagliata galassia di soggetti, residenti in diverse località, accomunati dal medesimo fanatismo ideologico ed intenzionati a costituire un movimento d’ispirazione apertamente filonazista, xenofoba ed antisemita denominato “Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori”. Dalle indagini svolte dalla Polizia di Stato, è emerso che gli accusati – alcuni dei quali hanno in più occasioni fatto riferimento ad un’asserita disponibilità di armi ed esplosivi – oltre ad aver definito la struttura interna e territoriale del movimento, creato il simbolo e redatto il programma – dichiaratamente antisemita e negazionista – hanno condotto attività di reclutamento e proselitismo pubblicando contenuti del medesimo tenore sui propri account social. E’ stata anche creata per lo scopo una chat chiusa  denominata “Militia”, finalizzata all’addestramento dei militanti. Significativo al riguardo il coinvolgimento – in qualità di addestratore – di un pluripregiudicato calabrese, ex “legionario” nonché esponente di spicco della ‘ndrangheta, con un passato da collaboratore di giustizia e già referente di Forza Nuova per il ponente ligure. In tale contesto si evince il tentativo del sodalizio di accreditarsi in diversi circuiti internazionali avviando contatti con organizzazioni di rilievo come “Aryan Withe Machine – C18”[1] –  espressione del circuito neonazista Blood & Honour inglese  – ed il partito d’estrema destra lusitano “Nova Ordem Social”. Tale percorso ha trovato concreta realizzazione in occasione della “Conferenza Nazionalista” svoltasi lo scorso 10 agosto a Lisbona  con l’obiettivo di creare un’alleanza transnazionale tra i movimenti d’ispirazione “nazionalsocialista” di Portogallo, Italia Francia e Spagna: nella circostanza, un’indagata è intervenuta in qualità di relatrice, distinguendosi per l’accesa retorica antisemita del proprio intervento.

 di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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Milano. Esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 ladri professionisti

Dalle prime ore di questa mattina, la Polizia di Stato di Milano sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 persone, un italiano e sei sud-americani, componenti di un sodalizio criminale dedito alla consumazione di furti di beni di lusso commessi in danno di esercizi commerciali, prevalentemente di abbigliamento, telefonia e di ottica, per un valore stimato superiore a 800 mila euro, commesse a Milano tra aprile 2017 e giugno 2018.  Le indagini sono state svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Milano e hanno ricostruito l’esistenza di una associazione stabile operante attraverso un proprio schema collaudato dall’individuazione dell’obiettivo alla commissione dei reati e i cui componenti hanno agito ciascuno con uno specifico ruolo.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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FURTO DI FARMACI SALVAVITA. ARRESTATI DALLA POLIZIA STRADALE

La Polizia Stradale di Frosinone ha arrestato due persone ritenute responsabili di furto aggravato di farmaci salvavita sottratti alla farmacia interna dell’Ospedale  di Osimo (AN). I poliziotti della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone   al  Km.628 sud della A/1 territorio comune di Ceccano, intimavano l’alt per un normale controllo, ad  una Jeep con   due  persone  a bordo, la quale invece  fermarsi, accelerava dandosi a precipitosa fuga. Dopo un repentino inseguimento, con l’ausilio di altra pattuglia, si riusciva a fermare l’auto alla chilometrica 638 nel comune di Ceprano.
Il passeggero si dava  immediatamente alla fuga, verso l’esterno della carreggiata autostradale, ma  prontamente inseguito veniva bloccato, così come il conducente. All’interno della Jeep venivano rinvenuti farmaci “salva vita” per un valore commerciale di euro 1.796.423,15 risultati rubati poco prima presso la farmacia interna dell’Ospedale  di Osimo (AN),  forzando l’inferriata della stessa con arnesi atti allo scasso, rinvenuti nella Jeep, unitamente al biglietto di ingresso autostradale  del casello Osimo-Ancona sud. Un uomo di anni 44, sul quale pende anche una misura  cautelare di obbligo di presentazione, e uno  di anni 49 entrambi nati e residenti a Napoli venivano su disposizione dell’A.G. competente arrestati per furto aggravato e condotti presso la locale casa circondariale. E’ da evidenziare, atteso l’ingente quantitativo ,  come tale furto ha creato non pochi problemi di  approvvigionamento  e  distribuzione a discapito della salute  di pazienti, vista anche l’importanza  dei medicinali, tutti salvavita. Il bottino è stato restituito al suddetto ospedale.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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Bari. In corso Operazione Antimafia

La Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dalla Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 24 esponenti del clan PARISI – PALERMITI e del gruppo di Japigia per omicidi, armi, droga, rapina ed estorsione.
Le indagini, estremamente complesse, condotte dai poliziotti Squadra Mobile si sono sviluppate a seguito di alcuni omicidi perpetrati nei primi mesi del 2017 nel quartiere Japigia di Bari, roccaforte del clan PARISI – PALERMITI.
Si tratta in effetti di una serie di azioni e risposte sviluppatesi all’interno del clan PARISI – PALERMITI, che non si è consumata solo nei tre omicidi, ma anche in una lunga serie di violenze che hanno alla fine portato il gruppo a doversi forzatamente allontanare da Japigia, per il controllo incontrastato del territorio,  incendi di autovetture, danneggiamenti ed incendi di immobili e persino “stese”, in puro stile camorristico, come ad esempio quella  della notte del 27 maggio 2017, in via Guglielmo Appulo, messa in atto da più di dieci persone armate, nei confronti di un soggetto, il quale già ristretto agli “arresti domiciliari”, veniva di fatto costretto a tornare nel suo quartiere originario, e dopo ulteriori incursioni, ad evadere e rifugiarsi in Albania, dove  recentemente è stato arrestato. Altro atto di forza venne compiuto a danno un 51enne, al quale gli vennero rapinate due autovetture in officina, per la cui restituzione è costretto a pagare 25mila euro. Le imputazioni cautelari riguardano anche una serie di delitti di cessione, detenzione e porto di armi da fuoco, nonché evasioni dagli “arresti domiciliari”. La fase esecutiva dell’operazione ha interessato anche le province di Roma, Lecce, Rimini e Chieti. Alcuni importanti risultati investigativi, già noti alla cronaca giudiziaria, erano già stati conseguiti attraverso le indagini.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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SMANTELLATA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE DI PATENTI TRUCCATE

CASERTA. Dalle prime ore dell’alba è in corso un’operazione della Polizia di Stato di Caserta finalizzata all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di 13 persone indagate in relazione al delitto di associazione a delinquere. L’operazione, che oltre ai suddetti arresti riguarda altre 49 persone denunciate in stato di libertà, ha consentito di disarticolare una complessa organizzazione criminale che garantiva il rilascio fraudolento di patenti di guida; sono coinvolti anche funzionari della Motorizzazione Civile casertana, nonché titolari e dipendenti di autoscuole.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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Messina. Operazione Flower

Alle prime luci dell’alba, decine di operatori della Polizia di Stato di Messina sono impegnati in un’operazione che ha portato all’arresto di esponenti di spicco e fiancheggiatori appartenenti ad una pericolosissima cellula delinquenziale dedita alla commissione dei reati di estorsione e lesioni aggravate anche dal metodo mafioso, rapina aggravata e sequestro di persona. L’operazione di polizia in argomento costituisce epilogo delle più recenti indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, su una temibile compagine delinquenziale dedita alla commissione dei reati di cui sopra, che disponeva anche di armi e che operava in diverse zone della città di Messina. All’esito di tale complessa attività investigativa sono stati individuati gli attuali assetti di una frangia criminale cittadina che, nell’abito della gestione dei servizi di sicurezza presso diversi locali di ritrovo in cui si concentra la movida messinese, era riuscita ad imporre ai responsabili della sicurezza e ai titolari di pubblici esercizi – la corresponsione di somme di denaro per l’assunzione di personale addetto alla vigilanza tentando, addirittura, in alcuni casi, di estromettere la concorrenza e gestire così, in totale autonomia, il redditizio settore dei presidi di sicurezza presso lidi, discoteche, locali notturni ed altro. Ad alcuni componenti del gruppo criminale in parola sono state attribuite due cruente rapine commesse in armi e a volto coperto.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

OPERAZIONE “WATERFALL”

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Frosinone coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno proceduto nelle province di Frosinone, Pescara, Campobasso e Benevento, all’esecuzione dei provvedimenti cautelari, consistenti in una misura della custodia cautelare in carcere, sei misure cautelari degli arresti domiciliari, venticinque misure interdittive del divieto di ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche per mesi 12 ed il sequestro preventivo di oltre euro 1.500.000 nei confronti di 31 soggetti coinvolti a vario titolo. L’operazione è nata da una serie di segnalazioni dell’Ufficio Antiriciclaggio di Poste Italiane che hanno offerto lo spunto alla Squadra Mobile ed alla Polizia Postale per iniziare un’intensa e complessa attività investigativa, che ha visto anche la partecipazione della Guardia di Finanza con l’impiego del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone e della Tenenza di Arce, interessati per le specifiche competenze in materia tributaria, che ha  permesso di ricostruire le dinamiche economico-fiscali dell’attività illecita. E’ stato possibile ricostruire la struttura dell’organizzazione criminale, composta da un commercialista ciociaro, imprenditori e legali rappresentanti di società del centro e nord Italia, e varie “teste di legno”, delineando chiaramente i ruoli di ognuno. L’attenzione degli investigatori è stata rivolta all’analisi del flusso finanziario di due conti correnti postali che nell’arco di dieci mesi hanno visto una movimentazione di circa due milioni di euro, a seguito di una serie di bonifici effettuati da numerose società dislocate su tutto il territorio nazionale. In particolare gli appartenenti al sodalizio criminale mediante la costituzione di società “cartiere” create ad hoc, attraverso le quali si producevano fatture false per giustificare le ingenti movimentazioni di denaro, hanno distratto grosse somme che venivano poi prelevate in contanti presso alcuni uffici postali delle province di Frosinone e Roma, per poi rientrare nella disponibilità dei promotori del sodalizio attraverso appositi corrieri. In questo modo si consentiva alle società reali di stornare dagli utili le somme di denaro corrispondenti ai pagamenti delle fatture emesse dalla “cartiera” per le prestazioni inesistenti ed evadere così le imposte relative, oltre a permettere l’alimentazione di fondi neri di denaro liquido, formati dalle somme restituite a seguito dei bonifici. Agli indagati sono stati contestati i reati di usura, intestazione fittizia di beni, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento delle imposte e dichiarazione fraudolenta. La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, integrandosi ciascuno nelle rispettive competenze, con questa operazione hanno svolto un’attività che si inserisce in più ampio quadro di contrasto alla criminalità economico-finanziaria in grado di inquinare l’economia legale ed alterare le condizioni di concorrenza, aggredendo in particolare il patrimonio illecitamente accumulato dall’organizzazione criminale oggi sgominata, che è stata colpita nel cuore dei propri interessi, restituendo alla collettività i beni della stessa.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo 
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Parma. Arrestati due latitanti.

La Polizia di Stato di Parma ha arrestato 2 destinatari di un Ordine di carcerazione per l’espiazione, rispettivamente, di 1 anno e 9 mesi e 3 anni e 5 mesi di reclusione. I due soggetti, di origine moldava, si erano resi latitanti dopo la sentenza definitiva poiché ritenuti responsabili, a vario titolo, di 19 furti pluri-aggravati commessi nelle province di Parma, Reggio Emilia, Cremona, Piacenza e Padova nel periodo marzo/ottobre 2017 e di vari episodi di ricettazione. I due soggetti, successivamente sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, erano evasi, rendendosi di fatto irreperibili e, pertanto, fino alla giornata di ieri, i tentativi di rintraccio per dare esecuzione alla pena applicata in via definitiva per i fatti di cui sopra, erano risultati vani. I dedicati servizi di monitoraggio, effettuati dai poliziotti della Squadra Mobile di Parma, hanno consentito di individuare in un casolare, un loro possibile rifugio e pertanto, gli agenti hanno perquisito l’immobile, sorprendendo all’interno i due latitanti che hanno cercato la fuga attraverso il tetto dove, però, sono stati bloccati. Nel corso della perquisizione dell’immobile, è stato rinvenuto denaro contante ed altri oggetti certamente provento di ulteriori furti, radioline ricetrasmittenti e strumenti da effrazione, nonché la chiave di un’autovettura rubata, rinvenuta poco distante dal casolare, su cui erano state apposte targhe di altro veicolo per occultarne la provenienza illecita.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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Milano. Operazione antimafia

La Polizia di Stato di Milano sta eseguendo un sequestro antimafia per un noto esponente della ‘ndrangheta di Garbagnate Milanese. I poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Milano, in collaborazione con l‘Anticrimine di Reggio Calabria, coordinate dal Servizio Centrale Anticrimine, ha eseguito un ingente sequestro di beni a carico di un noto membro della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANTI, egemone nell’area jonica della provincia di Reggio Calabria. Il destinatario del sequestro, disposto dal Tribunale di Reggio Calabria, su proposta congiunta del locale Questore e Procuratore della Repubblica, vive a Garbagnate Milanese da molti anni, comune dove sono ubicati i beni sequestrati. Secondo le indagini patrimoniali svolte dalla Divisione Anticrimine di Milano, i beni sequestrati hanno un valore complessivo di circa 3 milioni di Euro.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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