Donazione del sangue. Le date di Luglio

da Polizia di Stato

È particolarmente importante donare ora perché con l’arrivo della stagione  estiva scatta, come ogni anno, l’emergenza sangue. A causare l’allarme è la combinazione di molte cause. In particolare la riduzione delle  donazioni che avviene in questo periodo in cui si va in vacanza è strettamente connesso all’aumento delle richieste di sangue legate anche a  un maggior numero di incidenti stradali.
Per il mese di luglio sono previsti ben 14 appuntamenti per la raccolta del sangue.   Queste le date:

 

  • Giovedì 12 luglio – Ospedale San Raffaele Via Olgettina,60 MILANO – Ospedale San Paolo Via A. Di Rudini, 8 MILANO

 

  • Venerdì 13 luglio – Centro Polifunzionale Spinaceto – via del Risaro 198 – ROMA

 

  • Venerdì 13 luglio – Ospedale San Raffaele Via Olgettina,60 MILANO – Ospedale San Paolo Via A. Di Rudini, 8 MILANO

 

  • Sabato 14 luglio – Ospedale San Raffaele Via Olgettina, 60 – Milano – Ospedale San Paolo Via A. Di Rudini, 8 MILANO

 

  • Martedì 17 luglio – Caserma Forte Ostiense -Salita Forte Ostiense 15 – ROMA

 

  • Giovedì 19 luglio – I Reparto Mobile di Roma – via Portuense 1680 – ROMA

 

  • Venerdì 20 luglio -Scuola Superiore di Polizia- via Pier della Francesca 3- ROMA

 

  • Venerdì 27 luglio – Questura di Roma – via di San Vitale 7 – ROMA

 

  • Venerdì 27 luglio – Uffici Polizia Stradale – via Magnasco 60 – ROMA

 

  • Venerdì 27 luglio – Polo Investigativo Agnagnina – viaTorre di Mezzavia 6 – ROMA

 

  • Venerdì 27 luglio – Fondazione G. Pascale via C. dei Cangiani, 1 – NAPOLI

Ricordiamo che, per poter donare, si deve avere un’età compresa tra i 18 e i 65 anni ed essere in buona salute. La mattina del prelievo  (dalle 8 alle 11,30) è necessario non aver assunto farmaci e presentarsi a digiuno. È possibile bere un caffè, un the o un  succo di frutta, ma non ingerire latte né cibi solidi.
Per coloro che non potranno donare in una delle giornate segnalate possono comunque recarsi presso i centri trasfusionali avendo sempre cura di  riferire di far parte dell’Associazione e di donare a favore della stessa.
Per ulteriori informazioni e per prenotarsi alle donazioni è possibile visitare il sito  dell’Associazione o telefonare al numero: 339/113.60.30

Concerto per la legalità: un percorso che dura

da Polizia di Stato

Non si sono ancora  spente le emozioni che hanno animato i ragazzi che hanno partecipato al concerto per la legalità organizzato dalla Polizia di Stato  “Regoliamoci”.

Dopo le luci, le musiche e i volti dei tanti idoli dei ragazzi che hanno partecipato al concerto di Roma del 27 aprile scorso, restano i segni  tangibili del rapporto di fiducia che si è creato tra la Polizia e questi ragazzi; restano i percorsi di educazione alla legalità  intrapresi dalle scuole, restano, nelle giovani menti di questi studenti, i segni dei principi che i poliziotti hanno voluto trasmettere.

E lo si vede anche dalle lettere che sono arrivate alla redazione da Ferrara e da Taurianova in provincia di Reggio Calabria e che pubblichiamo convinti  che attraverso il linguaggio della musica questi ragazzi abbiano intrapreso il cammino che li porterà a capire che, come dicevano in una  canzone composta da loro, “con le regole si vive meglio”. Questi giovani non solo hanno voluto ringraziare la polizia ma hanno voluto anche  pubblicamente esprimere la loro soddisfazione scrivendo una lettera ai giornali locali per raccontare la loro esperienza.

Coordinamento tra forze di polizia: “Un sogno che diventa realtà”

da Polizia di Stato

“Un sogno che diventa realtà” è la sintesi perfetta  dell’intervento del capo della Polizia Antonio Manganelli alla cerimonia di chiusura del 27esimo anno accademico della scuola di perfezionamento  delle forze di polizia, che si è svolta a Roma. Un lavoro comune nel segno della “continuità di una storia pur nelle  diverse autonomie e specificità dei corpi di polizia – ha ribadito il prefetto Manganelli – così come si è fatto largo negli  anni con un nuovo modo di pensare”.
Per il capo della Polizia, “la capacità di lavorare uniti deve tradursi non in una mera affermazione di principio ma nella capacità  concreta di permeare quotidianamente l’azione di tutti gli operatori. Avere forze di polizia diverse e riuscire a farle collaborare sempre  più strettamente non costituisce un elemento di spreco, anzi è un moltiplicatore di risorse”.
Sulla stessa lunghezza d’onda del capo della Polizia anche il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, che nel suo discorso conclusivo ha  sottolineato come “Proprio da questa scuola è arrivato un impulso importante in tale direzione. La cultura del coordinamento – ha concluso  il ministro – è essenziale per la difesa degli interessi del singolo cittadino e dello Stato. Ma il coordinamento è da sempre  affidato all’impegno degli uomini, perché la norma non cammina, o cammina lenta, se non c’è un cuore che la porta avanti”.

La cerimonia si è chiusa con la consegna dei diplomi ai 27 partecipanti, tra dirigenti e funzionari dei vari corpi di polizia, che hanno  concluso il loro percorso formativo. Percorso che nei 27 anni accademici ha perfezionato ben 562 funzionari e ufficiali, oltre a 41 appartenenti  alle forze dell’ordine straniere.

Alla Stradale il premio per l’innovazione

da Polizia di Stato

È  stato attribuito alla polizia stradale il Premio nazionale per l’Innovazione previsto dal Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri il 7  aprile 2008.

Il riconoscimento è stato ritirato questa mattina, a Palazzo Madama, a Roma, dal direttore del Servizio polizia stradale Maria Luisa  Pellizzari nell’ambito della “giornata dell’innovazione”.

Erano presenti il presidente del Senato Renato Schifani, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e il presidente della Corte Costituzionale  Alfonso Quaranta.

Il tema è perfettamente in sintonia con quello che quest’anno ha caratterizzato il 160° Anniversario della fondazione della Polizia ”Il  coraggio dell’innovazione”, come capacità di rinnovarsi nella mission di sicurezza per rispondere in modo sempre adeguato ai bisogni dei  cittadini.

Il Premio rappresenta un ulteriore riconoscimento degli standard raggiunti dalla polizia stradale nell’offrire un servizio sempre più  qualificato, grazie in all’applicazione di tecnologie all’avanguardia nell’ambito della prevenzione e promozione della legalità,  nonché del fenomeno degli incidenti.

Roma: Manganelli presenta il nuovo questore

da Polizia di Stato

È Fulvio Della Rocca il nuovo questore della capitale presentato in prima persona  dal capo della Polizia Antonio Manganelli. Nato a Napoli nel 1950 è funzionario della Polizia dal 1975, ha lasciato Venezia per assumere, da  oggi, il prestigioso incarico a Roma con un curriculumdi alto profilo  segnato da numerosi successi.

Prima l’incontro in questura con la sua nuova squadra di poliziotti e poi con i giornalisti dove ha dichiarato “Che l’impegno a Roma è molto  elevato e spero di essere all’altezza del compito. Io ho dato sempre il massimo. So che a Roma gli impegni sono tanti, sia per il contrasto alla  criminalità che per le questioni di ordine pubblico”.   “Molto si è fatto e anche bene, ma molto ancora resta da fare- conclude- sono in contatto con i miei collaboratori e già oggi  pomeriggio incontrerò le istituzioni per conoscere le emergenze”.

Della Rocca ha salutato Venezia dopo tre anni vissuti ”in modo intenso in una città fragile – ha detto – che ha bisogno di tante attenzioni  e tanta cura soprattutto dal punto di vista della sicurezza. I risultati non sono mancati anche grazie ad una grande squadra di uomini e donne che  si sono spesi oltre quanto chiedevo”.

198° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri

Il Mensile Polizia di Stato dedica all’Arma dei Carabinieri un articolo sulla festa nazionale celebrata a Roma in occasione del 198° anno dalla Fondazione.

Il Direttore

Umberto Buzzoni

 

da Carabinieri.it

L’Arma dei Carabinieri ha celebrato il 198° Annuale di fondazione. La ricorrenza, svoltasi col pensiero rivolto alle tante comunità dell’Emilia Romagna colpite dal recente sisma, ha avuto inizio nella mattinata di ieri, quando il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli ha deposto, in memoria di tutti i Caduti, una corona d’Alloro al Sacello del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria e al Sacrario dei Caduti all’interno del Museo Storico.
Resa degli onori al MedagliereIn serata, poi, all’interno della Caserma Salvo D’Acquisto sede del Comando Carabinieri Unità Mobili e Specializzate “Palidoro”, si è svolta una sobria, ma significativa cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Numerose le autorità politiche, religiose, amministrative e militari. Ma soprattutto tanti i cittadini, che con la loro presenza hanno voluto testimoniare l’affetto e la riconoscenza per la vicinanza, l’aiuto, il sostegno e l’impegno nel garantire la legalità che quotidianamente ricevono dai propri “Carabinieri, ormai considerati come “patrimonio delle comunità” in cui operano. Oltre al Capo dello Stato, al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, erano presenti il Presidente del Senato Renato Schifani e il giudice della Corte Costituzionale Luigi Mazzella. Sul palco presidenziale, inoltre, molti rappresentanti del Governo e del Parlamento, del Corpo Diplomatico, dell’Arma in servizio e in congedo e del mondo imprenditoriale, culturale, artistico e dello spettacolo.
Lo schieramento dei Reparti è avvenuto con l’accompagnamento musicale della prestigiosa Banda dell’Arma dei Carabinieri. La Brigata di formazione, al Comando del Gen. Burgio, era formata da tre Reggimenti. Il primo rappresentato dai reparti di formazione dell’Arma: Accademia Militare, Scuola Ufficiali, Scuola Marescialli e Brigadieri e Legione Allievi Carabinieri. Il secondo rappresentato dai reparti “operativi”, quelli dell’organizzazione territoriale (comandanti di stazione e carabinieri di quartiere), mobile (paracadutisti e reggimenti che operano all’estero in operazioni di pace) e speciale (reparti a tutela di interessi collettivi come salute e ambiente). Il terzo Reggimento, interamente a cavallo, era composto dalla Fanfara, dai Corazzieri e dai Carabinieri del Gruppo Squadroni. Sono stati poi resi gli Onori al Presidente della Repubblica che ha passato in rassegna i Reparti, accompagnato dal Ministro Di Paola, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Biagio Abrate e dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.Intervento del Ministro della Difesa
Per la circostanza, il Capo dello Stato ha inviato un messaggio augurale al Comandante Generale dell’Arma sottolineando come “anche in questi giorni difficili e di sofferenza, nelle Regioni colpite da un disastroso sisma, i presidi dell’Arma hanno svolto ancora una volta un ruolo prezioso e determinante, concorrendo con immediatezza ed efficacia ai primi interventi per il salvataggio delle vite umane…” Nel corso del proprio intervento a Tor di Quinto, il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola rivolgendosi ai Carabinieri ha detto “Siete un simbolo dello Stato. Che sa essere più forte nei momenti di incertezza, nei momenti di difficoltà… Abbiamo tutti bisogno di credere in valori veri…che ogni Carabiniere, nella sua orgogliosa militarità, rappresenta al meglio“.
Conferimento delle medaglieE’ seguito il momento più solenne della cerimonia: la consegna delle ricompense per  fatti di “quotidiano eroismo”: Medaglia d’Oro al Valor Civile al V.Brig. Roberto Lorini e al Car. Alessandro Micalizzi; Medaglia d’Argento al Valor Civile al Car.S. Federico Sinibaldi; Medaglia d’Oro al Merito Civile all’App.S. Gaetano D’Antona e Car.S. Christian Puppo; Medaglia d’Argento al Valor dell’Arma dei Carabinieri al Lgt. Antonio Mauro Solimini e al Brig.Ca. Luigi Stano; Promozione Straordinaria per “Benemerenza d’Istituto” in favore del Lgt. Salvatore Marletta. Il Presidente della Repubblica ha poi conferito il Premio Annuale a cinque Comandanti di Stazione, particolarmente distintisi nell’attività d’istituto in occasione del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna: Luogotenente Luca Cappello, Comandante della Stazione di Finale Emilia (Mo); Luogotenente Antonio Giunta, Comandante della Stazione di Crevalcore (BO); Mar.A.s.UPS Gianfranco Favarolo, Comandante della Stazione di Cavezzo (MO); Mar.Ca. Luca Calzolari,Comandante della Stazione di San Felice sul Panaro (MO); Mar.Ca. Massimo Conte, Comandante della Stazione di Sant’Agostino (Fe). Il deflusso dei Reparti ha ceduto quindi la scena al Reggimento Carabinieri a Cavallo per l’atteso “Carosello Storico”.
Il Carosello StoricoI Carabinieri a cavallo hanno eseguito alcune delle figure che meglio hanno esaltato le doti tecniche e la maestria di cavalli e cavalieri. L’evoluzioni, compiute prima al trotto e poi al galoppo, hanno suscitato il più vivo e schietto entusiasmo e si sono concluse con la carica finale dei due Squadroni che, sulle note del “Va’ Pensiero” di Verdi e del “Nessun Dorma” di Puccini, si sono lanciati al galoppo rievocando la gloriosa carica che, a Pastrengo il 30 aprile del 1848, valse alla Bandiera dell’Arma la prima medaglia d’Argento al Valor Militare. Anche in questa occasione il 4° Reggimento Carabinieri a cavallo ha dato prova di uno spettacolo unico al mondo, dove la perfetta dimostrazione di stile ed eleganza dei carabinieri, non disgiunta dall’armonia e dall’ardimento delle figure realizzate, ha destato un’ammirazione entusiastica e un’ondata di commozione in tutti i presenti. Gli onori al Capo dello Stato hanno concluso,poi, la cerimonia.

Le ricompense e le onorificenze al 160° anniversario

da Polizia di Stato

Anche quest’anno, in occasione del 160°anniversario della fondazione della Polizia vengono consegnate  le onorificenze e le ricompense ai poliziotti che si sono distinti in servizio.

C’è chi ha catturato latitanti di massima pericolosità; oppure chi ha dimostrato di avere intuizione, audacia e senso del dovere non  comuni; o anche chi ha perso la vita nello svolgimento del proprio dovere. A questi poliziotti, in occasione del 160°anniversario della  fondazione della Polizia, vengono consegnate le onorificenze e le ricompense.

Medaglie vengono assegnate ad agenti che hanno messo a rischio la propria vita durante il servizio e a chi, invece, la vita l’ha persa mentre stava  compiendo il proprio dovere di poliziotto.

Anche la bandiera della Polizia di Stato è stata insignita di una medaglia d’oro: gli uomini e le donne della polizia  stradale, dando prova di esemplare perizia professionale, eccezionale dedizione e generoso altruismo, si sono prodigati, in modo particolare in  ambito autostradale, anche in occasione di calamità naturali, nell’assistenza ai cittadini e nel soccorso di persone in pericolo.

Una la medaglia alla memoria: è stata consegnata ai familiari dell’agente scelto Giuseppe Iacovone. Mentre si trovava in  servizio insieme all’assistente Angelo Di Giglio, è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. I due poliziotti stavano inseguendo un  Suv che stava mettendo a repentaglio l’incolumità di altri utenti della strada. Di Giglio nell’incidente è rimasto ferito in modo  grave.

Sono state premiate inoltre le operazioni che hanno consentito l’arresto di pericolosi latitanti: il boss Giuseppe Falsone, inserito nell’elenco  dei 30 latitanti più pericolosi, catturato dagli uomini delle questure di Palermo e Agrigento; il latitante Cosimo Alvaro, boss dell’omonima  cosca, arrestato dai poliziotti della questura di Reggio Calabria; catturati dagli agenti della questura di Catania i latitanti Antonino Arena e  Giovanni Arena.

Premiato anche il sovrintendente capo Clemente Iannucci che fuori servizio interveniva all’interno di un supermercato dove si stava compiendo una  rapina a mano armata rimanendo inoltre gravemente ferito.

Promozioni per merito straordinario per gli atleti delle Fiamme oro, che hanno vinto titoli mondiali in ogni parte del mondo  rappresentando gli ideali dello sport e i valori della legalità.

Una storia lunga 160 anni

da Polizia di Stato

Il 25 maggio si è celebrato un  pezzo di storia del Paese, perché la Polizia di Stato è un pezzo di storia, è un pezzo di noi. Un’istituzione nata addirittura  prima dell’Unità d’Italia (con il Corpo delle guardie di pubblica sicurezza istituito nel 1852), che è cresciuta insieme alla  Nazione, insieme alla gente.
Un traguardo importante il 160° anniversario della fondazione, che però rappresenta solo una tappa per gli uomini e le donne che hanno  il compito di garantire ogni giorno la sicurezza dei cittadini. Proprio la gente è la forza della nostra istituzione: la fiducia delle  persone comuni nei confronti della polizia è cresciuta costantemente, fino a renderla una delle istituzioni più amate dagli  italiani.
I vice capi della Polizia a Casal Monferrato, Lucca e Agrigento   Quest’anno sono state celebrazioni sobrie, minimali, a basso costo (un giorno e una piazza invece che i tradizionali tre giorni e due piazze),  senza tralasciare però i contenuti e l’importanza della partecipazione dei cittadini, che a piazza del Popolo hanno potuto comunque ammirare  alcuni mezzi speciali esposti per l’occasione, dall’elicottero alle tecnologie usate dagli artificieri. È un segnale di attenzione anche per  la situazione di crisi economica che sta attraversando l’Italia e di rispetto per la dolorosa cronaca di questi giorni (dalla barbara uccisione  della studentessa Melissa a Brindisi, al devastante terremoto che ha colpito l’Emilia).
Oltre che nella Capitale, l’anniversario della fondazione della Polizia è stato celebrato anche dalle questure italiane. I vice capi della  Polizia Nicola Izzo, Francesco Cirillo e Paola Basilone si sono recati rispettivamente ad Agrigento, Lucca e Casal Monferrato (in provincia di  Alessandria), scelti come luoghi simbolo dell’Italia del Sud, del Centro, del Nord.

null

La cronaca delle celebrazioni del 160° anniversario   Tutto è iniziato alle 9, quando il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e il capo della Polizia Antonio Manganelli si sono recati  all’Altare della Patria per deporre una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto.

null

Alle 11 la cerimonia in piazza del Popolo: con l’arrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente del Senato Renato  Schifani, del presidente della Camera Gianfranco Fini, del premier Mario Monti e delle più alte autorità civili e militari si  è aperta ufficialmente la giornata celebrativa. Presidente e autorità che ricevono gli onori dei Reparti di polizia schierati sulle  note dell’Inno di Mameli suonato dalla Banda musicale in uniforme storica.
Medaglia d’oro alla Bandiera della Polizia di Stato   Il presidente Napolitano è protagonista di un momento solenne e di alto valore morale: la consegna delle onorificenze ai poliziotti che si  sono distinti in servizio per atti particolarmente arditi, alcuni perdendo la vita, altri per meriti straordinari o sportivi. Per la Bandiera della  Polizia di Stato quest’anno arriva il riconoscimento più ambìto: il conferimento della Medaglia d’oro al valore civile, per la  straordinaria “professionalità e altruismo” dei poliziotti della Stradale.

null
Il “compleanno” della Polizia continua poi in piazza gremita di spettatori, cittadini e curiosi che hanno voluto dare un segno tangibile del loro  affetto per gli uomini e le donne della Polizia. Una celebrazione improntata all’austerità e al ricordo di quanti hanno donato la vita per  difendere i propri concittadini.
Storia di coraggio e innovazione: il senso dell’anniversario   Lo slogan ”Storia di coraggio e innovazione” è il filo conduttore di questa giornata. Ce lo ribadisce più volte il capo della  Polizia Antonio Manganelli che ricorda come la “nostra istituzione è fatta di storie, di valori, di sacrifici che spesso arrivano fino  all’estremo”. Una storia basata sulla fiducia dei cittadini, come dimostrano i numeri: solo l’anno scorso più di 6 milioni di chiamate al  113, oltre 25mila arresti, tra cui molti mafiosi e latitanti “importanti”, sequestri di beni per un miliardo di euro, tonnellate di droga  sequestrate, migliaia e migliaia di soccorsi a cittadini in difficoltà.

null
Il coraggio è “la virtù che più la gente riconosce e apprezza nelle donne e negli uomini della Polizia di Stato – sostiene il  prefetto Antonio Manganelli – sia quello dato dalla fermezza, dalla costanza e dalla serenità nell’affrontare qualsiasi tipo di rischio, sia  quello che si caratterizza con la capacità di fare autocritica e di rimettersi in gioco”.
Manganelli sottolinea come la Polizia sia anche innovazione, “una dopo l’altra, a volte accompagnate da clamori e critiche, molto più spesso  realizzate con un lavoro silenzioso. Senza perdere mai di vista la nostra, unica mission: dare sicurezza a quanti, cittadini italiani e non,  rispettano la legalità”.
La coreografia in piazza   Uno straordinario colpo d’occhio a conclusione della cerimonia ufficiale: decine di ragazzi che hanno inscenato una coreografia fatta di movimenti  e di colori che richiamavano il 160° anniversario della Polizia. Un fascio di luce in più in una piazza assolata. Subito dopo la piazza  è stata invasa dal gente.

null
Partecipate anche voi al nostro anniversario inviandoci le foto  delle cerimonie svolte nella vostra città. Le immagini saranno pubblicate su questo sito

Anniversario della fondazione: 160 anni di coraggio e innovazione

da Polizia di Stato

Sobrietà,  vicinanza e memoria sono questi gli ingredienti con i quali la Polizia di Stato si presenta oggi al suo 160° Anniversario della fondazione.

In un momento delicato per la Nazione, la Pollizia di Stato ha deciso di ridurre gli eventi legati alle celebrazioni che, venerdì a Roma e  sabato in tutte le città italiane faranno tuttavia avvicinare cittadini e poliziotti.

La scelta di essere comunque insieme ai cittadini è dettata proprio dalla difficoltà del momento storico; un momento in cui non deve  mancare il contatto concreto tra le istituzioni e le persone.

Nella conferenza stampa di presentazione degli eventi, il direttore dell’Ufficio relazioni esterne della Polizia Maurizio Masciopinto ha illustrato  la filosofia che ha ispirato l’organizzazione degli eventi del 160° anniversario della fondazione; l’anniversario costituisce anche il momento  per presentare l’attività della polizia del 2011 attraverso i dati.

La cerimonia a Roma avverrà, come ormai di consueto, a Piazza del Popolo alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e  dalle massime cariche dello Stato.

Un momento di raccoglimento per i caduti e la consegna delle onorificenze agli uomini e alle donne che si sono distinti durante questo anno saranno  al centro delle celebrazioni.

Poi, terminata la cerimonia ufficiale, si aprono gli spazi di vicinanza e di condivisione con cittadini. Spazi in cui la Polizia di Stato in questo  importante compleanno ha deciso di far conoscere la propria storia, una “Storia di coraggio e innovazione” come recita lo slogan di quest’anno.

I martiri uccisi dalla mafia e dal terrorismo rappresenteranno lo sfondo ideale per raccontare le innovazioni che i tanti giovani, uomini e donne  della polizia hanno portato insieme al loro entusiasmo e alle loro capacità.

Del resto è stato così sin dalla sua fondazione. La polizia è stata sempre in prima fila nel recepire le istanze della società  immersa com’era e com’è nella società stessa. Ha cambiato spesso organizzazione, strutture e ordinamenti dimostrandosi sempre al passo  con i mutamenti che avvenivano nel Paese, dalla fondazione, che ha preceduto di pochi anni l’unità d’Italia, sino ai tempi più recenti.

La velocità con la quale la società si è trasformata è stata la stessa con la quale la polizia ha saputo adeguare la propria  organizzazione e la propria mentalità: basti ricordare i primi sindacati delle forze dell’ordine, la smilitarizzazione, e poi le donne in  uniforme con pari diritti e doveri, le specializzazioni per fronteggiare un crimine sempre più complesso sino ad arrivare agli accordi  bilaterali con molti Paesi del mediterraneo e la collaborazione internazionale intensificata negli ultimi anni dal capo della Polizia Antonio  Manganelli.

Ma il coraggio che racconteremo sarà anche il coraggio di chi in silenzio, ogni giorno, svolge il proprio servizio per la comunità; la  forza delle migliaia di uomini e donne in uniforme che lontani dal clamore della cronaca contribuiscono alla sicurezza del Paese.

Su queste pagine racconteremo gli eventi con articoli, foto e video.

Partecipate anche voi al nostro anniversario inviandoci le foto delle cerimonie svolte nella vostra città. Le  immagini saranno pubblicate sul sito della Polizia di Stato.

Anniversario Capaci, Monti: “Cercare la verità”

da  TG COM

“Non bisogna mai stancarsi di cercare la verità sulle morti di Falcone e Borsellino. Non esistono ragioni di Stato che possano giustificare ritardi nella ricerca della verità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, a Palermo con il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, per inaugurare un monumento ai caduti nella lotta contro la mafia, nel ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Monti ha aggiunto che “non bisogna mai stancarsi di trovare la verità”. E bisogna farlo “per le vittime della mafia, per i familiari, per gli onesti, per i cittadini e per dare la speranza ai nostri figli”. “Sulle stragi di Falcone e Borsellino in questi anni sono emersi particolari che hanno fatto rivedere sentenze e pezzi mancanti che devono essere cercati fino in fondo”.

“Oggi dobbiamo dire con forza che non bisogna illudersi – ha affermato Monti – Cosa nostra non si sconfigge solo a Palermo, la ‘ndrangheta solo a Reggio Calabria e la camorra solo a Napoli. Tutto il nostro Paese deve impegnarsi nella lotta alle mafie, senza illudersi di esserne immuni”.

Il ricordo di Francesca Morvillo e degli uomini di scorta
“Francesca Morvillo – ha detto ancora Monti – scelse consapevolmente di spendere la propria vita a fianco di un uomo in costante pericolo di vita. Nessuno può sapere o immaginare come siano stati complessi quegli anni per lei, che aveva il difficile compito di sostenerlo nei momenti più duri, di condividerne i pensieri più intimi, di ricavare ogni tanto un momento di serenità insieme, di non farlo mai sentire solo”.

“Lo stesso vale per i tre uomini della scorta -Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro- sapevano perfettamente di rischiare ogni giorno la vita scortando uomini e donne dello Stato che a Palermo lavoravano contro un nemico brutale e spietato, malgrado questo scelsero di mettere le loro capacità professionali, le loro competenze, le loro vite a servizio della lotta alla mafia”.

Elogio ai giovani
“Sto vedendo la manifestazione più bella, più forte e più viva contro la mafia, che è quella di questi giovani che sono qui. Questa è veramente la voglia di combattere la mafia. Magnifico!”, ha commentato il premier.

Brindisi, “Terrore non ci spaventerà”
A prescindere dal movente “di questo gesto atroce”, “tanti cittadini hanno voluto dimostrare che non si faranno spaventare dal terrore”. Lo ha detto Mario Monti durante il suo discorso al giardino della memoria dedicato alle vittime della mafia, a proposito di quella che ha definito “la strage di Brindisi”.

Napolitano: “Mafia resta problema per la democrazia. Ma non ci faremo intimidire”
“La mafia e le altre espressioni della criminalità organizzata restano un problema grave per la democrazia da perseguire con la più grande determinazione e tenacia” sulla strada dell’esempio di Falcone e Borsellino. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano prendendo parte alla commemorazione della strage di Capaci.

“Non ci facemmo intimidire, non lasciammo seminare paura e terrore né nel ’92 né in altre dure stagioni sconvolgenti; tantomeno cederemo ora” ha aggiunto Napolitano riferendosi ai recenti attacchi terroristici e ai rigurgiti mafiosi.

Napolitano:”Gli assassini di Melissa la pagheranno”
Dall’Aula Bunker dell’Ucciardone, il capo dello Stato ha poi voluto ricordare anche Melissa, la 16enne morta nell’attentato di Brindisi di sabato. “Questi nemici del consorzio civile e di ogni regola di semplice umanità avranno la risposta che si meritano – ha detto Napolitano-. Se hanno osato stroncare la vita di Melissa e minacciare quella di altri sedicenni aperti alla speranza e al futuro, e se lo hanno fatto a Brindisi in quella scuola per offendere la memoria di una donna coraggiosa, di una martire come Francesca Morvillo Falcone, la pagheranno, saranno assicurati alla giustizia”.