Il Papa nell’incontro si rivolge ai Poliziotti: “la collettività vi è debitrice”

Questa mattina il capo della Polizia, Alessandro Pansa, unitamente ad una rappresentanza di parenti di vittime del dovere della Polizia e 230 poliziotti parenti di operatori deceduti in servizio, sono stati ricevuti in udienza dal Santo Padre nella Sala Nervi in Vaticano.

Dopo l’intervento del prefetto Pansa, il Pontefice rivolgendo un saluto ai poliziotti e ai loro familiari ha ricordato come “La collettività vi è debitrice della possibilità di condurre una vita ordinata e libera dalle prepotenze dei violenti e dei corrotti” ed ha poi aggiunto, in merito all’opera di accoglienza dei migranti, “Vi distinguete per spirito di servizio ed umanità, sentendovi spinti, prima ancora che dai regolamenti e dalle disposizioni delle legge, dall’imperativo morale di fare il bene, di salvare quante più persone sia possibile e di non risparmiarvi nel donare energie e tempo per un tale impegno“.

Nella conclusione dell’intervento Papa Francesco ha esortato i poliziotti a continuare a servire lo Stato perché “Nel difendere i deboli e la legalità troverete il senso più vero del vostro servizio e sarete di esempio al Paese, che ha bisogno di persone che lo servano con disinteresse, generosità e continuità“.

430 beni confiscati alla mafia tornano al territorio siciliano

Cerimonia di consegna nella sede palermitana dell’Agenzia nazionale beni sequestrati alla criminalità organizzata. Ancora da destinare 3000 immobili solo nell’isola

Ci sono anche due plessi scolastici del quartiere palermitano di Brancaccio confiscati, sedi dell’istituto magistrale ‘Danilo Dolci’ e del liceo scientifico ‘Ernesto Basile’, tra i 54 beni consegnati ufficialmente questa mattina a Palermo dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc). Si tratta del primo ‘corpo’ dei 430 beni in arrivo tra oggi e domani dall’Agenzia al territorio siciliano, destinati a enti pubblici come la regione, i comuni, le Forze dell’ordine e le amministrazioni statali.

In tutto, ha detto il direttore dell’Anbsc Umberto Postiglione durante la cerimonia di consegna nella sede siciliana dell’Agenzia, sono 950 i beni immobili confiscati consegnati in Sicilia da ottobre scorso a oggi. A questi si aggiungono i 2.500 beni – immobili, terreni, aziende – in procinto di essere consegnati su tutto il territorio nazionale, come ha deliberato il 25 marzo scorso il consiglio direttivo Anbsc.

«Sono 3.000 – -informa Postiglione – gli immobili ancora da destinare in tutta la Sicilia».

«Nella sola provincia di Palermo la settimana scorsa sono stati consegnati 80 immobili, di cui 31 per emergenza abitativa. La consegna di alcuni immobili sottratti alla criminalità organizzata per essere utilizzati come alloggi di edilizia popolare permette di dare respiro alla città e ai suoi abitanti» ha aggiunto il direttore dell’Agenzia annunciando, per domani, la firma di un protocollo con il comune di Palermo per “l’efficiente amministrazione e riutilizzo per finalità istituzionali e sociali dei beni confiscati” nel capoluogo.

Tra i 430 beni in corso di consegna alla Sicilia ci sono anche edifici che saranno adibiti ad alloggi per i Carabinieri dei comandi provinciali di Palermo e Caltanissetta.

fonte Ministero dell’Interno

Salvatore Luongo è il venafrano dell’anno

fonte Primo Piano Molise

Il generale dell’Arma più giovane d’Italia accolto e insignito nella ‘sua’ città

VENAFRO. Un Salvatore Luongo emozionato e commosso (come ha amesso lui stesso e come tutti hanno potuto vedere) ieri pomeriggio ha ricevuto il premio Civis Anni 2014. Una cerimonia in grande stile, una grande accoglienza da parte della città per uno dei suoi figli migliori, come è stato unanimemente riconosciuto. Generale dei Carabinieri a soli 53 anni, tra i più giovani d’Italia, Salvatore Luongo è stato insignito del premio per essersi distinto per particolari meriti umani, professionali e civili portando in alto l’onore ed il nome della città. Negli anni passati il Civis Anni è stato assegnato ad esempio all’ingegnere Filippo Ottaviano (emerito preside e studioso) e alla memoria di Ritamaria Matteo, giovane laureanda che, morta in un tragico incidente stradale, donò i suoi organi. Quella di ieri è stata la nona edizione del premio, la prima ad essere celebrata nella splendida chiesa dell’Annunziata (le precedenti edizioni si sono invece svolte presso il convento di San Nicandro).

Dunque, dopo la santa messa officiata dal vescovo Camillo Cibotti – che si è intrattenuto a lungo con il Generale in un fitto faccia a faccia -, la cerimonia è entrata nel vivo. A ‘condurre’ la serata il presidente del circolo “San Nicandro” (fondato nel 2004 per volere di padre Franco), Nicandro Boggia, il quale ha spiegato la filosofia del premio e raccontato simpatici aneddoti riguardo Salvatore Luongo e all’epoca in cui ha vissuto a Venafro. Prima della consegna del “Civis Anni 2014” – una scacchiera, scelta perché risultano essere di Venafro gli scacchi, in ossa, più antichi d’Italia e forse d’Europa – hanno preso la parola le autorità (nell’affollata chiesa era nutrita la schiera di rappresentanti istituzionali, militari e religiosi).

Dunque sul pulpito si sono susseguiti gli interventi di fra Antonello Gravante (padre guardiano del convento), della consigliera provinciale Carmen Natale (delegata dal presidente Luigi Brasiello), del vicesindaco Alfredo Ricci (sindaco a Roma per altri impegni istituzionali), del consigliere regionale Vincenzo Cotugno e dell’assessore regionale Massimiliano Scarabeo. Quindi, il momento più atteso: la lettura della motivazione e l’intervento del Generale. Prima di lasciare la parola a Luongo, Nicandro Boggia ha ricordato il lungo curriculum dell’ufficiale dei Carabinieri che “ha bruciato le tappe”, poi i numerosi encomi ricevuti e gli incarichi ricoperti. Tra le operazioni condotte sono state ricordate la prima – che portà all’arresto di un sindaco in terra di ‘Ndrangheta – ed una delle ultime: l’arcinota Mafia Capitale. Rimasto umile, il Generale ha scalato i vertici dell’Arma. Figlio d’arte, il papà Antonio infatti ha ricoperto per 18 anni (1972-1990) comandante di stazione a Venafro, ha vissuto la sua adolescenza in città, dove si è fatto apprezzare e benvolere da tutti. Non ha mai interrotto i rapporti con Venafro, dove tra l’altro ancora vive il padre. Ieri è stato quindi accolto con tutti gli onori del caso. Salvatore Luongo, nel ricevere il riconoscimento, ha salutato “tutti gli amici venafrani al quale mi legano solo bei ricordi ed emozioni”.

“Il premio è di tutta la comunità Ho solo bei ricordi di Venafro”
“Mi torna in mente quando i miei amici mi accompagnavano a Napoli in Accademia…”

“Con il cuore colmo di commozione, ringrazio il circolo San Nicandro che mi ha voluto assegnare un premio molto significativo”. Con queste parole il Generale Luongo ha esordito nel commentare il premio Civis Anni 2014 attribuitogli dal circolo “dedicato al nostro patrono, un martite cristiano”. Salvatore Luongo, nato nel 1962 a Napoli si trasferisce a Venafro nel 1972, quando il papà Antonio è chiamato a svolgere il ruolo di comandante di stazione. Qui cresce e si forma durante la sua adolescenza.

Qui stringe amicizie che durano ancora oggi. Dal pulpito dell’Annunziata il Generale saluta i presenti, il vescovo Cibotti e tutte le autorità che ieri gli hanno voluto rendere onore. Quindi ricorda il legame, mai interrotto, con Venafro malgrado a soli 15 anni si trasferisca a Napoli per studiare presso l’Accademia militare. “Qui ho vissuto bei momenti. Quanti ricordi, quante emozioni… Indimenticabile quando gli amici venafrani si offrivano di accompagnarmi in auto a Napoli all’Accademia…”. Tutti i presenti in chiesa si sciolgono più volte in calorosi applausi, soprattutto quando Luongo idealmente abbraccia “calorosamente e con affetto tutti gli amici di Venafro”.

Il Generale dunque ricorda “i miei professori, che mi hanno dato l’Esempio. I professori mi hanno insegnato la via del dovere, che ho affrontato con spirito di sacrificio ed abnegazione e che, vi assicuro, dà risultati…”. Poi, altro applauso, quando il Civis Anni 2014 condivide il premio: “Non è mio – dice – ma di tutta la comunità”. Nella vita professionale “cerco di essere vicino alla gente, così come l’Istituzione che rappresento… Sono cresciuto nelle stazioni dei Carabinieri, a partire da quella di Venafro comandata da mio padre, che sono la presenza dello Stato in ogni lembo del territorio d’Italia”.

La conclusione è un messaggio forte, lanciato soprattutto alle nuove generazioni: “L’amore per gli altri ci alimenti e ci sostenga sempre affinché il male e ogni forma di violenza non vincano mai”. Il suo curriculum è spaventoso. Dal primo gennaio scorso è Generale, ma di gavetta ne ha fatta tanta. Sposato, è padre di due figli. All’attivo diverse lauree e master, da Giurisprudenza a Scienze Politiche, passando per i corsi internazionali, Luongo ha sempre studiato e scalato i gradi. Nel suo passato recente, di rilievo sono gli incarichi di comandante provinciale di Milano dal 2011 al 2013 e poi di comandante provinciale della città capitale. Nel mezzo ha prestato servizio come capo ufficio del Capo di Stato Maggiore dell’Arma presso il comando generale. Tra i suoi prestigiosi incarichi, negli ultimi anni ha ricoperto anche il ruolo di aiutante di campo e assistente militare dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Proprio uno dei figli migliori di Venafro, non c’è che dire…

Motodays: più sicuri in moto con la Polizia stradale

poliziada Polizia di Stato

Si conclude oggi 10 marzo a Roma la quinta edizione del Motodays, il salone internazionale dedicato agli appassionati, collezionisti ed esperti delle due ruote.

La rassegna, che si concluderà domenica 10 marzo, è ospitata nell’ormai tradizionale sede della Fiera di Roma.

Durante i quattro giorni del Motodays i visitatori avranno la possibilità di vedere e provare le ultime novità in materia di moto e scooter; potranno inoltre assistere agli spettacoli previsti dal programma e partecipare a convegni di vario genere nei quali sarà dato ampio spazio ai temi di grande attualità come l’educazione e la sicurezza stradale. I motociclisti sono infatti una delle categorie più colpite dagli incidenti stradali, soprattutto per le gravi conseguenze che spesso ne derivano.

Su questo fronte è da sempre molto attiva la Polizia stradale con la sua attività di formazione e informazione.

 

 

Roma: la Polizia al Salone della giustizia

da Polizia di Stato

Tre giorni  per approfondire la cultura della legalità: a Roma si chiude oggi il Salone della giustizia giunto alla 4^ edizione.

Tra questi anche quello della Polizia di Stato. In particolare gli agenti della polizia postale e del Cnaipic ( Centro nazionale anticrimine  informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) hanno spiegato ai visitatori tutti i rischi presenti navigando nella Rete, come  utilizzare Internet senza avere il timore di essere truffati.

Molta attenzione è stata data ai pericoli che si incontrano utilizzando in modo superficiale i numerosi social network presenti su Internet.

Su questo argomento i poliziotti hanno approfondito l’argomento dando quelle “dritte” per un miglior utilizzo senza cadere in situazioni poco  piacevoli.

Nei 10 mila metri quadrati del padiglione interamente dedicato alla sicurezza e alla tutela del cittadino, erano in mostra anche le auto storiche  di Carabinieri, Polizia e Vigili del fuoco.

Una manifestazione di tre giorni capace di offrire al visitatore il panorama di quanto viene fatto per garantire al cittadino giustizia e  sicurezza. Oggi, a visitare gli stand anche il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri.

Giornata antiracket per Manganelli a Napoli

da Polizia di Stato

” Se si denuncia non si resta soli..” questo il capo della Polizia Antonio Manganelli ha dichiarato, ai giornalisti, a conclusione di un incontro con le associazioni antiracket della Campania svolto, questa mattina, presso la chiesa della Piazzetta Pietrasanta a Napoli; Manganelli ha tenuto a precisare che questa frase non è uno slogan, ma un’espressione intorno alla quale la Polizia ha costruito il suo rapporto di vicinanza con chi ha il coraggio di denunciare.

Alla fine dell’evento sono state consegnate 6 targhe, di cui una al questore di Napoli Luigi Merolla e le altre a poliziotti, appartenenti alla Squadra mobile, alle scorte e ai commissariati di “frontiera” che si son distinti per la loro professionalità.

Nel corso dell’incontro, promosso dalla Fai (Federazione delle Associazioni antiracket e antiusura Italiane), è stata presentata la campagna “Cento strade. Natale Antiracket”. L’iniziativa è stata presentata da Tano Grasso e Silvana Fucito, rispettivamente presidente e coordinatrice regionale e fa parte di un programma di manifestazioni antiracket che si svolgeranno a Napoli e in provincia fino al prossimo 20 dicembre.

Istituzioni e associazionismo: un binomio strategico per diffondere la cultura della legalità

da Ministero Interno

Firmato dal capo di Gabinetto del ministro, Procaccini, un protocollo d’intesa tra il ministero dell’Interno e l’associazione ‘Democrazia nelle regole’ per promuovere attività congiunte di sviluppo dell’educazione civica, in particolare tra i giovani

Una cultura della legalità che permei il tessuto sociale del Paese, capace di promuovere una cittadinanza attiva e consapevole dell’imprescindibile valore del rispetto delle regole a vantaggio dell’intera collettività. È questo il concetto-guida per una nuova policy della sicurezza, che punta ad una sempre più ampia interazione tra addetti ai lavori, mondo della scuola, società civile ad ogni livello, passando per una realtà, quella dell’associazionismo, il cui ruolo è ormai centrale nell’attività di sensibilizzazione dei giovani sui temi legati alla tutela dei principi fondamentali di libertà, democrazia e rispetto dei diritti.

Questo il messaggio lanciato dal prefetto Giuseppe Procaccini, in occasione della firma, oggi al Viminale, del Protocollo d’intesa tra il ministero dell’Interno e l’associazione di promozione sociale ‘Democrazia nelle regole’, rappresentata dal fondatore, l’avvocato di Stato Giulio Bacosi.

Obiettivo dell’intesa: avviare una sinergia collaborativa in materia di diffusione dell’educazione civica, in particolare tra i giovani.

Tra le principali linee di collaborazione, le attività di promozione congiunta, con l’impegno da ambo le parti a dare diffusione al Protocollo, anche attraverso comunicazioni del ministero dell’Interno alle prefetture e questure, nonché alle proposte di progetto presentate dall’associzione e, in particolare, al progetto ‘DnR incontra i cittadini’.

Saranno, inoltre, attivate forme di collaborazione per elaborare specifici progetti, iniziative ed azioni di sensibilizzazione che puntano a favorire l’educazione alla legalità e alla cittadinanza democratica.

Ogni progetto sarà messo a punto sulla base di precisi standard di definizione, con riferimento a obiettivi, durata, modalità operative utili ad attuare gli interventi di interesse comune, che saranno svolti a titolo gratuito, senza alcun onere per le Parti.

L’accordo, della durata di un anno, è rinnovabile e costituisce la base per la stipula di eventuali successivi accordi, a livello provinciale, tra le prefetture e l’associazione.

L’associazione ‘Democrazia nelle regole’

E’ un’associazione di promozione sociale funzionale alla promozione della ‘cultura delle regole’, che si propone di raggiungere l’obiettivo di una cittadinanza più ‘consapevole’, specie in ordine ai fondamentali valori sanciti dalla Costituzione repubblicana.

Operativa da oltre tre anni nel settore dell’educazione civica e della formazione alla legalità, l’associazione si avvale della collaborazione di giovani giuristi, studenti, laureati, praticanti, avvocati e magistrati che offrono la propria disponibilità per l’attuazione del programma che che si è prefissa e, in particolare, per la concreta attuazione del progetto ‘Educazione alla Legalità’.

Lavora in stretto contatto ed in sinergia con le istituzioni locali, deputate all’organizzazione e al funzionamento della rete scolastica sul territorio, contribuendo alla creazione di percorsi integrativi della didattica scolastica, sulla base di un approccio della conoscenza dei principi costituzionali.

‘Giornata della legalità e della Solidarietà’ a Rimini: il ministro Cancellieri incontra gli studenti

da Ministero dell’Interno

L’evento, promosso dalla prefettura, è proseguito con un quadrangolare di calcio tra le nazionali di prefetti, magistrati, diplomatici e sindaci

Presso il Palazzetto dello Sport Flaminio di Rimini, ha avuto inizio questa mattina la ‘Giornata della legalità e della solidarietà’, un’iniziativa promossa dalla prefettura per una riflessione su temi ritenuti di importanza vitale per la collettività.

Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, accolta dal prefetto di Rimini Claudio Palomba, ha preso parte al dibattito e alla premiazione dei lavori realizzati dagli studenti che hanno concorso per il bando ‘Legalità e solidarietà: nella scuola nasce e cresce la cittadinanza attiva’. Rivolgendosi ai giovani che chiedevano chiarezza su quanto avvenuto il 14 novembre a Roma, durante la manifestazione degli studenti, il ministro Cancellieri ha assicurato: «C’è un’inchiesta, abbiate fiducia».

Nel corso dell’evento, introdotto e coordinato dalla giornalista Carmen Lasorella, si è svolta anche un’iniziativa benefica in favore della scuola dell’infanzia ‘Cavalier Pietro Terzi’ di Villarotta, una frazione di Luzzara, gravemente danneggiata dal sisma che ha colpito l’Emilia Romagna.

Infine, presso lo stadio ‘Romeo Neri’, il sottosegretario all’Interno Saverio Ruperto ha presentato l’evento sportivo ‘La partita della legalità’, un quadrangolare di calcio che ha visto impegnate le nazionali dei prefetti, dei magistrati, dei diplomatici e dei sindaci al quale ha dato il calcio d’inizio il ministro Cancellieri.

L’evento ha ricevuto la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale – Ufficio XVII Ambito di Rimini, del comune e della provincia, oltre al sostegno dei ministeri dell’Interno, della Giustizia e degli Affari Esteri e dell’A.N.C.I.

Assemblea Interpol: l’incontro con il Santo Padre

da Polizia di Stato

Incontro delle delegazioni Interpol con il Sommo Pontefice Benedetto XVI  nell’ultimo giorno dell’81^ Assemblea. All’udienza era presente, tra gli altri, anche il capo della Polizia Antonio Manganelli.

Papa Ratzinger ha voluto ringraziare il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e i membri dei Governi presenti all’Assemblea dell’Interpol.

Lo ha fatto ricevendo stamattina in Vaticano i capi delle polizie di tutto il mondo, guidati dal presidente dell’Interpol e dal segretario generale  dell’organismo.

“Nessun Paese neppure il più potente può far fronte da solo”, ha affermato il ministro dell’Interno. “A lei – ha poi concluso  Annamaria Cancellieri rivolgendosi al Papa – ci rimettiamo con totale fiducia, benedica la lotta per la pace e la sicurezza”.

Benedetto XVI ha accolto tale richiesta: “Rinnovo ai dirigenti e all’intera Interpol – ha infatti aggiunto – l’espressione della mia gratitudine  per la sua azione, non sempre facile e non sempre compresa da tutti nella sua giusta finalità”.

Il Sommo Pontefice ha proseguito sottolineando come ”la violenza, nelle sue diverse forme terroristiche e criminali, è sempre  inaccettabile, perchè ferisce profondamente la dignità umana e costituisce un’offesa all’intera umanità. È doveroso  quindi reprimere il crimine, nell’ambito di regole morali e giuridiche, poiché l’azione contro la criminalità va sempre condotta nel  rispetto dei diritti dell’uomo e dei principi di uno Stato di diritto”.

Conferenza Interpol: incontri bilaterali per Manganelli

Polizia di Stato

Continuano gli incontri bilaterali del capo della Polizia Antonio Manganelli con i rappresentanti delle delegazioni straniere presenti a Roma per l’81^ Assemblea Interpol. Dopo Colombia, Iran, Sudan ed Israele oggi è stata la volta delle delegazioni di Spagna, Uganda e Pakistan. Con i rappresentanti di Spagna e Uganda si è parlato di collaborazione in materia di lotta al terrorismo.

Il capo della Polizia Spagnolo ha anche affrontato con Manganelli le prospettive di organizzazione interna in chiave europea. Con la delegazione ugandese il Prefetto ha anche preso importanti accordi di cooperazione sul tema della formazione delle forze di polizia: ufficiali ugandesi seguiranno cicli di formazione presso le scuole di formazione della Polizia di Stato.

Con i responsabili della sicurezza pakistana il prefetto Manganelli ha affrontato il contrasto alla criminalità organizzata, settore nel quale alla polizia italiana viene riconosciuta internazionalmente una grande esperienza. Il capo della Polizia pakistana in particolare ha richiesto un contributo formativo sull’esperienza della protezione dei testimoni considerato un aspetto nevralgico nella lotta alla criminalità organizzata.