La squadra mobile di Trapani ha arrestato sette persone con l’accusa di associazione a delinquere con lo scopo di inquinamento ambientale e smaltimento di rifiuti in maniera illegale. Il Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine ha coordinato l’azione che ha visto coinvolta anche la guardia di finanza di Alcamo. Le indagini sono state portate avanti con l’ausilio dei video del sistema di videosorveglianza ma anche tramite le intercettazioni telefoniche e quelle ambientali.
Ma come agiva l’associazione a delinquere? La ditta di smaltimento rifiuti ritirava i liquami dai propri clienti che erano costituiti da privati, attività commerciali di diversa natura. Una volta terminato il giro immettevano i rifiuti nella rete fognaria che conseguentemente si intasava. Il problema più grave però era lo sversamento in mare senza una adeguata depurazione con conseguente grave inquinamento. Come detto le fogne si intasavano creando non pochi problemi alla cittadinanza. Il comune era cosi costretto ad intervenire e chiamava inconsapevolmente la stessa ditta che aveva creato il problema per cercare di risolverlo. Ecco che grazie alle indagini l’illecito però è stato scoperto mettendo con le spalle al muro i colpevoli e insieme a loro anche un biologo che falsificava referti. L’operazione è stata denominata “Spurgo low-cost”
Direttore Umberto Buzzoni
immagini Polizia di Stato
Prosegue l’accordo tra Polizia di Stato e Istituto poligrafico e zecca dello Stato Spa al fine di tutelare i sistemi informativi. L’intesa è stata rinnovata e il capo della Polizia Vittorio Pisani e dall’amministratore delegato dell’Istituto Francesco Soro hanno firmato la convenzione che porterà ad una maggior prevenzione della cybercrime. Oltre ai due firmatari erano presenti per il Dipartimento della pubblica sicurezza, il direttore centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i Reparti speciali della Polizia di Stato, Daniela Stradiotto, il direttore supplente del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, Ivano Gabriellie il dirigente generale di pubblica sicurezza Antonio Borrelli.
La Polizia di Stato, all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Foggia, nei confronti di 3 giovani, poco più che maggiorenni, e un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, nei confronti di altri 2 minorenni, sottoposti alle indagini preliminari in relazione ai reati di tentato omicidio e rapina aggravata.
Sempre più spesso sui mezzi di informazione si sente parlare della droga dello stupro. Si tratta di sostanze psicoattive che vengono somministrate allo scopo di fare della violenza sessuale. Hanno effetti sedativi e ipnotici e fanno si che la vittima cada in uno stato di amnesia che cancella tutti i ricordi della violenza almeno apparentemente. La squadra mobile di Monza e Brianza ha arrestato due uomini di cinquant’anni proprio con l’accusa di violenza sessuale perpetrata attraverso la somministrazione di droga dello stupro. Uno dei due delinquenti è finito in carcere mentre l’altro si trova agli arresti domiciliari.
La città di Palermo ricorda come ogni anno Boris Giuliano che negli anni ottanta era capo della squadra mobile e fu freddato dalla mafia il 21 luglio 1979. Presso il Bar Lux sito n via in via Francesco Paolo Di Blasi a Palermo, Leoluca Bagarella, cognato del boss Totò Riina lo ha ucciso esplodendo vari colpi di pistola alle sue spalle, proprio mentre stava indagando su una maxi evasione fiscale intrecciata con torbidi rapporti politici. L’agente Boris Giuliano fu uno dei primi infatti ad intuire che la mafia si stava infiltrando nella politica mettendo le mani su grossi affari mutando quelle che erano le tradizionali abitudini. È importante sottolineare che il modo in cui il capo della squadra mobile svolgeva le sue indagini era altamente innovativo (basandosi sull’utilizzo di conti correnti bancarie e flussi finanziari) e le sue particolarità furono evidenziate positivamente anche dal magistrato Giovanni Falcone che lo definì rivoluzionario.
Era iniziata nel 2020 l’indagine condotta dai poliziotti della squadra mobile di Bologna portata avanti con accuratezza e grande professionalità e che oggi ha portato all’arresto di 21 persone nell’ambito dello spaccio di droga. Le segnalazioni partirono come detto circa tre anni fa. C’erano dei soggetti che praticavano attività di spaccio soprattutto nella zona della stazione di Bologna all’interno del parco delle “Caserme rosse, ex campo di concentramento nazista, oggi noto perché spesso ospita eventi musicali importanti. Sono stati individuati i principali canali di approvvigionamento della droga e tutti i percorsi che la stessa faceva prima di essere venduta dagli spacciatori.
Purtroppo le truffe agli anziani sono all’ordine del giorno e occupano le pagine di giornali e riviste cartacee e digitali ogni giorno. Ad Arezzo, il 27 giugno scorso, una signora di 85 anni di nome Olga è stata vittima della classica truffa del nipote che ha avuto un incidente stradale. Questa volta però la polizia è riuscita ad arrestare il truffatore e a recuperare la refurtiva. Infatti questa volta il finto maresciallo che ha chiamato l’anziana signora simulando un finto incidente del nipote, si è “accontentato” di oggetti in oro. Il suo complice poi, spacciandosi per il nipote dell’ottantacinquenne, la esortava a provvedere velocemente.
del posto lo ha colpito con due colpi di arma da fuoco in via Ionio, alla periferia di Potenza. Le ferite riportate furono mortali ma prima di perdere i sensi riuscì a rispondere al fuoco ferendo il pregiudicato all’altezza del collo consentendone poi l’arresto. L’assassino fu condannato all’ergastolo il 15/06/1999. L’agente Tammone era sposato e da due mesi era diventato anche padre di una bambina.
favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Infine si ipotizza anche l’attività di tratta di esseri umani e di estorsione. L’indagine è stata avviata a seguito di segnalazioni e fondamentali sono state le testimonianze di altri migranti che sono sbarcati nella città di Lampedusa ad aprile e maggio di quest’anno.




