Bari, mendicante palpeggia una ragazza che gli offriva biscotti: arrestato per violenze

Un uomo di 32 anni, di nazionalità indiana, è stato arrestato dalla polizia con le accuse di violenza sessuale e lesioni personali ai danni di una diciassettenne. L’intervento della polizia è scaturito da alcune segnalazioni telefoniche di un’aggressione ai danni di una ragazza allo scalo ferroviario di Palese-Macchie da parte di un uomo, del quale è stata fornita anche una descrizione.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la ragazza, mentre camminava insieme con alcune amiche nella zona dello scalo ferroviario, aveva visto un uomo infreddolito per terra avvolto da alcune coperte e gli si era avvicinata per dargli alcuni biscotti acquistati poco prima.

A quel punto l’uomo l’ha afferrata energicamente e, nonostante la resistenza opposta dalla giovane, l’ha baciata ripetutamente e palpeggiata. La ragazza è riuscita a divincolarsi fuggendo e chiedendo aiuto ad alcuni passanti. Il trentaduenne indiano, fermato da personale delle volanti della questura di Bari, ha fornito una falsa identità per evitare di essere individuato, consapevole di avere già a proprio carico precedenti penali. L’uomo è ora rinchiuso nel carcere di Bari.

fonte La Repubblica

Consegnati a Barletta due immobili confiscati alla criminalità

«Oggi si è aggiunto un ulteriore tassello nel percorso di affermazione della legalità nel nostro territorio». Ha annunciato così questa mattina il prefetto di Barletta Andria Trani Clara Minerva la consegna all’Arma dei Carabinieri e al comune di Barletta di due unità immobiliari situate a Barletta, confiscate alla criminalità organizzata e destinate con decreti dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati (Anbsc) alla criminalità organizzata.

Alla presenza dei vertici della magistratura e delle Forze dell’ordine, il prefetto ha consegnato al comune di Barletta una villa non ultimata, con annesso terreno, destinata a accoglienza e integrazione mentre il direttore dell’Agenzia del demanio di Puglia e Basilicata ha consegnato all’Arma dei Carabinieri un appartamento con annesso box, destinato a alloggio di servizio. La consegna dei beni confiscati, infatti, rappresenta un segno concreto per quello che realizzerà il comune e per l’unità abitativa che sarà destinata ad alloggio di servizio per un appartenente all’Arma dei Carabinieri dopo alcuni necessari lavori di ristrutturazione che saranno eseguiti a cura del Provveditorato alle opere pubbliche.

«Questa consegna – ha aggiunto il prefetto Minerva – ha anche un valore aggiunto, quello cioè, di onorare le vittime della mafia, applicando una legge che porta il nome di Pio La Torre che l’aveva proposta e a cui hanno lavorato come tecnici Magistrati molto coraggiosi e di grande professionalità».

fonte Ministero dell’Interno

Firmato accordo tra Polizia e Sofidel sulla Sicurezza stradale

fonte Polizia di Stato

fonte Polizia di Stato

Questa mattina il capo della Polizia Alessandro Pansa ha firmato il protocollo d’intesa per la promozione della cultura della salute e della sicurezza stradale con la Sofidel, secondo gruppo industriale europeo nel settore della carta per uso igienico e domestico, noto in particolare per il marchio “Regina”.

Nell’accordo sono previste campagne informative sulla sicurezza e la prevenzione degli incidenti stradali, appuntamenti di formazione e informazione per i dipendenti ed il personale delle ditte appaltatrici e campagne informative sui canali di distribuzione dei prodotti aziendali. Infine all’interno degli stabilimenti Sofidel verranno predisposti spazi in cui i conducenti dei mezzi in arrivo e in partenza potranno verificare, su base volontaria, il loro tasso alcolimetrico.

Durante il suo intervento, il capo della Polizia Alessandro Pansa, ha dichiarato “La sicurezza stradale deve essere una priorità. Ritengo particolarmente significativo che una grande realtà industriale come Sofidel voglia ampliare le sue attività di responsabilità sociale d’impresa anche ad un tema di grande impatto sulla collettività come la sicurezza stradale. La battaglia per la sicurezza stradale può essere meglio combattuta unendo le forze di numerosi attori sociali, in una logica di partenariato”.

di Umberto Buzzoni

Milano: rapina milionaria, identificati i sette criminali

Si è conclusa l’indagine della Squadra mobile di Milano in merito alla brutale rapina avvenuta a Milano lo scorso 1° dicembre. Otto uomini con i volti coperti, armati di pistola, asce e machete, fecero irruzione in una gioielleria in pieno centro cittadino e rapinarono orologi per un valore di oltre 820 mila euro.

Nell’immediatezza uno dei rapinatori fu arrestato da una guardia giurata mentre gli altri sette, di cui uno minorenne, riuscirono a fuggire.

Le indagini svolte in stretta collaborazione con le autorità rumene hanno portato gli investigatori all’individuazione dei responsabili materiali e anche l’organizzatore della rapina che dalla Romania aveva reclutato e addestrato la banda criminale. Attualmente i sette, sono in carcere nel loro Paese detenuti per altri reati.

fonte Polizia di Stato

La Risposta Italiana al Terrorismo Internazionale

fonte Ansa

fonte Ansa

Dopo gli attacchi di Parigi dello scorso venerdì 13, definiti dal ministro degli Esteri, Gentiloni, senza precedenti per ferocia e coordinamento, immediata è stata la risposta in termini di sicurezza da parte dell’Italia, anche se, come ha sottolineato il ministro dell’Interno, Alfano, non esistono segnali indicativi di specifiche iniziative terroristiche contro il nostro Paese. Le Forze sono state dispiegate al loro massimo grado, soprattutto verso tutti gli snodi sensibili come luoghi di transito, stazioni, treni da e verso la Francia, con un incremento delle risorse, “senza che questo significhi una militarizzazione dello Stato, né una limitazione delle libertà”, per usare di nuovo le parole di Angelino Alfano.

Per entrare nel dettaglio delle iniziative intraprese, sono state dislocate su tutto il territorio nazionale 15 unità di forze speciali (ognuna situata in una delle principali città della penisola), ed attenzione particolare è stata rivolta a Roma, ove, oltre al rafforzamento del personale appartenente alle Forze di Polizia, il governo ha inviato 700 militari. La capitale, infatti, è considerata obiettivo primario da tutelare, sia per il Giubileo che per le minacce esplicite di attentati da parte dell’ISIS.

Venerdì 20 è stato presentato il piano per la sicurezza del Giubileo. In una conferenza stampa tenutasi all’interno della Scuola Superiore di Polizia con il Prefetto ed il Questore di Roma, Franco Gabrielli e Nicolò D’Angelo, sono state illustrate ai giornalisti le linee guida dell’ordinanza predisposta dagli esperti della sicurezza. La nostra ordinanza, ha spiegato il Questore, si basa su attività preventiva ed informativa, ed oltre al controllo di tutti i siti che riteniamo importanti, abbiamo ritenuto di rinforzare la vigilanza alle ambasciate, istituzioni ed alcune sedi di quotidiani; dopo la Basilica di San Pietro, anche la Sinagoga ed il ghetto ebraico sono “sorvegliati speciali”. La Sinagoga è presidiata da Polizia e Carabinieri. Aumentano quindi i controlli dopo l’allarme lanciato dall’FBI, che inserisce la Sinagoga tra i possibili bersagli dei terroristi. Infine, per l’intera durata del Giubileo, non sarà possibile sorvolare la capitale. A tal proposito, è stato predisposto un sistema di intercettamento radar a terra ed un dispositivo aereo sarà sempre in volo per intercettare droni o ultraleggeri, con possibilità di abbattimento se necessario.

Come si diceva, sono stati rafforzati i controlli alle frontiere – soprattutto in quelle al confine con la Francia – ed accelerate le procedure di espulsione di extracomunitari non in regola con le norme di soggiorno. Al riguardo, i servizi segreti sono stati sollecitati affinchè segnalino prontamente al Viminale anche i minimi sospettati da espellere.

Di notevole rilevanza, inoltre, l’annuncio dato nelle ultime ore dal Premier Renzi di un emendamento alla legge di stabilità, con cui stanziare un miliardo di euro da investire sulla sicurezza ed un altro miliardo sulla cultura ed educazione. La proposta del Governo al Parlamento per la sicurezza sarà impiegare il miliardo di euro su quattro linee guida: 150 milioni per la cyber security, nel rispetto della privacy; il bonus di 80 euro esteso al personale delle forze dell’ordine, a partire da chi sta sulla strada; 500 milioni per le esigenze strategiche, non quelle organizzative, della difesa italiana; e poi, ancora, 50 milioni per rinnovare la strumentazione delle forze di polizia, a patto, però, che vengano riorganizzate: “Entro l’anno, dovranno essere ridotte da cinque – troppe – a quattro” ha affermato Renzi, preannunciando per l’ennesima volta che il Corpo Forestale dello Stato sarà assorbito dall’Arma dei Carabinieri. “Abbiamo troppi impiegati negli uffici che invece devono tornare a svolgere servizio in strada…troppe caserme inutilizzate devono essere restituite immediatamente ai cittadini” ha aggiunto il Premier.

Quattro sono le linee guida anche per decidere come investire il miliardo destinato a “cultura ed identità”: 500 milioni per le città metropolitane e per un intervento sulle periferie, con progetti da presentare entro il 2015 e fondi che devono essere spesi entro il 2016; 50 milioni per le borse di studio, estese però a tutti i “meritevoli”, senza “questioni di reddito”; 150 milioni per offrire a tutti i cittadini che lo vorranno la possibilità di dedicare il 2 per mille ad un’associazione culturale specifica: il singolo teatro o la scuola di musica di periferia, in modo che ciò che è possibile per i partiti politici sarà possibile anche per i centri di cultura. Ed infine, verrà estesa a coloro che, compiendo 18 anni entrano nella “comunità dei maggiorenni”, una misura già prevista per i professori: una carta da 500 euro annui da spendere in “consumi culturali”. Tutto questo, ha affermato Renzi, “Per combattere chi sta cercando di equiparare gli immigrati ai terroristi, chi vuole farci credere che il nemico venga solo da fuori, nascondendo che è cresciuto nelle nostre periferie e che non basta chiudere le frontiere”. “A costo di perdere voti voglio dirlo”, ha concluso Renzi, “La stragrande maggioranza dei profughi e degli immigrati fugge dalla guerra, dai tagliatori di teste, dalla violenza e dalla fame, da quelli che sono gli stessi nostri nemici. Mentre io voglio che mia figlia possa crescere come una donna libera e senza paura. Per me l’Europa è questo”.

In buona sostanza, una risposta italiana al fondamentalismo islamico, di cui si nutre il terrorismo Daesh, non solamente in termini di sicurezza, ma anche in termini di cultura, tornando ai principi fondanti dell’Unione Europea: “democrazia e cultura”. Concludendo con le parole dello stesso Premier Renzi: “Né reazione, né solo securitarismo, abbiamo il dovere di restare umani”.

Umberto Buzzoni

Interpol: guerra alle mafie, la lezione dell’Italia

In occasione della 84^ Sessione dell’Assemblea Generale dell’Interpol, Filippo Dispenza, membro per l’Europa del Comitato esecutivo dell’OIPC-Interpol di Lione, ha presentato il progetto, tutto italiano, di aggressione, sequestro e confisca dei patrimoni illeciti frutto delle attività delle organizzazioni criminali transnazionali e dei fenomeni di corruzione.

Nell’intervista fatta per il sito della Polizia di Stato, Dispenza ha spiegato di come è nato il progetto partendo dalla normativa italiana di aggressione ai patrimoni illeciti riconducibili al crimine organizzato.

Il programma, che mira altresì a combattere tutti i fenomeni di corruzione e prevenire il finanziamento del terrorismo, scaturisce dall’osservazione della realtà criminale e dall’esigenza di preservare l’economia dei Paesi membri. Vuole combattere tutti i fenomeni di corruzione considerati un vero e proprio cancro che toglie il futuro alle nuove generazioni.

fonte Polizia di Stato

Polizia e comunicazione: il futuro si fa in “4 “

Anche la Polizia di Stato partecipa all’Italian digital day, il workshop organizzato dal governo sul futuro digitale in Italia, considerato una priorità per lo sviluppo della nazione tanto nel privato quanto nel pubblico. Oggi a Venaria Reale in provincia di Torino, alla presenza del presidente del consiglio Matteo Renzi alle autorità di Governo e a tutti gli attori coinvolti nel progetto di sviluppo digitale del Paese, la Polizia di Stato ha presentato un video che è anche la sintesi degli sforzi fatti nel settore della comunicazione con il cittadino da parte dell’Amministrazione. La Polizia, e non è un modo di dire, si è fatta in quattro sui canali social per dialogare con i cittadini. La pagina di Agente Lisa con oltre 270mila like e una media di 10mila contattial mese, è nei primi tre posti della classifica Blogmeter delle pagine con maggiore interazione; un profilo dove i cittadini possono dialogare in modo diretto e confidenziale con i poliziotti della redazione. Ma Polizia di Stato è anche un brand e quindi su facebook non poteva mancare la pagina ufficiale con oltre 120 mila like. Nei post i cittadini trovano informazioni utili dalla sicurezza stradale alle truffe, iniziative istituzionali, risultati di operazioni di polizia e tante altre curiosità.

Un terzo profilo social è dedicato alle iniziative rivolte dalla Polizia postale ai giovani: la pagina “Una vita da social” racconta in presa diretta gli incontri che da tre anni gli agenti della Postale, a bordo di un truck, hanno con gli studenti, gli insegnanti e i genitori in tutta Italia. Cento città 18 mila chilometri percorsi e un milione di studenti incontrati questi i numeri della campagna di sensibilizzazione.

Non poteva mancare infine una finestra su Twitter che, con il profilo Polizia di Stato, garantisce ai cittadini informazioni immediate sintetiche sul social network; i cinguettii della Polizia offrono agli utenti anche spunti di approfondimento contenuti sulle pagine facebook e sul sito poliziadistato.it e sul canale youtube.

fonte Polizia di Stato

Siglato dal capo della Polizia un accordo con l’Inail

Siglato dal capo della Polizia Alessandro Pansa e dal presidente dell’Inail, Massimo De Felice il protocollo d’intesa per la tutela e la prevenzione degli incidenti stradali sul lavoro, con riguardo agli incidenti “in itinere“, cioè quelli che coinvolgono i conducenti professionali. Nello specifico, l’accordo impegna il Servizio polizia stradale con l’Inail ed è finalizzato alla conoscenza del fenomeno infortunistico nonché alla necessità di trovare obiettivi comuni al contenimento dei costi per la collettività.

fonte Polizia di Stato

Operazione “Triangle”: presi in Nigeria 3 leader dei cybercriminali

Grazie alle informazioni raccolte dalla Polizia postale e delle comunicazioni italiana, gli investigatori nigeriani dell’Economic and financial crimes commission (Efcc) sono riusciti ad arrestare i tre cybercriminali sfuggiti al blitz conclusivo dell’operazione “Triangle“.

I tre hacker, tutti elementi di vertice dell’organizzazione, riuscirono a sottrarsi alla cattura rifugiandosi in Nigeria, loro Paese di origine.

Il 9 giugno scorso circa 750 uomini della polizia italiana, spagnola, polacca, inglese, belga, georgiana, turca e camerunense, con il supporto di Europol ed Interpol, e con il coordinamento di Eurojust, arrestarono gran parte degli appartenenti all’organizzazione criminale responsabile di numerose truffe commesse ai danni di piccole e medie imprese sparse in tutto il mondo.

In particolare gli indagati erano specializzati nel riciclaggio di denaro, oltre 6 milioni di euro, proveniente da operazioni di phishing realizzate con la tecnica del “man in the middle” (uomo in mezzo).

La truffa avveniva attraverso l’accesso informatico abusivo a caselle di posta elettronica di aziende italiane ed estere grazie al quale gli hacker si inserivano nei rapporti commerciali tra aziende, all’insaputa delle stesse, indirizzando i reciproci pagamenti su conti correnti dell’organizzazione.

I tre arrestati sono un ingegnere meccanico e due proprietari di piccole imprese. Nelle loro case sono stati trovati e sequestrati computer, telefoni cellulari, sim card, vari supporti di memoria, oltre a una notevole quantità di documenti bancari comprovanti l’attività fraudolenta.

Si tratta di un’operazione molto importante anche per i risvolti di collaborazione internazionale. Infatti per la prima volta, Polizia italiana e Autorità governative nigeriane hanno lavorato fianco a fianco nel contrasto al cyber crime internazionale, condividendo in maniera trasparente le loro conoscenze sul fenomeno e consentendo così di intercettare la cellula nigeriana del gruppo criminale.

fonte Polizia di Stato

La storia di Giuseppe Dosi, il poliziotto artista che inventò l’Interpol italiana

”Giuseppe Dosi, il poliziotto artista che inventò l’Interpol italiana” è il titolo del libro presentato questa mattina a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia.

Uomo di cultura, integerrimo e di talento che ha lasciato il segno come pubblico funzionario nelle vicende della società dei suoi tempi.

Il testo racconta la storia di un poliziotto speciale che durante il suo servizio (dal 1912 al 1956) ha ricoperto, fin da subito, importanti incarichi anche in ambito internazionale.

Inoltre, per la sua capacità di investigare utilizzando travestimenti e false identità, tecnica da lui ideata e chiamata “fregolismo detectivistico”, fu incaricato di seguire molte indagini tra cui quelle riguardanti gli efferati delitti di alcune bambine, avvenuti a Roma tra il 1924 ed il 1927.

Questa indagine però segnerà la sua vita: di quei gravi delitti è accusato ingiustamente Gino Girolimoni, ma le indagini di Dosi vanno verso un anziano pastore anglicano, che, per ragioni di convenienza politica, riuscì ad evitare il processo e a rifugiarsi in Sudafrica. La determinazione di Dosi sul caso lo porta ad inimicarsi i suoi superiori e, provocando l’ostilità dei vertici del regime, fu trasferito in altre città italiane.

Considerato inoltre un soggetto pericoloso, fu dispensato dal servizio, arrestato e rinchiuso nel Carcere di Regina Coeli per poi essere recluso, fino al 1941, nel Manicomio Criminale di S. Maria della Pietà di Roma.

Dopo la liberazione di Roma del 4 giugno del 1944, su sua iniziativa, recuperò dalle fiamme ciò che restava dell’archivio della prigione delle SS di via Tasso, mettendolo a disposizione del Comando Alleato.

Assunto come Special investigator nel Counter Intelligence Corp (Cic), l’agenzia segreta dell’esercito degli Stati Uniti, sarà il testimone d’accusa in molti dei processi per crimini di guerra commessi dai nazifascisti durante l’occupazione della Capitale. Nel 1946 fu decorato della Medal of Freedom.

Reintegrato nell’Amministrazione della PS, fu nominato direttore dell’Ufficio Centrale di Polizia Criminale. A Dosi si deve l’ideazione della sigla Interpol. Come direttore della Interpol italiana si occupò di numerose problematiche di polizia internazionale. Di alcune di esse si fece portavoce anche come rappresentante dell’Italia all’ONU.

Nell’ottobre 1954 gli fu affidata l’organizzazione a Roma della XXIII Assemblea Generale dell’Interpol cui parteciparono 55 delegazioni di Polizia estere.

Pochi come lui, nel delicato periodo del secondo dopoguerra, seppero adoperarsi in ambito internazionale, con determinazione e impegno, per accrescere il prestigio e la considerazione verso la Pubblica Sicurezza, puntando con convinzione sul rafforzamento della cooperazione di tutte le Polizie, quale migliore ed efficace antidoto nella lotta contro ogni forma di criminalità transnazionale.

Nel febbraio del 1956 fu posto in congedo da questore per raggiunti limiti di età e morì nel 1981, all’età di 90 anni.

Il libro, a cura del primo dirigente della Polizia di Stato Raffaele Camposano, sarà scaricabile nelle prossime settimane sul nostro sito.

fonte Polizia di Stato