INCENDIO AL LICEO CLASSICO SOCRATE: Prosegue il lavoro degli inquirenti

l43-incendio-liceo-socrate-130713151330_mediumdi Grazia De Marco

Secondo Mauro Castellani, Vicepreside dell’istituto Socrate di Roma, i responsabili dell’incendio divampato all’interno del liceo, all’alba di sabato 13 luglio, sapevano bene come muoversi ed erano quindi anche a conoscenza che: al primo piano erano presenti meno cellule d’allarme, che la porta sul retro era difettosa e che andava semplicemente neutralizzata l’unica telecamera che avrebbe potuto inquadrarli. Proprio per questo motivo, mentre l’ipotesi di un attentato incendiario collegato alle attività sociali e all’impegno politico perde sempre più terreno, quella dello studente bocciato, in cerca di vendetta, trova sempre più conferme.

Gli indizi che ha lasciato chi ha dato alle fiamme le 8 aule del Socrate sono diversi, ma  il colpevole potrebbe anche averli lasciati volutamente, per far ricadere l’attenzione proprio sugli alunni dell’istituto: alcuni fiammiferi, delle impronte, dei libri bruciati a metà e alcune uova lanciate contro l’entrata.  In attesa della fine dei rilievi della scientifica, comunque, non si può escludere nessuna ipotesi, anche se, ad ora, prevale quella dell’atto vandalico.

Gli agenti del Commissariato Colombo hanno immediatamente capito che il rogo è stato originato da un gesto di pura inciviltà: qualcuno, infatti, intorno alle 5.30, si sarebbe introdotto nel Socrate dalla scala anti-incendio, posta sul retro e poi avrebbe sfondato a calci la porta basculante, per entrare al primo piano del liceo classico, dove ha gettato la benzina e appiccato il fuoco, danneggiando alcune aule e il corridoio.

Attualmente, al vaglio degli investigatori della Digos ci sono le immagini di una telecamera presente sul cancello dell’istituto, anche se non avrebbe ripreso alcun movimento sospetto e quelle posizionate su altre strutture presenti nei pressi del liceo, comprese quelle di una banca. Altri elementi sui quali stanno lavorando gli investigatori sono:  i tabulati telefonici delle utenze che si trovavano nella zona all’ora dell’incendio, il liquido infiammabile utilizzato e alcune impronte che saranno analizzate dalla Polizia Scientifica.

Da sabato mattina, inoltre, gli investigatori hanno ascoltato decine di persone fra docenti, alunni, ex alunni e dipendenti impegnati nell’area del complesso scolastico e  hanno svolto sopralluoghi fra i resti delle aule bruciate, alla ricerca di riscontri agli indizi raccolti fin dalle prime ore dopo l’incendio.

Anche gli studenti hanno scelto di fare sentire la loro indignazione, sia aprendo un fronte interno di investigazione tramite Facebook, sia attraverso messaggi scritti su striscioni e manifesti affissi a un lato dell’entrata della scuola.