Svolta nelle indagini sul furto sacrilego compiuto la scorsa settima nel santuario della Ienca dedicato a Papa Giovanni Paolo II.
La polizia ha fermato due giovani aquilani che hanno confessato di essere gli autori della profanazione.
Nell’ex clinica psichiatrica di Santa Maria di Collemaggio, nei pressi del Sert, gli investigatori hanno rinvenuto, interrati, la teca priva della reliquia del pontefice e la croce.
I fermati sono un 23 e un 24enne del capoluogo, entrambi tossicodipendenti, conosciuti dalle forze dell’ordine. Durante l’interrogatorio hanno confessato e fornito i dettagli per far ritrovare la teca con il crocifisso.
I due, tuttavia, hanno raccontato di avere gettato via il pezzetto di stoffa intriso del sangue del papa. Le loro dichiarazioni, a cui intanto si e’ aggiunto un presunto complice, sono pero’ molto frammentarie, costellate da molti ‘non ricordo’. Di certo gli indagati hanno sostenuto di essersi disfatti della reliquia gettandola, ma non sanno indicare esattamente dove. Pertanto, mentre il pm David Mancini, insieme con carabinieri e polizia, sta interrogando in queste ore i due presunti ladri, gli investigatori si sono recati nelle loro abitazioni per cercare il pezzetto di stoffa intriso di sangue del pontefice, “cuore” della reliquia trafugata la scorsa settimana. Il pezzettino di stoffa appartiene all’abito che Giovani Paolo II indossavva quando rimase vittima dell’attentato a piazza San Pietro, il 13 maggio 1981, potrebbe essere questione di ore.





