Catturato dalla Polizia a Rimini un pericoloso killer ricercato in Europa

Dopo mesi di ricerche, la Polizia di Stato ha fermato nel Riminese un cittadino montenegrino di 30 anni considerato estremamente pericoloso e ricercato a livello internazionale. L’uomo era destinatario di un mandato di cattura europeo richiesto dalle autorità austriache, oltre che di una segnalazione Interpol diffusa dal Montenegro. L’operazione è stata portata a termine dagli investigatori della Squadra mobile di Rimini, con il supporto del Servizio centrale operativo e della struttura italiana Enfast specializzata nella localizzazione dei latitanti all’estero. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti austriaci, il trentenne sarebbe coinvolto in una sparatoria avvenuta a Vienna nel dicembre 2021, durante la quale un uomo perse la vita mentre un’altra persona rimase gravemente ferita. Gli investigatori sostengono che il sospettato abbia aperto il fuoco colpendo entrambe le vittime più volte. Parallelamente, il Montenegro lo cercava per ulteriori accuse legate alla criminalità organizzata: omicidio aggravato, traffico illecito di armi ed esplosivi e partecipazione a un gruppo criminale strutturato. Nell’organizzazione avrebbe avuto un ruolo strategico, occupandosi della preparazione delle attività illegali, del reclutamento di persone e della gestione della logistica necessaria ai colpi del gruppo. La pista che ha portato alla sua cattura è emersa nei mesi scorsi, quando gli organismi centrali della Polizia hanno raccolto informazioni sulla sua possibile presenza in provincia di Rimini. Da quel momento sono scattati gli accertamenti che hanno consentito di rintracciarlo nonostante la sua capacità di nascondersi e modificare il proprio aspetto per evitare di essere riconosciuto.

L’indagine si è sviluppata nell’ombra attraverso un lungo lavoro di intelligence, controlli mirati e monitoraggi costanti coordinati dalla magistratura romana. Gli investigatori, seguendo una serie di tracce raccolte nel tempo, hanno ristretto il cerchio attorno a un edificio di Marebello, ritenuto compatibile con gli spostamenti del fuggitivo. A insospettire gli agenti è stato un appartamento che, pur sembrando inutilizzato, mostrava segnali incompatibili con un’abitazione vuota. L’immobile risultava formalmente collegato a un cittadino russo residente fuori dall’Italia da anni, ma alcuni dettagli emersi durante i servizi di sorveglianza hanno fatto pensare che qualcuno lo stesse occupando clandestinamente. Per giorni i poliziotti hanno osservato l’edificio senza ottenere conferme, fino a quando un minimo movimento notato dietro i vetri dell’abitazione ha cambiato tutto. Quel fugace segnale, quasi invisibile, è bastato agli investigatori per capire che il ricercato si trovava realmente all’interno. A quel punto è stata predisposta un’operazione lampo: gli agenti della Squadra mobile di Rimini, supportati dal personale dell’Ufficio volanti e dagli specialisti di Enfast Italia, hanno circondato lo stabile e fatto ingresso nell’appartamento, sorprendendo il latitante e mettendolo in sicurezza senza lasciargli possibilità di fuga. Nel corso dei controlli successivi sono stati rinvenuti documenti contraffatti utilizzati per nascondere la propria identità, oltre a telefoni cellulari, apparecchi elettronici e diverso materiale ora al vaglio degli investigatori per ulteriori approfondimenti.

Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato

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