Un’operazione antidroga di vasta portata ha preso il via alle prime luci dell’alba del 19 febbraio, quando la città di Brindisi è stata attraversata da un massiccio dispiegamento di uomini e mezzi della Polizia di Stato. L’intervento, pianificato nei dettagli al termine di una complessa attività investigativa, ha visto impegnati gli agenti del commissariato locale nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura. L’indagine, sviluppata nel corso di diversi mesi attraverso servizi di osservazione, pedinamenti, attività tecniche e riscontri sul territorio, avrebbe consentito agli inquirenti di ricostruire l’esistenza di un presunto giro di spaccio radicato in città. Al centro dell’inchiesta undici persone, ritenute a vario titolo coinvolte in un’attività sistematica di vendita di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e, in alcune circostanze, hashish.Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’attività illecita sarebbe stata organizzata secondo modalità ben definite, con ruoli differenti tra i soggetti coinvolti. Alcuni avrebbero avuto il compito di approvvigionarsi della droga, altri di custodirla e suddividerla in dosi, altri ancora di curare la distribuzione agli acquirenti. In diversi episodi contestati, le condotte sarebbero state poste in essere in concorso tra più persone, delineando un quadro accusatorio articolato e complesso. Complessivamente agli indagati vengono contestati circa venti capi d’imputazione, diciotto dei quali direttamente collegati alla detenzione e alla cessione di sostanze stupefacenti. Le accuse, ora al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento, dovranno essere accertate nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Parte dei destinatari delle misure cautelari risulterebbe già conosciuta alle forze dell’ordine per precedenti specifici o per altre vicende giudiziarie. L’operazione rappresenta un ulteriore intervento nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio sul territorio, fenomeno che le autorità monitorano costantemente attraverso controlli mirati e servizi straordinari. Il blitz si è svolto senza particolari criticità operative e ha consentito di dare esecuzione ai provvedimenti restrittivi nei confronti degli undici indagati, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta. L’inchiesta avrebbe fatto emergere un sistema di spaccio che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe operato in modo strutturato tra la primavera e l’estate del 2024, estendendo la propria attività oltre i confini di Mesagne e coinvolgendo anche i territori circostanti. La presunta rete non si sarebbe limitata a un solo centro urbano, ma avrebbe interessato un’area più ampia della provincia. Già nel mese di gennaio gli sviluppi investigativi avevano condotto a una prima svolta, con l’ascolto di 17 persone ritenute informate sui fatti o coinvolte a vario titolo: dieci residenti a Mesagne, quattro a Brindisi e tre a Latiano. Un passaggio che aveva segnato un’accelerazione nell’attività degli inquirenti. Secondo la ricostruzione investigativa, la vendita al dettaglio di stupefacenti sarebbe avvenuta con modalità sistematiche e ripetute, configurando un’attività non occasionale ma continuativa, radicata nel tessuto locale. L’operazione, che prosegue con ulteriori approfondimenti, si pone l’obiettivo di disarticolare il presunto circuito di distribuzione e di individuare eventuali responsabilità davanti all’autorità giudiziaria.
Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato




