contenenti complessivamente oltre mille armi di livello militare e, al confine con la Turchia, hanno scoperto 73 pistole contraffatte nascoste in un camion. I risultati dell’operazione confermano come gli arsenali provenienti da aree di conflitto possano continuare ad alimentare il mercato clandestino anche a distanza di anni, rendendo indispensabili controlli mirati e una costante collaborazione tra le forze dell’ordine dei diversi Paesi.Le attività di Trigger X hanno riguardato anche altri fenomeni criminali. In Bulgaria sono stati sequestrati 20 gommoni dichiarati come materassi gonfiabili e destinati a un Paese dell’Europa occidentale, ma ritenuti collegati a reti dedite al traffico di migranti e potenzialmente destinati agli attraversamenti clandestini della Manica. Tra gli
ulteriori materiali recuperati figurano cocaina, marijuana, sigarette contraffatte, prodotti tessili e generi alimentari non dichiarati. L’operazione si inserisce nell’ambito del progetto I Arms V dell’Unione europea e del progetto I-Force del Ministero degli Affari esteri tedesco, con il sostegno di EU4FAST, iniziativa regionale finalizzata a rafforzare il contrasto al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani nei Balcani occidentali. Il progetto è cofinanziato dall’Unione europea e da alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, che partecipa attraverso il Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, contribuendo con personale specializzato e competenze investigative consolidate. Il bilancio complessivo evidenzia l’importanza della cooperazione internazionale per individuare i canali di approvvigionamento illegale, ricostruire i collegamenti tra le organizzazioni criminali e contrastare attività illecite che spesso superano i confini nazionali e si sviluppano attraverso reti transnazionali.
Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato




