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CAPODANNO: Fuochi d’artificio. Consigli per la sicurezza
I fuochi d’artificio possono essere pericolosi. Nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti artigianali che non rispettano le norme di sicurezza, ma spesso i danni sono dovuti alla mancata adozione di misure di sicurezza.
Nonostante numerose campagne di sensibilizzazione sono ancora molti gli accessi in ospedale per traumi, lesioni da scoppio, ustioni e danni oculari dovuti all’uso di fuochi artificiali. Nei bambini gli incidenti più frequenti si verificano il primo giorno dell’anno, conseguentemente alla raccolta di fuochi inesplosi.
Tra i consigli per non incappare in spiacevoli sorprese ed inutili rischi, ricordare che:
- se un fuoco d’artificio non si accende subito, non si deve ritentare, ma è il caso di buttarlo via, renderlo inoffensivo mettendolo sotto la sabbia o sotto terra
- è pericolosissimo raccogliere fuochi non esplosi trovati per strada
- accendere i fuochi d’artificio solo all’aperto, lontano dalle persone, da materiale infiammabile, da legno e da alberi
- i fuochi dovrebbero essere maneggiati ed accesi da un adulto o, comunque, sotto la vigilanza di una persona responsabile
- candeline e stelline sono le uniche che si possono usare in casa, ma vanno tenute lontane dai vestiti, dalle tende, dai divani e da tutti gli oggetti infiammabili
- attenzione al rischio scintille, che possono colpire occhi o pelle
- bottigliette a strappo, pistole a strappo e snappers non devono mai essere lanciati addosso alle persone
- non tenere in mano fontane, trottole, fumogeni, petardini, miccette e girelline dopo averne acceso la miccia
- allontanarsi subito per evitare di essere investiti dallo scoppio.
Per approfondire consulta il sito del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
Sicurezza in viaggio: le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni di esodo
Fino a Capodanno, temperature e tempo saranno generalmente stabili su tutta l’Italia, con un calo termico , piu’ forte al Sud. Nella notte di San Silvestro l’arrivo del nuovo anno si festeggera’ con gli ombrelli aperti, almeno al Nord. E a ridosso della Befana, torna lo stesso gelo dei primi di dicembre.
E’ questo il quadro meteorologico degli esperti per i prossimi giorni. ”Da ovest sta giungendo l’ultima perturbazione del 2012, a cui seguiranno venti da nord un po’ piu’ freddi sulle regioni adriatiche e al sud fino a venerdi’, mentre sono in agguato le nebbie fitte che si ripresenteranno estese sulla Pianura padana, come di consueto in questo periodo dell’anno”, fa sapere Antonio Sano’ direttore del portale iLMeteo.it.
Per Massimiliano Pasqui, ricercatore del Cnr Ibimet, gia’ da oggi le temperature inizieranno a scendere su tutta l’Italia: ”Il calo sara’ anche di 7 gradi al sud dove in questi giorni si sono avvertite medie piu’ vicine alla stagione primaverile che invernali, mentre al nord la colonnina di mercurio scendera’ in maniera piu’ graduale, massimo 2-3 gradi”.
La buona notizia e’ che almeno fino alla notte dell’ultimo dell’anno non si avranno piu’ sbalzi di temperatura: ”L’altalena delle temperature che si e’ avvertita in questi giorni – precisa l’esperto del Cnr – non ci sara’ piu’, la colonnina di mercurio si assestera’ su medie piu’ vicine alla stagione invernale”. Un cambiamento del tempo e’ atteso pero’ nel corso della giornata del Capodanno, con piogge e neve intorno a 800 m. ”La notte tra il 31 e il primo, arrivera’ una nuova perturbazione che portera’ piogge moderate su Liguria e Toscana”. Un brusco cambio delle temperature si avvertira’ pero’ sicuramente a ridosso dei festeggiamenti della Befana, dove ritornera’ il freddo, come all’inizio di Dicembre. ”Tra il 4 e il 5 venti polari dall’Atlantico settentrionale invaderanno l’Italia. Le temperature saranno gelide e si vedra’ nuovamente la neve a bassa quota”, conclude Pasqui del Cnr.
CAMPOBASSO: Famiglia sterminata in un incidente. Il giovane termolese sotto choc. Ultime notizie
Il giovane meccanico di Termoli la cui auto si è scontrata frontalmente contro la Bmw della famiglia Carrino, ancora ricoverato all’ospedale Cardarelli con un piede rotto e diverse fratture. Soltanto ieri ha scoperto della strage sulla Bifernina. E’ stato lui infatti a estrarre la piccola Anna dell’abitacolo: la bambina era viva quando l’ha presa fra le braccia. Intanto questa mattina a Frosolone l’intero paese ha partecipato ai funerali di Stefano, Annamaria e Anna, 40, 33 e 5 anni. Il paese è in lutto, il dolore enorme.
Stava andando a portare un regalo a una persona speciale. Era partito da Termoli e contava di arrivare a Campobasso, strappare un sorriso al destinatario di quel messaggio di auguri, poi rientrare nella città adriatica in tempo per il cenone della vigilia. Ma il destino ha fatto saltare tutti i piani all’altezza del ristorante “U Mulin” sulla salita che collega la Bifernina al capoluogo di Regione.
E.D.F., trent’anni, al volante della Bmw cabriolet ch ha impattato contro la Bmw della famiglia Carrino, è sotto choc. Sconvolto, incredulo, anche lui distrutto dal dolore in quel letto dell’ospedale Cardarelli dove è finito la vigilia di Natale con un piede rotto e un bel po’ di fratture, e dove fino a ieri ha creduto che la famiglia si fosse salvata. Che si fosse salvata anche quella bimba – Anna, 5 anni – che ricorda di aver afferrato sul sedile posteriore, tirandola fuori mentre la voce flebile del papà la chiamava. E invece no.
Anna è morta, e sono morti anche Stefano e Anna Maria, 40 e 33 anni, belli, giovani, pieni di entusiasmo e di belle speranze, rientrati nel loro Molise per un natale di famiglia, in quel paese – Frosolone – dal quale entrambi erano andati via per il trasferimento di lavoro a Roma ma dove tornavano spesso.
I loro funerali si sono svolti questa mattina – 27 dicembre – alla presenza di tutto il paese, coinvolto da una giornata di lutto cittadino. L’ultimo saluto a Stefano, Anna Maria e Anna – tre bare, una accanto all’altra, due grandi e una più piccola e bianca – è stato straziante. Commentare quel dolore non si può, e dall’altra parte non si può nemmeno immaginare come si senta il giovane meccanico ricoverato al Cardarelli al quale due giorni dopo la tragedia è stato detto, con tutte le precauzioni possibili, che una famiglia intera non esiste più a causa di quello schianto fatale sulla Statale 647.
Lui saliva verso Campobasso, loro scendevano dopo un pomeriggio di acquisti nel capoluogo per andare a prendere lo svincolo che li avrebbe riportati verso Frosolone.
Non si conosce ancora la variabile che ha mandato in tilt la normalità dei rispettivi viaggi, ma di certo non è stato l’alcol, come qualcuno ha ipotizzato. E’ vero, E.D.F. – indagato per omicidio colposo plurimo – aveva un tasso alcolemico leggermente superiore al tetto previsto dalla legge. Ma un’inezia: l’equivalente di un aperitivo leggero, di un bicchiere di prosecco. Tanto che in ospedale, al secondo e ravvicinato alcoltest, è risultato negativo.
Con gli amici più cari che sono andati a trovarlo ha condiviso il ricordo di quell’attimo terribile in cui la sua auto ha sbandato, poi il testa-coda e lo schianto frontale contro la Bmw che scendeva da Campobasso. La portiera non si apriva, è uscito dalla capote dell’auto, ha raggiunto l’altra Bmw ridotta a un mucchietto di lamiere aggrovigliate e ha afferrato Anna fra le braccia. Poi la corsa frenetica delle ambulanze, le sirene che hanno squarciato la notte di Natale, l’oblio. E infine il risveglio in ospedale, e scoprire che altri non si sarebbero svegliati mai più.
Motorini, arriva la nuova patente. Stop ai corsi di guida nei licei
di Margherita De Bac
mdebac@corriere.it
Due ruote, arrivano regole più severe per tutti. Motorini e moto di grossa cilindrata. Per guidare quelle più potenti senza restrizioni, dunque con la patente A, bisognerà aver compiuto 21 anni, aver fatto pratica per almeno due anni con una patente di tipo A2 e aver superato un esame di pratica.
E chi non ha accumulato esperienza sul campo? Dovrà rassegnarsi ad aspettare il ventiquattresimo compleanno.
Marcati stretti anche i conducenti di ciclomotori e minicar. Che dovranno conseguire una patente a tutti gli effetti, la AM, che sostituirà il vecchio patentino. Con gli svantaggi che ne conseguono dal punto di vista delle sanzioni. Tutte queste novità entreranno in vigore il prossimo 19 gennaio, compresa la possibilità, per chi ha ancora il vecchio patentino che autorizza la guida di ciclomotori e minicar, di vedersi togliere punti in caso di infrazioni. Questo però vale solo per i maggiorenni. Nella pratica quotidiana la sottrazione di punti prevista dal decreto viene già eseguita perché prevista dall’Ue.
Se la violazione è grave si rischia la sospensione della licenza, esattamente come per gli altri automobilisti. Restano esentati i conducenti con meno di 18 anni.
Sono alcune delle nuove disposizioni contenute nel decreto legislativo approvato nel Consiglio dei ministri prenatalizio. Un testo di un centinaio di pagine dove vengono recepite e armonizzate col nostro ordinamento le direttive europee in materia di patenti. Le nuove norme vanno in direzione della sicurezza e della maggiore consapevolezza del cittadino. Quest’anno secondo i dati Aci (Automobile Club) in Italia le vittime della strada sono state 3.800 e i motociclisti hanno versato un contributo pesante, 500 morti.
Tra le altre novità c’è la soppressione dei corsi di guida nei licei, possibilità finora molto apprezzata dagli studenti soprattutto perché notevolmente più economica rispetto alle tariffe delle autoscuole, a volte esose. Per non contare la comodità degli orari.
Tra le sorprese più rilevanti le doppie sanzioni per tutti. Dal giorno di entrata in vigore del decreto i ragazzi al volante di queste due categorie di veicoli (ciclomotori e minicar) subiranno il prelievo di un punteggio doppio se posseggono il Cig o la patente AM da meno di tre anni.
La materia nel suo insieme è complicata perché le disposizioni e i cambiamenti sono numerosi. Gli addetti ai lavori stanno studiando il nuovo testo. «Per noi tutto ciò che incide sulla sicurezza è positivo purché ci sia chiarezza. Aspettiamo una circolare più esplicativa su tutti i punti e speriamo non arrivi il 19 gennaio, altrimenti sarà il caos», commenta Giordano Biserni, presidente di Asaps, associazione amici della polizia stradale.
Stiano tranquilli i possessori del vecchio patentino. Non dovranno richiedere la nuova patente né sostenere ulteriori esami. Sostituiranno l’attuale certificato solo quando arriverà la naturale scadenza o lo dovessero smarrire. Ai nuovi ciclomotoristi verrà invece consegnato il documento indicato dal decreto del 24 dicembre.
Restrizioni anche per i minorenni. La licenza AM si potrà prendere a 14 anni come è adesso ma consentirà di guidare all’estero solo dopo i 16. Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci, legge queste norme come un salto di qualità: «Condivido in pieno le restrizioni per le moto di grossa cilindrata. È giustissimo concedere l’uso dei mezzi potenti e veloci a persone che hanno acquisito la capacità di guidare sia attraverso l’esperienza sul campo sia con una prova d’esame pratico. Mi aspetterei la stessa severità per i conducenti delle quattroruote. Non si può rischiare di affidare una macchina di grossa cilindrata alle mani di un ragazzo fresco di patente».
E l’abolizione dei corsi nei licei? Secondo Sticchi Damiani il vantaggio è che «le lezioni presso l’autoscuola sono più efficaci».
Il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso in aspettativa. Si candida
Il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, fa richiesta al Consiglio superiore della magistratura di un’aspettativa per motivi elettorali e si candida con il Pd. Annunciata già per domani la conferenza stampa con il segretario Pier Luigi Bersani. Grasso, già a capo della procura della Repubblica di Palermo, è stato nominato procuratore nazionale antimafia nel 2005.
Si era pensato che il nome di Grasso sarebbe potuto andare ad arricchire la lista arancione Rivolta o Rivoluzione democratica oppure quella guidata da Mario Monti. E invece Grasso sarà al fianco di Bersani nel prossimo appuntamento elettorale. La decisione del procuratore sarà formalizzata a una conferenza stampa alle 11,30 a Roma, nella sede del partito, e per l’occasione interverrà anche Bersani.Il Csm ratificherà la richiest di aspettativa di Grasso subito dopo le festività natalizie, durante il plenum convocato per il 7 gennaio. Le domande non sono soggette a valutazione ma possono soltanto essere accettate da Palazzo dei Marescialli, come è già avvenuto nel caso della richiesta avanzata da Antonio Ingroia.Domanda per andare in pensione
Grasso ha inoltre presentato domanda di pensionamento a partire dal 28 febbraio. Domanda, questa, che è revocabile fino al momento in cui il Consiglio superiore della magistratura non la delibera. A breve si aprirà dunque la corsa alla successione alla guida della Procura nazionale antimafia.
Grasso ha inoltre presentato domanda di pensionamento a partire dal 28 febbraio. Domanda, questa, che è revocabile fino al momento in cui il Consiglio superiore della magistratura non la delibera. A breve si aprirà dunque la corsa alla successione alla guida della Procura nazionale antimafia.
E per rimanere in tema di novità elettorali, si apprende anche che, tra i candidati a cui sta pensando Silvio Berlusconi per il Pdl, dovrebbe esserci pure il generale Mario Mori.
AUGURI DI BUON NATALE. Torniamo ad aggiornare dal 27 dicembre
Camorra, riciclavano denaro: arresti in tutta Italia
Un’operazione contro il riciclaggio di denaro della camorra e’ scattata all’alba in tutta Italia. Centinaia di agenti della Direzione investigativa antimafia (Dia) stanno eseguendo decine di provvedimenti cautelari in carcere emessi dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) del capoluogo campano.
Beni per 120 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia nell’operazione contro il riciclaggio di denaro della camorra, scattata all’alba. Sulla base di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Dda di Napoli sono stati bloccati beni immobili, aziende, automezzi e rapporti finanziari che secondo le indagini facevano capo agli arrestati e ai loro familiari. Le persone arrestate – secondo gli investigatori – fanno capo al clan camorristico Fabbrocino, operante nella zona del Vesuviano, con propaggini operative finanziarie ed imprenditoriali in tutta Italia, in particolare in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Abruzzo e Calabria. Con l’operazione scattata all’alba – spiegano alla Dia – è stato inferto un duro colpo alla capacità operativa militare ed economica del clan. Le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sono state effettuate dal Centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia del capoluogo campano. E’ stato scoperto un riciclaggio di capitali mafiosi in Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Abruzzo, Calabria e Campania per un valore di oltre 112 milioni di euro e sono stati accertati reati di estorsione, anche in appalti pubblici e nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, usura, riciclaggio, fittizia intestazione di beni, turbativa d’asta, voto di scambio.
Arresti sono in corso a Napoli, Milano, Bergamo, Brescia, Caserta, Bologna, Roma, Chieti, L’Aquila, Avellino, Benevento, Salerno e Catanzaro. All’operazione della Dia, denominata ‘Fulcro’, partecipano Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza.
Delitto di Montecatini, l’ex marito confessa l’omicidio
Quattro giorni di ‘pressing’ dei carabinieri, poi lui stesso ha deciso di ‘anticiparli’ andando in caserma e ammettendo le sue responsabilita’. ”Si’ ho ucciso io mia moglie, ma non volevo”: cosi’ Massimo Parlanti, 43 anni di Montecatini Terme, ha cominciato a confessare agli inquirenti l’omicidio della ex moglie Beatrice Ballerini, 42 anni, giovedi’ scorso nel casolare dove avevano vissuto coi loro due figli fino alla separazione.
Parlanti e’ stato condotto in carcere a Pistoia dopo che il pm Claudio Curreli ha disposto, nella notte, un decreto di fermo per omicidio, aggravato dal rapporto di coniugio con la vittima. Il provvedimento e’ stato firmato dal magistrato al termine di un lungo interrogatorio durante il quale Parlanti ha piu’ volte pianto. ”Non riesco piu’ a tenere questo segreto”, avrebbe anche detto ai carabinieri dopo essersi presentato in caserma a Montecatini, ieri sera, con i suoi legali, all’inizio solo per fare delle dichiarazioni spontanee. Ma gli investigatori dell’Arma, quando hanno compreso l’intenzione di Parlanti di voler confessare il delitto, hanno avvisato il sostituto procuratore Curreli alla cui presenza, dopo le 20, e’ iniziato un lungo interrogatorio concluso verso l’1. Parlanti si sarebbe liberato del peso dell’omicidio un po’ per volta, riferendo agli inquirenti anche del rapporto e del matrimonio con la ex moglie, non solo del fatto del delitto. Da quanto emerge delle dichiarazioni di Parlanti, giovedi’ scorso nel pomeriggio tra i due ex, marito e moglie, c’e’ stato un litigio nella casa di Bolognola di Nievole, dove si sono incontrati. Lite durante cui i due avrebbero avuto una colluttazione dopodiche’ Parlanti avrebbe poi colpito e strangolato la donna, che ha cercato di difendersi.
Tracce di pelle erano rimaste sotto le unghie della donna e i risultati del Dna erano attesi a giorni. L’ex marito, sentito a lungo subito dopo la scoperta del cadavere e poi anche successivamente, aveva inizialmente fornito un alibi, legato al fatto che era andato a riprendere i figli a scuola. Aveva anche giustificato le lievi lesioni che aveva al volto con il fatto di essere stato graffiato da uno dei figli. Un alibi che nei due colloqui precedenti avuti coi carabinieri, non aveva pienamente convinto gli investigatori, soprattutto per gli orari. Poi ieri sera e nella notte le prime ammissioni, fino ad una confessione piu’ ampia. Parlanti ha detto di aver colpito mortalmente la moglie e di non essersene reso bene conto subito. Anche la casa messa a soqquadro, piu’ che un depistaggio per giustificare un tentativo di rapina, sarebbe stato frutto della sua disperazione, di un suo stato confusionale dopo aver colpito Beatrice Ballerini con violenza mortale. Quindi la reazione di dover andare a prendere i bambini a scuola e portarli dai nonni, come previsto e come ha fatto, per crearsi un alibi. Massimo Parlanti ha retto i sospetti per quattro giorni. Poi ieri la decisione di recarsi dai carabinieri per rendere spontanee dichiarazioni, fino ad ammettere le sue responsabilita’.
USA: dopo la strage si riaccende il dibattito sulle armi
Adam, il killer della scuola di Newtown, aveva tentato di acquistare armi alcuni giorni or sono in Connecticut, lo Stato della strage: ma non gliele hanno vendute. Le armi, le ha rubate alla madre Nancy, uccisa da lui prima della mattanza, che regolarmente portava i figli al poligono. L’atroce eccidio in Connecticut ha riacceso negli Usa ancora una volta il dibattito sul controllo delle armi. Questa volta però ci sono di mezzo 20 bambini, e la cosa potrebbe fare la differenza, affermano alcuni, ma non necessariamente nella direzione di un giro di vite nelle norme che regolano la materia. Anzi, non di rado, proprio in direzione opposta.
“Dobbiamo unirci e decidere misure significative per evitare che tragedie come questa si ripetano, al di là della politica”, ha affermato il presidente Barack Obama, trattenendo a stento le lacrime. Appena poche parole, in una dichiarazione incentrata in massima parte sugli aspetti emotivi della tragedia. Ma si tratta di parole di certo non scelte a caso, afferma il New York Times, ricordando che il presidente già da tempo, pur ribadendo di non voler mettere in discussione il diritto costituzionale di detenere armi, auspica nuove norme basate sul “buon senso”.














