Sicurezza su Internet? “Buono a sapersi”

da Polizia di Stato

Suggerimenti utili per  avere più sicurezza sul Web scegliendo password sicure, saper gestire al meglio i propri dati personali online, ma anche rendere la ricerca  dei siti Internet più utile.

La campagna “Buono a sapersi” nasce dalla collaborazione della Polizia di Stato con Google e ha come obiettivo quello di aiutare gli utenti a  essere sicuri su Internet e a gestire le informazioni che condividono online.

La Polizia delle comunicazioni ha organizzato dei corsi per la sicurezza in Rete e l’uso responsabile delle nuove tecnologie con un progetto  formativo rivolto alle scuole medie inferiori e superiori italiane.

Gli incontri forniranno agli studenti, alle loro famiglie e agli insegnanti i principali strumenti conoscitivi e didattici per garantire una  navigazione in Internet consapevole e sicura.

Le “lezioni” della Polizia si terranno nelle scuole durante la terza settimana di ogni mese, in contemporanea in tutti i capoluoghi di provincia  italiani. Il calendario dettagliato verrà pubblicato all’inizio dell’anno scolastico.

Le Scuole interessate potranno inviare una richiesta al seguente indirizzo email: progettoscuola.poliziapostale@interno.it

SCENA DEL CRIMINE NON ENTRARE: “IL NUOVO SCANDALO DEL MONDO DEL CALCIO”

di Grazia De Marco

Il mondo del calcio italiano è di nuovo nella bufera, a causa dei 19 provvedimenti che il GIP Salvini ha emesso nei confronti di esponenti della criminalità transnazionale e del mondo del calcio italiano, tra i quali 14 di custodia cautelare in carcere, 3 ai  domiciliari e 2 provvedimenti di obbligo di presentazione, per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati connessi alla manipolazione di eventi sportivi. (art. 416, 1°, 2°, 3° e 5° co. cp. art. 3 e 4 L. 16.3.2006 n.146).

Oltre a Istvan BORGULYA, Zoltan KENESEI, Matyas LAZAR, Laszlo, SHULTZ, LaszloSTRASSER, tutti elementi di vertice del gruppo criminale ungherese agli ordini di TAN SEET ENG, boss singaporiano dedito al match fixing, sono rimasti coinvolti, a vario titolo, anche alcuni nomi noti del calcio italiano tra cui il capitano della Lazio Stefano MAURI, Omar MILANETTO, già in forza al Genoa, nonchè Paolo Domenico ACERBIS, Cristian BERTANI, Matteo GRITTI, Marco TURATI, Francesco RUOPOLO, Kewullay CONTEH e Josè Inacio JOELSON.

TAN SEET ENG, nell’ordinanza di custodia cautelare, è indicato come capo ed organizzatore per realizzare a livello mondiale, anche con ripartizione di zone territoriali di competenza tra alcuni associati, una pianificazione degli interventi illeciti, qualificabili come delitti di frode in competizioni sportive, nonché di truffe, reati diretti ad influire sul risultato e ad alterare il naturale esito delle partite in diversi campionati nazionali ed internazionali, per conseguire vincite in scommesse per milioni di euro effettuate prevalentemente su siti asiatici.

Tra i 19 destinatari dei provvedimenti giudiziari figurano anche i nomi degli ex calciatori Alessandro PELLICORI e Ivan TISCI e di Vittorio GATTI, personaggio di riferimento del gruppo slavo-singaporiano e di Luca BURINI e Daniele RAGONE, collegato al gruppo bolognese riferibile a Giuseppe SIGNORI.

Indagati a piede libero sono i calciatori Sergio PELLISSIER del Chievo Verona, Andrea SONCIN dell’Ascoli e Giuseppe SCULLI del Genoa, quest’ultimo, in particolare, nipote del boss della ‘ndrangheta Giuseppe MORABITO, sospettato di essere collegato alla famiglia mafiosa siciliana dei FIANDACA, tramite il pregiudicato albanese Altic SAFET, suo uomo di fiducia, che ha fatto ipotizzare collegamenti con famiglie della criminalità organizzata siciliana e calabrese.

L’inchiesta rappresenta una seconda fase di quella partita nel 2011, che aveva coinvolto 16 persone, tra cui Giuseppe SIGNORI e Marco PAOLONI ed è stata favorita dalla deposizione di alcuni “pentiti”, che hanno deciso di collaborare per evitare il carcere, come Kewullay CONTEH e Francesco RUOPOLO, i quali hanno ammesso di aver ricevuto ingenti somme di denaro per alterare il risultato di numerose partite di calcio.

L’indagine, tuttavia, non è ancora giunta nella sua fase conclusiva, per cui si possono prevedere nuovi sviluppi eclatanti che vedano coinvolti altri personaggi di rilievo del mondo calcistico italiano.

Gli inquirenti, negli ultimi giorni hanno infatti concentrato la loro attenzione sull’allenatore della Juventus Antonio CONTE, al quale hanno sequestrato il computer e l‘I PHONE, per vicende relative al periodo in cui era allenatore del SIENA, sul calciatore della stessa squadra torinese Leonardo BONUCCI, su Bobo VIERI per la partita INTER-LECCE del 2011 e su Domenico CRISCITO, difensore della nazionale italiana, peraltro allontanato dal ritiro azzurro per i prossimi europei.

DOPO IL SISMA, LA FESTA DELLA REPUBBLICA: SOLIDARIETA’ E POLEMICHE

di Petula Brafa

Con la tradizionale parata ai Fori Imperiali, alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano e delle autorità intervenute, è stata celebrata oggi la 66a Festa della Repubblica, anticipata dal rovente clima polemico dei giorni scorsi.

Infatti, nell’immediatezza della recente tragedia emiliana, da più parti del mondo politico era stato lanciato l’invito a rinunciare ai festeggiamenti ed a stornarne i finanziamenti preventivati in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici dello scorso maggio.

Diverso il parere del Capo dello Stato, che ha voluto spegnere ogni contrasto, non solo per la tardività di un intervento di richiamo dei fondi già investiti nelle celebrazioni, ma anche per il dovuto riconoscimento alle forze armate per la sicurezza e per l’unità del Paese.

“Unità e solidarietà”, – ha dichiarato il Presidente – “questo ci occorre per superare tutte le emergenze e le prove, come ci dicono i nostri 150 anni di storia”. E, replicando duramente alle invettive di Di Pietro e Maroni contro lo spreco di denaro pubblico, ha aggiunto che “Ci sono vecchie posizioni negatrici del ruolo delle forze armate e delle parate militari, che hanno usato strumentalmente il terremoto”.

Dopo la deposizione della corona d’alloro all’Altare della Patria ed il silenzioso tributo alle vittime del sisma, hanno sfilato i gonfaloni delle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e delle province di Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Reggio Emilia e Rovigo, posizionati in tribuna d’onore e chiamati ad aprire e chiudere la parata, alla presenza del Capo dello Stato, dei Presidenti del Consiglio Mario Monti, di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta, della Regione Lazio Renata Polverini, della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, nonché del Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e del Capo di Stato Maggiore della Difesa Biagio Abrate.

In un’edizione rigorosa e sobria, – annullata la tradizionale esibizione delle frecce tricolori -, il pubblico ha accolto con calore il Presidente Napolitano, mostrando di condividerne i valori di solidarietà nazionale, tanto più sollecitati dalla catastrofe emiliana. A riguardo, il Presidente della Regione Emilia Romagna Errani ne ha difeso le posizioni, ribadendo che “Il fatto che il Capo dello Stato abbia scelto di dedicare la parata alle vittime e alle popolazioni terremotate è un segno importante di solidarietà e unità della Repubblica”.

La contestata assenza dei segretari PD Bersani e PDL Alfano, del Sindaco di Roma Alemanno nonché la defezione annunciata dell’Italia dei Valori e della Lega  sono state compensate, di contro, dalle adesioni dei partiti centristi di Casini, Rutelli e Cesa, ma soprattutto dalle presenze istituzionali dei Ministri dell’Interno Cancellieri, della Giustizia Severino, degli Esteri Terzi, dell’Istruzione Profumo, dei sottosegretari Catricalà e Peluffo, del procuratore antimafia Grasso e del Capo della Polizia Manganelli.

Al ricordo dei terremotati emiliani si sono uniti anche i parenti dei marò trattenuti dalle autorità indiane, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. “Siamo qui per Massimiliano e Salvatore,” – hanno dichiarato la sorella ed il nipote di Latorre –  “per ricordare, insieme al dramma dei terremotati dell’Emilia, anche il loro. Che non sono liberi di tornare in patria”.

Il Capo dello Stato ha infine voluto encomiare l’operato dei soccorritori nel sostegno offerto alle popolazioni colpite dal sisma. “Un riconoscimento particolarmente sentito va ai reparti intervenuti con la Protezione civile in soccorso dei cittadini emiliani che un disastroso terremoto ha, in questi giorni, così duramente e dolorosamente colpito.” – ha detto il Presidente. – “Con il loro impegno essi testimoniano ancora una volta la totale dedizione delle Forze Armate alla nostra Italia e alla sua gente di cui sono nobile espressione. Quei reparti saranno oggi virtualmente al fianco delle unità che sfilano Roma”.

Terremoto: a Modena arresti per sciacallaggio

da Polizia di Stato

Arrestate tre persone dalla polizia per tentato furto nelle zone del modenese colpite dal sisma. Nel pomeriggio di ieri una volante in servizio antisciacallaggio nel territorio di Mirandola, ha sorpreso tre persone che si aggiravano tra le abitazioni lasciate incustodite.

I poliziotti li hanno fermati e dal controllo sono risultati tutti con precedenti penali per reati contro il patrimonio.

Per i tre a quel punto sono stati applicati i provvedimenti dell’obbligo di lasciare la provincia. Provvedimento che non rispettavano perché qualche ora più tardi al 113 veniva segnalata la presenza di tre malfattori che da un cortile avevano rubato una bicicletta.

I poliziotti che prima li avevano identificati e intimato di lasciare la provincia se li sono di nuovo ritrovati davanti. Questa volta il finale è stato diverso perché i tre sono finiti in carcere, con l’accusa di furto aggravato, in attesa del processo per direttissima.

Sempre nelle zone terremotate della provincia di Modena vengono segnalati altri metodi che gli sciacalli usano per depredare le case lasciate incustodite: alcune persone girando in macchina, senza alcuna autorizzazione attraverso un megafono comunicano alla cittadinanza di abbandonare le proprie abitazioni per imminenti scosse di terremoto.

La stessa informazione viene data con attività “porta a porta” da persone con indosso pettorine false, o attraverso telefonate presso le varie abitazioni private.

Si sottolinea che tali avvisi sono da considerarsi assolutamente infondati.

Sisma in Emilia: le vittime, i danni, il 2 giugno

da Help Consumatori

La terra continua a tremare in Emilia Romagna. Si contano 17 morti, 350 feriti, migliaia di sfollati, una strage di lavoratori morti nei capannoni dove avevano ripreso a lavorare e che si sono sbriciolati come castelli di carta. Questa mattina il Consiglio dei Ministri si è riunito per decidere le misure per l’emergenza e i provvedimenti da adottare. Le perdite nel settore agroalimentare sono calcolate in circa 500 milioni di euro. Con le case e i capannoni è venuto giù un intero patrimonio culturale e architettonico. Da ieri sera, è attivo il numero 45500 per inviare messaggi o chiamare da telefonia fissa e donare 2 euro per l’emergenza.

I DANNI. Il primo bilancio stilato dalla Coldiretti, relativo al settore agroalimentare, parla di circa un milione di forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano rovinate a terra dopo le ultime scosse e di danni per mezzo miliardo di euro. “Dai caseifici agli stabilimenti di lavorazione della frutta, dalla cantine alle acetaie di invecchiamento dell’aceto balsamico fino ai magazzini di stagionatura dei formaggi Grana e Parmigiano ma anche case rurali, stalle, fienili, macchinari distrutti e animali morti per un totale di 500 milioni di danni sono stati provocati dal terremoto tra le province di Modena, Ferrara, Piacenza, Mantova e Bologna ma anche tra Rovigo e Reggio Emilia”, è il primo bilancio di Coldiretti.

Il 2 GIUGNO. La richiesta sul web e sui social network rimbalza con forza da ieri: annullare la parata del 2 giugno, festa della Repubblica italiana, e destinare i fondi (almeno quelli che ancora non sono stati impiegati) alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di celebrazioni “sobrie” dedicate alle vittime del sisma: “Dedicheremo le sobrie celebrazioni del 2 giugno – ha detto il Capo dello Stato – al ricordo delle vittime del terremoto di questi giorni, al dolore delle famiglie, alla sofferenza delle popolazioni colpite. Le dedicheremo soprattutto a un rinnovato appello alla solidarietà nazionale e alla necessaria mobilitazione delle forze dello Stato e della società, nella certezza che possa valere l’esempio e rinnovarsi l’esperienza della straordinaria prova di coraggio e di volontà di rinascita di cui è stato teatro il Friuli nel drammatico 1976″.

Non tutti sono d’accordo. L’Aduc ricorda i ritardi nelle leggi antisismiche: “Questa sarebbe l’occasione per celebrare i funerali di uno Stato che ha fatto della negligenza e dell’inosservanza delle leggi un modus vivendi. La prima legge antisismica, in un Paese sismico, è del 1974, 27 anni dopo la proclamazione della Repubblica. Ci sono voluti altri 7 anni per varare il decreto di regolamentazione. I risultati sono, ancora una volta, i morti provocati dal terremoto in Emilia. In 40 anni si sono spesi 140 miliardi di euro per il post terremoto. Il Cnr calcola che basterebbero 8 anni per consolidare l’esistente oltre, evidentemente, a costruire bene.  Dov’è, dunque, la Repubblica che si vuole festeggiare?”.

Le Acli (Associazione cristiane lavoratori italiani) propongono che il 2 giugno sia una giornata di donazione per le popolazioni colpite dal sisma. “È la solidarietà che ci costituisce come comunità e che ci caratterizza come popolo. Gli italiani sapranno dare prova della loro generosità facendo ciascuno quanto possibile per aiutare e sostenere l’Emilia. Il 2 giugno, festa della Repubblica, potrebbe diventare la giornata nazionale della donazione per le popolazioni colpite dal terremoto – ha detto il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero – Esprimiamo il nostro cordoglio per le persone che hanno perso la vita, molte di loro mentre si trovavano al lavoro, tra questi anche lavoratori stranieri. La morte che avviene sui luoghi di lavoro – afferma Olivero – a distanza di pochi giorni da quanto di analogo accaduto con il crollo dei capannoni dopo le prime scosse, non può non farci interrogare sulle effettive condizioni di sicurezza di questi ambienti. La tutela della vita e del lavoro dovrebbe sempre precedere qualsiasi altra considerazione di ordine economico e organizzativo”.

POLIZZE PER I DANNI DA TERREMOTO: FACOLTA’ O OBBLIGO?

di Petula Brafa

Mentre il governo perfeziona i lavori per il decreto legge in favore delle regioni colpite dal sisma dei giorni scorsi, si rincorrono le voci circa le coperture finanziarie e gli investimenti nella ristrutturazione, tanto più dopo la pubblicazione del decreto legge per la riforma della Protezione Civile e la notizia del mancato risarcimento da parte dello Stato ai cittadini per i danni da catastrofi naturali nonché dell’obbligo di estendere ai rischi da calamità le polizze assicurative sui fabbricati.

A tale riguardo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, in occasione dell’informativa del Governo sul sisma, ha smentito categoricamente quanto diffuso dagli organi di informazione.

“È sbagliato sostenere che il Decreto Legge di riforma della Protezione Civile preveda come unico strumento di risarcimento per i privati l’assicurazione obbligatoria contro le calamità” – ha detto il sottosegretario. – “Non è vero che il sistema di Protezione civile è affidato alle assicurazioni obbligatorie, che sarebbero una nuova tassa che il Governo non si sente di porre”.

Inoltre, lo stesso Catricalà ha chiarito che il decreto, piuttosto, propone la possibilità di estendere alle calamità la copertura assicurativa sugli immobili, incentivandone l’adesione con sgravi fiscali.

Malgrado le rassicurazioni del sottosegretario, resta tuttavia di diverso parere l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’Energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha rilevato come ben il 70% degli edifici sul territorio italiano non è in regola con la normativa antisismica, motivando così le premesse a una proposta di legge per l’assicurazione obbligatoria dei fabbricati a rischio di crollo.

Intervistato da “Il Sole 24 ore”, Paolo Clemente, responsabile del laboratorio rischi sismici dell’Agenzia, ha ribadito la necessità di sottoporre le abitazioni ad opportune verifiche tecniche e di intervenire sui costi di studio e ripristino con la sottoscrizione di polizze obbligatorie destinate in parte “a finanziare i danni relativi a terremoti già avvenuti” ed in parte “a prevenire nuovi danni andando a finanziare un apposito fondo per la messa in sicurezza degli edifici che oggi non lo sono.”

Le prime riflessioni sulla proposta prevedono un premio tra i 100 e i 200 euro l’anno, in proporzione alla sismicità dell’area di ubicazione ed alla regolarità di progettazione dello stabile, con previsione di ricavo annuo pari a 4-5 miliardi di euro.

Un progetto che, nelle parole di Clemente, “consentirebbe di aiutare le popolazioni terremotate e salvare le case oggi a rischio, spalmando sull’intera popolazione i costi di manutenzione delle vecchie costruzioni che senza economie di scala, e quindi, sulle spalle di singoli condomìni, sarebbero difficilmente sostenibili.

Terremoto 29 maggio 2012: nella notte 60 scosse, 14mila gli sfollati

di Grazia De Marco

Dopo il sisma del 20 maggio, la terra torna a tremare in Emilia.

Sessanta scosse nella notte tra il 29 e 30 maggio, 16 morti, 350 feriti, 14.000 sfollati, danni ingenti ad infrastrutture ed aziende.

Un bilancio che si aggrava di ora in ora mentre gli abitanti delle zone colpite dal sisma hanno trascorso un’altra notte di paura all’aperto, con l’incubo che si abbatta su di loro una nuova forte scossa.

Nei territori colpiti si cercano ancora i dispersi

Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) la magnitudo delle scosse ha fatto registrare oscillazioni da un minimo di 2.0 a un massimo di 3.4, alle ore 3.54 di questa mattina, con epicentro nel modenese.

L’ultima scossa è stata avvertita dalla popolazione nelle province di Modena e Mantova: l’epicentro è stato localizzato a Novi di Modena e Concordia, in provincia di Modena, e Moglia, in provincia di Mantova.

Gli esperti avvisano che potrebbero verificarsi verosimilmente nuove forti scosse in tutto il Nord Italia.

La Provincia di Modena ha attivato un conto corrente sul quale è possibile effettuare versamenti per raccogliere risorse che saranno interamente devolute alle persone colpite dal terremoto. E’ possibile versare: con bonifico a codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693 (indicare la causale “terremoto maggio 2012) o presso la sede di Giovane Italia Modena in via Castellaro 13 a Modena

Operazione “Last bet”: altri 17 arresti nel calcio

da Polizia di Stato

Si è conclusa  la terza fase dell’operazione “Last Bet” con l’esecuzione di 19 provvedimenti  (14 arresti in carcere, 3 ai domiciliari e 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria) emessi dall’autorità giudiziaria di  Cremona.

Le persone interessate dovranno rispondere del reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e alla truffa, con l’aggravante  dell’internazionalità.

Tra gli arrestati figurano anche calciatori di serie A, B e Lega pro, tra i quali spiccano Omar Milanetto, ex del Genoa e attualmente in forza al  Padova, e Stefano Mauri della Lazio.

Gli uomini della Squadra mobile di Cremona, Brescia, Alessandria e Bologna, coordinati dagli agenti del Servizio centrale operativo (Sco), oltre ai  provvedimenti, hanno anche eseguito 30 perquisizioni domiciliari nei confronti di altri calciatori di serie A e B, tecnici e dirigenti di  società professionistiche, indagati in stato di libertà.

Le indagini hanno confermato l’esistenza di un gruppo criminale internazionale, composto da singaporiani, balcanici e ungheresi, impegnato nel  truccare alcune partite utilizzando un sistema di corruzione di giocatori professionisti compiacenti.

Gli investigatori hanno in particolare comprovato le manipolazioni delle partire di serie A del campionato 2010/2011, Palermo-Bari, Lazio-Genoa,  Lecce-Lazio, Brescia-Lecce, Bari-Sampdoria, e della serie B Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, oltre alle altre combine emerse nelle fasi precedenti  dell’inchiesta.

Le ricompense e le onorificenze al 160° anniversario

da Polizia di Stato

Anche quest’anno, in occasione del 160°anniversario della fondazione della Polizia vengono consegnate  le onorificenze e le ricompense ai poliziotti che si sono distinti in servizio.

C’è chi ha catturato latitanti di massima pericolosità; oppure chi ha dimostrato di avere intuizione, audacia e senso del dovere non  comuni; o anche chi ha perso la vita nello svolgimento del proprio dovere. A questi poliziotti, in occasione del 160°anniversario della  fondazione della Polizia, vengono consegnate le onorificenze e le ricompense.

Medaglie vengono assegnate ad agenti che hanno messo a rischio la propria vita durante il servizio e a chi, invece, la vita l’ha persa mentre stava  compiendo il proprio dovere di poliziotto.

Anche la bandiera della Polizia di Stato è stata insignita di una medaglia d’oro: gli uomini e le donne della polizia  stradale, dando prova di esemplare perizia professionale, eccezionale dedizione e generoso altruismo, si sono prodigati, in modo particolare in  ambito autostradale, anche in occasione di calamità naturali, nell’assistenza ai cittadini e nel soccorso di persone in pericolo.

Una la medaglia alla memoria: è stata consegnata ai familiari dell’agente scelto Giuseppe Iacovone. Mentre si trovava in  servizio insieme all’assistente Angelo Di Giglio, è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. I due poliziotti stavano inseguendo un  Suv che stava mettendo a repentaglio l’incolumità di altri utenti della strada. Di Giglio nell’incidente è rimasto ferito in modo  grave.

Sono state premiate inoltre le operazioni che hanno consentito l’arresto di pericolosi latitanti: il boss Giuseppe Falsone, inserito nell’elenco  dei 30 latitanti più pericolosi, catturato dagli uomini delle questure di Palermo e Agrigento; il latitante Cosimo Alvaro, boss dell’omonima  cosca, arrestato dai poliziotti della questura di Reggio Calabria; catturati dagli agenti della questura di Catania i latitanti Antonino Arena e  Giovanni Arena.

Premiato anche il sovrintendente capo Clemente Iannucci che fuori servizio interveniva all’interno di un supermercato dove si stava compiendo una  rapina a mano armata rimanendo inoltre gravemente ferito.

Promozioni per merito straordinario per gli atleti delle Fiamme oro, che hanno vinto titoli mondiali in ogni parte del mondo  rappresentando gli ideali dello sport e i valori della legalità.