La locazione non va più denunciata all’autorità di pubblica sicurezza

da Ministero dell’Interno

Sarà compito dell’Agenzia delle entrate acquisire le informazioni e trasmetterle al ministero dell’Interno

Non c’è più l’obbligo, per i contratti di locazione e di comodato di un fabbricato, di comunicare all’autorità locale di pubblica sicurezza l’ubicazione dell’immobile, le generalità del conduttore o della persona che assume la disponibilità del bene. La novità è stata introdotta con il decreto legge 20 giugno 2012 n.79, pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale.
Sarà l’Agenzia delle entrate ad individuare le informazioni acquisite nel corso della registrazione nel sistema informativo dei contratti e a trasmetterle in via telematica al ministero dell’Interno.
Nel caso in cui venga concesso il godimento del fabbricato o di porzione di esso sulla base di un contratto, anche verbale, non soggetto a registrazione in termine fisso, l’obbligo di comunicazione all’autorità locale di pubblica sicurezza sarà assolto attraverso l’invio di un modello informatico approvato con decreto del ministero dell’Interno, che dovrà essere adottato entro novanta giorni da oggi, che stabilirà le modalità di trasmissione.

Legalità nelle imprese, rinnovato il protocollo tra il ministero dell’Interno e Confindustria

da Ministero del’Interno

Siglato al Viminale dal ministro Cancellieri e dal delegato del presidente dell’associazione industriali per la legalità Montante l’accordo per il rinnovo e l’integrazione degli impegni sottoscritti nel 2010 contro le infiltrazioni criminali nel settore dei contratti di lavori, servizi e forniture pubblici e privati

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«La presa di coscienza sulla necessità di assicurare la legalità è un valore di tutti i cittadini». È questo l’aspetto più rilevante sottolineato dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, oggi al Viminale, in occasione del rinnovo, siglato insieme al delegato del presidente di Confindustria per la legalità Antonello Montante, del ‘Protocollo di legalità tra il ministero dell’Interno e la Confindustria’, sottoscritto il 10 maggio 2010. Presente il Capo di Gabinetto del ministro Giuseppe Procaccini.
L’accordo per il rinnovo biennale e l’integrazione degli impegni già assunti con l’associazione degli industriali per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni criminali nel settore dei contratti di lavori, servizi e forniture sia pubblici che privati, ha proseguito il ministro, rappresenta la «chiave di volta per esprimere l’orgoglio del nostro Paese, per testimoniare la propria maturità». «Trovare insieme le risposte – ha rimarcato – è un segnale di grande fiducia».
Punto di rilevante evoluzione nel percorso di ampliamento attraverso i protocolli delle verifiche antimafia, l’accordo ha previsto l’estensione degli accertamenti anche a contratti privati di lavori, servizi e forniture stipulati dalle imprese aderenti a Confindustria. Un’innovazione che, come ha osservato Montante, ha concorso a formare un’etica d’impresa che individua nel «rapporto prioritario con le istituzioni, la strada vincente per restare sul mercato ed uscire dall’impasse socio-economico del Paese».
Venti sono le intese finora sottoscritte a livello regionale e diverse altre sono in itinere a livello locale, tra le prefetture e le articolazioni periferiche di Confindustria, a dimostrazione che si tratta di un modello ormai divenuto riferimento fondamentale per numerosi settori dell’impresa privata.
Tra gli aspetti più rilevanti del protocollo, l’impegno e la promozione del dovere di denuncia da parte delle imprese che subiscono estorsioni e la previsione dell’espulsione e/o sospensione delle imprese associate al verificarsi di alcune condizioni. Con il rinnovo è previsto, inoltre,  l’impegno a sperimentare ulteriori forme di collaborazione per facilitare l’applicazione di nuovi istituti normativi, quali le white lists e il rating di legalità, una sorta di pagella che le banche assegnano alle imprese.
Uno strumento, quindi, che coglie gli aspetti più emergenti ed i bisogni più avvertiti da parte di tutte le parti contraenti: ministero dell’Interno, realtà locali, istituzioni e componenti sociali. E, come tale, un modello avanzato ed esemplare per tutte le più importanti realtà del Paese che aspira a divenire un laboratorio di idee ed esperienze per rendere omogenee le relative applicazioni su tutto il territorio nazionale e diffondere le migliori pratiche riconducibili alla materia pattizia.
Nel rinnovare l’accordo, è stata modificata anche la Commissione per la legalità, istituita presso il Viminale con il compito di programmare le attività e monitorare la realizzazione delle iniziative congiunte. A capo della Commissione succede al procuratore della Repubblica di Varese Maurizio Grigo il prefetto Vincenzo Cardellicchio. Gli altri componenti sono: – Angelo Fischione (ministero dell’Interno); – Fabrizio Gallo (ministero dell’Interno); – Paola Mannella (ministero dell’Interno); – Federico Landi (Confindustria).

Chiuso l’anno accademico della Scuola di perfezionamento delle Forze di polizia

da Ministero dell’Interno

Unione e condivisione per una cultura del coordinamento a vantaggio della sicurezza del Paese, i valori sottolineati dal ministro Cancellieri intervenuta alla cerimonia insieme al capo della Polizia Manganelli

«Quanto più saremo uniti e faremo fronte comune contro un nemico sempre più protervo, tanto più faremo progredire il Paese e la sicurezza per i cittadini». Lo ha detto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, intervenuta oggi a Roma alla cerimonia di chiusura dell’anno accademico della Scuola di perfezionamento per le Forze di polizia, presenti il capo della Polizia Antonio Managanelli e il direttore dell’istituto di formazione interforze per i funzionari e gli ufficiali delle Forze dell’ordine Vincenzo Giuliani.
Missione della scuola è promuovere la cultura del coordinamento, ha ricordato il ministro che, tuttavia, ha sottolineato come il suo conseguimento sia essenzialmente «affidato all’impegno degli uomini». «Solo crescendo e lavorando insieme, come avviene qui – ha osservato – si realizza il vero spirito del coordinamento», rimarcando, inoltre, come la scuola abbia rappresentato «una vera svolta in questo senso».
Una convergenza di sforzi e capacità che, come evidenziato dal capo della Polizia, attraverso il lavoro sinergico tra le varie componenti preposte alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha permesso di conseguire «risultati molto importanti». In merito alla quantità di uomini destinati al presidio del territorio, ha poi aggiunto che «essere di più, organizzati per lavorare meglio, è un moltiplicatore di forze, non uno spreco di risorse».
Il direttore della Scuola, nel suo intervento, ha ricordato le molteplici attività didattico-formative svolte durante il XXVII corso di alta formazione appena concluso, sottolineandone l’elevato livello di perfezionamento raggiunto. Un risultato, ha concluso, conforme alle finalità stesse dell’istituto di alta formazione, ovvero «offrire ai quadri direttivi le giuste chiavi interpretative della domanda e dell’esigenza di sicurezza del Paese, sviluppando quella che oggi viene definita come una vera e propria cultura della ‘public policy’».

DA ROMA A BOSTON: EMANUELA ORLANDI, MIRELLA GREGORI E LA PISTA DEI PRETI PEDOFILI

di Grazia De Marco

Il problema della pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica americana guadagna per la prima volta le cronache dei giornali nel Gennaio2002, a causa di un’inchiesta avviata dal quotidiano “The Boston Globe” sul caso di John  J. Geoghan, inizialmente accusato di aver molestato un bambino di 10 anni in una piscina e, successivamente, di aver abusato di 130 bambini in 30 anni.

Geoghan, condannato all’epoca dei fatti a 10 anni di carcere, non fece in tempo a scontare interamente la pena perché strangolato nel carcere Souza Boranowski di Shirley, nel Massachuttes, dal suo compagno di cella Joseph L. Druce.

Da quel momento il fenomeno divenne sempre più ampio, tanto che nella sola Boston finirono sotto accusa 89 sacerdoti e 55 preti, i quali furono rimossi dall’incarico.

Il caso più eclatante riguardò, tuttavia, l’allora Arcivescovo di Boston Bernard Law (foto), che fu costretto a dimettersi proprio nel 2002, perché accusato di aver taciuto sui fatti riguardanti le numerosissime oscenità commesse dai preti, ai quali, in questo modo, aveva indirettamente permesso di continuare ad esercitare la loro opera nelle parrocchie dove, ovviamente, i fedeli non erano a conoscenza delle denunce che pendevano sugli stessi. L’anno successivo il Cardinale Seàn P. O’ Malley sostituì proprio il cardinale Bernard Law a capo dell’Arcidiocesi di Boston, ottenendo grandi meriti nella soluzione del caso e ripristinando la fede in quella chiesa ormai segnata da troppe vergogne. Il Cardinale O’ Malley, infatti, prima mise in atto una serie di procedure destinate a prevenire gli abusi sessuali, poi aiutò le vittime a guarire e, infine, fece pubblicare una lista di 132 sacerdoti accusati di abusi sessuali su bambini. Di questi: 29 subirono un processo canonico a seguito del quale furono licenziati dallo Stato clericale ed assegnati ad una vita di preghiera e penitenza, 24 cercarono la laicizzazione, 21 sono tuttora in attesa del completamento del processo canonico a loro carico, 4 sono già stati laicizzati al momento dell’accusa e 57 sono quelli deceduti, ma che l’Arcidiocesi ha comunque deciso di elencare nell’interesse della trasparenza. Di questo scandalo si è parlato molto poco fino ai primi giorni del giugno di quest’anno, quando i media hanno diffuso l’ipotesi di una pista che legherebbe i preti pedofili americani al caso di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Per capire meglio cosa collega questi due avvenimenti sarebbe meglio ritornare indietro di qualche anno e, più precisamente, al giorno del rapimento delle ragazze: il 7 maggio1983 per Mirella Gregori e il 22 giugno dello stesso anno per Emanuela Orlandi. I primi contatti con i rapitori risalgono al 5 luglio successivo, quando una telefonata dell“Amerikano” propose la liberazione della Orlandi in cambio della scarcerazione dell’attentatore del papa Ali Agca. Successivamente ci fu un’altra telefonata con un nuovo ultimatum e dopo solo silenzio, fino al 4 di settembre 1983, quando una lettera contenente inedite rivelazioni, sempre dell’ “Amerikano”, venne ritrovata in un furgone della Rai, insieme ad una fotocopia di uno spartito di musica.

Dopo qualche giorno, il 12 settembre, arriva una telefonata al bar dei genitori di Mirella Gregori ed una voce descrive l’abbigliamento, compresa biancheria intima, che indossava la ragazza al momento della scomparsa. Il 27 di Settembre Richard Roth, corrispondente da Roma della Cbs, riceve una lettera (scritta dalla stessa mano che aveva vergato quella del 4), in cui si annuncia la morte della “ragazza con la fascetta”. Da dove è stata scritta questa lettera?  Proprio da Boston, più precisamente dal distretto postale di Kenmore Station.  Successivamente, dopo lo scandalo del 2002 e il relativo processo, emergerà proprio un contatto tra il Cardinale Law ela NAMBLA(North American Man Boy Lover Association), un’associazione di pedofilia famosa per non essersi mai opposta ai rapporti sessuali tra uomini adulti e minori di sesso maschile, la quale aveva come recapito, ancora una volta, la casella postale di Kenmore Station.  Sia il timbro postale che l’indirizzo di fermo posta furono poi ritrovati tra le decine di faldoni dell’inchiesta sulla scomparsa delle due ragazze romane, aperta 29 anni fa pressola Procuradella Capitale. Non sappiamo se questa volta finalmente riusciremo a sapere la verità su queste due ragazze, probabilmente no, ma lo scandalo dei preti di Boston rimarrà per sempre nella storia oltre che per la sua gravità, anche per la sua estensione.

Coordinamento tra forze di polizia: “Un sogno che diventa realtà”

da Polizia di Stato

“Un sogno che diventa realtà” è la sintesi perfetta  dell’intervento del capo della Polizia Antonio Manganelli alla cerimonia di chiusura del 27esimo anno accademico della scuola di perfezionamento  delle forze di polizia, che si è svolta a Roma. Un lavoro comune nel segno della “continuità di una storia pur nelle  diverse autonomie e specificità dei corpi di polizia – ha ribadito il prefetto Manganelli – così come si è fatto largo negli  anni con un nuovo modo di pensare”.
Per il capo della Polizia, “la capacità di lavorare uniti deve tradursi non in una mera affermazione di principio ma nella capacità  concreta di permeare quotidianamente l’azione di tutti gli operatori. Avere forze di polizia diverse e riuscire a farle collaborare sempre  più strettamente non costituisce un elemento di spreco, anzi è un moltiplicatore di risorse”.
Sulla stessa lunghezza d’onda del capo della Polizia anche il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, che nel suo discorso conclusivo ha  sottolineato come “Proprio da questa scuola è arrivato un impulso importante in tale direzione. La cultura del coordinamento – ha concluso  il ministro – è essenziale per la difesa degli interessi del singolo cittadino e dello Stato. Ma il coordinamento è da sempre  affidato all’impegno degli uomini, perché la norma non cammina, o cammina lenta, se non c’è un cuore che la porta avanti”.

La cerimonia si è chiusa con la consegna dei diplomi ai 27 partecipanti, tra dirigenti e funzionari dei vari corpi di polizia, che hanno  concluso il loro percorso formativo. Percorso che nei 27 anni accademici ha perfezionato ben 562 funzionari e ufficiali, oltre a 41 appartenenti  alle forze dell’ordine straniere.

Sicurezza negli stadi, ‘C’era una volta l’ultras’

da Ministero dell’Interno

L’Osservatorio chiede ai tifosi di riempire un questionario per tracciare l’evoluzione della concezione di fare tifo in Italia, anche grazie alle politiche di prevenzione delle forme estreme di violenza

Barriere negli stadiPer mettere in luce il cambiamento socio-culturale che ha caratterizzato le tifoserie negli ultimi anni, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive con la Link Campus University ha lanciato un’iniziativa tra i tifosi di calcio, in particolare, rivolta ai gruppi cosiddetti ‘ultras’che consiste nella diffusione di un questionario sul web.
Le domande a cui dovranno rispondere i tifosi riguardano la conoscenza delle offerte commerciali televisive, le abitudini di ingresso allo stadio in casa e in trasferta ma anche la percezione del livello di sicurezza infrastrutturale degli stadi e una verifica sulla conoscenza delle normative. Dalle risposte che giungeranno si potrà seguire e ricavare l’evoluzione dei comportamenti tipici dei gruppi ultras, in conseguenza dell’attività di prevenzione e contrasto condotta in questi anni.
La ricerca è stata coordinata dalla presidenza dell’Osservatorio, con il contributo scientifico di docenti e ricercatori dell’Università Link Campus e La Sapienza di Roma ed il supporto della Federazione Italiana Giuoco Calcio e delle Leghe Calcio professionistiche.

Metti la “Maturità al sicuro” con il video anti bufale

da Polizia di Stato

Gli esami di maturità sono alle porte e, come ogni anno,  impazzano le voci sui modi per arrivare a conoscere in anticipo le tracce dei compiti, che da quest’anno saranno diffuse per via  telematica. Il passaparola su Internet è veloce e trasforma le voci in vere e proprie leggende metropolitane.

La maggior parte dei maturandi è consapevole che non esiste alcun modo per conoscere le tracce prima del tempo, ma per altri (circa il 40  per cento nel 2011 secondo Skuola.net), si tratta di verità assoluta.

Per garantire una corretta informazione agli studenti è nato un progetto di comunicazione congiunto di ministero della  Pubblica istruzione, polizia Postale e delle comunicazioni e Skuola.net.

La campagna, denominata “Maturità al sicuro”, è basata su un video attraverso il quale, in maniera ironica, si vuole spiegare ai giovani il “mistero” del  plico telematico e della macchina organizzativa che c’è dietro le tracce di maturità. Saranno proprio i responsabili delle procedure  ministeriali, intervistati nel video, a “smontare” le bufale.

L’iniziativa si concluderà il 19 giugno, quando un rappresentante della polizia Postale e delle comunicazioni sarà  ospite della “Notte prima degli esami”, la trasmissione in web-tv realizzata da Skuola.net (in onda alle ore 21), nella quale si risponderà  a tutti i quesiti dei maturandi relativi alle informazioni sulle prove d’esame che circolano in Rete.

“L’iniziativa – ha dichiarato Antonio Apruzzese, direttore del Servizio polizia postale e delle comunicazioni – è  finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l’esame con maggiore serenità, confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno  ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l’esclusione dalla prova d’esame”.

Episodi criminosi contro beni e terreni confiscati alle mafie

Dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria al Lazio. Cancellieri: «Sono vicina alle donne e agli uomini che con coraggio e determinazione fanno rivivere le terre e le aziende confiscate alla criminalità organizzata»

Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha espresso la sua più ferma condanna per la serie di episodi criminosi che, dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria al Lazio, hanno colpito beni e terreni confiscati alle mafie e ha manifestato la sua solidarietà alle associazioni che gestiscono tali beni. Il Ministro ha impartito precise direttive ai Prefetti perché pongano in essere tutte le opportune iniziative volte a evitare il ripetersi di questi atti intimidatori e intensifichino l’attività di controllo e prevenzione.
«Sono vicina alle donne e agli uomini che con coraggio e determinazione fanno rivivere le terre e le aziende confiscate alla criminalità organizzata – ha sottolineato il ministro Cancellieri – e faremo di tutto per stroncare questo odioso fenomeno e per consentire a tutte le associazioni di continuare questa preziosa attività di valorizzazione dei prodotti che sono il simbolo del riscatto della legalità nei confronti delle mafie».

Ridefiniti gli uffici dirigenziali periferici dei Vigili del fuoco

da Ministero dell’Interno

Varato dal governo il regolamento che configura le direzioni regionali e interregionali quali strutture di decentramento amministrativo, favorendo più capacità operativa e semplificazione dell’attività centrale

Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro dell’Interno di concerto con i ministri dell’economia e delle finanze e della pubblica amministrazione e semplificazione, un regolamento che ridefinisce gli uffici dirigenziali periferici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Il regolamento configura le direzioni regionali e interregionali quali strutture di decentramento amministrativo favorendone una maggiore capacità operativa e facilitando la semplificazione dell’attività svolta a livello centrale.
I compiti consistono in:
1. coordinamento generale delle attività dei comandi provinciali, assicurandone il raccordo con il dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile;
2. coordinamento del processo di programmazione operativa degli obiettivi annuali delle strutture periferiche;
3. ottimizzazione nella gestione delle risorse umane assegnate in ambito regionale;
4. razionalizzazione delle risorse finanziarie e strumentali, anche attraverso la gestione delle procedure contrattuali per la fornitura di beni e servizi che interessano i comandi provinciali.

Operazione “Strike”: Polizia italiana e tedesca insieme contro la pedofilia

da Polizia di Stato

Centinaia le persone denunciate e altrettante le perquisizioni fatte in 44 città italiane  nell’operazione “Strike” contro la pornografia minorile su Internet, portata a termine dalla polizia postale di Catania e da quella tedesca.

Sono 8 le persone arrestate in flagranza e 109 quelle denunciate, tutte ritenute responsabili di divulgazione e detenzione di immagini di  pornografia minorile.

L’indagine, avviata nel 2010, ha riunito in un’unica operazione due diverse attività di contrasto del fenomeno con la partecipazione anche  dell’Interpol.

Da una parte è stato individuato un sito web in Germania che diffondeva immagini di pedopornografia e di cui sono stati identificati gli  utenti italiani che avevano acquisito le foto; Il sito in meno di due mesi aveva avuto oltre 44 mila accessi nella sezione nominata “Teen group”  contenente centinaia di immagini di bambini coinvolti in atti sessuali.

Dall’altra, quasi contemporaneamente, per alcuni mesi, insieme ai poliziotti tedeschi, sono state seguite le tracce telematiche di utenti che sulla  Rete e soprattutto sul server Donkey2000 divulgavano video dal contenuto pedo-pornografico. I filmati ritraevano bambini costretti ad atti  sessuali, anche con adulti e, in moltissimi casi, i minori erano in età preadolescenziale.

L’analisi dei dati informatici ha consentito di identificare gli attuali indagati italiani.

Ma migliaia sono stati gli utenti, residenti in vari Paesi del mondo, sospettati di avere divulgato o, comunque, scaricato video di pornografia  minorile.

Le persone arrestate risiedono a Siracusa, Napoli, Massa Carrara, Modena, Bolzano e tre a Firenze.   Tutti gli arrestati detenevano e, in alcuni casi, divulgavano una grossa quantità di video di pornografia minorile. In particolare,  l’arrestato di Napoli tra il numeroso materiale sequestrato aveva immagini autoprodotte con adolescenti e minori ripresi nel bagno di casa con le  parti intime scoperte. Un altro degli arrestati ha tentato la fuga cercando di portarsi dietro degli hard disk e un altro ancora deteneva oltre 436  mila file di pornografia minorile.

Sono invece in corso approfondimenti tecnico-investigativi per verificare se nelle immagini siano coinvolti bambini italiani.