Terremoto: “aspiranti sciacalli” arrestati a Brescia

Sono stati fermati mentre progettavano trasferte per commettere furti nelle zone colpite dal sisma in  Emilia.   Sono sei i moldavi che la polizia di Brescia ha bloccato e arrestato questa mattina.

Gli arrestati tutti pregiudicati sono accusati di aver portato a termine molti colpi nelle provincie Mantova Ravenna Trento e, appunto, Brescia.

Vista la situazione delicata nelle provincie emiliane devastate dal terremoto, avevano avviato alcuni contatti con pregiudicati della zona per  capire la facilità di realizzazione di eventuali colpi ricevendone ampie rassicurazioni.

Ma per loro le uniche porte trovate aperte sono state quelle del carcere.

L’Italia “integra”: uno spot contro il razzismo

da Polizia di Stato

È stata presentata oggi “Made in Italy”, la campagna di  comunicazione contro il razzismo promossa dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal ministero dell’Interno. La campagna, realizzata  dall’Unar (Ufficio anti discriminazioni razziali), dall’Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discrimatori del Viminale), dal  Dipartimento per le pari Opportunità e dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, ha l’obiettivo di “fornire  un’immagine chiara della compresenza dei cittadini italiani e stranieri nel nostro Paese”.

Nel corso della presentazione, cui hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario al Lavoro e alla politiche sociali Cecilia Guerra, il vice  capo della Polizia e coordinatore dell’Oscad Francesco Cirillo, e il direttore dell’Unar Massimiliano Monnanni, è stato presentato uno spot  che da domani sarà diffuso su tutti i media nazionali: sulla Rai, con uno spot di 30 secondi, sulla radio, sui siti internet, sulle testate  nazionali e sulla Mobi tv (su schermi presenti negli uffici postali, nelle metro, autobus e nelle stazioni ferroviarie) .
“Come ministero dell’Interno – ha spiegato il vice capo della Polizia, nonché coordinatore dell’Oscad, il prefetto Francesco Cirillo –  abbiamo creato un osservatorio che monitora il fenomeno del razzismo e delle discriminazioni. L’Italia è uno dei pochi Paesi che ha un  osservatorio del genere nelle forze di polizia. Il nostro lavoro si svolge a stretto contatto con l’Unar, l’Ufficio nazionale anti discriminazioni  razziali, e noi ci occupiamo di tutto ciò che è reato”. Cirillo ha spiegato inoltre che in circa un anno e mezzo di attività  dell’osservatorio sono state arrestate 50 persone e sono giunte 300 segnalazioni di reato.

“Sul piano del contrasto alle discriminazioni e la lotta al razzismo c’è ancora molto da fare in Italia” – dichiara Monnanni – citando  alcuni dati sulle segnalazioni e le istruttorie avviate dall’Unar nel 2012. Il presidente dell’Unar ha richiamato l’attenzione sul fatto che circa  il 40% delle istruttorie aperte dall’Ufficio che dirige riguardano atti discriminatori che avvengono nell’ambito del lavoro.   “L’obiettivo – ha spiegato ancora Monnanni – è fornire un’immagine chiara della compresenza di cittadini italiani e stranieri nel nostro  Paese e spingere gli immigrati a denunciare gli atti discriminatori di cui sono vittime, grazie alla sinergia tra Unar e Oscad, l’osservatorio  creato due anni fa su idea del capo della Polizia Antonio Manganelli”.
Lo spot ha per slogan “L’Italia autentica è quella che fa integrare”. Si invitano le vittime di discriminazione o di fenomeni di razzismo e  chi è testimone di tali episodi a segnalarli al numero verde 800-901010 o denunciare attraverso una mail inviata a oscad@dcpc.interno.it.

Concerto per la legalità: un percorso che dura

da Polizia di Stato

Non si sono ancora  spente le emozioni che hanno animato i ragazzi che hanno partecipato al concerto per la legalità organizzato dalla Polizia di Stato  “Regoliamoci”.

Dopo le luci, le musiche e i volti dei tanti idoli dei ragazzi che hanno partecipato al concerto di Roma del 27 aprile scorso, restano i segni  tangibili del rapporto di fiducia che si è creato tra la Polizia e questi ragazzi; restano i percorsi di educazione alla legalità  intrapresi dalle scuole, restano, nelle giovani menti di questi studenti, i segni dei principi che i poliziotti hanno voluto trasmettere.

E lo si vede anche dalle lettere che sono arrivate alla redazione da Ferrara e da Taurianova in provincia di Reggio Calabria e che pubblichiamo convinti  che attraverso il linguaggio della musica questi ragazzi abbiano intrapreso il cammino che li porterà a capire che, come dicevano in una  canzone composta da loro, “con le regole si vive meglio”. Questi giovani non solo hanno voluto ringraziare la polizia ma hanno voluto anche  pubblicamente esprimere la loro soddisfazione scrivendo una lettera ai giornali locali per raccontare la loro esperienza.

L’Agente Lisa della Polizia risolve il giallo della bambina in pericolo

da Polizia di Stato

Sono bastati pochi clic indirizzati all’Agente Lisa, il poliziotto virtuale presente su Facebook , per permettere ad una madre di avere notizie  della figlia.

Detta così sembrerebbe poca cosa se non si valutasse che la madre era in Canada e che la figlia, otto anni, le aveva appena fatto una  telefonata da La Spezia dicendo che degli uomini erano entrati in casa e stavano picchiando suo padre.

La donna non si è persa d’animo e cercando su Internet si è imbattuta nella pagina della Polizia di Stato sul social network  più famoso del mondo.

La pagina, va detto, non funziona da servizio di pronto intervento ma solo da vetrina per la presentazione di iniziative e notizie legate  all’Istituzione.

Ma anche così il grido di allarme è arrivato tant’è che alla mattina, all’apertura degli uffici, gli operatori che lavorano  dietro all’Agente Lisa tra i tanti messaggi di complimenti e di richieste di informazioni, si sono trovati questa segnalazione di pericolo.

Immediatamente la notizia è stata trasmessa agli uffici di polizia liguri che hanno potuto ricostruire quanto accaduto (rissa tra algerini e  tunisini seguita da violazioni di domicilio e aggressioni ) e rincuorare la donna; Le forze dell’ordine infatti erano già intervenute e  avevano portato in ospedale il padre della bimba e affidato la ragazzina a dei parenti.

La notizia è stata molto seguita dagli organi di stampa locali che ne hanno dato un ampio risalto sulle pagine dei quotidiani.

Servizi antidroga: tutti i numeri del 2011

da Polizia di Stato

Sono complessivamente 37 mila le persone  arrestate e denunciate dalle forze dell’ordine in Italia per reati legati al traffico di stupefacenti, 39 mila i chili di droga sequestrata, 372 i  morti per abuso di stupefacenti.

Sono questi i numeri impressionanti che emergono dal Rapporto per l’anno  2011 della Direzione centrale per i servizi antidroga pubblicato sul nostro sito.

Nella presentazione anche i dati riferiti alla produzione mondiale delle droghe che vede stabili le produzioni di hashish e marjuana e un  decremento della cocaina. Per quest’ultima si consolidano i centri di produzione di Colombia a Perù in sud America e di Afghanistan in Asia;  in quest’ultimo Paese le coltivazioni sembrano essersi estese a diverse provincie prima non toccate dalla produzione di stupefacenti. Probabile  nella gestione della cocaina in Afghanistan il coinvolgimento delle milizie talebane per l’autofinanziamento.

Nel rapporto sono presenti anche le mappe delle rotte internazionali e le diverse modalità di trasporto per i Paesi di arrivo.

Ovviamente larga parte della relazione è dedicata al nostro Paese con la distribuzione dei sequestri sul territorio nazionale i tipi di  droga smerciati le bande che operano nei diversi territori e le maggiori operazioni portate a termine dalle forze dell’ordine.

Mafia: volevano rinascere dalle ceneri, 47 arresti

da Polizia di Stato

Volevano costituire l’ottavo mandamento dell’Agrigentino, ma non hanno  fatto in tempo perché gli uomini della Squadra mobile di Agrigento, coordinati dal Servizio centrale operativo, stamattina li hanno fermati.

Sono stati eseguiti 49 provvedimenti di carcerazione: 47 persone sono state arrestate, mentre due sono riuscite a fuggire alla cattura.

Sono tutti accusati di associazione mafiosa, rapina, estorsione, danneggiamento, riciclaggio e di intestazione fittizia di beni.

L’operazione, denominata “Nuova cupola”, ha spezzato il nuovo organigramma di Cosa Nostra ad Agrigento; la struttura mafiosa si stava  riorganizzando dopo la cattura dei boss Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina.

Tra gli arrestati imprenditori, insegnanti e anche un agente della polizia penitenziaria.

L’indagine è partita negli ultimi mesi del 2010, grazie al lavoro della Squadra mobile e del commissariato Frontiera di Porto Empedocle. Ed  è partita per osservare cosa accadeva dopo l’arresto dei due grandi capi: Messina e Falsone. Il monitoraggio ha permesso di mettere in luce  movimenti particolari e tentativi dei nuovi boss di condizionare la vita economica e imprenditoriale della zona agrigentina.

In particolare gli appartenenti al gruppo criminale esercitavano una forte pressione estorsiva nei confronti di imprese in modo da creare un  monopolio a favore delle ditte controllate da Cosa Nostra, con l’estromissione dal mercato di tutte le aziende che operavano nella legalità.

“Porte chiuse” per gli esperti del phishing

da Polizia di Stato

Avevano organizzato un  vasto giro di truffe informatiche finalizzate all’uso illegittimo di carte di credito ricaricabili.

Stamattina la polizia postale di Milano, in collaborazione con la questura del capoluogo gli uffici dell’Interpol a Roma e con i poliziotti romeni,  ha arrestato 45 persone nell’operazione “Porte chiuse”.

L’organizzazione criminale aveva realizzato una struttura, con sede all’estero, che si occupava di mandare delle e-mail “trappola” che inducevano i  titolari di conti correnti a visitare siti clone in modo da poter sottrarre loro le credenziali di accesso di gestione dei conti.

I soldi illeciti venivano trasferiti su carte di credito ricaricabili e schede telefoniche oppure utilizzando i meccanismi di gioco online.

I componenti della banda infatti si erano resi conto che i canali di riciclaggio del denaro, via via si chiudevano grazie agli interventi delle  banche; così si ingegnavano nel creare nuovi sistemi di spostamento di denaro come, appunto, il settore dei giochi online: chi perdeva era  normalmente uno dei terminali della truffa che però faceva vincere un altro giocatore, complice.

Sono oltre 600 i correntisti colpiti, per un totale di 2 milioni di euro che però è stato limitato a circa 300 mila grazie  all’intervento dei poliziotti.

L’indagine è partita a seguito di un controllo, effettuato da una Volante della questura di Milano, ad un cittadino che aveva con sé  molte carte prepagate intestate a persone diverse.

Dalle prime indagini si è scoperto che l’organizzazione era di tipo verticistico: un primo gruppo, che operava principalmente nel Regno  Unito, si occupava di accaparrarsi le credenziali di accesso dei conti correnti; un secondo gruppo, che agiva tra Italia e Svizzera, ripuliva il  denaro sottratto, con l’acquisto di carte di credito o schede telefoniche; un terzo gruppo, con base in Romania, si occupava degli aspetti tecnici.

TERREMOTO IN EMILIA: CONTINUANO I SOPRALLUOGHI

di Petula Brafa

Ad un mese dalla catastrofe che ha colpito l’Emilia Romagna, danneggiando numerosi comuni del modenese ed estendendo paura e distruzione nel Nord Italia, si susseguono gli interventi in favore del sostegno e della solidarietà alle popolazioni, alla ricerca dell’agognato ritorno alla normalità.

Ma, oltre le iniziative benefiche aperte ai cittadini, è chiaro che l’apporto principale dovrà provenire da istituzioni ed autorità, tanto per la gestione dei finanziamenti alla ricostruzione quanto per le eventuali temporanee deroghe al credito ed all’imposizione fiscale in favore di imprenditori e privati già contraenti di mutui bancari.

In questo clima di riorganizzazione quotidiana, la Protezione Civile ed il Corpo dei Vigili del Fuoco stanno conducendo i sopralluoghi sulle strutture danneggiate, al fine di individuare gli immobili agibili, quelli, invece, necessitanti di interventi di ripristino e, infine, quelli destinati ad essere abbattuti.

A riguardo, le squadre di ingegneri e tecnici al lavoro si confrontano con i parametri richiesti dalla cosiddetta scheda “AEDES” (Agibilità E Danno nell’Emergenza Sismica), che dettano i criteri sulla valutazione dell’agibilità post-sismica di edifici pubblici e privati.

Sull’intero patrimonio immobiliare urbano ed extraurbano di circa 48.000 unità, le verifiche hanno ad oggi interessato gli edifici preventivamente segnalati da autorità operanti e proprietari, per un totale di circa 18.000 immobili.

Allo stato, sono risultate agibili 6.165 strutture; temporaneamente inagibili, ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 3.088; parzialmente inagibili, 861; temporaneamente inagibili, ma da rivedere con approfondimenti, 158; inagibili, 6.599: inagibili per rischio di crolli esterni con ripercussioni sull’edificio in esame, ben 1.141.

Per le altre costruzioni residue, in buona parte già positive alla verifica di agibilità e nuovamente occupate dalle famiglie, le ispezioni dei Vigili del Fuoco sono attualmente in corso.

Terremoto in Emilia: la Stradale con i bambini

da Polizia di Stato

È successo l’altro ieri nel campo San  Carlo, la piccola frazione del comune di Sant’Agostino nel ferrarese, quello che difficilmente vedrete mai. Uno dei motociclisti della Stradale del  capoluogo emiliano ha ceduto la sella della sua moto.

E lo ha fatto con una gioia immensa sapendo che su quel sellino si sarebbero seduti i bambini della tendopoli allestita per accogliere gli sfollati  del sisma.

Grazie ad una iniziativa della polizia infatti alcuni poliziotti della specialità sono andati al campo con auto e moto e con il bagagliaio  pieno di piccoli gadget a ricordo dell’incontro.

Magliette e cappellini quaderni e fumetti, tutti rigorosamente marchiati polizia stradale sono stati regalati dagli agenti ai bambini del campo non  prima però di aver risposto a tutte le domande su mezzi e uniformi.

Poi il gioco più bello: salire sulle moto e sulle macchine magari indossando casco o cappello d’ordinanza per la più classica delle  foto ricordo.

Istanti di spensieratezza nella speranza della normalità.

EMERGENZA INCENDI ESTIVI: AL LAVORO, LA PROTEZIONE CIVILE

di Petula Brafa

In occasione della stagione estiva, istituzioni ed autorità approntano i preliminari d’intervento per la salvaguardia del territorio boschivo nazionale, posto a repentaglio, di anno in anno, dall’emergenza incendi.

Infatti, sebbene a livello tanto nazionale quanto regionale l’azione legislativa abbia individuato obblighi di controllo anche in capo ai proprietari dei terreni a rischio e nonostante la sorveglianza del Corpo Forestale sulle aree boschive demaniali, la gran parte della superficie arborea resta pericolosamente esposta alla combustione indotta, per dolo o colpa, dalla speculazione edilizia o dall’incuria.

L’Italia vanta il 30% di boschi e foreste, distribuiti su tutto il territorio nazionale e adattati nei secolo all’ecosistema climatico della penisola, dalle zone alpine e rivali del settentrione a quelle aride meridionali: un importante patrimonio non solo per gli insediamenti delle specie animali e vegetali, per l’economia e per l’ambiente, ma soprattutto per la prevenzione dei disastri idrogeologici ai quali è esposto il nostro Paese.

Infatti, proprio il depauperamento boschivo dei versanti montuosi e collinari, – ad oggi quantificato nel 12% del totale -, soprattutto in caso di importanti fenomeni piovosi ed in concorso all’abusivismo edilizio, determina lo scivolamento del terreno superficiale e le temute frane che, come è già accaduto, hanno stravolto intere comunità urbane, distruggendo edifici e famiglie.

Per questo, l’azione preventiva affidata agli operatori e l’appello all’attenzione esteso a tutti i cittadini, – sollecitata dalla disponibilità dei numeri verdi di contatto per le emergenze a carico di Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale -, risultano tanto importanti, per la tutela non solo dell’ambiente ma soprattutto della vivibilità presente e futura.