Blitz antiterrorismo, arresti e perquisizioni in tutta Italia

Il ministro Cancellieri si è congratulata con il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri per l’operazione del Ros che ha portato al fermo di presunti appartenenti alla Federazione anarchica informale e al Fronte rivoluzionario internazionale

«Rappresenta un’importante affermazione dello Stato contro la minaccia anarco-insurrezionalista ottenuta grazie al prezioso lavoro investigativo delle Forze dell’ordine e della magistratura». Questo il commento del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri al blitz antiterrorismo condotto oggi dai Carabinieri del Ros contro presunti appartenenti alla Federazione anarchica informale (Fai) e al Fronte rivoluzionario internazionale (Fri).
Nel corso di una telefonata al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, la titolare del Viminale si è congratulata per la brillante operazione che ha portato al fermo dei maggiori esponenti dell’organizzazione anarco-insurrezionalista accusata di aver effettuato i più recenti attentati con ordigni esplosivi in Italia e all’estero.
Sono dieci le ordinanze di custodia in carcere emesse dal gip del Tribunale di Perugia ed eseguite in queste ore dal Ros. Gli arrestati sono accusati di associazione con finalità di terrorismo ed eversione, dell’ideazione e organizzazione degli attentati del dicembre 2009 all’università Bocconi di Milano e al Cie di Gradisca d’Isonzo (Go), dell’organizzazione e dell’esecuzione degli attentati del dicembre 2011 contro il direttore generale di Equitalia a Roma, la Deutsche Bank di Francoforte e l’ambasciata greca di Parigi.
Durante l’operazione sono state effettuate oltre 40 perquisizioni in tutto il territorio italiano, nei confronti di ulteriori 24 indagati. Raggiunti dal provvedimento anche due anarchici detenuti in Svizzera e Germania che, con i complici liberi in Italia, avevano progettato le campagne terroristiche dettandone tempi, obiettivi, documenti e sigle di rivendicazione.

Alla Stradale il premio per l’innovazione

da Polizia di Stato

È  stato attribuito alla polizia stradale il Premio nazionale per l’Innovazione previsto dal Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri il 7  aprile 2008.

Il riconoscimento è stato ritirato questa mattina, a Palazzo Madama, a Roma, dal direttore del Servizio polizia stradale Maria Luisa  Pellizzari nell’ambito della “giornata dell’innovazione”.

Erano presenti il presidente del Senato Renato Schifani, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e il presidente della Corte Costituzionale  Alfonso Quaranta.

Il tema è perfettamente in sintonia con quello che quest’anno ha caratterizzato il 160° Anniversario della fondazione della Polizia ”Il  coraggio dell’innovazione”, come capacità di rinnovarsi nella mission di sicurezza per rispondere in modo sempre adeguato ai bisogni dei  cittadini.

Il Premio rappresenta un ulteriore riconoscimento degli standard raggiunti dalla polizia stradale nell’offrire un servizio sempre più  qualificato, grazie in all’applicazione di tecnologie all’avanguardia nell’ambito della prevenzione e promozione della legalità,  nonché del fenomeno degli incidenti.

GLI ANGELI DELLA PROTEZIONE CIVILE oltre i numeri della solidarietà

di Grazia De Marco

Una macchina esemplare dei soccorsi, composta essenzialmente dagli uomini e dalle donne della Protezione Civile, attualmente diretti dal Prefetto Franco GABRIELLI e dei Vigili del Fuoco, si è immediatamente messa in moto dal 20 maggio scorso, quando una scossa di magnitudo 5.9 della scala Richter ha colpito l’Emilia Romagna e le sue zone limitrofe.

Tutto il personale che fa parte della grande catena umana della Protezione Civile sta lavorando incessantemente per assistere le popolazioni ormai provate dalle numerosissime scosse di terremoto che continuano a terrorizzare gli abitanti, i quali sono sempre più decisi a non rientrare nelle proprie case. Solo i 1.300 uomini dei Vigili del Fuoco impegnati per l’emergenza Emilia Romagna hanno effettuato oltre 40.000 interventi, dall’assistenza alle popolazioni alla verifica di stabilità degli edifici.

A dimostrare l’efficacia dell’opera di assistenza sino ad ora prestata dalla struttura operativa, che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vi sono i numeri, i quali, come affermato anche dall’Assessore Regionale alla Sicurezza del Territorio emiliano Paola GAZZOLO, sono più che positivi. In totale, infatti, sono assistite attualmente 16.400 persone, di cui 9.400 ospitate nei 44 campi di accoglienza, mentre altre 4.600 sono alloggiate in altre strutture coperte come: scuole, palestre, caserme e vagoni letto offerti dalle Ferrovie dello Stato.

Il percorso che ha portato alla creazione del sistema nazionale di Protezione Civile è complesso e caratterizzato da leggi, decreti ed ordinanze, tra le quali merita di essere menzionata la Legge n. 225 del 24 febbraio 1992, che ha permesso la nascita del Dipartimento della Protezione Civile. Grazie a quella legge l’apparato di soccorso è diventato parte integrante del sistema pubblico, offrendo una grande risposta alle necessità di tutto il territorio e definendone, in particolare gli obiettivi, le priorità e le componenti dell’art. 117 della nostra Costituzione, che qualifica la Protezione Civile tra le materie di legislazione delle Regioni, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, che invece resta riservata alla legislazione dello Stato.

Aiuti all’Emilia sono arrivati da numerose Regioni d’Italia, anche dall’Abruzzo colpito tre anni addietro da una simile catastrofe naturale, nel corso della quale la macchina dei soccorsi, all’epoca coordinata dal Dott. Guido BERTOLASO, ha dato dimostrazione di enorme efficienza e generosità, affermandosi come una delle eccellenze del Paese Italia. In quei frangenti l’emergenza venne organizzata e suddivisa in 4 fasi, ovvero: la prima costituita da immediati e successivi soccorsi ai coinvolti, una seconda costituita dalla realizzazione e gestione dei 60.000 sfollati, ospitati in 118 tendopoli, una terza riguardante la realizzazione della case provvisorie destinate all’emergenza abitativa e la messa in sicurezza degli edifici lesionati e, infine, una quarta destinata alla ricostruzione.

Tra gli uomini impegnati ad analizzare attentamente i fenomeni delle ultime settimane, soprattutto dopo la scossa che ha colpito il ravennate e quella che ha interessato il Friuli ed il Veneto, vi sono anche molti studiosi. A tal proposito sembrano interessanti le conclusioni del Geofisico del CNR Giovanni GREGORI, il quale ha affermato: l’Italia sta ruotando in senso antiorario ed il terremoto del 6 giugno è stato causato da una faglia diversa, rispetto ai sismi del 20 e 29 maggio, anche se la struttura geologica interessata è la stessa. Alle stesse considerazioni è giunto anche il Dirigente dell’INGV Werner MARZOCCHI, il quale ha concluso: in Italia è come se si fosse innescato un effetto domino, per cui, in sostanza, il verificarsi di un terremoto può determinare una perturbazione anche nelle faglie vicine.

Proviamo a lasciare da parte, per un attimo, i numeri, anche se rilevanti, per concentrarci esclusivamente sull’aspetto della pura e straordinaria generosità umana, che questi uomini sono in grado di regalare in ogni momento, affrontando situazioni di enorme pericolo, mettendo in gioco la loro stessa esistenza, pur di salvare altre vite umane, affetti o anche solo oggetti che fanno parte dei ricordi di persone che soffrono e che, in questi momenti, diventano essenziali. La gente d’Abruzzo e dell’Emilia ha imparato a conoscerli e ad amarli, ma tutto il Paese conosce la loro straordinaria competenza e l’infinita umanità che li accompagna ed è certo che nei momenti difficili, quando tutto sembra perso, sono loro, con l’esempio, a regalare il coraggio che sembra mancare e la forza per rialzarsi. Sono sempre loro che camminano al fianco di chi ha perso tutto, anche la speranza, per spiegare che ricominciare è sempre possibile.

 

Roma: Manganelli presenta il nuovo questore

da Polizia di Stato

È Fulvio Della Rocca il nuovo questore della capitale presentato in prima persona  dal capo della Polizia Antonio Manganelli. Nato a Napoli nel 1950 è funzionario della Polizia dal 1975, ha lasciato Venezia per assumere, da  oggi, il prestigioso incarico a Roma con un curriculumdi alto profilo  segnato da numerosi successi.

Prima l’incontro in questura con la sua nuova squadra di poliziotti e poi con i giornalisti dove ha dichiarato “Che l’impegno a Roma è molto  elevato e spero di essere all’altezza del compito. Io ho dato sempre il massimo. So che a Roma gli impegni sono tanti, sia per il contrasto alla  criminalità che per le questioni di ordine pubblico”.   “Molto si è fatto e anche bene, ma molto ancora resta da fare- conclude- sono in contatto con i miei collaboratori e già oggi  pomeriggio incontrerò le istituzioni per conoscere le emergenze”.

Della Rocca ha salutato Venezia dopo tre anni vissuti ”in modo intenso in una città fragile – ha detto – che ha bisogno di tante attenzioni  e tanta cura soprattutto dal punto di vista della sicurezza. I risultati non sono mancati anche grazie ad una grande squadra di uomini e donne che  si sono spesi oltre quanto chiedevo”.

Brindisi: continuano le indagini sul killer

da Polizia di Stato

Non si fermano  le indagini sull’attentato che a Brindisi, il 19 maggio scorso, ha stroncato la vita della 16enne Melissa Bassi e provocato il ferimento di altre 5  studentesse.

Da una parte continuano gli accertamenti tecnici della Scientifica; dall’altro il pool degli investigatori costituito a Brindisi continuano a  scavare nella vita di Giovanni Vantaggiato reo confesso dell’attentato.

I riscontri degli inquirenti inchiodano il piccolo imprenditore leccese anche se non sono stati chiariti alcuni aspetti relativi ad eventuali  mandanti e complici come resta, per il momento, oscuro il movente. E su questi aspetti magistrati e investigatori continuano a lavorare.

Al gruppo di lavoro che investiga con “Splendida sinergia” per utilizzare le parole del capo della Polizia il prefetto Antonio Manganelli,  partecipano diverse componenti delle forze dell’ordine: gli uffici investigativi di Bari Lecce e Brindisi e gli uomini della scientifica; per i  Carabinieri il contributo è stato fornito dagli investigatori del Raggruppamento operativo di Brindisi; da Roma, subito dopo lo scoppio  dell’ordigno, erano arrivati gli esperti dello Sco della Polizia di Stato e del Ros dei Carabinieri che coordinano le indagini.

198° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri

Il Mensile Polizia di Stato dedica all’Arma dei Carabinieri un articolo sulla festa nazionale celebrata a Roma in occasione del 198° anno dalla Fondazione.

Il Direttore

Umberto Buzzoni

 

da Carabinieri.it

L’Arma dei Carabinieri ha celebrato il 198° Annuale di fondazione. La ricorrenza, svoltasi col pensiero rivolto alle tante comunità dell’Emilia Romagna colpite dal recente sisma, ha avuto inizio nella mattinata di ieri, quando il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli ha deposto, in memoria di tutti i Caduti, una corona d’Alloro al Sacello del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria e al Sacrario dei Caduti all’interno del Museo Storico.
Resa degli onori al MedagliereIn serata, poi, all’interno della Caserma Salvo D’Acquisto sede del Comando Carabinieri Unità Mobili e Specializzate “Palidoro”, si è svolta una sobria, ma significativa cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Numerose le autorità politiche, religiose, amministrative e militari. Ma soprattutto tanti i cittadini, che con la loro presenza hanno voluto testimoniare l’affetto e la riconoscenza per la vicinanza, l’aiuto, il sostegno e l’impegno nel garantire la legalità che quotidianamente ricevono dai propri “Carabinieri, ormai considerati come “patrimonio delle comunità” in cui operano. Oltre al Capo dello Stato, al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, erano presenti il Presidente del Senato Renato Schifani e il giudice della Corte Costituzionale Luigi Mazzella. Sul palco presidenziale, inoltre, molti rappresentanti del Governo e del Parlamento, del Corpo Diplomatico, dell’Arma in servizio e in congedo e del mondo imprenditoriale, culturale, artistico e dello spettacolo.
Lo schieramento dei Reparti è avvenuto con l’accompagnamento musicale della prestigiosa Banda dell’Arma dei Carabinieri. La Brigata di formazione, al Comando del Gen. Burgio, era formata da tre Reggimenti. Il primo rappresentato dai reparti di formazione dell’Arma: Accademia Militare, Scuola Ufficiali, Scuola Marescialli e Brigadieri e Legione Allievi Carabinieri. Il secondo rappresentato dai reparti “operativi”, quelli dell’organizzazione territoriale (comandanti di stazione e carabinieri di quartiere), mobile (paracadutisti e reggimenti che operano all’estero in operazioni di pace) e speciale (reparti a tutela di interessi collettivi come salute e ambiente). Il terzo Reggimento, interamente a cavallo, era composto dalla Fanfara, dai Corazzieri e dai Carabinieri del Gruppo Squadroni. Sono stati poi resi gli Onori al Presidente della Repubblica che ha passato in rassegna i Reparti, accompagnato dal Ministro Di Paola, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Biagio Abrate e dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.Intervento del Ministro della Difesa
Per la circostanza, il Capo dello Stato ha inviato un messaggio augurale al Comandante Generale dell’Arma sottolineando come “anche in questi giorni difficili e di sofferenza, nelle Regioni colpite da un disastroso sisma, i presidi dell’Arma hanno svolto ancora una volta un ruolo prezioso e determinante, concorrendo con immediatezza ed efficacia ai primi interventi per il salvataggio delle vite umane…” Nel corso del proprio intervento a Tor di Quinto, il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola rivolgendosi ai Carabinieri ha detto “Siete un simbolo dello Stato. Che sa essere più forte nei momenti di incertezza, nei momenti di difficoltà… Abbiamo tutti bisogno di credere in valori veri…che ogni Carabiniere, nella sua orgogliosa militarità, rappresenta al meglio“.
Conferimento delle medaglieE’ seguito il momento più solenne della cerimonia: la consegna delle ricompense per  fatti di “quotidiano eroismo”: Medaglia d’Oro al Valor Civile al V.Brig. Roberto Lorini e al Car. Alessandro Micalizzi; Medaglia d’Argento al Valor Civile al Car.S. Federico Sinibaldi; Medaglia d’Oro al Merito Civile all’App.S. Gaetano D’Antona e Car.S. Christian Puppo; Medaglia d’Argento al Valor dell’Arma dei Carabinieri al Lgt. Antonio Mauro Solimini e al Brig.Ca. Luigi Stano; Promozione Straordinaria per “Benemerenza d’Istituto” in favore del Lgt. Salvatore Marletta. Il Presidente della Repubblica ha poi conferito il Premio Annuale a cinque Comandanti di Stazione, particolarmente distintisi nell’attività d’istituto in occasione del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna: Luogotenente Luca Cappello, Comandante della Stazione di Finale Emilia (Mo); Luogotenente Antonio Giunta, Comandante della Stazione di Crevalcore (BO); Mar.A.s.UPS Gianfranco Favarolo, Comandante della Stazione di Cavezzo (MO); Mar.Ca. Luca Calzolari,Comandante della Stazione di San Felice sul Panaro (MO); Mar.Ca. Massimo Conte, Comandante della Stazione di Sant’Agostino (Fe). Il deflusso dei Reparti ha ceduto quindi la scena al Reggimento Carabinieri a Cavallo per l’atteso “Carosello Storico”.
Il Carosello StoricoI Carabinieri a cavallo hanno eseguito alcune delle figure che meglio hanno esaltato le doti tecniche e la maestria di cavalli e cavalieri. L’evoluzioni, compiute prima al trotto e poi al galoppo, hanno suscitato il più vivo e schietto entusiasmo e si sono concluse con la carica finale dei due Squadroni che, sulle note del “Va’ Pensiero” di Verdi e del “Nessun Dorma” di Puccini, si sono lanciati al galoppo rievocando la gloriosa carica che, a Pastrengo il 30 aprile del 1848, valse alla Bandiera dell’Arma la prima medaglia d’Argento al Valor Militare. Anche in questa occasione il 4° Reggimento Carabinieri a cavallo ha dato prova di uno spettacolo unico al mondo, dove la perfetta dimostrazione di stile ed eleganza dei carabinieri, non disgiunta dall’armonia e dall’ardimento delle figure realizzate, ha destato un’ammirazione entusiastica e un’ondata di commozione in tutti i presenti. Gli onori al Capo dello Stato hanno concluso,poi, la cerimonia.

Droga, nuovo sequestro record nel porto di Gioia Tauro: occultati 630 kg in un carico di nocciole

da quotidianoitaliano.it – di Erica Introna

REGGIO CALABRIA – Un altro sequestro di droga nel porto di Gioia Tauro, questa volta un vero e proprio sequestro da record: 630 kg di cocaina purissima. Solo ieri c’era stata la scoperta, da parte delle fiamme gialle, di un carico di 300 kg di droga, anche in questo caso cocaina, sempre nello stesso porto della provincia di Reggio Calabria.

L’operazione si è svolta questa mattina all’alba ed è stata condotta dagli uomini della polizia tributaria di Reggio Calabria e dal gruppo della  Guardia di finanza di Gioia Tauro con i funzionari dell’Agenzia delle dogane- Ufficio centrale antifrode e Svad. Gli oltre 600 kg di droga erano divisi in 580 panetti, a loro volta contenuti in 16 borsoni, occultati all’interno di un carico di nocciole provenienti dal Brasile.

Anche il carico di cocaina sequestrato ieri era stato nascosto dentro tre container imbarcati su navi provenienti dal Sud America che stavano facendo scalo al porto di Gioia Tauro. Il carico era destinato al Nord Italia, dove la polvere la bianca sarebbe stata messa in commercio.

I dettagli dell’operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella tarda mattinata di oggi presso la sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

Milioni di euro dalle truffe, fermata banda di zingari

da Polizia di Stato

Truffe, furti e rapine erano la loro  attività. Si tratta di una banda di zingari “Sinti” di cittadinanza italiana scoperta dalle Squadre mobili di Brescia e di Trento. Sono otto  gli arresti che questa mattina la polizia ha eseguito nelle province di Brescia, Mantova, Bolzano e Venezia province dove la banda svolgeva le sue  attività illecite.

L’operazione denominata “Derrick”, dal soprannome di uno degli arrestati, ha portato alla denuncia anche di 20 persone e al sequestro di lussuose  ville, denaro contante, quadri ed altri oggetti di valore ed autovetture di lusso, come Ferrari, Bentley, Jaguar.

Nessuno degli zingari proprietari di tali beni svolge un’attività lavorativa o ha mai presentato dichiarazione di redditi, e le ricchezze,  quantificate in almeno 8 milioni di euro, vengono considerate dagli inquirenti come arricchimento illecito.

Le truffe realizzate dal gruppo criminale sono una quarantina, tutte ai danni di imprenditori che venivano anche picchiati e minacciati di morte  per non denunciare i fatti.   Denunce che spesso non venivano presentate anche perché le grosse somme di denaro truffate erano soldi in nero.

Le indagini erano iniziate separatamente in Trentino Alto Adige e nel bresciano fino dal 2009.

La banda,da quanto si è scoperto, era ben organizzata: I malviventi si facevano conoscere come magnati russi o degli Emirati Arabi,  provenienti da Dubai e gli imprenditori, nessuno alle prime armi, si erano fidati anche perché i Sinti si presentavano bene, con le auto di  lusso e inviti nelle loro ville sul Garda bresciano.   Quelle stesse ville ora sequestrate tra gli applausi della gente del posto, a dire: ”Qui ci hanno truffati tutti”.
Cercavano le loro vittime con annunci sui giornali e così avevano trovato anche quattro imprenditori di Bolzano, che vendevano alberghi e ai  quali hanno truffato più di 600 mila euro.

Oltre a contrattare questi affari, i nomadi proponevano anche cambi di valuta, ad esempio tra franchi svizzeri ed euro, con guadagni dal 15 al 20  per cento ma lasciavano immancabilmente in mano al malcapitato una valigia piena di cartaccia.
Nel corso delle perquisizioni un arresto è stato effettuato perché una persona è stata trovata in possesso di una pistola con  matricola abrasa.

Il capo della Polizia e gli scenari della sicurezza

da Polizia di Stato

“La sicurezza è e deve restare una priorità per il Paese, a cui tutti devono contribuire  perché è l’unico strumento che può garantire la libertà, che è il primo diritto di ogni cittadino. E dunque la  missione delle forze di polizia è consentire a ciascuno di vivere liberi dalla paura”.

Questo ha affermato stamattina il capo della Polizia Antonio Manganelli durante la sua conferenza sul tema “Gli scenari della sicurezza alla luce  dell’attuale situazione generale”.

L’incontro si è svolto alla Scuola di perfezionamento per le forze di polizia a Roma.

Il capo della Polizia, nel corso della lezione, è tornato a ribadire con forza che solo con la collaborazione tra forze dell’ordine,  istituzioni e cittadini si può parlare di “vera” sicurezza.

Il prefetto ha poi concluso che le forze di polizia “non devono essere arbitrarie” ma devono “offrire sicurezza ai cittadini senza privarli della  loro

libertà”.

L’iniziativa di questa mattina si inserisce nel ciclo di conferenze tenute da illustri personalità del mondo istituzionale, economico e  culturale organizzate dalla Scuola durante l’anno accademico.

Terremoto in Emilia Romagna. I primi provvedimenti del Governo

da Ministero dell’Interno

Questi i primi provvedimenti assunti dal Consiglio dei ministri nella seduta del 30 maggio 2012, dopo aver osservato un minuto di raccoglimento per commemorare le vittime del terremoto.
Le altre misure adottate: – un decreto ministeriale di rinvio dei versamenti fiscali e contributi a settembre; – un decreto legge per la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali; l’individuazione di misure per la ripresa dell’attività economica; la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto; la proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti; la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i comuni, delle spese per la ricostruzione.
A copertura degli interventi il Consiglio dei ministri ha deciso l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto così come l’utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review.
Il Comitato operativo della Protezione Civile ha potenziato i Centri operativi per la gestione dell’emergenza con l’attivazione di un nuovo Centro Coordinamento Soccorsi a Bologna, che si aggiunge a quelli già attivi.