OPERAZIONE PINTADERA 2 A CAGLIARI

22La Polizia di Stato di Cagliari ha eseguito 12 misure cautelari in carcere richieste dalla Procura Distrettuale Antimafia di Cagliari per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.  Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, riguardano condotte illecite di spaccio che si sono verificate negli stabili siti a Cagliari in via Seruci nr.3, tra il 2018/19, nei riguardi di persone oggetto di investigazione anche negli anni passati.  La Polizia di Stato ha ricostruito i traffici delittuosi posti in essere dagli indagati, che avevano creato nelle palazzine di via Seruci un vero e proprio mercato della droga che spaziava dalla cocaina, alla eroina, sino allo speedball. Attività di intercettazioni telefoniche, sistemi di video riprese, tradizionali servizi di osservazione, acquisti simulati di stupefacente operati da agenti sotto copertura, ed escussioni rese da numerosi acquirenti dello stupefacente, hanno costituito il nucleo centrale dell’indagine. Si è documentato da parte della Polizia di Stato l’esistenza di un gruppo stabilmente organizzato che operava senza soluzione di continuità anche nei giorni festivi, sotto la costante sorveglianza di vedette pronte a segnalare ogni possibile “presenza pericolosa”. Le cessioni venivano operate attraverso un sistema standardizzato, ovvero i tossicodipendenti venivano radunati dai sodali del gruppo nei pressi della palazzina di via Seruci nr.3, poi venivano indirizzati all’ingresso del palazzo ove facevano le ordinazioni e pagavano anticipatamente il corrispettivo richiesto, quindi lo spacciatore di turno saliva ai piani superiori prendendo le dosi già preparate. Rilevanti ai fini delle indagini sono state le varie intercettazioni telefoniche in cui gli indagati nelle varie conversazioni, talvolta utilizzando un linguaggio criptico, facevano riferimento all’attività illegale oggetto di indagine. Un ruolo rilevante ha avuto anche la componente donne del gruppo, fra cui una in particolare, pienamente partecipe all’attività delinquenziale, forniva la propria abitazione come base logistica del sodalizio criminale. Gli altri sodali svolgevano prevalentemente l’attività di vedette, stazionando nei pressi delle palazzine ove avveniva lo spaccio con il fine specifico di avvertire i propri soci in affari dell’eventuale arrivo delle forze dell’ordine, sia di cedere la droga agli acquirenti consegnando le dosi e ricevendo il denaro. Nel corso dell’indagine sono state tratte in arresto nr.16 persone, ed è stata sequestrata complessivamente eroina per grammi 196,013, cocaina per grammi 70,6, mix di eroina e cocaina per grammi 34,664, metadone per mg 75 ed un totale di dosi pronte allo spaccio sequestrate per un numero di 1.689.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Foto polizia di stato

Catania. “Operazione Tana della Luna”

La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania, coordinata dalla Procura Distrettuale e la Procura per i Minorenni di Catania ha eseguito una vasta operazione contro la pedopornografia on-line e conclusasi al momento con 51 indagati per detenzione e divulgazione di pornografia minorile, di cui 30 minori.  L’attività investigativa è stata svolta dalla Polizia Postale di Catania sotto la direzione del Centro Nazionale Contrasto Pedo Pornografia on-line (CNCPO) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Le indagini hanno preso avvio dopo la denuncia di una donna, madre di un adolescente, che si era accorta della presenza, sullo smartphone del figlio, di immagini erotiche di minori pubblicate su due gruppi Whatsapp, gruppi ai quali il figlio era iscritto, denominati “Tana della Luna” e “scoobyDank”.  Gruppi che inizialmente condividevano immagini e video del genere “gore” ovvero di torture, suicidi e simili. La donna ha consegnato spontaneamente il dispositivo mobile al personale della Polizia Postale che ha acquisito con sofisticate strumentazioni forensi il contenuto del telefono e, in particolare, dei gruppi Whatsapp.
I poliziotti hanno avviato un meticoloso lavoro investigativo finalizzato a ricostruire le dinamiche e le eventuali condotte penalmente rilevanti poste in essere dai singoli aderenti, circa 300, riuscendo ad identificare coloro che avevano divulgato o richiesto video e immagini di pornografia minorile, con vittime anche in età infantile.
L’odierna operazione ha messo in luce la gravità di un fenomeno delittuoso, quello della diffusione di materiale pedopornografico da parte di soggetti adolescenti che cercano e si scambiano tra loro pornografia anche infantile. Numeroso il materiale informatico sequestrato che sarà sottoposto ad approfondite analisi informatiche.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Foto polizia di stato

Appio Nuovo, arrestato un evaso

La Squadra di Polizia Giudiziaria esterna del Commissariato Appio diretto dal VQA dott.ssa Pamela de Giorgi ha proceduto all’arresto per il reato di evasione dagli arresti domiciliari commesso da un noto criminale della zona. C. C. infatti era stato ristretto agli arresti domiciliari a seguito dell’arresto in flagranza di reato per spaccio di eroina e cocaina in via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca. Nei fatti, il giovane usciva dalla propria abitazione arbitrariamente e senza alcuna autorizzazione da parte dell’A.G. in data 11/06/2019 verso le ore 18:00 e faceva perdere le proprie tracce. Detta violazione veniva accertata in data 11/06/2019 da parte della pattuglia denominata “Torpignattara 1” inviata dalla locale S.O. ed alle 22:06 nella medesima giornata da parte degli operanti della pattuglia denominata Appio 10. A seguito di tale accertamento questa pattuglia provvedeva ad effettuare una battuta atta alla ricerca dell’evaso nei luoghi conosciuti da lui frequentati e veniva rintracciato alle ore 23:30 dell’11/06/2019 in via Furio Camillo a circa 1 km dal luogo di detenzione, mentre stazionava nei pressi di un negozio di generi alimentari e beveva una birra e qui dopo aver posto in essere resistenza attiva agli operanti veniva fermato e tratto in arresto dagli operatori della Squadra investigativa per il reato di evasione. In direttissima il tribunale di Roma convalidava l’arresto e condannava l’evaso a 5 mesi e 10 giorni di reclusione.

di Umberto Buzzoni 

Foto Polizia di Stato

Operazione internazionale “Italian Bonnie & Clyde”

Intorno alle ore 10.00 di questa mattina a Pattaya (THAILANDIA), nell’ambito dell’operazione denominata “Italian Bonnie & Clyde”, una squadra speciale della Crime Suppression Division della Royal Thai Police e dell’Interpol di Roma, coordinata dall’Esperto per la Sicurezza della Direzione Centrale della Polizia Criminale ed in collaborazione con il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano, ha tratto in arresto i due latitanti indicati in oggetto, all’esito di ininterrotti servizi di sorveglianza fisica ed elettronica, svolti anche con l’ausilio di un drone. La coppia, Galdelli Francesco e Goffi Vanja, entrambi già ricercati per reati contro il patrimonio, era balzata all’attenzione delle cronache per aver orchestrato molteplici ed ingenti truffe in Italia, la più eclatante quella a danno della star di Hollywood George Clooney, creando una linea di abbigliamento a nome dell’ignaro attore. I predetti erano soliti vendere via internet Rolex falsi spacciandoli per veri, a volte prendendosi gioco dei malcapitati inviando loro un pacco di sale anziché gli orologi. Il 25 luglio 2014, il Galdelli era già stato arrestato all’interno del Dusit Thani Hotel di Pattaya, all’esito di servizio specifico coordinato dall’Interpol, supportato da attività tecnica. Il giorno dopo il suo fermo peroÌ, condotto innanzi al locale Tribunale per rispondere di reati minori attinenti al suo soggiorno illegale nello Stato, era riuscito ad evadere al termine dell’udienza. L’inchiesta interna, aperta a seguito della dura lettera di protesta inviata dal nostro ambasciatore al Capo della Royal Thai Police, consentiva di accertare che il soggetto aveva corrotto le guardie carcerarie incaricate del suo trasferimento, pagando loro la somma di 20.000 Thai Baht (circa 500 euro), personalmente ritirata da una cassa automatica di prelievo contante, mentre era in custodia. Tutto il personale della Polizia Penitenziaria riconosciuto responsabile dell’evasione eÌ stato poi arrestato e destituito dal servizio. Attraverso i pedinamenti veniva individuato in un lussuoso villino ove i fuggitivi avevano trovato rifugio. Pertanto, dopo aver circondato l’edificio e predisposto le opportune cautele volte a precludere ogni via di fuga, il personale operante, coordinato dall’Esperto per la Sicurezza, faceva irruzione al suo interno traendo in arresto entrambi i ricercati. I due connazionali saranno trasferiti presso il Centro di detenzione dell’Immigration Bureau di Pattaya, in attesa del disbrigo delle procedure per l’estradizione.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto polizia di stato

 

CATANIA: OPERAZIONE “HOSTAGE”

La Polizia di Stato di Catania, su delega della locale Procura Distrettuale della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dodici persone ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso (clan Mazzei), associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di marijuana e cocaina ed estorsione aggravata, per avere commesso il fatto sia con il metodo mafioso che al fine di favorire l’associazione medesima. L´attività investigativa, svoltasi tra settembre 2016 – marzo 2018, di tipo tecnico e tradizionale è stata condotta nei confronti di esponenti dell’organizzazione mafiosa Mazzei – “Carcagnusi” in particolare esponenti della squadra di “Lineri”, frazione di Misterbianco (CT) nonché di esponenti dell´organizzazione mafiosa Santapaola-Ercolano operativi sul medesimo territorio.  La squadra di “Lineri” riusciva a controllare la vasta porzione di territorio in cui operava attraverso l´imposizione del “pizzo” ad attività commerciali ed imprenditoriali della zona. Sei sono gli episodi estorsivi accertati nel corso delle indagini e rispetto ai quali il Gip ha riconosciuto la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. In alcuni casi è emerso che il clan non si limitava a pretendere la dazione di somme di denaro, specie in occasioni delle festività pasquali e natalizie ma, come accertato in un episodio, pretendeva la fornitura di arredi per un valore di euro 20.000. Nel corso delle indagini sono stati, altresì, raccolti elementi di prova in ordine all´esistenza di un´associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti provenienti dall´Albania.In tale contesto, dai servizi tecnici è emerso che i trafficanti albanesi, allo stato non identificati, hanno di fatto sequestrato per qualche mese due persone, anch´esse indagate, che erano state inviate, dall’organizzazione criminale nel paese balcanico a garanzia dell´estinzione di un debito relativo ad una fornitura di sostanze stupefacenti.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto polizia di stato

Padova: Gabrielli firma un accordo con l’Università e inaugura la mostra della Scientifica

Giornata d’impegni istituzionali a Padova per il capo della Polizia Franco Gabrielli che oggi pomeriggio ha visitato la sede del Reparto mobile della Polizia di Stato, dove si è intrattenuto per un incontro con gli operatori e per visitare la struttura.

Terminato l’incontro, il Prefetto si è trasferito all’Università di Padova dove, alle 18, nell’aula Nievo del Palazzo del Bo, ha firmato un protocollo d’intesa tra il ministero dell’Interno e il Dipartimento di diritto pubblico internazionale e comunitario dell’ateneo.

L’accordo è destinato ad avviare una specifica collaborazione tra la Polizia di Stato e l’università per la realizzazione di un progetto utile a promuovere attività interdisciplinari allo scopo di studiare e sviluppare linee guida, realizzare incontri di studio e iniziative comuni per migliorare il livello di qualificazione e specializzazione degli operatori.

Il protocollo prevede anche di promuovere pubblicazioni e stage, con specifico riferimento al diritto di polizia, preventivo e repressivo, agli aspetti connessi agli accertamenti di carattere tecnico scientifico e alla loro successiva utilizzabilità in ambito processuale.

Il prefetto Gabrielli, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza dell’accordo siglato con l’università: “Il poterci confrontare, il poter essere seguiti, accompagnati, in un percorso che rafforza anche la credibilità dell’istituzione, credo che sia una nostra scelta felice. La scienza, la cultura, lo studio, l’applicazione, possono essere utili per noi per attendere alla missione che le nostre comunità pretendono da noi, cioè quella di garantire una società ordinata, più tranquilla, più sicura, sempre più giusta. In questa ricerca di una società giusta, affondare le proprie competenze nella scienza e nella cultura, credo che sia un buon viatico e una modalità con la quale rassicuriamo le comunità la cui sicurezza ci è stata affidata”.

Subito dopo la firma del documento, il capo della Polizia, insieme al direttore centrale anticrimine Francesco Messina, e al direttore del Servizio polizia scientifica, Luigi Rinella, ha inaugurato la mostra itinerante della Polizia scientifica “Frammenti di storia”, allestita nel cortile antico del Bo.

La giornata si è conclusa con un concerto della Banda musicale della Polizia di Stato, che si è tenuto in serata presso il Teatro Verdi di Padova; i musicisti della Polizia, diretti dal maestro Maurizio Billi, si sono esibiti in brani classici e moderni, e hanno accompagnato l’esibizione del soprano Federica Balucani e del tenore Aldo Caputo.

fonte e foto polizia di stato

VITERBO. VIOLENZA SESSUALE AGGRAVATA SU MINORI

La Polizia di Stato di Viterbo  ha dato esecuzione ad una  misura  di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino pakistano  di 29 anni,  responsabile del reato di violenza sessuale aggravata nei confronti di due bambine minori di 14 anni . Il provvedimento cautelare in questione, deriva da un’articolata attività investigativa,  coordinata  dalla  Procura della Repubblica di Viterbo,  iniziata nei primi giorni del mese di maggio e condotta dalla locale Squadra Mobile. Tutto trae origine  dalle denunce dei genitori di due ragazzine, entrambe quattordicenni,  che nella stessa giornata, nel centro storico di Viterbo,  erano state molestate da uno straniero. In particolare l’uomo, in due distinti frangenti, le avvicinava,  una mentre rientrava nella propria abitazione e l’altra all’interno del portone di casa e, con  la scusa di chiedere se nello stabile ove abitavano vi fossero appartamenti da affittare, avviava un approccio sessuale fino a palpeggiarle nelle parti intime. Immediatamente venivano avviate dalla Squadra Mobile  specifiche  indagini, effettuate  anche attraverso l’acquisizione  dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Dalle risultanze delle audizioni protette delle vittime, effettuate anche con il necessario apporto di uno psicologo e da quanto veniva riscontrato dalla visione di un fascicolo fotografico, il cerchio investigativo si stringeva  nei confronti del pakistano  che veniva  identificato come l’autore di entrambe le violenze.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

OPERAZIONE POLIZIA FERROVIARIA

Controlli della Polizia di Stato in 6 grandi stazioni ferroviarie 2.240 identificati, 6 arrestati, 11 indagati, 15 sanzioni amministrative elevate e 1.279 bagagli controllati: questo il bilancio dell’operazione ad “Alto Impatto”, che ha visto impegnati 300 operatori della Polizia Ferroviaria e 63 messi a disposizione dalle locali Questure in particolare nelle stazioni di Milano Centrale, Roma Termini, Bologna Centrale, Firenze S.M.N., Napoli Centrale, Torino Porta Nuova. 6 grandi stazioni in cui si sono concentrate le attività di controllo straordinarie con il supporto anche di unità cinofile, Unità Operative di Pronto Intervento, specificamente addestrate per  la prevenzione di atti di terrorismo o azioni di natura violenta, Reparti Prevenzione Crimine e Reparti Mobili. Le pattuglie si sono avvalse anche di smartphone di ultima generazione, per il controllo in tempo reale dei documenti, e di metal detector per l’ispezione di bagagli sospetti. Le ispezioni sono state estese anche ai depositi bagagli. 4 gli arrestati per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio: un senegalese e due gambiani a Milano Centrale, un gambiano a Firenze Santa Maria Novella. A Roma è stato intercettato e arrestato un argentino ricercato a livello internazionale per contrabbando di valuta per circa 120.000 dollari, mentre a Torino Porta Nuova ha avuto fine la latitanza di un rumeno ricercato in tutta Europa per reati contro il patrimonio.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Foggia, antimafia

OPERAZIONE ANTIMAFIA DELLA POLIZIA DI STATO E DELLA D.D.A. DI BARI. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA OTTO PERSONE CONTIGUE ALL’ASSOCIAZIONE MAFIOSA DENOMINATA “SOCIETÀ FOGGIANA”.La Polizia di Stato di Foggia sta eseguendo un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Bari nei confronti di 8 persone, contigue alla batteria mafiosa dei “SINESI-FRANCAVILLA”. Le indagini dei poliziotti della squadra mobile hanno accertato che gli stessi sono gravemente indiziati dei reati di estorsione e detenzione di materiale esplodente aggravati dal metodo mafioso.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Foggia: estorsioni ai commercianti, 8 arresti

Reati di estorsione e detenzione di materiale esplodente aggravati dal metodo mafioso sono le accuse rivolte alle 8 persone arrestate questa mattina dalla Squadra mobile di Foggia nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari.

Gli agenti hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diversi appartenenti alle famiglie dei Sinesi-Francavilla di Foggia.

L’indagine ha messo in evidenza una vera e propria attività predatoria che consisteva in estorsioni nei confronti di commercianti della città, costretti a versare mensilmente somme di denaro, ovvero a cedere gratuitamente, senza nessun corrispettivo, prodotti vari.

Gli arrestati reperivano il denaro necessario per il sostentamento dell’organizzazione e degli associati detenuti attraverso la riscossione di somme di denaro estorte ad alcuni imprenditori locali impegnati, per lo più, nel campo dell’autodemolizione e della ristorazione.

Per fiaccare la resistenza delle vittime, il gruppo non si faceva scrupolo di utilizzare ordigni esplosivi per danneggiare le attività imprenditoriali avvalendosi, per intimorire gli imprenditori, anche del vincolo con l’associazione mafiosa chiamata “Società Foggiana”.

Molti i casi svelati dall’attività di osservazione e pedinamento degli investigatori del “Gruppo Foggia” della Squadra mobile; i poliziotti hanno accertato che gli indagati, estorcevano denaro anche al titolare di due bar della città. All’uomo avevano intimato di pagare indebitamente 50mila euro attraverso minacce e pesanti ripercussioni per lui e le sue attività commerciali.

fonte e foto polizia di stato