Blue Whale: i consigli della Polizia postale

Sono tante le storie e le segnalazioni relative al fenomeno del “gioco” al suicidio tra bufale e verità, ma la cosa certa che si evince in questi casi è il disagio giovanile a cui genitori, insegnanti e soprattutto i ragazzi devono prestare attenzione.

La Polizia postale comunque è al lavoro per monitorare la Rete per verificare realmente l’impatto che la Blue Whale ha nel nostro Paese.

Le prime indagini ci dicono che il fenomeno è cresciuto perché se ne parla molto, ma le verifiche sulle segnalazioni che arrivano mirano a mettere in luce soprattutto i casi di emulazione.

L’emulazione purtroppo è più pericolosa del gioco perché, come risulta dalle chat, molti ragazzi sono incuriositi dalle prove e vogliono parteciparvi. Il rischio è che possano finire nella trappola e, incitati dal gruppo, non ne escano più.

Al momento gli specialisti della Postale stanno verificando la consistenza di 40 denunce, anche al fine di individuare eventuali persone che possano indurre i minorenni ad atti di autolesionismo e al suicidio attraverso l’uso di canali social e app.

Rispetto alla Russia, dove è nata la Blue Whale, in Italia al momento non è stato individuato alcun “tutor” che dà ordini ai ragazzi.

Inoltre la Polizia postale sul portale online http://www.commissariatodips.it , ha predisposto una stanza virtuale per illustrare i pericoli emergenti in Rete, agevolare le segnalazioni attraverso la compilazione di uno specifico form e sensibilizzare gli utenti all’adozione di idonee contromisure strutturate, anche grazie all’ausilio specialistico di psicologi della Polizia di Stato.

CONSIGLI PRATICI

PER I GENITORI

• Aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in Rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno;

• Prestate attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno-veglia: alcuni livelli della sfida prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4,20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste;

• Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla Balena Blu-Blue Whale parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare né sminuire: può capitare che quello che agli adulti sembra “roba da ragazzi” per i ragazzi sia determinante;

• Indurre qualcuno a compiere azioni dolorose e pericolose, così come dichiarare emergenze che non esistono, può essere reato: quello che sembra uno scherzo può diventare un rischio grave per chi è fragile o troppo giovane;

• Se vostro figlio sta passando un periodo di forte fragilità, non esitate a confrontarvi con gli specialisti che lo seguono, chiedendo loro quali strategie potete adottare per ridurre il rischio che si lasci coinvolgere nella sfida Blue Whale;

• Se vostro figlio vi racconta che c’è un compagno che partecipa alla sfida Balena Blu-Blue-Whale, non esitate a comunicarlo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale, o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo in pericolo recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti cliccando qui.

AI RAGAZZI:

• La sfida del Blue Whale non è un gioco né una prova di coraggio, è qualcosa che attraverso i social può far leva sulla fragilità di alcuni bambini e ragazzi, inducendoli a mettersi seriamente in pericolo: non contribuire a diffondere questo rischio;

• Nessuna sfida con uno sconosciuto o con gruppi di amici sui social può mettere in discussione il valore della tua vita: segnala chi cerca di indurti a farti del male, a compiere autolesionismo, ad uccidere animali, a rinunciare alla vita cliccando qui;

• Ricorda che anche se ti sei lasciato convincere a compiere alcuni passi della pratica Blue Whale, non sei obbligato a proseguire: parlane con qualcuno, chiedi aiuto, chi ti chiede ulteriori prove cerca solo di dimostrare che ha potere su di te;

• Non credere che pressioni a compiere prove sempre più pericolose siano reali: chi minaccia te o la tua famiglia vuole dimostrare di poterti comandare, non lasciarti ingannare;

• Se conosci un coetaneo che dice di essere una Blue Whale parlane subito con un adulto: potrebbe essere vittima di una manipolazione psicologica, di una suggestione e il tuo aiuto potrebbe farlo uscire dalla solitudine e dalla sofferenza;

• Se qualcuno ti ha detto di essere un “curatore” per la sfida Blue Whales sappi che potrebbe averlo proposto ad altri bambini e ragazzi: parlane con qualcuno di cui ti fidi e segnala subito chi cerca di manipolare e indurre dolore e sofferenza ai più piccoli cliccando qui;

• Se sei stato aggiunto a gruppi whatsapp, Facebook, Istagram, Twitter o altri social che parlano delle azioni della sfida Blue Whale, parlane con i tuoi genitori o segnalalo subito cliccando qui;

• Indurre qualcuno a compiere azioni dolorose e pericolose così come dichiarare emergenze che non esistono può essere reato: quello che sembra uno scherzo può diventare un rischio grave per chi è fragile o troppo giovane;

• In rete come nella vita aiuta sempre chi è in difficoltà;

Il Blue Whale è una pratica che può suggestionare i ragazzi ed indurli progressivamente a compiere atti di autolesionismo, azioni pericolose (sporgersi da palazzi, cornicioni, finestre etc.) sino ad arrivare al suicidio. Questa suggestione può essere operata dalla volontà di un adulto che aggancia via web e induce la vittima alla progressione nelle 50 tappe della pratica oppure da gruppi whatsapp o sui social nei quali i ragazzi si confrontano sulle varie tappe, si fomentano reciprocamente, si incitano a progredire nelle azioni pericolose previste dalla pratica, mantenendo gli adulti ostinatamente all’oscuro.

fonte e foto polizia di stato

IL MIO DIARIO, POLIZIA DI STATO

Visualizzazione di ML4_6982.jpgLa Polizia di Stato, per l’inizio dell’ anno scolastico 2017-2018, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero dell’Economia e Finanze, ha rinnovato l’iniziativa di distribuire l’agenda scolastica denominata “Il mio diario”.l progetto, giunto ormai alla 4^ Edizione, prevede la distribuzione di 50.000 copie dell’agenda agli studenti delle classi 4^ e delle pluriclassi degli Istituti primari delle province di Como, Genova, Massa Carrara, Macerata, Chieti, Rieti, Bari, Reggio Calabria, Messina e Cagliari. Protagonisti grafici del progetto sono due super eroi, chiamati “Vis” e “Musa”, i quali accompagneranno gli studenti per l’intero anno scolastico, stimolandoli alla riflessione, insieme a docenti e genitori, su questioni fondamentali per la loro formazione e per la civile convivenza. Dal mese di settembre a quello di giugno, il Diario affronta temi di grande attualità, come ad esempio la Costituzione italiana, i principi fondamentali e le libertà della persona, i diritti dell’uomo e del bambino, il diritto alla salute, al lavoro, all’istruzione, l’uguaglianza e la solidarietà, il valore dello sport, con approfondimenti sulla salvaguardia ambientale, sull’integrazione sociale, sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, sull’immigrazione, sull’educazione stradale, ed infine brevi cenni sull’economia.

“E’ un ritorno alle origini. E’ un’iniziativa che va al di la degli aspetti sentimentali poiché è un’iniziativa che la Polizia di Stato  sta realizzando da qualche anno.

“Il mio diario” è un modo non solo per esserci sempre  ma anche per stare vicino ai ragazzi attraverso uno strumento che,nonostante la tecnologia, i tablet e gli smartphone, ,continua ad essere un oggetto di culto. E’ un modo per provare ad insegnare  anche i temi della legalità e del rispetto delle regole.”

“Credo che l’esigenza  di avvicinare le Istituzioni alla gente sia ormai indifferibile. In questa ottica è fondamentale il linguaggio che si usa. E’ necessario sintonizzarsi anche dal punto di vista della comunicazione e con il linguaggio dei giovani. Bisogna comprendere come i giovani vivono la loro quotidianità.”

Queste le dichiarazioni del Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, in occasione della cerimonia di presentazione della quarta edizione dell’iniziativa di legalità “Il mio diario”, tenuta questa mattina a Massa

In occasione del 70esimo anniversario della Polizia Stradale  ha contribuito all’iniziativa  Fiat Chrysler Automobiles  sui temi della sicurezza stradale. La casa automobilistica ha concorso infatti nella realizzazione dei contenuti del diario nella parte in cui lo stesso informa  giovani sui corretti comportamenti da tenere in strada e a bordo auto.

La cerimonia di presentazione si è tenuta questa mattina presso l’Istituto Comprensivo Statale di Montignoso(MS), alla quale ha partecipato il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, il quale ritornando nell’istituto scolastico che lo ha ospitato nel suo percorso di formazione, ha consegnato il diario ad una folta rappresentanza di studenti. La mattinata è stata animata dalla presenza  dell’autore dell’introduzione del diario, il famoso topo Geronimo Stilton, che ha anticipato ai giovani studenti i temi principali dell’agenda scolastica: l’importanza del rispetto delle regole, dell’ambiente, del codice stradale e del vivere civile.

Fonte Foto Polizia di Stato

DIGOS DI BARI: OPERAZIONE ANTITERRORISMO

 

Nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto al terrorismo internazionale attuata dalla Polizia di Stato, la DIGOS della Questura di Bari – con la collaborazione delle DIGOS  di Foggia e Padova,coordinate della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/UCIGOS– concluso l’operazione di polizia denominata“BARAKAAT”.
Le indagini, dirette della Procura Distrettuale di Bari, con il supporto della Procura della Repubblica di Foggia, sono state avviate nel 2016, nei confronti dell’indagato tunisino Kamel SADRAOUI, di 34anni, regolarmente residente in provincia di Foggia. L’operazione, tesa a prevenire e a debellare il fenomeno dei cc.dd lupi solitari ispirati dal DAESH/ISIS, ha portato in data 5/5/2017 all’esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere, per il reato di apologia del terrorismo, nei confronti del detto SADRAOUI. Il provvedimento è stato depositato dal Tribunale della Libertà di Bari in data 14/4/17, in accoglimento dell’appello del PM avverso l’iniziale ordinanza di rigetto da parte del GIP del Tribunale di Foggia, che aveva escluso la configurabilità del delitto di apologia. Avvalendosi di sofisticate tecniche di monitoraggio del web, in particolare dei social media, gli investigatori hanno documentato come il cittadino tunisino fosse impegnato in attività di propaganda dello Stato Islamico tramite la pubblicazione su Facebook di video e post di esaltazione delle azioni compiute dalle milizie della stessa formazione terroristica. SADRAOUI, peraltro, era solito accompagnare i documenti di propaganda con la frase “Lo Stato Islamico sopravviverà”. §
Nel medesimo contesto è stato accertato che l’estremista tunisino, durante una conversazione, aveva esaltato la figura dell’attentatore dei mercatini di Natale di Berlino. Pertanto, all’esito delle indagini – che hanno anche documentato la detenzione illegale da parte dell’indagato di un’arma da fuoco – l’8 febbraio 2017 gli uomini dell’Antiterrorismo della Polizia di Stato hanno eseguito il fermo disposto dal Procuratore distrettuale di Bari nei confronti dell’internauta tunisino per il reato di apologia del terrorismo. Alle fasi operative, nel cui ambito sono state effettuate anche alcune perquisizioni nel foggiano, hanno preso parte anche i reparti speciali della Polizia di Stato – Nocs, in ragione del profilo di pericolosità del SADRAOUI, desumibile dalla detenzione di una pistola e dai suoi collegamenti con ambienti legati alla criminalità locale, oltre che dai suoi contatti sul web con soggetti attestati su posizioni filo-jihadiste. Nel corso dell’attività investigativa è emersa anche, quale figura di interesse, quella del fratello del fermato S.B, di anni 32 (titolare di permesso di soggiorno per motivi di lavoro emesso dalla Questura di Foggia), il quale aveva manifestato nel web analoghe posizioni filo-jihadiste. Quest’ultimo, rintracciato l’8 maggio scorso dalla DIGOS di Padova, è stato poi espulso il successivo 13 maggio, perché pericoloso per la sicurezza, in esecuzione di provvedimento emesso dal Prefetto di Padova sulla base degli elementi informativi acquisiti a suo carico nelle indagini baresi.

Foto Polizia di Stato

Attacco hacker a livello globale

 

È stato compiuto attraverso un ransomware noto con i nomi WCry, WannaCry e WanaCrypt0r. Dalla serata di venerdì 12 maggio la Sala Operativa del CNAIPIC è in costante contatto con i referenti tecnici delle infrastrutture critiche informatizzate e, tramite il Nucleo Sicurezza cibernetica, con i componenti dell’Architettura di difesa Cyber nazionale.
Costante il rapporto con gli organismi di cooperazione internazionale ed in particolare con il centro EC3 di Europol.
Diramati dal CNAIPIC diversi alert di sicurezza con gli indicatori di compromissione relativi all’attacco hacker, utili per l’innalzamento del livello di sicurezza dei sistemi informatici
Dai primi  accertamenti effettuati e dalle risultanze raccolte ad oggi, sebbene l’attacco sia presente in Italia dal primo pomeriggio di venerdì, non si hanno al momento evidenze  di gravi danni ai sistemi informatici o alle reti telematiche afferenti le  infrastrutture informatiche del Paese. Stranamente, il codice sorgente contiene una richiesta Open_Internet (non proxy aware) verso un sito pubblico che, se raggiunto, blocca la seconda attività, quella di diffusione sulla rete.
Non si escludono ulteriori problematiche legate alla propagazione di un’ulteriore versione di “WannaCry” 2.0, ovvero al riavvio delle macchine per la giornata di domani, inizio della settimana lavorativa. Pertanto per difendersi dall’attacco, oltre ad eseguire affidabili backup al fine di  ripristinare facilmente i sistemi interessati in caso di cifratura da parte di WannaCry,  si consiglia  quanto prima di:

Lato client/server
– eseguire l’aggiornamento della protezione per sistemi Microsoft Windows pubblicato con bollettino di sicurezza MS17-010 del 14 Marzo 2017
– aggiornare il software antivirus
– disabilitare ove possibile e ritenuto opportuno i servizi: Server Message Block (SMB) e Remote Desktop Protocol (RDP)
il ransomware si propaga anche tramite phishing pertanto non aprire link/allegati provenienti da email sospette
– il ransomware attacca sia share di rete che backup su cloud quindi per chi non l’avesse ancora fatto aggiornare la copia del backup e tenere i dati sensibili isolati

Lato sicurezza perimetrale
– eseguire gli aggiornamenti di sicurezza degli apparati di rete preposti al rilevamento delle intrusioni (IPS/IDS)
– ove possibile e ritenuto opportuno bloccare tutto il traffico in entrata su protocolli: Server Message Block (SMB) e Remote Desktop Protocol (RDP)

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

SCUOLA PER IL CONTROLLO DEL TERRITORIO DI PESCARA ARRIVAM IL CAPO DELLA POLIZIA

Visualizzazione di WhatsApp Image 2017-05-10 at 11.29.36.jpgIl Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, ha visitato la Scuola per il Controllo del Territorio della Polizia di Stato di Pescara e ha inaugurato la nuova Sala Operativa Virtuale che consente ai frequentatori del corso di addestrarsi, muniti di tablet e con la possibilità di consultare le diverse banche dati.

La formazione in aula sulla soft consolle (sistema digitale di gestione delle telefonate e degli interventi sul territorio) e sul sistema Mercurio (dispositivo di bordo installato sulle Volanti) diventa, infatti, strategica in funzione di un approccio professionale ed efficace, perché le procedure diventino sempre più rapide e collaudate, così da amplificare le potenzialità operative dei poliziotti nei servizi su strada, garantendo sempre la costante assistenza della sala operativa.

Nell’occasione, il Prefetto Gabrielli ha incontrato i dirigenti degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico di buona parte delle Questure d’Italia ed i dirigenti dei Reparti Prevenzione Crimine, impegnati in un seminario di aggiornamento sugli aspetti legati al controllo del territorio, alla vigilia di impegni straordinari, come il G7 dei Ministri delle Finanze a Bari ed i G7 dei Capi di Stato a Taormina.

Ci saranno anche 20 ufficiali della polizia egiziana, che stanno frequentando un ciclo formativo di tre settimane sul controllo del territorio, in attuazione ad un accordo bilaterale Italia Egitto.

Foto Polizia di Stato

Polizia di Stato e Subito insieme per gli acquisti sicuri online

l via la nuova campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza online realizzata da Subito con Polizia Postale e delle Comunicazioni. La collaborazione ha già portato all’arresto di un truffatore seriale che agiva in Emilia Romagna.
La Polizia Postale e delle Comunicazioni è attiva per tutelare chiunque utilizzi Internet come strumento per comprare e vendere online grazie all’esperienza acquisita nella protezione da frodi e tutela dai rischi negli acquisti. Subito, azienda n. 1 in Italia nella compravendita online, vuole sensibilizzare ed “educare” gli italiani nell’effettuare acquisti online in sicurezza. Per prevenire possibili raggiri messi in atto da singoli individui o da organizzazioni criminali nei confronti degli utenti che vendono e comprano su Subito, così come su altre piattaforme di compravendita online o di e-commerce, la Specialità della Polizia di Stato e Subito proseguono nella collaborazione avviata 1 anno fa lanciando la nuova campagna “Quando compri online, pensa offline”: su questo semplice pensiero si sviluppa l’esperimento basato sulle 5 regole che Subito ritiene tra le più importanti del decalogo dei consigli pratici sulla sicurezza realizzato in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni. Questa collaborazione ha già dati degli importanti risultati con indagini in corso in tutta Italia e con l’arresto a Rimini di un truffatore seriale specializzato su Internet. Arrestato per truffa aggravata in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, l’uomo metteva in vendita beni di diverso tipo che non possedeva come oggetti di elettronica e da collezionismo, abbigliamento e accessori, costosi e di marca. “Il compito della Polizia Postale e delle Comunicazioni è quello di garantire il più possibile la sicurezza degli utenti che navigano in Internet, riducendo al minimo i rischi di truffe in cui potrebbero incappare i consumatori”, dichiara Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. “La collaborazione con Subito rappresenta una proficua occasione per evitare che un’attività così piacevole, come quella degli acquisti online possa tradursi in un’amara esperienza per chi decide di fare shopping in Rete”. “Subito verifica ogni giorno circa 200.000 annunci automaticamente e manualmente prima e dopo la pubblicazione per garantire la sicurezza nella compravendita online e sente con grande responsabilità la tutela degli utenti” afferma Melany Libraro, CEO di Subito. “Abbiamo realizzato questa campagna anche grazie alla collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni per aumentare l’attenzione nella rete e per ‘educare’ gli italiani ad avere dei comportamenti sempre più attenti anche quando comprano e vendono online”. L’obiettivo della nuova campagna è quello di offrire alcuni utili suggerimenti su come gestire una compravendita online evitando di incappare in acquisti non sicuri, beni danneggiati o addirittura inesistenti. Tutti seguiamo delle buone regole quando acquistiamo nei negozi fisici, ma non sempre le ripetiamo online. Le 5 pillole video della campagna evidenziano le reazioni spontanee dei diversi compratori, ignari di essere ripresi all’interno di un negozio, di fronte ad insolite richieste da parte del venditore al momento dell’acquisto ed invitano a prestare la stessa attenzione e ad avere lo stesso atteggiamento anche online.

Foto Polizia di Stato

CATANIA. ARRESTO RESPONSABILE OMICIDIO PER CAPPELLINO

l 6 maggio 2017, con il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Catania ponevano in stato di fermo di indiziato di delitto i seguenti cittadini libici: ALHADI Abouzid Nouredine, GAFAR Hurun, in quanto entrambi gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell´immigrazione clandestina e favoreggiamento dell´immigrazione clandestina; inoltre ALHADI, veniva fermato anche quale indiziato, in concorso con altri soggetti allo stato non identificati, del delitto di omicidio volontario aggravato in danno del migrante Kellie Osman che veniva attinto da un colpo di arma da fuoco.
Alle ore 7.30 circa del decorso 6 maggio giungeva presso il Porto di Catania la nave “Phoenix” dell´ONG “Moas” con a bordo 394 migranti di varie nazionalità ed un cadavere di sesso maschile, soccorsi nella giornata del decorso 4 maggio nell´ambito di 5 distinti eventi S.A.R., tre dei quali operati dalla predetta unità e due dalla nave “Iuventa” dell´ONG “Jugend Rettet”.
Seguendo un consolidato protocollo investigativo, realizzato d´intesa con la Procura Distrettuale, investigatori della Squadra Mobile e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza avviavano, con la collaborazione della locale Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle, le attività di polizia giudiziaria.
Nella tarda serata dello stesso 6 maggio, sulla scorta sia delle immagini filmate da un velivolo di supporto alla motonave “Phoenix” e  fornite da personale di bordo della medesima unità navale, sia delle dichiarazioni rese da diversi migranti, venivano individuati i predetti ALHADI Abouzid Nouredine e GAFAR Hurun quali componenti di un gruppo di trafficanti libici i quali, dopo avere fatto imbarcare i migranti su tre distinti natanti (un gommone e due barche in legno) ne avevano accompagnato la traversata a bordo di imbarcazioni in vetroresina e, giunti al limite delle acque territoriali libiche, mentre gli altri trafficanti facevano rientro verso le coste libiche, i predetti ALHADI e GAFAR salivano , rispettivamente il primo su un´imbarcazione in legno ed il secondo sul gommone confondendosi tra i migranti, successivamente soccorsi dalla nave “Phoenix”.
Secondo le dichiarazioni rese da diversi testimoni, alcuni trafficanti libici, che navigavano a bordo di un´imbarcazione in vetroresina, sulla quale vi era anche ALHADI, durante la traversata, dopo avere affiancato il gommone, avevano ordinato, in lingua araba, ai migranti di togliere i cappellini che indossavano e di rimanere seduti. Pochi istanti dopo,  i migranti avevano udito un colpo d´arma da fuoco esploso da un libico non identificato che aveva attinto mortalmente uno dei migranti. Il cadavere veniva  identificato dal fratello per un giovane di 21 anni della Sierra Leone di nome Kellie Osman.
Espletate le formalità di rito, i fermati venivano associati presso la casa circondariale di Catania-Piazza Lanza a disposizione dell´A.G.
Nella giornata di ieri 10 maggio, il G.I.P. del Tribunale di Catania, accogliendo pienamente la richiesta avanzata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania – che aveva contestato ai due indagati i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell´immigrazione clandestina nonchè favoreggiamento dell´immigrazione clandestina, ed al solo ALHADI Abouzid Nouredine anche il concorso in omicidio – convalidava il fermo ed applicava ad entrambi la misura della custodia in carcere.

Foto Polizia di Stato

Tra Bari e Malta OPERAZIONE DI POLIZIA: “HAWALA.NET”

Nelle prime ore della mattinata odierna, a Bari, Catania e Salerno la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un´ordinanza di custodia cautelare a carico di cittadini extracomunitari di etnia somala ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla permanenza illegale di clandestini nel territorio dello Stato ed al successivo ingresso in paesi esteri, favoreggiamento dell´immigrazione clandestina a scopo di lucro, uso di documentazione falsa, corruzione di incaricato di pubblico servizio e falso ideologico in atto pubblico.
Dalle indagini, dirette dalla D.D.A. della Procura della Repubblica di Bari e condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Bari, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, nonché della Digos di Bari, è emerso come l´associazione era solita utilizzare i canali “money trasfer” illegali, secondo il sistema dell´ “hawala informatica”.Tale sistema, che si sostanzia in rimesse di denaro e di compensazioni tra varie agenzie in Italia ed all´estero basate sulla fiducia negli intermediari e su schemi informali, veniva utilizzato dai trafficanti per incanalare le somme loro inviate dalle famiglie dei migranti somali quale prezzo per l´organizzazione dei viaggi degli stessi verso il nord Europa. Nel corso delle investigazioni sono emerse relazioni sul web, attraverso l´uso social network  (facebook, etc.), di alcuni componenti del organizzazione criminale con alcuni internauti attestati su posizioni filo jihadiste ascrivibili al gruppo terroristico somalo “Al Shabaab”. Le investigazioni, approfondite dai poliziotti della Digos della Questura di Bari, hanno documentato diretti contatti telefonici tra uno dei membri del citato sodalizio con un cittadino somalo, già sottoposto a fermo in Italia nel luglio 2016 per aver favorito l´ingresso sul territorio nazionale, via Malta, di due foreign fighters militanti dell´Isis/Daesh. Nella mattinata odierna, inoltre, in esecuzione di apposito provvedimento emesso dalla D.D.A. della Procura della Repubblica del Tribunale di Bari, sono stati oscurati dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni i siti informatici non abilitati in Italia su cui gli indagati operavano effettuando i vari servizi di pagamento sia a beneficio dei membri dell’organizzazione che dei migranti.
Tra gli indagati anche un impiegato del Comune di Bari che si era lasciato corrompere per dichiarare falsamene inesistenti residenze di cittadini somali nel capoluogo pugliese.

Foto Polizia di Stato

Bolzano: traffico internazionale di droga, 12 arresti

Un traffico internazionale di droga proveniente dalla Spagna è stato scoperto dalla Squadra mobile di Bolzano che dopo un’indagine iniziata nel 2016, questa mattina, ha arrestato 12 persone.

La droga, hashish e cocaina, veniva smerciata in tutta Italia e nel corso delle indagini sono state sequestrati diversi quantitativi di stupefacente oltre che sul territorio nazionale anche all´estero, Francia.

Tra gli arrestati di oggi anche i capi dell’organizzazione: tre fratelli , arrivati in Trentino Alto Adige lo scorso anno dalla Spagna.

I tre che vivevano in un maso in val Pusteria, gestivano una macelleria islamica a Bolzano che è stata sequestrata; nell’esercizio pubblico venivano pianificati i traffici illeciti e avvenivano i pagamenti delle partite di droga

L’ indagine, denominata Black Gold , ha consentito di arrestare in totale 22  persone (oltre alle 12 di oggi, anche 10 in flagranza di reato durante l´indagine), di denunciarne a piede libero ulteriori 10 e di sequestrare circa un quintale di sostanza stupefacente tra cocaina e hashish.

fonte e foto polizia di stato

17 arresti. Operazione TAKE AWAY

La Polizia di Stato di Foggia ha eseguito un´ordinanza di custodia cautelare, (13 in carcere e 4 ai domiciliari),  nei confronti di 17 persone, pregiudicate, responsabili a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio e cessione  di sostanze stupefacenti. Attualmente sono ricercati  ulteriori 3 soggetti.
Fra le persone attinte dalla misura restrittiva vi è anche il nipote di un noto pregiudicato.
Le indagini, avviate nel settembre 2015 e terminate nella seconda metà del 2016, volte a contrastare lo spaccio al minuto che vedeva come acquirenti numerosissimi giovani,  sono state supportate da attività tecniche ed intercettazioni telefoniche, consentendo di confermare la responsabilità di numerosi soggetti, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e marijuana, in Piazza Italia, nel pieno centro cittadino.  Gli spacciatori, tutti di giovane età, non svolgenti alcuna attività lavorativa.
Un grammo di hashish veniva venduto fra i 5 ed i 10 euro , un grammo di marijuana oscillava fra i 3 ed i 5 euro.
Alcuni dei ragazzi destinatari della misura restrittiva operavano nell´attività di cessione dello stupefacente  in concorso, altri operavano individualmente. Hanno concorso nell´attività di spaccio anche alcuni minorenni deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Bari.

Foto Polizia di Stato