Sequestro di persona per 150 euro

Sequestro di persona per 150 euro

È avvenuto questa mattina l’ennesimo tragico incidente stradale che ha spezzato sei giovani vite. Uno scontro frontale tra due autovetture sulla via Appia, nei pressi dello svincolo di Castellaneta, in provincia di Taranto che ha provocato la morte sul colpo di tutti i passeggeri delle due auto coinvolte, 5 dei quali al di sotto dei trent’anni. È un ulteriore tragico evento che va ad incidere sul trend negativo dell’incidentalità mortale nel nostro Paese. Dopo una battuta d’arresto nella riduzione del numero delle vittime sulle strade registrata nel corso del 2014 – con appena 20 deceduti in meno rispetto al 2013 – l’incidentalità rilevata nel 2015 da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri ha, infatti, evidenziato una preoccupante inversione di tendenza, con un aumento degli incidenti mortali del 2,5% (40 incidenti in più del 2014, da 1.587 a 1.627) e, soprattutto, delle vittime del 1,3% (22 deceduti più, da 1.730 a 1.752).
I primi 5 mesi del 2016, infine, sebbene abbiano evidenziato una leggera flessione dell’incidentalità mortale rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente – 586 decessi a fronte dei 597 del 2015 – hanno, invece, fatto registrare un preoccupante incremento delle vittime con età inferiore ai 30 anni: tra gennaio e maggio di quest’anno, hanno perso la vita 174 giovani con meno di trent’anni, a fronte dei 136 dell’anno precedente, con un aumento pari al 27,9%.
Distrazione alla guida, uso scorretto di smartphone ed altri dispositivi, velocità e guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’influenza di stupefacenti le principali cause.
Gli Agenti della Polizia Stradale di Verona che hanno denunciato 29 persone e sequestrato 19 ditte, hanno sviluppato la loro attività di indagine analizzando i dati e la documentazione riguardante la movimentazione di autocarri ed autoarticolati destinati al trasporto di rifiuti nella Provincia di Verona.
Importanti sono state anche una serie di informazioni arrivate in questi mesi alla Polizia Stradale dopo un’altra analoga attività di indagine che aveva portato ad una ventina di denunce web based project management.
“In questo senso ci conforta la sensibilità e la responsabilità dei veronesi che dopo le nostre attività del 2015 hanno voluto offrire la loro collaborazione nel segnalare siti di stoccaggio rifiuti sospetti”, ha sottolineato il Dirigente della Polizia Stradale di Verona, Girolamo Lacquaniti.
Nel dettaglio si tratta di 15 distinte operazioni che hanno interessato una decina di comuni del veronese e che offrono uno spaccato di illegalità diffuso come recentemente già evidenziato anche dalla Commissione Bicamerale sulle ecomafie in Veneto.
In particolare la Polizia di Stato di Verona oltre alle 29 denunce in stato di libertà nei confronti di altrettanti soggetti residenti tra la Lombardia ed il Veneto ha proceduto a diversi sequestri, tra cui:

Promosso dal comune di Cremona e sostenuto dalla Questura, l’evento ha rappresentato un momento di ulteriore conferma dello storico rapporto di collaborazione tra la Polizia di Stato e la città.
Brani classici e moderni diretti dal maestro Maurizio Billi sono stati accompagnati dal tenore Francesco Grollo e dall’esibizione della violinista Olga Zakharova. (Il programma)
La musicista ha suonato un violino costruito dai maestri liutai del Consorzio “Antonio Stradivari” e riconosciuto dall’Unesco come “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. Il prezioso strumento infine è stato donato alla Banda Musicale della Polizia di Stato.
La serata è stata anche l’occasione per promuovere una raccolta di fondi per l’associazione “Donatori tempo libero” che da oltre quarant’anni aiuta i disabili della città.
fonte e foto polizia di stato

Rintracciato dagli agenti della Squadra mobile di Foggia, in collaborazione con lo Sco (Servizio centrale Operativo), latitante specializzato negli assalti ai portavalori. Paolo Sorbo è stato catturato ieri all’interno di un casolare nella provincia di Foggia. L’uomo deve scontare 17 anni di reclusione per rapina, attentati alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento da incendio, porto abusivo di armi.
Intensa è stata l’attività d’indagine che ha portato all’individuazione dell’uomo, considerato elemento di spicco delle bande specializzate negli assalti ai portavalori.
All’interno del casolare, oltre al ricercato, sono stati identificati e denunciati per favoreggiamento tre persone: un uomo e due donne.)
La perquisizione ha consentito di rinvenire e sequestrare: telefoni cellulari, schede telefoniche, ricetrasmittenti, targhe di auto, lampeggianti blu, saldatori e tanto altro materiale riconducibile all’illecita attività dell’uomo.
In una rapina in particolare il gruppo, di cui Sorbo era a capo, si impossessò della somma di 3 milioni di euro.
fonte e foto polizia di stato

Il tutto avveniva nella scuola media inferiore in cui l’uomo lavorava e che la ragazza aveva iniziato a frequentare dopo essere sbarcata come immigrata a Catania senza nessun familiare.
Al termine delle indagini della Squadra mobile di Ragusa, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore e induzione alla prostituzione minorile, reati aggravati tutti dalla minore età della vittima e dal fatto che il soggetto avesse un dovere di vigilanza sulla stessa in quanto i fatti sono avvenuti durante l’orario scolastico.

Qualche settimana fa un’educatrice del centro per minori non accompagnati, che collabora spesso con gli agenti della Mobile ragusana, ha segnalato il comportamento anomalo della ragazza la quale, dopo il grande entusiasmo dei primi mesi, si rifiutava di andare a scuola. Tale comportamento era causato da qualche grave problema che si era verificato proprio a scuola.
La giovane è stata ascoltata da una poliziotta specializzata e una psicologa, alla presenza del suo tutore, un’avvocatessa di Ragusa, e di un interprete.
Durante il colloquio, che si è svolto con grande difficoltà anche perché la vittima non riusciva a smettere di piangere, sono emerse tutte le pressioni psicologiche alle quali era sottoposta da parte di un uomo che lavorava nella scuola.
La ragazza ha raccontato che questo personaggio le aveva detto di volerla sposare, di volerle fare regali, la chiamava moglie e le voleva dare del denaro per consumare dei rapporti sessuali con lei.
Le procure della Repubblica di Ragusa e Catania hanno dato mandato alla Squadra mobile di effettuare ogni accertamento necessario e di installare, all’interno della scuola, telecamere e sistemi di registrazione audio proprio per cercare di cogliere l’uomo in flagranza di reato.
Gli investigatori hanno subito individuato il probabile responsabile dei reati, che era proprio il bidello addetto alla vigilanza del piano dove si trovava la classe frequentata dalla ragazza, e all’interno della quale avvenivano gli approcci, la mattina presto prima dell’inizio delle lezioni o durante le ore di educazione fisica a cui la ragazza non partecipava rimanendo in classe.
Per un periodo la ragazzina si è rifiutata di andare a scuola, poi si è decisa a tornare, ma lo ha fatto arrivando più tardi e seguendo i compagni anche durante le lezioni di ginnastica. Per questo il bidello non ha avuto più modo di continuare con le proposte oscene, tanto che la vittima ha poi ripreso con i suoi soliti orari.
A quel punto il “mostro” è tornato in azione, questa volta ripreso dalle telecamere piazzate dalla Mobile, che lo ha poi arrestato.
fonte e foto polizia di stato

Le investigazioni della Digos e della Direzione centrale della polizia di prevenzionehanno scoperto che una cittadina italiana di 30 anni e il marito, cittadino tunisino, si erano radicalizzati tanto da fare espliciti riferimenti al martirio.
La donna è stata indagata per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo mentre il marito è stato espulso dal territorio nazionale con provvedimento del ministro dell’Interno.
L’attività investigativa della Polizia ha permesso di ricostruire il percorso di radicalizzazione condotto dalla donna con il supporto del marito.
Lei, nel suo cammino di estremizzazione, aveva iniziato ad indossare il niqab ed usciva raramente solo per incontrare il marito che non viveva con lei nella stessa casa.
Dal controllo dei profili Facebook della coppia, i poliziotti hanno accertato che i due esaltavano il Daesh, il sedicente stato islamico, e la volontà di votarsi al martirio.
Sulla bacheca Facebook, utilizzata per comunicare con il marito, la donna scriveva, dopo essersi mostrata con il niqab di colore nero, “Io vivo qui solo con il mio corpo invece la mia anima e il mio pensiero sono in un posto molto lontano…” – “Oh Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero, e Ti chiedo una morte nel paese del tuo profeta …Il Paradiso il Paradiso il Paradiso giuro che non ce la faccio ad aspettare…” ed ancora “…Che Allah ti conceda Shahada (martirio) e un posto nel paradiso”, esternazioni alle quali il marito forniva esplicitamente il proprio consenso.
La ragazza, inoltre, faceva espliciti riferimenti al jihad quando ad esempio scriveva “…Dio dai la tua gloria ai Mujahedin sul tuo sentiero e falli vincitori sulla terra…”.
Nel dicembre 2015 la coppia, senza figli, si era sposata con il rito civile dopo che, nel 2010, i due si erano uniti in matrimonio con rito islamico.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati i documenti validi per l’espatrio intestati alla ragazza e vari supporti informatici, su cui sono in corso ulteriori attività di indagine.
fonte e foto polizia di stato

Gli investigatori però non escludono che ci siano anche altri episodi di cui l’uomo è responsabile. Per ora ci sono ancora indagini in corso attraverso le analisi delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza cittadine.
Le indagini, iniziate dal 2012, sono partite a seguito di una denuncia da parte dei genitori di una vittima. Da li i poliziotti hanno ricostruito vari episodi, tutti avvenuti con la medesima modalità.
L’uomo avvicinava le vittime per strada e, con la scusa di far controllare qualcosa in alto, sollevava le bambine e le toccava nelle parti intime.
fonte e foto polizia di stato.

Nei giorni scorsi, al termine di un’indagine partita dopo la violenta rapina dello scorso settembre, gli uomini della squadra mobile di Brescia hanno arrestato 3 persone.
Attraverso i tracciati telefonici e le immagini delle telecamere di sorveglianza gli investigatori sono riusciti ad identificare i tre, già conosciuti alle Forze dell’ordine, ai quali è stata attribuita anche la responsabilità di altre rapine avvenute a Brescia dal 2014. (Video)
In particolare sono risultati gli autori della rapina a giugno 2015 presso un noto ristorante di Brescia, di quella dell’ottobre 2015 all’interno di un supermercato e di altri furti consumati presso vari negozi di articoli sportivi.
fonte foto e video polizia di stato

Comunicazione urgente relativa alla prova preselettiva del concorso pubblico, per esami, per 320 posti di allievo vice ispettore della Polizia di Stato, indetto con decreto ministeriale del 17 dicembre 2015. Per sopravvenute e imprevedibili esigenze organizzative, si comunica che la prova preselettiva prevista dal 13 al 24 giugno 2016 presso la Nuova Fiera di Roma è rinviata dall’11 al 22 luglio 2016 come da calendario.
fonte e foto polizia di stato