Ancona: venerdì di rapine per 4 pregiudicati

Sembravano dei normali week end di relax quelli che tre catanesi avevano trascorso nel 2014 a Jesi, vicino ad Ancona, ospitati da dei conterranei.

In realtà i tre, con l’appoggio di un quarto pregiudicato residente nella provincia, in almeno due occasioni, sfruttavano il viaggio del venerdì per arrivare nelle Marche e mettere a segno rapine ad istituti di credito della provincia di Ancona.

Il venerdì era il giorno prescelto perché le banche ricevevano un maggior quantitativo di denaro per rifornire il bancomat per il fine settimana.

Nel febbraio e nel maggio 2014 i rapinatori, armi in pugno, avevano rapinato due banche a Marina di Montemarciano a 25 chilometri dalla base logistica, portando a casa un bottino di 280 mila euro.

Questa mattina, nell’operazione “On Fridays” la Mobile di Ancona li ha arrestati tutti e quattro, perquisendo le abitazioni dei loro complici a Jesi. Altre tre persone sono state denunciate e piede libero.

Le indagini hanno evidenziato che gli arrestati erano stati già coinvolti in altre rapine commesse lontano dalla propria residenza insieme ad altri pregiudicati; il sospetto degli inquirenti è che esista un gruppo criminale molto ampio che pianifica, con ruoli di volta in volta interscambiabili, rapine in tutto il centro – nord Italia.

fonte Polizia di Stato

Varese: vendita di auto con chilometraggi alterati, 4 arresti

Sono quattro gli arrestati e 12 i denunciati nell’operazione “Elisir” della Polizia stradale di Varese.

Gli arrestati, due esperti in riparazioni di apparati elettronici ed informatici di Como e due rivenditori di auto, si erano organizzati per truffare gli acquirenti di auto usate.

Il sistema era semplice: i due commercianti varesini ritiravano da un autonoleggio di Bolzano auto non più utilizzabili per quel servizio; subito dopo entravano in campo i due esperti che, intervenendo sui congegni elettronici di bordo delle auto, riducevano sensibilmente il chilometraggio effettivo rendendo di fatto “più giovani”, da qui il nome “Elisir” dell’operazione, le auto in vendita.

In alcuni casi il ricavato è stato stimato come superiore del 60% rispetto al reale valore di mercato dei mezzi.

Oltre al guadagno illecito, stimato in circa 3 milioni all’anno, il danno era anche legato alla sicurezza dei veicoli che, segnalando meno chilometri, venivano sottoposti ai controlli periodici con meno assiduità di quella necessaria.

fonte Polizia di Stato

Furti e rapine a Bari, banda incastrata dalle telecamere

Si davano appuntamento nei giardini di piazza Cesare Battisti, davanti all’università di Bari; da lì partivano per le loro scorribande notturne durante le quali depredavano attività commerciali e uffici.

Gli otto malviventi appartenenti al gruppo criminale sono stati fermati questa mattina, al termine dell’operazione “Night crime” (in italiano “Crimini notturni”), dagli agenti della Squadra mobile barese; sei di loro sono finiti in carcere e due, ancora minorenni, sono stati affidati a una comunità.

Tutti gli indagati, pregiudicati di nazionalità italiana, romena e senegalese, devono rispondere, a vario titolo, dei reati di furto, ricettazione, riciclaggio e rapina aggravata.

L’attività investigativa della Mobile è iniziata nel gennaio 2015, subito dopo un furto commesso nel dipartimento di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro“.

Nello stesso periodo era in atto un’altra indagine relativa allo spaccio di droga proprio nella piazza davanti all’Ateneo.

Analizzando le immagini riprese dalle telecamere del sistema di videosorveglianza presente nei giardini, gli investigatori hanno scoperto che durante la notte quello era diventato il punto di ritrovo dei rapinatori, una sorta di base operativa all’aperto dove i malviventi, quasi sempre di notte (da qui il nome dell’operazione) si incontravano per dividersi il bottino dei colpi o per pianificarne altri.

Sono almeno dieci i raid messi a segno dal gruppo criminale, anche se si sta ancora indagando su altri reati analoghi.

Molto rilevanti ai fini delle indagini sono stati i filmati registrati dalle telecamere di sicurezza degli esercizi commerciali depredati nonché l’analisi dei tabulati delle celle telefoniche delle zone dove i banditi hanno agito e le testimonianze di alcune persone informate sui fatti.

fonte Polizia di Stato

Brindisi: ricompare la Sacra Corona Unita

Sembrava sparita e invece La Sacra Corona Unita, a Brindisi, stava riorganizzando le proprie fila arruolando giovanissimi e mettendo, a capo della struttura, le proprie donne.

Questo è quanto ha scoperto la Squadra mobile brindisina che, dopo tre anni di attività, ha chiuso il cerchio sul clan Pasimeni – Vicentino, arrestando 27 persone e denunciando a piede libero altri sette affiliati.

Per molti dei giovani arrestati è la prima accusa di crimini commessi con l’aggravante delle modalità mafiose, segno che la struttura era ancora in fase di sviluppo.

I reati attribuiti agli arrestati sono quelli tipici delle organizzazioni mafiose: estorsioni, danneggiamenti ed incendi in danno di attività commerciali. Ma l’attività più redditizia e strategica per il clan era il controllo della droga nel quartiere S. Elia.

Gli investigatori hanno anche delineato il ruolo di vertice delle mogli dei boss reclusi; questi ultimi impartivano ordini diretti alle loro compagne che poi si occupavano della gestione degli affari e della trasmissione delle direttive ai componenti del clan.

Attraverso le indagini la Polizia è riuscita anche ad identificare beni del valore di centinaia di migliaia di euro: almeno una concessionaria di auto ed una villa, sottoposte a sequestro, sono riconducibili in modo diretto all’attività del clan.

fonte Polizia di Stato

Cagliari: poliziotto ucciso dal cognato che tentava il suicidio

Funerali solenni e lutto cittadino domani a Soleminis, la cittadina che dista 15 chilometri da Cagliari, dove sabato 20 febbraio il sostituto commissario Maurilio Vargiu di 51 anni è stato ucciso, con un colpo di fucile, dal cognato.

Secondo la ricostruzione della dinamica, Gian Priamo Piras, cognato del sostituto commissario, aveva manifestato nella mattinata propositi di suicidio, imbracciando un fucile da caccia; la moglie, sorella di Maurilio Vargiu, ha immediatamente chiesto aiuto al fratello per far desistere il marito dal suo proposito.

Il poliziotto, nell’attesa dell’arrivo dei Carabinieri avvisati dalla sorella, è andato a casa del cognato che aveva già esploso un colpo di fucile, nel tentativo di uccidersi.

Vargiu, raggiunta l’abitazione del cognato, non ha avuto nemmeno il tempo di parlare con il cognato.

Quest’ultimo, infatti, alla vista del poliziotto che stava entrando in giardino ha esploso un colpo al volto del sostituto commissario. Piras, subito dopo, ha esploso verso di sé un altro colpo restando ferito.

Il sostituto commissario, in servizio dal 1988, lavorava nella questura di Cagliari e lascia una moglie e due figli.

fonte Polizia di Stato

Il capo della Polizia inaugura il Centro polifunzionale di Trieste

Il capo della Polizia Alessandro Pansa ha inaugurato, questa mattina, il Centro polifunzionale della Polizia di Stato di Trieste. Il Centro è stato intitolato all’ispettore Luigi Vitulli vittima del dovere e medaglia d’oro al valor civile alla memoria.

Alla cerimonia ha partecipato anche la figlia dell’ispettore Vitullo, operatore tecnico della Polizia di Stato, che ha scoperto la targa intestata al padre, rimasto ucciso il 4 dicembre del 1999 durante un conflitto a fuoco con un pluripregiudicato a cui aveva notificato l’esecuzione della pena in carcere.

All’interno del comprensorio oltre al commissariato “Polo San Sabba“, sono ospitati alcuni uffici della questura, l’Autocentro, la Polizia stradale e uffici logistici provinciali e della frontiera di Trieste.

Ricevuta la benedizione da parte del cappellano della Polizia di Stato don Paolo Rakic, il capo della Polizia ha tagliato il nastro e dopo un breve discorso del questore di Trieste, Antonio Maiorano e quello del sindaco Roberto Cosolini, Pansa ha ricordato il sacrificio di Rosario Sanarico, ispettore superiore di 52 anni, esperto sommozzatore dei Reparti speciali deceduto ieri.

“Sono particolarmente colpito da ciò che è accaduto ieri, è morto un operatore di grandissima professionalità. Ho condiviso con lui la mia passione di subacqueo, ho fatto molte immersioni anche con l’ispettore che io ancora chiamo Sasà. Era un uomo molto generoso e bravo che probabilmente, confidando nella sua bravura ha messo a rischio la sua vita per il suo lavoro, per la sua divisa nella quale credeva profondamente”.

Alessandro Pansa nel pomeriggio raggiungerà Padova per portare le condoglianze alla famiglia di Rosario Sanarico.

fonte Polizia di Stato

Catania: rapina in strada in pieno centro, tre arresti

Avevano rapinato, in strada, il direttore di un negozio di elettrodomestici che stava portando l’incasso in banca ma, grazie alle telecamere di sorveglianza, sono stati individuati ed arrestati dalla Squadra mobile. È successo a Catania, nella centrale piazza Grenoble l’8 febbraio scorso.

La vittima intorno, alle 10,30, si stava recando in banca a versare l’incasso dell’esercizio commerciale. L’uomo veniva avvicinato, alle spalle, da un motorino con a bordo due individui che tentavano di strappargli la busta contenente il denaro.

Il direttore dell’esercizio commerciale, però, schivava lo scippo e, di corsa, si rifugiava dentro una panetteria; l’uomo veniva inseguito da uno dei due a piedi, con la pistola in pugno e dell’altro, alla guida del ciclomotore. Nell’entrare nel negozio, la vittima, perdeva del denaro, circa 7 mila euro, che venivano raccolti dal rapinatore. Ritenutosi soddisfatto, il criminale usciva dalla panetteria e si dava alla fuga con il complice.

Oltre ai due esecutori materiale del fatto, gli investigatori della Mobile, nei giorni seguenti, individuavano anche un terzo complice che aveva fornito il motorino. Oggi, il cerchio si è chiuso intorno ai criminali che sono stati sopposti a fermo e portati in carcere.

fonte Polizia di Stato

Trento: operazione antidroga “Mandinka”, 11 arresti

Dopo la morte di un tossicodipendente e diversi casi di overdose a Trento, la Squadra mobile ha aperto un’indagine individuando la banda di spacciatori e trafficanti. Questa mattina gli agenti della Questura hanno dato esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 cittadini del Gandia, in Italia perché richiedenti asilo per motivi politici/umanitari.

Dei 17 dell’ordinanza 11 sono state arrestati, 2 persone hanno l’obbligo di firma e 4 sono state denunciate a piede libero; tra queste anche un minore che contestualmente è stato segnalato alla Procura della repubblica per i minori di Trento.

L’operazione “Mandinka” ha portato alla luce un intenso traffico di droga e riciclaggio di denaro tra Rovereto e Trento gestito dall’organizzazione criminale, e inoltre, gli investigatori sono riusciti a ricostruire anche la provenienza e la distribuzione della droga killer.

Lo stupefacente partiva da Napoli, passava da Roma e poi raggiungeva la Provincia autonoma di Trento per essere smistata tra i vari componenti della banda e poi spacciata tra i giovani.

Durante le indagini sono state sequestrate notevoli quantità di stupefacente e diverse migliaia di euro, è stato contestato, inoltre, il reato di riciclaggio nei confronti di uno dei componenti dell’organizzazione; infatti è emerso che il denaro, ricavo dello spaccio, veniva settimanalmente inviato in Gambia attraverso dei connazionali, residenti a Milano, che fungevano da corrieri. Il giro d’affari è risultato essere di alcuni decine di migliaia di euro.

fonte Polizia di Stato

Pavia: furti al Policlinico, 13 arresti

Tutto è partito da una denuncia sporta nel 2013 da un ex dipendente di una cooperativa costretto a licenziarsi perché non voleva adeguarsi alle loro ruberie di cibo all’interno dei locali della mensa e cucina del Policlinico. È successo a Pavia dove la Squadra mobile ha arrestato 12 dipendenti del Policlinico San Matteo ed uno di una cooperativa di servizi ausiliari di pulizia per reati di peculato e furto aggravato. Gli arrestati sono responsabili di ben 222 episodi di furto. Le persone indagate sono 48.

Dalle indagini i poliziotti hanno potuto constatare come il reparto mensa e cucina dell’ospedale, negli orari di cambio turno e serali, fosse preso d’assalto come un vero e proprio supermercato, così come le celle frigorifere fossero diventate luoghi di “spesa” dove le persone prendevano e imboscavano la merce.

Anche una guardia giurata, addetta al servizio di vigilanza interno, che avrebbe dovuto vigilare che ciò non accadesse, commetteva furti ed attualmente risulta indagata.

fonte Polizia di Stato

Festival di Sanremo sicuro con la Polizia di Stato

Spente le luci sul 66° Festival della canzone italiana di Sanremo, tra i bilanci che si fanno c’è anche quello che riguarda la sicurezza dell’evento.

L’imponente dispositivo, messo a punto dalla questura di Imperia e attuato durante la settimana della manifestazione canora, ha permesso a tutti i presenti di fruire dello spettacolo nella massima sicurezza.

È proprio il questore di Imperia Leopoldo Laricchia, in un’intervista, a raccontare di alcuni particolari come la “No fly zone” attuata sul centro di Sanremo, e le bonifiche costanti e a campione effettuate in tutti i luoghi dove si è svolto il festival.

fonte Polizia di Stato