Manifestazione a Roma “Sport nella Piazza della Salute”

“Sport nella Piazza della Salute” è una manifestazione promossa da Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza Medici) a cui partecipa anche la Polizia di Stato e si svolgerà il 18 e il 19 marzo in Piazza Vittorio a Roma, nei giardini Nicola Calipari.

Un posto medico avanzato della Direzione centrale di Sanità assicurerà la presenza di personale medico che, alternandosi, presterà gratuitamente a tutti coloro che ne faranno richiesta visite mediche e prelievi del sangue.

È possibile controllare la glicemia, il colesterolo e la funzione renale attraverso le analisi del sangue o anche controllare la colonna vertebrale e i piedi con una visita posturale.

Il programma della manifestazione prevede la partecipazione degli atleti delle Fiamme oro con l’esibizione di karate, taekwondo, judo e il pugilato.

Ricordiamo che per effettuare gli esami del sangue occorre essere a digiuno e per i minorenni che vorranno sottoporsi alle visite mediche, è necessario essere autorizzati dai genitori.

fonte Polizia di Stato

Asl di Avellino: denunciati 21 assenteisti

Si assentavano in maniera ingiustificata dall’ufficio, allontanandosi dal posto di lavoro anche a bordo delle proprie auto. Sono in 21, tra medici, paramedici e impiegati amministrativi, dipendenti dell’Asl di Avellino, ad esser stati denunciati dalla Squadra mobile per truffa e sospesi dal lavoro.

Durante le indagini effettuate anche con videocamere nascoste, gli investigatori hanno potuto accertare la condotta di alcuni dipendenti che, con l’aiuto di colleghi che usavano il badge al loro posto, si assentavano in maniera ingiustificata dagli uffici.

Nei filmati degli investigatori, infatti, è possibile distinguere come alcune persone compiacenti passassero i cartellini di altri sia in entrata che in uscita.

Anomalo anche il comportamento di una guardia giurata, predisposta alla vigilanza interna che, con un cacciavite, ha tentato di rimuovere una delle microcamere nascoste.

fonte Polizia di Stato

Estorsioni a imprenditori baresi, 25 arresti

Duro colpo al clan “Parisi” con i 25 arresti di questa mattina da parte della Squadra mobile di Bari a cui hanno preso parte 350 uomini tra agenti del Servizio centrale operativo e delle Squadre mobili di Brindisi, Foggia, Lecce, Matera e Taranto, con l’ausilio di equipaggi del Reparto prevenzione crimine, di Nuclei del IX Reparto mobile e di unità cinofile ed aeree.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto di arma comune da sparo, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto, illecita concorrenza con minaccia e violenza, favoreggiamento, minaccia.

Gli arresti seguono un’indagine della Squadra mobile, avviata nel marzo 2011, che ha consentito di documentare l’attività criminale dell’organizzazione mafiosa che a Bari e provincia, attraverso un capillare e sistematico controllo del territorio, gestiva, in situazione di monopolio, numerose attività illecite.

Le condotte estorsive, seppur non sempre commesse con atti di violenza fisica, avvenivano non più tramite richiesta di “pizzo“, ma attraverso un sistema che prevedeva l’imposizione agli imprenditori di guardianie, di ditte o di commesse di forniture e lavori.

Il clan Parisi si comportava come un vero e proprio intermediario che interveniva sul mercato suggerendo, ma sostanzialmente imponendo, ditte e manodopera “amiche”, dalle quali guadagna una percentuale sugli utili e sui compensi.

Nell’inchiesta risultano coinvolti anche sei imprenditori responsabili di concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso.

Durante l’operazione sono stati sequestrati tre immobili, un terreno agricolo, 15 autovetture, 13 motoveicoli, tre imprese individuali, cinque società di capitali per quasi 5 milioni euro, nonché, 79 rapporti bancari e finanziari, il cui valore è da quantificare.

“Le due operazioni antimafia portate a termine questa mattina a Bari e Reggio Calabria hanno dimostrato che, attraverso un costante lavoro di squadra, è possibile ripristinare legalità e sicurezza ridando fiducia ai cittadini“. Così il capo della Polizia, Alessandro Pansa, nel complimentarsi con i questori di Bari e Reggio Calabria per gli importanti risultati conseguiti dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato quotidianamente impegnati nella lotta alla criminalità organizzata.

fonte Polizia di Stato

Colpo grosso a Venezia: sventato furto di opere d’arte

Dopo un colpo al portavalori nel luglio 2015, con un guadagno di quasi 800 mila euro, una banda di criminali che opera in Veneto aveva pensato di alzare il livello; i rapinatori avevano infatti progettato, per lo scorso autunno, un colpo milionario questa volta a Palazzo Grassi a Venezia, dove sono esposte le opere della Collezione Francois Pinault, il famoso imprenditore del lusso.

Il colpo senza precedenti avrebbe permesso di immettere sul mercato clandestino le opere d’arte di grande valore, esposte nel palazzo settecentesco.

Le indagini sulla rapina al portavalori, avvenuta a Treviso, avevano però fatto desistere i malviventi che, evidentemente, sentivano il fiato degli investigatori sul collo.

La Polizia aveva scoperto questo progetto con delle intercettazioni telefoniche che avevano portato, nello scorso febbraio, all’arresto di una guardia giurata che conduceva il furgone rapinato lo scorso luglio.

Nelle intercettazioni, infatti, appare coinvolta una persona che saltuariamente lavorava dentro il Palazzo veneziano e che avrebbe avuto il ruolo di basista, così come la guardia giurata lo aveva avuto nella rapina al portavalori.

Continuano nel frattempo le indagini per identificare tutti gli altri componenti della banda.

fonte Polizia di Stato

Sicurezza stradale: al via il progetto “Ania campus”

È partito oggi, da Roma, il tour di oltre un mese e mezzo, legato al progetto di “Ania Campus 2016“, che toccherà 16 città italiane in 14 regioni, in cui saranno coinvolti oltre 1.500 studenti delle scuole superiori.

Tecnologia, divertimento, formazione e informazione. Sono questi gli ingredienti base dell’iniziativa dedicata alla sicurezza stradale sulle due ruote realizzata dalla Fondazione Ania in collaborazione con la Polizia di Stato e la Federazione motociclistica italiana, promossa dal Dipartimento delle politiche giovanili.

Lo scopo è quello di insegnare, soprattutto ai giovani, a rispettare le regole della strada e le tecniche di guida sicura sulle due ruote.

In ogni città sarà allestito un Campus, con un’area dedicata alla teoria e un vero e proprio circuito per le prove pratiche di guida sicura. Nel solo 2014, sulle strade italiane, hanno perso la vita 816 persone e oltre 55mila sono rimasti ferite, a seguito di un incidente stradale su un mezzo di questo tipo.

I ragazzi, dopo aver svolto la parte teorica, proveranno ad affrontare, secondo le regole apprese, il circuito predisposto, sotto la supervisione di istruttori e piloti professionisti.

Ogni mezzo utilizzato per le esercitazioni sarà equipaggiato con una telecamera che riprenderà le manovre eseguite dal conducente. I video saranno utilizzati a scopo didattico, mettendo in evidenza eventuali errori o manovre non corrette.

La teoria tratterà anche i temi dell’abbigliamento e degli accessori con particolare attenzione al casco. Per ribadire l’importanza di utilizzare solo i caschi a norma, la Fondazione Ania ha lanciato un’iniziativa per “rottamare” i vecchi caschi non omologati ancora in circolazione: i ragazzi che durante la manifestazione si presenteranno con un casco non a norma, riceveranno in cambio un nuovo casco che potranno personalizzare secondo la propria creatività.

In ogni tappa la Polizia stradale sarà presente con il Pullman Azzurro, l’aula multimediale itinerante, a bordo del quale gli specialisti della Polizia spiegheranno ai giovani i più importanti aspetti della sicurezza sulle due ruote.

Al termine della mattinata, il Campus resterà operativo e sarà possibile, per chiunque passerà nell’area predisposta, svolgere attività formativa e prove di guida sicura sul circuito, con l’assistenza di piloti e tecnici.

“La scelta di un progetto come Ania Campus – commenta Aldo Minucci, presidente della Fondazione Ania per la sicurezza stradale -nasce da una duplice considerazione: chi viaggia sulle due ruote a motore fa parte degli utenti vulnerabili della strada e il fatto che, tra i motociclisti, sono particolarmente colpiti i giovani”.

Sul tema il direttore del Servizio polizia stradale Giuseppe Bisogno osserva che “È di tutta evidenza che per i conducenti di moto e ciclomotori la strada continui a rappresentare un pericolo ben superiore di quanto sia per gli automobilisti. Se fino al 2014 il trend della incidentalità per i motociclisti è stato in graduale e costante diminuzione, nel 2015 assistiamo purtroppo ad una preoccupante inversione ditendenza. Iniziative come quella di oggi rappresentano quindi un fondamentale momento di riflessione”.

“Siamo lieti di far parte di questa squadra che con Ania Campus si propone di educare attraverso un percorso formativo che passa dai nostri formatori, dagli agenti della Polizia stradale e da istruttori di guida – dice il Segretario Generale della Fmi, Alberto Rinaldelli -. La Federazione motociclistica italiana opera attraverso lezioni di educazione stradale indirizzate a bambini e ragazzi di ogni età”.

Questo il commento di Antimo Cesaro – sottosegretario di Stato del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo: “L’attenzione del Governo al tema della sicurezza stradale trova immediato riscontro nel progetto Ania Campus, risultato vincitore e primo classificato di un bando di concorso lanciato nel 2009 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso il Dipartimento della gioventù. I dati relativi all’incidentalità stradale ed il tasso di mortalità che si registra sulle strade italiane, infatti, oltre ad imporre il coinvolgimento attivo delle Istituzioni del nostro Paese, rende quanto mai urgente l’attuazione di progetti formativi come questo”.

fonte Polizia di Stato

Roma, ricorsi tributari pilotati: tredici arresti, anche giudici e avvocati

Sono 13 le misure emesse dalla procura di Roma nei confronti della presunta cricca composta da funzionari pubblici, compresi giudici, e professionisti che nella capitale pilotava l’esito dei ricorsi tributari dietro il pagamento di compensi. In corso anche decine di perquisizioni presso l’abitazione e gli uffici degli arrestati.

Il sistema messo in piedi, sostiene la Guardia di Finanza, era noto solo agli addetti ai lavori ed era così rodato da garantire ai contribuenti che si rivolgevano alla cricca il pieno successo nei ricorsi contro il Fisco. È stato un professionista a rompere il circolo vizioso: vessato dalle continue richieste, infatti, ha rivelato agli investigatori l’esistenza dell’organizzazione.

Il resto lo hanno fatto le indagini dei finanzieri della compagnia di Velletri, coordinati dalla procura di Roma: è così emersa una rete di relazioni tra alcuni infedeli giudici tributari, dipendenti, anche in pensione, dell’Amministrazione Finanziaria – civile e militare -, avvocati, consulenti e commercialisti. Una rete che aveva come obiettivo quello di sterilizzare con ogni mezzo, l’attività di accertamento del Fisco.

In sostanza, i contribuenti, dopo aver pagato ingenti somme di denaro o fatto regali di vario genere agli appartenenti alla cricca, ottenevano indebiti sgravi di imposte dagli uffici dell’agenzia delle entrate o riuscivano a vincere i ricorsi promossi davanti alla Commissione tributaria regionale e provinciale di Roma contro gli atti di accertamento conseguenti alle verifiche subite dal Fisco. I 13 destinatari delle misure, di cui 8 legati secondo la Gdf dal vincolo associativo, agivano all’interno degli organi di appartenenza in base a ruoli ben precisi ed all’esclusivo scopo di vanificare il lavoro di contrasto all’evasione fiscale operato dalla parte sana dell’Amministrazione Finanziaria. Il lavoro degli inquirenti prosegue ora per recuperare, da un lato, il provento dei reati e, dall’altro, rinvigorire i provvedimenti tributari indebitamente annullati dall’intromissione della cricca.

ANCHE UN ATTORE Tra i 22 indagati complessivi dell’inchiesta sulle sentenze pilotate delle Commissioni Tributarie figura anche l’attore Massimo Giuliani. Secondo l’accusa avrebbe versato 65 mila euro per ottenere, in appello presso la commissione regionale, il rigetto di un ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro una sentenza a lui favorevole e relativa a cartelle esattoriali di diversi accertamenti tributari per un ammontare di tre milioni di euro.

Un ringraziamento speciale da parte del Direttore Umberto Buzzoni e di tutta la Redazione del Mensile Polizia di Stato per l’eccellente lavoro svolto da tutti gli agenti intervenuti.

fonte Il Messaggero

 

Clonavano carte e rubavano i codici, due arresti a Milano

Li hanno bloccati mentre stavano smontando uno skimmer e una telecamera su uno sportello bancomat nella periferia nord di Milano.

Si tratta di due 39enni, un uomo pluripregiudicato e una donna incensurata di origine bulgara, arrestati dagli agenti del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni del capoluogo lombardo. Sono entrambi accusati del reato di intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.

I due criminali erano specializzati nel clonare carte di credito e bancomat utilizzando skimmer e microtelecamere piazzati sugli sportelli automatici.

BancomatL’attività investigativa nasce da una segnalazione dell’Unicredit inerente alcuni movimenti bancari sospetti. Grazie alla collaborazione dell’istituto di credito con gli specialisti della Postale sono stati evidenziati i movimenti anomali su numerose tessere magnetiche.

Infatti in pochi giorni i due criminali erano riusciti ad effettuare più di 600 clonazioni su carte di almeno quattro istituti bancari diversi.

Per monetizzare l’attività sfruttando i dati carpiti fraudolentemente, questi venivano trasmessi all’estero, mentre in Italia venivano utilizzati solo i codici di tessere clonate in altri Paesi, soprattutto negli Stati Uniti e Ucraina.

Durante la perquisizione nell’abitazione della coppia, gli agenti della Postale hanno sequestrato numerosi skimmer completi di telecamera e scheda di memoria, due smartphone, un computer portatile, una dozzina di carte clonate e diverse migliaia di euro in contanti.

Di particolare interesse un registro sul quale i criminali avevano annotato i numeri di tutte le carte clonate con i relativi codici pin associati.

Proseguono le indagini per accertare le responsabilità dei due indagati anche in relazione ad analoghi reati commessi nel territorio lombardo con le stesse modalità.

fonte Polizia di Stato

Catturato in Spagna latitante della ‘Ndrangheta

Considerato tra i vertici dell’omonima famiglia di ‘Ndrangheta, Antonio Gallace, 46 anni, latitante da 4 anni, è stato arrestato ieri dalla Squadra mobile di Roma, dagli uomini del Servizio centrale operativo (Sco) e dai poliziotti iberici, all’aeroporto spagnolo di Valencia.

Gallace, per molti anni aveva operato nel litorale romano, soprattutto a Anzio, Ardea e Nettuno ma in passato era stato indagato e poi condannato in via definitiva alla pena di 5 anni di detenzione dal Tribunale di Milano per estorsione, detenzione illegale di armi e traffico di stupefacenti.

Gli investigatori sono riusciti a rintracciarlo seguendo i familiari che avevano organizzato un viaggio in Spagna per festeggiare il suo compleanno. Quindi sono stati attivati servizi di pedinamento e osservazione all’aeroporto di Valencia in collaborazione con i poliziotti spagnoli.

Arrivato in aeroporto per prendere i propri familiari l’uomo è stato riconosciuto e arrestato.

fonte Polizia di Stato

Trieste: fermato traffico di droga, sette arresti

Con l’operazione “La Veloce” la Polizia ha smantellato un gruppo criminale, capeggiato da un uomo di 35 anni di Fondi (Latina) e da un giovane napoletano di 27 anni, che concentrava la sua attività di spaccio di droga in Friuli Venezia Giulia.

Questa mattina, a finire in manette, sono state sette persone per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante un anno di indagine i poliziotti hanno scoperto una fitta rete di spaccio nel capoluogo giuliano arrestando in flagranza di reato 10 persone e sequestrando inoltre 12 chili di hashish, quattro di “skunk“, una varietà di cannabis molto potente, e 100 grammi di cocaina.

Gli uomini della Squadra mobile triestina, hanno accertato quotidiane cessioni di importanti quantitativi di droga in varie zone della città, in favore di spacciatori che, a loro volta, la distribuivano in maniera capillare.

Del gruppo faceva parte anche un noto pluripregiudicato che rapinava banche per finanziare gli acquisti di grosse quantità di stupefacente.

Gli indagati, che si procuravano la droga in Campania e nel Lazio, erano molto attenti e sospettosi; non solo utilizzavano vari nomi in codice per definire lo stupefacente, ma erano soliti noleggiare autovetture in Slovenia ogni volta che dovevano rifornirsi.

Inoltre, stoccavano la droga all’interno di autovetture intestate a terze persone, lasciate parcheggiate lungo le vie cittadine. A volte utilizzavano un appartamento in affitto, di proprietà di una persona insospettabile, per depositare lo stupefacente e preparare le dosi.

In totale sono state indagate 22 persone e sequestrati anche 8 mila euro in contanti.

fonte Polizia di Stato

Sci di fondo: Pellegrino re dello sprint vince la Coppa del mondo

“Ho portato a casa un trofeo che nessuno aveva mai conquistato in Italia e strapparlo ai nordici è una grande gioia”. Sono le prime parole di Federico Pellegrino dopo la vittoria della Coppa del mondo di sci di fondo nella specialità sprint.

Al portacolori delle Fiamme oro bastavano nove punti per assicurarsi la vittoria e, nella tappa di Quebec City (Canada), nonostante una caduta che gli ha precluso l’accesso in finale, Federico ha conquistato dieci punti, più che sufficienti ad assicurargli il trionfo.

Si tratta di un risultato storico per questa disciplina, una vera e propria svolta epocale perché Federico è il primo fondista non scandinavo a vincere l’ambita Coppa di cristallo.

Prima di lui solo un altro italiano, Pietro Piller Cottrer nel 2009, aveva fatto una cosa simile ma nella specialità “distance”.

“Non ci avrei mai creduto ad inizio stagione – ha detto il fondista del Gruppo sportivo della Polizia di Stato – e invece è successo, significa essere competitivo per tutta una stagione, e battere un campione come Northug è molto bello”.

Pellegrino è arrivato alla vittoria grazie a una prima parte fenomenale, nella quale ha incamerato quattro vittorie (Davos, Dobbiaco, Lenzerheide e Planica), andando comunque quasi sempre a punti, anche nelle tappe a lui meno congeniali, dimostrando così di essere veramente lo sprinter più forte del mondo.

“È stata una seconda parte di stagione molto difficile da gestire – ha sottolineato il campione cremisi – però ho cercato di essere quanto più professionista possibile per rimanere concentrato sia per l’allenamento sia per tutti gli aspetti che circondano la nostra professione. Nonostante la seconda parte di stagione sia stata al di sotto delle attese, è una grande soddisfazione perché le gare non erano più a mio vantaggio, sono arrivate le prove cittadine in tecnica classica, molto più ostiche per le mie caratteristiche, ma alla fine ce l’ho fatta ugualmente”.

Nonostante la vittoria Federico ha comunque “un piccolo rammarico: avrei potuto chiudere con un bel risultato perché lo sentivo nelle gambe. L’anno scorso fui terzo, non pensavo che a 25 anni avrei centrato un obiettivo del genere, anche perché era l’annata più difficile per farlo visto che, senza mondiali e olimpiadi era l’unico obiettivo degli sprinter”.

Con la Coppa di cristallo tra le mani Pellegrino ha voluto ringraziare coloro che lo hanno aiutato a raggiungere questo storico risultato: “Il mio primo grazie va alla Federazione e alla Fiamme oro, ma voglio ricordare anche il ruolo fondamentale che hanno la mia famiglia e la mia fidanzata Greta Laurent“.

fonte Polizia di Stato