Avellino, spacciavano amnèsia nella villa comunale di Baiano. Cinque arresti

“Mi manda Picone”, il nome dell’operazione antidroga condotta dai carabinieri ha preso spunto dal titolo del popolare film di Nanny Loy

“Mi manda Picone”, il nome dell’operazione antidroga condotta dai carabinieri del comando provinciale di Avellino ha preso spunto dal titolo del popolare film di Nanny Loy. In questo caso Giuseppe o meglio “Peppo” Picone, pregiudicato, nipote di Fortunato Miele, l’imprenditore che venne ucciso a colpi di pistola a Baiano, era a capo di una fitta rete di spacciatori operativi nei comuni della zona tra l’Irpinia ed il Napoletano.

Una banda che spacciava anche la pericolosa amnèsia (“La droga che costa poco ma che spegne il cervello“, hanno sottolineato gli inquirenti), ma che è stata smantellata con i nove arresti effettuati all’alba dagli uomini del colonnello Francesco Merone. In particolare i pusher vendevano la droga nella villa comunale di Baiano, anche in pieno giorno.

Tra gli assuntori ragazzi minorenni. Nel corso di una conferenza stampa il Procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo, ha confermato che sono i clan della camorra a smerciare l’amnèsia sul mercato irpino. “Il livello del traffico di stupefacenti è diventato allarmante“, ha detto Cantelmo.

Al telefono gli spacciatori per sfuggire alle intercettazioni degli investigatori trattavano le dosi chiamandole panelle o bulloni. Numerosi i sequestri di droga effettuati dai carabinieri in questi venti mesi di indagine. Carichi di stupefacenti nascosti spesso dagli spacciatori nelle prese d’aria delle auto. In estate, quando i comuni del Baianese si spopolano la banda si trasferiva a vendere la droga in trasferta, a Gallipoli. I nove arrestati hanno un’età tra i 20 ed i 34 anni, tutti residenti nel Mandamento. Complessivamente i militari hanno sequestrato circa 200 grammi di droga.

fonte La Repubblica

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