Le forze di polizia rappresentano un pilastro fondamentale nella difesa della legalità e
dei diritti dei cittadini. Il loro operato, spesso svolto in condizioni difficili, merita il più alto riconoscimento da parte delle istituzioni e della società civile, come autorevolmente ricordato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno. Spesso, peraltro, quando ci riferiamo ad esse, siamo portati ad immaginarle solamente come istituzioni con il compito di garantire la sicurezza pubblica, sia con attività di prevenzione che di repressione, dimenticandoci di un’altra opera, altrettanto meritoria, alla quale non sempre viene dato il giusto e doveroso risalto. Sto parlando del costante impegno profuso nel sociale, alla quotidiana abnegazione con cui donne e uomini di tali istituzioni assicurano ogni tipo di sostegno a coloro che ne hanno più bisogno…gli “ultimi”. Eravamo alla fine dello scorso agosto, quando pubblicai un articolo con cui ponevo in risalto l’eccellente lavoro svolto dall’amministrazione comunale di Salcito (CB) e la straordinaria attività di controllo del territorio, effettuata in sinergia con i militari dell’Arma dei Carabinieri di Trivento (CB), sottolineando, altresì, che tale impegno sinergico non si manifestava soltanto nel settore della sicurezza, ma anche nel sociale, riservando la massima attenzione alle esigenze dei soggetti che necessitavano di più aiuto, soprattutto anziani e persone in condizione di disabilità. Con immensa soddisfazione, ma non avevo dubbi al riguardo, durante queste festività natalizie ho potuto verificare che detto impegno da parte del Maresciallo Ordinario Francesco Nobile, Comandante della Stazione CC di Trivento, e dei suoi collaboratori, prosegue incessantemente. Ho avuto contezza, infatti, che, tra le tante attività alle quali si dedicano quotidianamente, si stanno prendendo amorevolmente cura di una famiglia che dimora da anni nel comune di Salcito, la quale vive in una situazione di grave disagio. Si tratta di due donne, mamma e figlia (un altro figlio è deceduto di recente), delle quali, per ovvie ragioni di privacy, non cito i nomi, entrambe in condizione di disabilità: la mamma necessità di somministrazione di ossigeno h 24, mentre la figlia è affetta da patologie talmente gravi da renderla non deambulante, se non con il sostegno di uno girello. Uno dei pochi raggi di luce nella oscura quotidianità della loro vita è rappresentato dall’amorevole disponibilità del Maresciallo Nobile, il quale si prodiga per risolvere, per quanto possibile, ogni loro esigenza, dal ritiro dei medicinali al disbrigo di pratiche burocratiche, giusto per fare qualche esempio. “Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare”. Questo era l’insegnamento di Madre Teresa di Calcutta, e non credo di sbagliarmi se affermo che tale insegnamento denso di amore e carità lo ritroviamo in pieno nell’attività svolta dai militari dell’Arma di Trivento. Pertanto, a nome di tutta la redazione del mensile Polizia di Stato (ma sono certo di interpretare anche il sentimento dell’intera cittadinanza di Salcito), esprimo gratitudine e riconoscenza al Maresciallo Ordinario Francesco Nobile e ai suoi collaboratori, il cui operato non è semplicemente un servizio alla comunità, ma incarna la connessione umana e l’impegno verso il benessere collettivo.
Il Direttore Umberto Buzzoni




