ROMA: Manifestazione NO TAV. Oltre 4.000 poliziotti impegnati

Anti-austerity protest in RomeDi Umberto Buzzoni

In qualità di direttore del mensilepoliziadistato, ed a nome di tutta la redazione, esprimo vicinanza e solidarietà per gli oltre 4.000 uomini delle forze di Polizia che sono impegnati oggi a Roma in occasione della manifestazione NO TAV.

 

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CRONACA ANSA minuto per minuto

Doni indagato per rapina a un fotografo

donida Ansa

L’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni è indagato per rapina dalla procura di Bergamo. Il sostituto procuratore Giancarlo Mancusi ha così configurato il fatto di una ventina di giorni fa, quando l’ex calciatore aveva costretto un fotografo, che lo aveva appena immortalato mentre era a spasso con la famiglia, a consegnargli la scheda di memoria della macchina digitale. La notizia è riportata oggi dai quotidiani locali bergamaschi. Nei giorni scorsi il pm ha notificato la chiusura delle indagini. L’episodio si era verificato lo scorso 21 settembre, in piazza della Libertà. L’ex capitano nerazzurro era appena uscito da un ristorante dove aveva pranzato insieme alla famiglia. Lo aveva notato un fotografo di un’agenzia e, per questo, aveva cominciato a scattare foto. Doni si era innervosito, anche perché si trovava in compagnia dei familiari, tra cui la figlia di 10 anni e il secondogenito, nato solo due mesi fa. A quel punto l’ex atalantino si era messo a gridare “avvoltoi”, stando al racconto del fotografo, e aveva chiesto se fosse uscito bene in foto. Dopodiché aveva afferrato il fotografo per il bavero, costringendolo a consegnargli la scheda con le immagini appena scattate.

Da quanto si è appreso, l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, indagato per rapina ai danni di un fotografo dalla procura di Bergamo, sembra intenzionato a farsi interrogare dal sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, al quale intende fornire la propria versione dei fatti. Doni è difeso dall’avvocato Salvatore Pino, lo stesso legale che lo assiste nell’inchiesta sul calcioscommesse. Il pm ha configurato l’episodio come una vera rapina, mentre la difesa sembra più intenzionata a puntare sull’esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Migranti, sì all’operazione ‘Mare nostrum’

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Si chiama ‘Mare nostrum’ l’operazione militare umanitaria che prenderà il via martedì nel sud del Mediterraneo. Lo ha annunciato il vice premier Angelino Alfano al termine del vertice di palazzo Chigi sull’immigrazione.

“Abbiamo tre livelli per affrontare i flussi migratori: il primo è la cooperazione internazionale tendente a fare di tutto perché non partano le navi dei mercanti di morte; il secondo è il controllo della frontiera che è europea; il terzo è l’accoglienza e il dispiegarsi del dispositivo nazionale – ha spiegato Alfano -. Da settimane e mesi diamo il meglio a livello nazionale, stiamo facendo un discorso molto duro e chiaro con l’Europa”. Ora massima attenzione al ”livello di protezione della frontiera”.

Parlando dei costi della missione, Alfano ha spiegato: “Ci sono i bilanci dei ministeri che servono a coprire, non facciamo una nuova legge di copertura”. “Il punto di fondo è che l’Italia rafforza la protezione della frontiera esterna e quando si calcolano i costi bisogna capire quali sono i costi che il Paese si troverebbe ad affrontare in assenza della missione – ha spiegato il vice premier -. C’è la deterrenza che si ha dal pattugliamento, più l’intervento delle Procure della Repubblica cha già in due circostanze hanno sequestrato le navi e arrestato l’equipaggio, la somma del pattugliamento e dell’azione della polizia giudiziaria e della magistratura avrà un effetto deterrente molto significativo per chi pensa impunemente di fare traffico di esseri umani”.

Il ministro della Difesa Mario Mauro , parlando dei costi della missione, ha spiegato: “Attualmente i costi sono intorno a un milione e mezzo al mese, potenziando si spenderà di più”.

“L’Italia non vuole scaricare barile ma si assume maggiormente le sue responsabilità”, ha aggiunto a proposito della missione, definendola una “operazione militare umanitaria” che “prevede il rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare, già presente, che incrementiamo per incrementare il livello di sicurezza delle vite umane e il controllo dei flussi migratori”.

Mauro ha elencato i mezzi impegnati nell’operazione parlando, tra l’altro, di una “unità anfibia ‘landing platform dock’ con elicotteri di lungo raggio, capacità ospedaliera e sanitaria di primo intervento, ricovero e bacino allagabile per gommoni di soccorso; quattro unità navali, due fregate e due pattugliatori; due elicotteri con infrarossi e radar; un velivolo per visione notturna; una unità navale di mototrasporto costiero; un velivolo di pattugliamento marittimo; l’uso di sistemi di pilotaggio remoto”.

Il premier Enrico Letta, nella conferenza con il premier finlandese Jyrki Katainen, anticipando i temi poi discussi nel summit a Palazzo Chigi, ha dichiarato: “Ho chiesto al primo ministro finlandese, come ad altri colleghi europei, di aiutarci perché per noi questa è una grande priorità: il Mediterraneo è il nostro mare e non possiamo tollerare quello che è accaduto, che il Mediterraneo sia un mare di morte”.

“Ho spiegato al premier finlandese il senso della missione umanitaria”, ha aggiunto il primo ministro. “Abbiamo discusso di come rinforzare Frontex, che rappresenta uno degli strumenti più importanti e va rinforzato, ne discuteremo al Consiglio europeo del 24 e 25 ottobre”.

Intanto non si fermano gli sbarchi in Sicilia. Undici extracomunitari sono stati bloccati dai carabinieri lungo la spiaggia, nella frazione di Cornino, nel trapanese. Non è stata ritrovata, invece, l’imbarcazione usata per la traversata.

Sono stati fermati gli scafisti ritenuti responsabili dello sbarco dei migranti siriani avvenuto domenica a Reggio Calabria. La Guardia di finanza li ha intercettati a bordo della nave madre che avrebbe abbandonato i migranti su un peschereccio. Sono diciassette in tutto, ma tre sono minorenni. Per le loro posizioni non è competente la procura di Reggio Calabria che invece per gli altri 14 ha emesso un decreto di fermo per associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina con diverse aggravanti.

Quanto al naufragio del 3 ottobre, sale a 364 il numero delle vittime. Domenica i sommozzatori hanno recuperato altri due cadaveri in mare. Oltre cento bare contenenti le spoglie delle vittime sono state caricate sulla nave Libra della Marina militare per essere portate a Porto Empedocle. Domenica la nave Cassiopea, sempre della Marina militare italiana, ha portato a Porto Empedocle le prime 150 salme.

La Procura di Agrigento, nel frattempo, sta indagando sulla presenza di eventuali ‘basisti’ a Lampedusa, cioè di persone che potrebbero tenere contatti con gli scafisti in Libia. “Stiamo verificando – spiega all’Adnkronos il Procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale – a tutto tondo per cercare di capire se sull’isola ci siano persone che tengono i contatti con gli scafisti in Libia prima della partenza delle imbarcazioni. Per ora si tratta di verifiche. Ma non posso aggiungere di più”.

Catania,truffa su corsi: 10 arresti

gdfTGCom24

La guardia di finanza di Catania ha arrestato all’alba dieci persone ritenute componenti di una associazione per delinquere: percepivano contributi nazionali e comunitari destinati alla realizzazione di corsi di formazione professionale. Durante l’operazione è stato eseguito anche un ingente sequestro di beni. Tra i reati contestati ci sono peculato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, falso e frode fiscale.

Torino, rapine in banca: 10 arresti. Per i colpi reclutavano incensurati

Rapina-bancada TGcom24

Una banda di rapinatori di banca è stata sgominata dai carabinieri di Torino, che hanno arrestato dieci persone, tutte italiane. Il gruppo, organizzato da un rapinatore professionista catanese, era composto tutto da incensurati. Colpivano armati di taglierino: ben 18 i colpi messi a segno in Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto, per un bottino di quasi 800mila euro.

C’era anche chi aiutava la banda, mettendo a disposizione la propria casa come base delle operazioni. Sono stati individuati grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza delle banche. L’assalto agli istituti spesso comportava anche il sequestro del direttore.

Ercolano: Denunci il racket? Niente tasse

sindacoda TGCOM24

A Ercolano, comune campano terra di potenti clan camorristici, chi denuncia il racket non paga le tasse. L’iniziativa dell’amministrazione comunale prevede che i commercianti che hanno testimoniato contro chi chiedeva il pizzo siano esentati dai tributi locali fino al 2015. Ribellarsi ai clan, spiega il sindaco, Vincenzo Strazzullo, “è un processo lungo, ma possiamo dire di averlo iniziato. Ercolano non merita la camorra”.

“La ribellione al racket – spiega il primo cittadino a Il Corriere della Sera – è coincisa con la riappropriazione di spazi prestigiosi come per esempio le scuderie di Villa Favorita, e con l’utilizzo dei beni confiscati ai clan camorristici. Sono tutti segnali che vanno nella stessa direzione: quella della liberazione dalla camorra“.

I negozianti che fino al 2015 non pagheranno i tributi comunali, oltre ad aver denunciato il racket, hanno anche testimoniato al processo contro la criminalità organizzata che ha portato a diverse condanne. Non saranno invece esentati dal versamento delle tasse allo Stato.

Torna truffa web con amico in difficoltà

polpostda Ansa

Torna la truffa via mail di un sedicente amico che dice di trovarsi in grande difficoltà all’estero dopo il furto del portafoglio e dei documenti. Come informa la polizia postale di Bolzano, ha infatti ripreso piede questa tecnica di furto di identità digitale tramite il cosiddetto ‘phishing’. Un altoatesino ha scoperto di essere rimasto vittima di una truffa, solo dopo aver inviato 2.000 euro al falso amico, quando quello vero gli ha scritto per tutt’altro motivo.

Romeni uccisi, confessa un italiano Reggio Calabria, corpi nel bagagliaio

bagagliaioda TGCOM24

Ha confessato di essere l’autore del duplice omicidio di due romeni, Gianrocco Foti, l’uomo di 38 anni fermato dalla squadra mobile di Reggio Calabria. Nel corso dell’interrogatorio l’uomo ha raccontato di aver sparato dopo aver subito un’aggressione da parte delle due vittime e di altre persone. Il racconto di Foti in merito all’ aggressione ed alla presenza di altre persone, secondo gli inquirenti, sarebbe tutto da verificare.

Joan Lacatus, di 28 anni, e Jonela Hololea, di 35, erano stati uccisi con alcuni colpi di pistola. I loro cadaveri erano stati poi lasciati nel vano portabagagli dell’Alfa Romeo 146 di proprietà di Lacatus e che gli assassini avevano tentato invano di fare sparire in mare. Gli agenti hanno sequestrato la pistola calibro 9 utilizzata per compiere il duplice omicidio. Sull’arma saranno effettuati accertamenti scientifici e balistici.

La Squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Gennaro Semeraro, ha identificato il responsabile del duplice omicidio a conclusione di indagini che si sono concretizzate la scorsa notte con l’esecuzione del fermo emesso dalla Procura della Repubblica.

Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica, Federico Cafiero De Raho. Investigatori e inquirenti mantengono il riserbo, per il momento, sul movente del duplice omicidio, anche se ieri era trapelato che s’indagava negli ambienti della prostituzione.

Spara a carabinieri, ucciso 57enne La Spezia, minacciava ex moglie

sparada Sky TG24

Un uomo di 57 anni è morto alla Spezia durante un conflitto a fuoco con i carabinieri. L’episodio è avvenuto di notte. Secondo la ricostruzione fornita dal Comando provinciale, l’uomo si è recato davanti alla casa dell’ex moglie dove ha sparato alcuni colpi con una rivoltella. La donna ha chiamato il 112. Sul posto si sono dirette le pattuglie contro le quali l’uomo ha cominciato a sparare. I carabinieri hanno risposto al fuoco.

– L’uomo morto dopo la sparatoria con i carabinieri alla Spezia era un noto imprenditore. Incensurato, non era mai stato denunciato per stalking. Secondo quanto appreso, si era armato con un revolver illegale, con la matricola abrasa e il tamburo carico e, dopo aver sparato due colpi verso la casa della ex moglie, avrebbe sparato tutti i proiettili contro i carabinieri.

Tangenti, arrestato geometra Inpdap

carabinierida TGCOM24

I carabinieri di Napoli hanno arrestato un geometra dipendente dell’Inpdap per concussione: avrebbe chiesto una tangente di 450 euro a un dipendente pubblico per aumentare il valore di un immobile da lui indicato in una perizia. La perizia era necessaria per l’erogazione di un mutuo ipotecario e il denaro della tangente doveva servire ad acquistare un computer per il figlio del geometra.