Arrestato in Brasile il superlatitante di camorra Pasquale Scotti

Chiamato “Pasqualino ‘o collier”, era ricercato dal 1984

«Un colpo straordinario messo a segno dalla nostra squadra Italia che, grazie al lavoro della Polizia italiana e grazie alla preziosa cooperazione con le Forze di Polizia brasiliane, ha portato all’arresto di un pluriricercato evaso, latitante da oltre 30 anni, Pasquale Scotti, capo storico di Nuova Camorra Organizzata, e tra i primi ricercati della lista dei più pericolosi». Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, congratulandosi con gli investigatori italiani e d’oltre Oceano.

Una cattura eccellente quella di Pasquale Scotti, latitante da 31 anni. Faceva parte del gruppo di fuoco della Nuova camorra organizzata all’epoca guidata da Raffaele Cutolo. Scotti è stato arrestato a Recife, capitale dello stato del Pernan in Brasile, dopo una complessa indagine condotta dalla Squadra mobile di Napoli con l’intelligence dello Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, e grazie ai collegamenti curati dall’Interpol e delle forze di polizia brasiliana.

​Identificato riscontrando le impronte digitali, il 56enne Scotti, detto “Pasqualino ‘o collier” per aver regalato un collier alla moglie di Cutolo, era ricercato dal 1984, quando evase dall’Ospedale civile di Caserta, e dal 2005 è stato condannato all’ergastolo.

fonte Ministero dell’Interno

I rapinatori in fuga tamponano… la polizia

Milano. Nonostante abbiano all’attivo anni di esperienza come rapinatori di banche e uffici postali, sono stati catturati quasi subito. E quando sono usciti di corsa dall’ufficio postale al civico 1 di via Cilea, che avevano preso di mira, e sono saliti bordo della loro Ford Focus per cercare di fuggire, hanno anche tamponato una macchina della polizia.

E’ stato un colpo sfortunato quello che Rosario Gaeta, 65 anni e il complice Claudio Riccardi, 52 anni, già sotto sorveglianza speciale per altri reati, hanno cercato di mettere a segno ieri mattina. I due rapinatori sono arrivati in via Cilea intorno alle 8.10, poco dopo l’apertura dell’ufficio postale. Armati di taglierino, hanno tenuto in scacco i dipendenti e i pochi clienti presenti e hanno cercato di convincere la direttrice ad aprire la cassaforte e consegnare loro il denaro.

Distratti da questa operazione, non si sono accorti che un’impiegata era riuscita a comunicare ad una collega che era in corso la rapina. A chiamare il 112 è stata proprio la donna che non aveva ancora preso servizio, ma ha saputo cogliere il segnale d’allarme lanciatole al di là della vetrina. Inutile anche il tentativo di svuotare la cassaforte, dotata di un’apertura a tempo.

Quando i due pregiudicati hanno cercato di forzarla, hanno invece innescato l’allarme. Gaeta e Riccardi, palermitani di origine ma da anni residenti a Milano, a quel punto si sono arresi e sono scappati. Una volta saliti in auto, facendo retromarcia hanno tamponato un’auto del reparto prevenzione crimine della polizia che era arrivata nel frattempo. Altre pattuglie si sono lanciate all’inseguimento, durato solo pochi minuti: i rapinatori sono stati bloccati da una Volante alla fine di via Cilea. Sono stati arrestati in flagrante e per loro si sono aperte le porte di San Vittore.

fonte Il Giornale

Ecco tutti i premiati della Festa della Polizia

Diciassette gli agenti e i funzionari di polizia che sono stati premiati nel corso della 163esima Festa della Polizia, ospitata nel polo Petri di via Bovi Campeggi. Encomio solenne per l’assistente Stefania Santini che «evidenziando elevate capacità professionali, non comune determinazione operativa e sprezzo del pericolo», ha portato a termine, ad agosto 2013, una complessa operazione di polizia giudiziaria che si è conclusa con l’arresto a Bellante, nel Teramano, del responsabile di un omicidio, armato di fucile.

Encomio anche per il vice questore aggiunto Elena Jolanda Ceria, il sovrintendente capo Luciano Silvestri, l’assistente capo Luigi Egidio Albanese e l’assistente Alessandro Cuna che a luglio 2013 hanno smantellato, con professionalità e acume investigativo, un’organizzazione criminale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Encomio per l’ispettore capo Severino Bellato che ha collaborato, a Cremona, a un’indagine di polizia giudiziaria, che ha smantellato, a dicembre 2013, un’organizzazione criminale dedita al calcio scommesse su scala mondiale.

Encomio per l’assistente capo Antonio Castaldo che, a Castel Volturno, nel Casertano, nell’aprile 2012, ha portato avanti un’operazione di polizia giudiziaria che si è conclusa con l’arresto di uno straniero ritenuto responsabile di un omicidio. Encomio per l’agente scelto Luigi Maddaluno che, a giugno 2012, con spirito di iniziativa e altruismo ha salvato una donna che stava tentando il suicidio. Lode per il sovrintendente Angelo Vindice e per l’assistente capo Donatella Vaccaro che, a luglio 2014, hanno partecipato a un’indagine che si è conclusa con l’arresto di tre persone per spaccio e il sequestro di cinque chili di hashish a Imola.

Lode per il sovrintendente capo Enzo Grillini e per il sovrintendente Antonio Biglietto per aver concluso, a settembre 2012, una complessa indagine che ha portato all’arresto di uno straniero e alla denuncia di un altro per detenzione e traffico di stupefacenti. Lode per il sovrintendente Pier Paolo Romagnoli e per l’agente scelto Giuseppe Nuzzo che hanno condotto un’operazione di polizia giudiziaria che si è conclusa, ad aprile 2013, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per un soggetto responsabile di ricettazione e produzione di sostanze stupefacenti.

Infine, lode per l’ispettore capo Paolo De Zordo, l’assistente Gianfranco Bonifazio e l’agente scelto Michele Ingrosso che, a giugno 2012, partecipando a un delicato servizio di ordine pubblico in occasione della visita del presidente del Consiglio, con capacità professionali e coraggio sono riusciti, benché feriti, a contenere i manifestanti più facinorosi.

fonte Il resto del Carlino

Sesso nei bagni con ragazzini rom: otto arresti. Dai 10 ai 50 euro per un rapporto sessuale

Un giro di prostituzione che coinvolgeva ragazzini e ragazzine rom è stato scoperto dalla polizia.

I rapporti sessuali venivano consumati in strutture ricettive vicine, nelle abitazioni degli indagati, in parchi cittadini, bagni pubblici o a bordo di alcuni treni in sosta lunga. I compensi variavano dai 10 ai 50 euro a prestazione.

La polizia ha eseguito a Roma, Rieti, Viterbo e Napoli alcuni arresti nei confronti di soggetti ritenuti responsabili del reato di prostituzione minorile. Le indagini, iniziate da circa un anno dal Compartimento polizia ferroviaria per il Lazio anche con attività di intercettazione, osservazione e di videoriprese nonché di numerose audizioni protette, hanno permesso di accertare che la stazione Termini costituiva abituale punto d’incontro ed adescamento dei minori dediti alla prostituzione. Tra loro anche un parroco di 68 anni nel viterbese, trovato in possesso di un grosso quantitativo di materiale pedopornografico nel computer della sua abitazione nella Capitale. Il materiale è stato trovato durante una perquisizione e chi indaga sospetta sia un cliente dei nomadi minorenni costretti appunto a prostituirsi alla stazione Termini.

Nel corso dell’attività, nei mesi scorsi, sono stati già arrestati in flagranza un 59enne e un 79enne, colti mentre consumavano rapporti sessuali con i minori. La stazione Termini era utilizzata come punto strategico da parte di uomini di 35-40 anni, ma ci sono anche ultrasettantenni e un ottantenne, per adescare e consumare rapporti sessuali con ragazzini, maschi e femmine dai 13 ai 17 anni, per la maggior parte di etnia rom. “Non a caso abbiamo chiamato l’operazione Meeting Point. Gli incontri – racconta Emanuele Fattori, dirigente del settore operativo della polizia ferroviaria di Roma Termini – avvenivano sul lato destro della stazione, nei pressi di via Giolitti mentre i rapporti sessuali si consumavano a bordo di treni in lunga sosta, nei bagni pubblici della stazione o di esercizi commerciali ma anche in abitazioni private”.

fonte Il Giornale

163° Anniversario della Polizia: le celebrazioni ufficiali

In questi giorni si celebra il 163° Anniversario della fondazione della Polizia. Come ogni anno nella capitale ci saranno diverse occasioni importanti nelle quali l’Istituzione si incontrerà con cittadini e autorità.

Ieri mattina vi è stato un primo momento particolarmente toccante con l’udienza in Vaticano del Santo Padre che ha ricevuto la visita del capo della Polizia Alessandro Pansa, accompagnato da una rappresentanza di 230 poliziotti, tutti familiari di vittime del dovere, ed una rappresentanza dei parenti delle vittime.

Oggi nel pomeriggio il prefetto Pansa incontrerà, nella cappella del Sacrario della Scuola superiore di polizia, i poliziotti che saranno premiati nella cerimonia ufficiale e i familiari dei caduti, insigniti delle onorificenze.

La giornata di oggi è dedicata alle cerimonie ufficiali con la deposizione di una corona al Sacrario da parte del ministro dell’Interno Angelino Alfano e l’incontro al Quirinale con il capo della Stato Sergio Mattarella di una delegazione di allievi poliziotti, accompagnati dal capo della Polizia Pansa.

A mezzogiorno le autorità civili e militari si riuniranno nella caserma “Ferdinando di Savoia” per un momento solenne di incontro con i reparti schierati. Dopo i discorsi del ministro dell’Interno, in rappresentanza del governo e del capo della Polizia, avverrà la consegna delle onorificenze.

La giornata si concluderà con un altro evento solenne: il cambio della guardia alle 16 al palazzo del Quirinale da parte di un reparto schierato in uniforme storica. Ad accompagnare il reparto la Banda musicale della Polizia di Stato, che al termine del passaggio delle consegne eseguirà un breve concerto per i cittadini presenti.

Il Papa nell’incontro si rivolge ai Poliziotti: “la collettività vi è debitrice”

Questa mattina il capo della Polizia, Alessandro Pansa, unitamente ad una rappresentanza di parenti di vittime del dovere della Polizia e 230 poliziotti parenti di operatori deceduti in servizio, sono stati ricevuti in udienza dal Santo Padre nella Sala Nervi in Vaticano.

Dopo l’intervento del prefetto Pansa, il Pontefice rivolgendo un saluto ai poliziotti e ai loro familiari ha ricordato come “La collettività vi è debitrice della possibilità di condurre una vita ordinata e libera dalle prepotenze dei violenti e dei corrotti” ed ha poi aggiunto, in merito all’opera di accoglienza dei migranti, “Vi distinguete per spirito di servizio ed umanità, sentendovi spinti, prima ancora che dai regolamenti e dalle disposizioni delle legge, dall’imperativo morale di fare il bene, di salvare quante più persone sia possibile e di non risparmiarvi nel donare energie e tempo per un tale impegno“.

Nella conclusione dell’intervento Papa Francesco ha esortato i poliziotti a continuare a servire lo Stato perché “Nel difendere i deboli e la legalità troverete il senso più vero del vostro servizio e sarete di esempio al Paese, che ha bisogno di persone che lo servano con disinteresse, generosità e continuità“.

Roma: prostituzione minorile alla stazione Termini, sei arresti

Sei arresti con l’operazione “Termini Meeting Point” che ha messo fine ad un giro di prostituzione minorile. Le indagini, iniziate circa un anno fa dalla polizia ferroviaria, hanno permesso di indagare complessivamente 17 persone nelle città di Roma, Rieti, Viterbo e Napoli.

Gli agenti attraverso intercettazioni, appostamenti, videoriprese e numerose audizioni protette delle vittime, sono riusciti a scoprire che l’ingresso laterale della stazione Termini su via Giolitti a Roma, costituiva l’abituale punto d’incontro ed adescamento dei minori che si prostituivano.

Gli indagati si facevano trovare vicini all’area delle scale mobili dove attendevano l’arrivo dei minori di origine rom, sia di sesso maschile che femminile, oppure li contattavano telefonicamente.

Diversi i luoghi dove venivano consumati i rapporti sessuali: in strutture ricettive vicine, nelle abitazioni degli indagati, in parchi cittadini, nei bagni pubblici o a bordo di alcuni treni in sosta lunga. I compensi variavano dai 10 ai 50 euro a prestazione.

Inoltre, già nei mesi scorsi, erano stati arrestati un cinquantanovenne ed un settantanovenne, sorpresi mentre consumavano rapporti sessuali con i minori.

fonte Polizia di Stato

Postale: bloccata cellula hacker

Il loro ultimo bersaglio è stato il sistema informatico di Expo 2015 fiancheggiando “virtualmente” i violenti degli scontri dello scorso 1° maggio a Milano. Un altro obiettivo è stato quello del ministero della Difesa. Si tratta di una cellula di criminali informatici, considerata al vertice dell’attuale panorama hacktivista italiano, fermata dai poliziotti della Polizia postale del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), durante l’operazione “Unmask”.

Due persone sono state poste agli arresti domiciliari, un’altra denunciata per associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento di sistemi informatici, all’interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, all’accesso abusivo a sistemi informatici, nonché alla detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici.

Altre due persone sono state denunciate per favoreggiamento personale.

Nel corso delle perquisizioni, che hanno interessato Torino, Sondrio, Livorno e Pisa, sono stati sequestrati personal computer e altri dispositivi utilizzati per compiere gli attacchi informatici.

Le due persone arrestate sono note, anche al di fuori del circolo degli hacktivisti, con i nicknames “Otherwise” e “Aken“. Sono i due attivisti informatici responsabili dell’oscuramento di diversi portali web istituzionali, tra cui alcuni ministeri, e della divulgazione di dati sensibili.

Attraverso particolari servizi tecnici i poliziotti hanno potuto rilevare l’estrema accortezza dei due capi della cellula criminale nell’utilizzo delle utenze, nella navigazione in Rete, grazie all’uso di sofisticate tecniche di anonimizzazione (vpn e reti tor) e addirittura di antenne direzionali in grado di sfruttare connessioni Wifi altrui, fino quasi a arrivare ad usare dialetti diversi per non fornire il minimo particolare della propria vita reale.

fonte Polizia di Stato

Firenze: insospettabile pensionata spacciava droga

Una pensionata di 65 anni incensurata, a Firenze, aveva pensato di arrotondare la sua pensione spacciando eroina ma i suoi movimenti sospetti non sono passati inosservati. E così è stata arrestata ieri dagli agenti della Squadra mobile di Firenze per detenzione ai fini di spaccio di eroina. Insieme a lei tre uomini di 34, 43 e 48 anni.

Il gruppetto è stato bloccato a bordo di due auto al casello autostradale di Firenze Nord. Nelle auto la Polizia ha sequestrato 18 panetti di eroina. Il valore dei 9 chili di droga sul mercato è di oltre un milione di euro.

fonte Polizia di Stato

Traffico di migranti: ecco come sono organizzati gli scafisti

Sono cinque gli ultimi arrestati per il “traffico” di migranti provenienti dalla Libia.

Uno di loro si è pentito e ha confessato, accusando tutti gli altri: “Noi del Senegal sappiamo condurre i gommoni, i gambiani si occupano della bussola e del satellitare“.

Dopo qualche ora hanno confessato anche gli altri e hanno descritto ogni particolare sull’organizzazione del “traffico” di esseri umani.

L’individuazione dei gommoni con i migranti è avvenuta venerdì ad opera di una nave tedesca e sabato di una nave militare italiana che hanno salvato complessivamente 398 persone e fermato cinque scafisti.

Gli scafisti pentiti hanno riferito agli uomini della Squadra mobile che i libici, organizzatori dei traffici, si avvalgono dei senegalesi perché essendo pescatori sanno navigare ma, non avendo idea di come si usa la bussola o il telefono satellitare, assoldano anche gli uomini del Gambia e loro in questa maniera non rischiano nulla.

Anche in questa circostanza gli investigatori hanno appurato che il traffico di migranti, permette agli organizzatori libici l’incasso di migliaia di dollari per ogni gommone che sommati per tutti quelli soccorsi hanno fruttato centinaia di migliaia di dollari ai criminali.

In questi primi mesi del 2015 i poliziotti della questura di Ragusa hanno già fermato 32 scafisti mentre lo scorso anno ne sono stati arrestati circa 200.

fonte Polizia di Stato