Ad Expo 2015 nel Padiglione Italia: Meeting sulla sicurezza e contraffazione alimentare

fonte Polizia di Stato

fonte Polizia di Stato

Nel Padiglione Italia, ad Expo 2015, si sono tenuti ieri i lavori sulla sicurezza e contraffazione di prodotti alimentari, con il bilancio dei cinque anni di cooperazione internazionale di polizia, anche per la definizione delle linee future di sviluppo della rete di contrasto alla contraffazione agroalimentare internazionale chiamata OPSON (dal greco cibo).

Quest’attività internazionale delle forze di polizia coordinata da Interpol ed Europol, nata per contrastare le frodi e le contraffazioni nel settore agro-alimentare, è formata da 57 nazioni dei vari continenti con il supporto anche di numerosi operatori del settore.

Gennaro Capoluongo, direttore dello SCIP (Servizio per la cooperazione internazionale di polizia) e presidente del Consiglio di Amministrazione di Europol, ha ribadito quanto sia importante la cooperazione e la condivisione delle banche dati per contrastare le frodi alimentari e le organizzazioni criminali per poter anche tutelare i marchi di qualità di origine come  il “Made in Italy“.

di Umberto Buzzoni

A Roma la conferenza internazionale sui servizi di sicurezza “Evoluzione della minaccia e sfide nella gestione della protezione”

fonte Polizia di Stato

fonte Polizia di Stato

Si conclude oggi, presso la Scuola superiore di Polizia a Roma, la XIV conferenza A.P.P.S. (Association of Personal Protection Services) dal titolo “Evoluzione della minaccia e sfide nella gestione della protezione“, iniziata il 25 ottobre con l’intervento del presidente dell’A.P.P.S. James Malizia.

Durante la conferenza i delegati di Polonia, Israele, Canada, Francia, Olanda, Germania, Stati Uniti, Brasile e Giappone hanno esposto dei lavori sulle esperienze e l’attività di formazione e intervento in casi di attentati.

Nell’incontro focalizzato sulla protezione ai capi di stato e di governo, i rappresentanti della sicurezza si sono confrontati sulle strategie e le tecniche di prevenzione anche in occasione di grandi eventi come l’Expo 2015, i giochi olimpici che si terranno in Brasile e il G7 in Giappone.

di Umberto Buzzoni

A Gela i “Parenti serpenti” finiscono in carcere

Sono 16 e tutti imparentati tra loro i componenti di una banda che stamattina sono finiti in carcere a Gela, in provincia di Caltanissetta.

I criminali avevano organizzato una vera e propria catena di montaggio malavitosa: con la complicità di parenti incensurati impiegati dentro i supermercati si organizzavano rapine a mano armata; con i soldi recuperati dalle rapine il gruppo criminale acquistava hashish e cocaina da smerciare nei quartieri di Gela. Gli investigatori hanno in un primo momento analizzato i dettagli delle rapine come le modalità, il linguaggio, l’abbigliamento e la fisionomia dei banditi.

Da questo primo esame è chiaramente emerso che vi erano delle anomalie, riconducibili alla probabile presenza di impiegati infedeli nei negozi rapinati. In almeno due discount è stata accertata la presenza di parenti di un noto rapinatore.

Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno quindi permesso di ricostruire la rete criminale a “conduzione familiare” e accertare il reinvestimento dei soldi rapinati nell’attività di spaccio di droga.

Nel corso dell’operazione, denominata “Parenti serpenti” proprio per i legami familiari tra rapinatori e “talpe”, sono stati sequestrati 5 chili di hashish e 200 grammi di cocaina.

fonte Polizia di Stato

La tecnologia al servizio delle forze dell’ordine con “eSecurity”

Per illustrare i risultati di due anni di attività, questa mattina a Trento si sono incontrati gli ideatori del Progetto «eSecurity – ICT for knowledge-based and predictive urban security».

Prevedere i reati e aiutare le forze dell’ordine a gestire possibili eventi è ciò che si propone il Progetto eSecurity, ideato dal centro di ricerca eCrime della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Trento, dalla questura di Trento e realizzato in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler e il comune di Trento.

Come funziona e quale è lo scopo di eSecurity

È risaputo che i reati tendono a concentrarsi in luoghi specifici e in particolari archi temporali; il Progetto intende utilizzare i dati sui reati forniti dalle forze dell’ordine per costruire un modello matematico. Da qui la possibilità di prevenire i fenomeni criminali basandosi su calcoli probabilistici: in questo modo sarà possibile razionalizzare le risorse a disposizione delle forze dell’ordine con interventi più mirati.

Per raggiungere questo scopo è stato creato un database georiferito concepito per immagazzinare dati su eventi criminali, disordine sociale, vittimizzazione, percezione della sicurezza e altre variabili come condizioni climatiche, traffico, inquinamento ad altro.

Queste informazioni vengono supportate da un sistema geografico, capace di estrapolare report di mappe di rischio, e dalle informazioni scambiate in un portale web dove avviene la comunicazione tra cittadini e le amministrazioni locali.

Presenti all’incontro, di questa mattina, oltre al Questore di Trento Massimo D’Ambrosio e Maurizio Vallone, direttore del Servizio controllo del territorio della Polizia di Stato, anche il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, l’assessore alla coesione territoriale della provincia autonoma di Trento, Carlo Daldoss, il presidente della regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e il sindaco di Verona, Flavio Tosi.

fonte Polizia di Stato

Expo: Pansa al convegno sulla legalità e sviluppo

Si è svolto questa mattina all’Expo Milano 2015 un convegno dal tema “Trasparenza e competenze. Un investimento per la legalità e lo sviluppo” a cui ha presenziato il capo della Polizia Alessandro Pansa.

Il prefetto Pansa, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato come “Il tema della sicurezza e quello della legalità sono ormai un binomio indissolubile“.

“Il Paese sta uscendo dalla crisi – ha continuato il capo della Polizia Pansa – e perché lo slancio sia solido è necessario che ci siano sicurezza e legalità. Le Forze dell’ordine – ha aggiunto – faranno in modo che ci siano queste condizioni. Vogliamo contribuire a una cultura della responsabilità e noi vogliamo farci carico della nostra”.

Il capo della Polizia ha quindi richiamato l’esperienza di Expo, ricordando da un lato che “In questi mesi le Forze di polizia sono state presenti in vari modi e, dall’altro, che per la manifestazione milanese è stato organizzato un modello che ha consentito di avere un evento il più possibile lontano da infiltrazioni criminali e che è stato poi allargato a tutte le opere presenti in Italia. Possiamo vantare risultati notevoli – ha proseguito Pansa -. Le Forze dell’ordine si sono confrontate anche con il tema legalità, una sorta di vaccino, di prevenzione che consente a chi opera nella sicurezza di spianare un terreno che poi deve esser coltivato”.

Ai lavori, moderati dal giornalista de “Il Sole 24 Ore” Marco Ludovico, sono intervenuti inoltre il procuratore generale della Corte di Appello di Milano Roberto Alfonso, Michele Corradino componente Autorità nazionale anticorruzione, Matteo Ricci vice presidente ANCI, Ivanhoe Lo Bello Presidente di Unioncamere, Matteo Piantedosi vice capo della Polizia.

L’intervento conclusivo è stato del ministro dell’Interno Angelino Alfano che riferendosi all’evento Expo ha evidenziato come la prevenzione abbia funzionato consentendo di svolgere la manifestazione in sicurezza e garantendo ai cittadini la libertà di partecipare.

fonte Polizia di Stato

Ragusa: sequestrano e picchiano adolescente dopo lite al bar

Un’indagine lampo per gli uomini della questura di Ragusa che questa mattina hanno rintracciato un quindicenne sequestrato e malmenato da tre uomini.
I tre sequestratori sono stati individuati e arrestati mentre il giovane è stato condotto in ospedale a causa di alcune fratture che gli sono state procurate dalla violenza subita.

I fatti
Un gruppo di giovanissimi all’interno di un bar in un paese della provincia ragusana è stato affrontato, la scorsa notte, da un uomo palesemente ubriaco che aveva rivolto attenzioni particolari a due ragazzine della comitiva.

Allontanato dopo un’accesa discussione il problema sembrava risolto, invece l’uomo è tornato poco dopo, con due amici per dare una lezione ai ragazzi che nel frattempo si erano allontanati dal bar tranne uno che invece è finito nelle mani dei tre aguzzini, caricato su un’auto e portato via.

Immediatamente i pochi testimoni presenti nel bar, tra cui il fratello del ragazzo hanno contattato il 113.

Gli uomini delle volanti prima, e la Squadra mobile poi, hanno cercato di raccogliere velocemente più informazioni possibili tra le persone presenti per rintracciare i sequestratori e salvare lo sfortunato quindicenne; dopo alcune ore passate in balia dei tre balordi, l’adolescente è stato scaricato alla stazione dei pullman dove una volante lo ha rintracciato e portato all’ospedale di Ragusa.

La testimonianza del ragazzo e le altre poche informazioni raccolte hanno condotto gli agenti ai tre uomini, un italiano e due rumeni che si sono resi responsabili dell’aggressione: lo scopo dei tre era di sapere dove le ragazze, due sorelle minorenni, vivessero. La vittima pur di non dire dove fossero le giovani ha subito le violenze.

I tre sono stati rintracciati e immediatamente arrestati per sequestro di persona e lesioni. Il ragazzo ha riportato la frattura del setto nasale, di diverse costole e di un dito della mano.

fonte Polizia di Stato

Ragusa: finte parcelle per finti indennizzi, indagati 2 avvocati

“Abbiamo a cuore la vostra situazione e la porteremo fino in fondo”. Così si presentavano i due avvocati impostori denunciati stamattina dalla Squadra mobile nell’ambito dell’operazione “Parcella“. Sono accusati di aver truffato negli anni diversi malati ragusani affetti da diverse patologie derivanti da trasfusioni di sangue.

Le vittime si erano rivolte ai legali, di cui uno avvocato ma l’altro solo laureato quindi senza il titolo abilitativo alla professione, per richiedere risarcimenti previsti dalla legge 210/1992 (indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie o trasfusioni). In più gli assistiti avevano costituito un’associazione denominata “Pro Thalassemici” per poter far rispettare i propri diritti ed anche per rivolgersi ad un unico avvocato esperto in materia per agevolarli nel riconoscimento dei loro benefici.

Lo studio legale era di Palermo, ma interveniva anche su Ragusa.

Le vittime, nonché clienti dello studio legale, si erano fatte abbindolare dall’efficienza e per questo avevano firmato una procura speciale che dava mandato esclusivo allo studio di rappresentarle contro il ministero della Salute. L’avvocato ed il sedicente avvocato intanto iniziavano ad incassare decine di migliaia di euro senza però che vi fosse una corrispondenza tra quanto percepito e l’attività professionale svolta.

Passati anni dal deposito delle somme di denaro, le vittime continuavano a chiedere un minimo di risultati allo studio legale che continuava a promettere che a breve avrebbero ricevuto quanto di loro diritto.

I primi incontri con i due indagati e gli assistiti sono stati fatti nel 1998 ed erano strumentali ad ottenere la fiducia delle vittime. Le riunioni si svolgevano presso camere d’albergo e durante cene. Nel 2013, i membri dell’associazione dopo aver versato tra i 5 ed i 25mila euro ciascuno agli indagati hanno deciso di chiedere un consiglio alla Polizia di Stato. Dopo aver raccolto le loro preoccupazioni, i poliziotti della Squadra mobile hanno sospettato una truffa e hanno accolto le querele e iniziato le indagini che si sono concluse con le due denunce odierne.

Gli agenti hanno inoltre sequestrato conti correnti e depositi, oltre a parcelle per 150 mila euro.

fonte Polizia di Stato

Terrorismo: inneggiava alla jihad sul web, arrestato

“…cerca di interessarti al martirio…la jihad andrà avanti fino alla fine” così un cittadino pakistano, attraverso Facebook, promuoveva la jihad con foto e commenti inneggianti alla violenza e al martirio.

Questa mattina la Digos della questura di Enna lo ha arrestato a Mantova e ha eseguito perquisizioni nelle province di Mantova, Enna, Prato, Milano e Como dove l’uomo ha soggiornato.

L’indagine è partita lo scorso anno dal Centro di accoglienza “Città del Sole” di Piazza Armerina, in provincia di Enna dove l’uomo, ospite per un periodo, si era reso responsabile di episodi di violenza insieme ad altri connazionali.

In effetti, si era rivelato il leader di un gruppo all’interno del Centro e gli investigatori, durante l’indagine, hanno appurato che gestiva due profili Facebook dove pubblicava foto, documenti, video e frasi inequivocabilmente inneggianti alla violenza con finalità di terrorismo e contro l’ordine democratico.

Anche le intercettazioni telefoniche avevano dato conferma agli investigatori della sua attività terroristica con riferimenti ad addestramenti militari e disponibilità di armi.

fonte Polizia di Stato

Seminario “Riflessioni sulla Sicurezza in Italia” al Senato della Repubblica

fonte Polizia di Stato

Il seminario “Riflessioni sulla Sicurezza in Italia” è dedicato a Luigi De Sena che ricoprì diverse cariche istituzionali come vice capo della Polizia, prefetto di Reggio Calabria e senatore e vice presidente della commissione antimafia.

Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, all’apertura dei lavori ha detto “In questi tempi bui ci ritroviamo spesso a commentare con dolore i casi che la cronaca rimanda di persone che hanno tradito, venduto, infangato le istituzioni e i propri doveri di politici, amministratori, funzionari dello Stato. Per questo oggi sono felice di potere ricordare la vita limpida, priva di clamore e protagonismi, di un uomo che ha dedicato le sue energie ai diritti dei più deboli, alla democrazia e alla giustizia. Finchè nelle nostre istituzioni ci saranno uomini come Luigi De Sena io saro’ orgoglioso di servire questo Paese, che profondamente amo”.

Il capo della Polizia Alessandro Pansa durante il suo intervento ha sottolineato che “Nei primi otto mesi di quest’anno nel nostro Paese i reati sono calati del 10 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso ma, la percezione della sicurezza è ancora scarsa e resta un tema fondamentale”. “In una fase in cui l’ambito della repressione tendenzialmente si restringe, vanno allargate e rese più forti le maglie della prevenzione. E questo vale per la criminalità comune, per quella organizzata e per il terrorismo. Senza dimenticare che oggi la vera minaccia è sulla rete: il cybercrime, secondo tutte le agenzie investigative del mondo, è il pericolo più grande, ed è un pericolo reale, non un mondo a parte, che produce nuovi comportamenti devianti e, a tempo stesso, è al servizio degli altri settori criminali. La prevenzione in questo settore, è ancora meno visibile al cittadino, ma è ancora più fondamentale”.

di Umberto Buzzoni

“Una meta per la sicurezza ferroviaria”: Il progetto di Polizia, Ferrovie e Federazione Italiana Rugby

fonte Ministero dell'Interno

fonte Ministero dell’Interno

Riparte, con l’edizione 2015, il progetto di Polizia, dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF) e Federazione Italiana Rugby chiamato “Una meta per la sicurezza ferroviaria”.

Nel centro sportivo “Capo I Prati” di Fiuggi (FR) ieri vi sono stati momenti dedicati all’educazione alla legalità e giochi a tema sulla sicurezza ferroviaria, la proiezione di filmati e la distribuzione di materiale divulgativo presso gli stand. Nelle tappe estive sono stati coinvolti oltre 4.500 ragazzi e sono previsti altri appuntamenti in tutta la penisola nella sessione autunnale.

Circa 700 bambini hanno partecipato alle due giornate dedicate all’uso consapevole del treno, imparando le regole per la sicurezza nelle stazioni e nei passaggi a livello, e vi sono state anche occasioni per divertirsi giocando a rugby con i poliziotti e gli atleti delle Fiamme Oro.

Il progetto è volto ad informare i più giovani perché per comportamenti imprudenti e l’inconsapevolezza dei pericoli presenti sullo scenario ferroviario sono a rischio come dimostra il dato che nel 2014 le vittime sotto i 20 anni sono state 9 (aumento dell’80% rispetto al 2015).

di Umberto Buzzoni