Traffico di droga tra Roma e la Sardegna, 7 arresti

La cocaina veniva trasportata nell’isola a bordo di un camion. A capo dell’organizzazione un pregiudicato ucciso nella capitale a dicembre. In manette già 49 persone.

I carabinieri dei Comandi provinciali di Roma e Cagliari stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone accusate di far parte, con vari ruoli, di un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti tra Roma ed il Sulcis Iglesiente. Tra gli arrestati ci sono elementi noti della criminalità capitolina. Secondo gli investigatori, il capo operativo del sodalizio romano era Igino Duello, il pregiudicato ucciso il 30 dicembre a colpi di pistola mentre rientrava a casa alla periferia di Roma.

L’indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari Dda e gli arresti di oggi sono il proseguimento di un’operazione che già nel marzo scorso aveva portato all’emissione di 49 misure cautelari nei confronti di altrettante persone residenti tra la Sardegna e la provincia di Roma. A quanto ricostruito, i trafficanti romani inviavano la cocaina in Sardegna sfruttando l’aiuto inconsapevole di un camionista sardo, amico di uno degli indagati, che trasportava nell’isola dei pacchi con il nome di una ditta di arredamento (estranea alla vicenda), al cui interno veniva ben nascosto lo stupefacente.

fonte La Repubblica

I controlli dei carabinieri in provincia di Napoli: locali multati e arresti

Tanti controlli in questo fine settimana da parte dei carabinieri in provincia di Napoli.

I carabinieri della compagnia di Sorrento hanno effettuato servizi per verificare il rispetto della normativa inerente i giochi leciti, controllando vari esercizi commerciali (tra i quali sale giochi, centri scommesse e locali pubblici) dove erano presenti giochi leciti.

In due locali, a Vico Equense e Piano di Sorrento, è stata accertata la presenza di 3 minorenni e di 1 minorenne, tutti non accompagnati, con l’irrogazione della conseguente sanzione amministrativa a ciascun esercente di 6.666 euro e segnalazione di quanto accertato all’autorità amministrativa competente.

I carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno invece effettuato servizi di controllo predisposti per contrastare fenomeni d’illegalità diffusa. Durante quelli alla circolazione stradale sono state contestate 26 infrazioni al codice della strada, 4 delle quali per circolazione senza copertura assicurativa e 4 elevate a carico di soggetti che esercitavano abusivamente la professione di parcheggiatore guardiamacchine. Per violazione agli obblighi di custodia sono state denunciate 4 persone: 2 di Pozzuoli, una di Napoli e la quarta di Arzano.

Un 36enne di monte di Procida è stato denunciato per ricettazione dopo essere stato sorpreso alla guida di un ciclomotore sul quale è stata trovata apposta una targa oggetto di furto. Un 39enne di Napoli e un 16enne di Pozzuoli sono stati trovati alla guida, con patente revocata, di una vettura e di uno scooter.

Un 30enne di Pozzuoli è stato segnalato al prefetto perché trovato in possesso di una modica quantità di stupefacente detenuta per uso personale. Tre soggetti, uno di Marano e gli altri di Villaricca, si aggiravano per la zona con fare sospetto e sono stati allontanati con la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio.

Durante i servizi sono stati inoltre tratti in arresto:

in esecuzione a ordine di carcerazione emesso dalla procura di Napoli, un 42enne già noto alle forze dell’ordine (dovrà espiare 6 anni di reclusione per rapina ed evasione ed e’ stato portato a Poggioreale); in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dalla procura di Taranto, un 34enne di Pozzuoli già noto alle forze dell’ordine (dovrà espiare 4 pena anni e 6 mesi di reclusione per estorsione e maltrattamenti in famiglia ).

I carabinieri della tenenza di sant’Antimo hanno arrestato per detenzione di cocaina a fini di spaccio A. M., 29 anni, residente a napoli al viale della resistenza, pregiudicato. L’uomo è stato notato mentre si intratteneva con fare sospetto a bordo della sua ford ka sul corso Europa. I carabinieri l’hanno sottoposto a perquisizioni, personale e della sua vettura, trovando 11 dosi di cocaina (8 grammi) che teneva nascoste sotto il sedile anteriore sinistro. L’arrestato è in attesa di rito direttsimo.

I carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania hanno arrestato dopo un prolungato inseguimento iniziato nel corso di ricerche diramate dalla centrale operativa A. M., 38enne, residente a Giugliano, pregiudicato.

L’uomo è stato bloccato da cc dell’aliquota radiomobile in via dell’Acquario di Giugliano in campania a bordo di una Fiat uno risultata oggetto di furto perpetrato a Giugliano. . All’interno del mezzo sono stati rinvenuti e sequestrati una pistola scenica, un mefisto nero e un paio di guanti di gomma.

Arrestato anche A. P. 57enne, residente a napoli al viale della resistenza, pregiudicato, fermato a Mugnano di Napoli a bordo di una fiat 500 risultata rubata a qualiano. I veicoli avevano entrambi evidenti segni di effrazione sulla portiera lato guida e dopo le formalità sono stati restituiti ai proprietari. Entrambi gli arrestati sono in attesa di rito direttissimo.

 

fonte Il Mattino

Brescia: arrestati in due con 500 chili di hashish

fonte Polizia di Stato

Due cittadini marocchini responsabili di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Brescia.

Lo stupefacente, hashish, era destinato prevalentemente agli studenti e ai giovani dell’area dell’est Lombardia. Le indagini da parte dei poliziotti sono iniziate dopo le segnalazioni fatte dai genitori e dai professori di alcune scuole cittadine. Gli agenti hanno dapprima individuato e arrestato un uomo, sorpreso mentre tentava di nascondere 20 chili di hashish destinato allo spaccio e poi sono arrivati ai fornitori, i due nord africani.

Le riprese del video fatto dalle telecamere nascoste, infatti, mostra l’attività del gruppo all’interno di un box, in provincia di Milano, dove era nascosta la droga, circa 500 chili contenuta in sacchi di yuta.

Genova: importavano droga, arrestati in cinque

fonte Polizia di Stato

È stata chiamata “Bellavita 2013” l’operazione della Squadra mobile di Genova conclusa questa mattina con l’arresto di 5 genovesi mentre un sesto è stato sottoposto all’obbligo di dimora.

Gli indagati devono rispondere di traffico di hashish e marijuana dall’estero che veniva poi smerciata nel mercato locale per clienti appartenenti a fasce medio – alte.

I poliziotti sono stati insospettiti dall’alto tenore di vita del gruppo non proporzionato al reddito dichiarato: giravano su auto di grossa cilindrata e vivevano in ville di lusso.

Oltre a numerose perquisizioni, gli agenti hanno eseguito il sequestro preventivo di abitazioni, box, autovetture, conti correnti, cassette di sicurezza, polizze ed altro riconducibili al gruppo criminale per un valore di oltre mezzo milione di euro.

Durante le indagini, iniziate nel 2013, sono stati sequestrati complessivamente 25 chili di sostanza stupefacente e denaro contante.

Teramo: carte di credito clonate, 20 indagati

fonte Polizia di Stato

Scoperta a Teramo un’associazione a delinquere che ha truffato le banche per oltre 500 mila euro utilizzando carte di credito clonate. A finire agli arresti questa mattina sono state 9 persone tra italiani e stranieri mentre un’altra è ricercata ed altre dieci sono al momento indagate.

Le indagini della Squadra mobile in collaborazione con gli specialisti della Polizia postale, hanno permesso di accertare l’esistenza di un’organizzazione criminale con sede stabile nei comuni di Alba Adriatica, Teramo e Colonnella e con diramazioni in altre regioni italiane. L’organizzazione si procurava ed utilizzava i codici di carte di pagamento sottratti a cittadini statunitensi, australiani e indiani.

La banda, grazie ai contatti in Pakistan tenuti da uno degli indagati, procurava i codici che clonati venivano divulgati agli altri affiliati; questi ultimi li utilizzavano per acquistare articoli di ogni genere, specie elettrodomestici e capi di abbigliamento firmati, per poi rivenderli, a prezzi vantaggiosi, a privati.

Il gruppo, inizialmente, si era rivolto anche ad alcuni titolari di attività commerciali compiacenti che consentivano il pagamento della merce con le carte clonate realizzando un vantaggio economico immediato: i compratori ricevevano in denaro la metà del valore del prodotto e il rivenditore si teneva invece la merce.

Holding del sesso nel centro di Ragusa

fonte Polizia di Stato

Aveva messo in piedi una vera e propria impresa della prostituzione a Ragusa il brasiliano arrestato dalla Squadra mobile iblea. L’uomo, oltre a prostituirsi personalmente, gestiva tre case dove sfruttava donne o transessuali stranieri.

Il meccanismo si è inceppato quando ha deciso di invitare in Italia una prostituta cinquantenne dominicana che viveva in Spagna. Il giro di affari promesso alla prostituta era enorme ma appena arrivata in Italia, la donna ha dovuto constatare che il suo contatto in Italia gli faceva pagare cifre enormi per tutto: trasferimenti in auto, affitto dell’appartamento, annunci su siti internet; alla donna non rimaneva nemmeno di che vivere.

La sudditanza psicologica era anche accentuata dalla mancata conoscenza della lingua tanto che, ad un certo punto, l’uomo le aveva tolto il cellulare. Il brasiliano prendeva contatto con i clienti italiani, direttamente stabilendo prezzi, tipologia di prestazioni e orari.

La donna, dopo poche settimane, decideva quindi di rivolgersi alla Polizia che, presa la denuncia, iniziava l’attività di indagine acquisendo video, audio e prove materiali per incastrare lo sfruttatore.

Per i soli affitti delle stanze l’arrestato guadagnava 2.600 euro al netto più una parte degli incassi di uomini e donne che si prostituivano sotto il suo controllo.

Nel caso della denunciante la somma era pari al 50% degli incassi per le prestazioni. Accertate anche minacce e violenze fisiche sulla denunciante.

Le altre persone, che si prostituivano negli appartamenti sequestrati, hanno preferito, per evidente paura di ritorsioni, non denunciare il loro sfruttatore.

Asti: catturati i responsabili di una sparatoria

fonte Polizia di Stato

Sono stati arrestati questa mattina dagli uomini della Squadra mobile di Asti i responsabili di una sparatoria avvenuta lo scorso 13 maggio.

Sono due esponenti di spicco della malavita albanese e appartenenti a una banda ritenuta particolarmente violenta che vuole imporsi nella gestione dello spaccio di droga e della prostituzione cittadina.

I due sono ritenuti responsabili di aver partecipato alla sparatoria tra due bande contrapposte avvenuta davanti un circolo culturale cittadino dove nell’occasione rimase ferito lievemente un passante.

Sono accusati di tentato omicidio e detenzione illecita di armi.

Rimini: arriva dal Caucaso la nuova immigrazione clandestina

fonte Polizia di Stato

Associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono i reati di cui devono rispondere 17 persone a conclusione dell’operazione “Chechen Tourist”. Tre di loro sono state arrestate e le altre 14 sono state denunciate in stato di libertà; per alcune di queste ultime è stata avviata la richiesta di rogatoria internazionale.

Le indagini, iniziate alla fine del 2012 dalla Polizia di frontiera di Rimini, hanno permesso di scoprire un’organizzazione internazionale specializzata nell’immigrazione clandestina di caucasici.

A insospettire gli investigatori sono stati alcuni nuclei familiari, composti anche da diversi minorenni, provenienti da Cecenia, Daghestan, Ossezia e Inguscezia che, dopo aver fatto ingresso con visti turistici all’aeroporto di Rimini, facevano perdere le loro tracce.

Gli stessi, dopo aver distrutto i documenti e cambiato le generalità, ricevevano una prima accoglienza presso alberghi della riviera in attesa che l’organizzazione criminale consentisse loro di raggiungere il Belgio, i Paesi Baschi, la Germania, l’Austria, la Norvegia, la Svezia e la Francia dove richiedevano lo status di rifugiato politico.

L’organizzazione criminale, con base stabile in Russia e un’affiliata residente nella città di Rimini, agiva come una vera e propria “travel agency”. Dalle intercettazioni è emerso infatti che la banda chiedeva ai clandestini di affrettarsi a contattarli per poter abbassare il prezzo dei biglietti per i viaggi verso gli altri Paesi. Gli stranieri intenzionati a stabilirsi in Europa illegalmente pagavano somme di 40 mila – 50 mila rubli, pari a circa 1.500 euro a testa.

L’attività di indagine è stata condotta anche con pedinamenti all’estero per monitorare le modalità di trasferimento degli stranieri, l’itinerario utilizzato, la destinazione finale degli stranieri ed avere un quadro chiaro della organizzazione e dei fiancheggiatori.

Benevento: 4 in manette per estorsione

fonte Polizia di Stato

Insolita la modalità riscontrata dagli investigatori nel modus operandi dei quattro componenti del gruppo criminale arrestati, questa mattina, dagli uomini della Squadra mobile di Benevento per estorsione aggravata dalla modalità mafiosa.

Il capo e tre affiliati, tutti del clan Sparandeo, sono finiti in manette per avere commesso atti intimidatori ai danni di commercianti della zona con lo scopo di farsi pagare il pizzo.

Gli investigatori hanno riscontrato, infatti, che prima avveniva il danneggiamento attraverso azioni incendiarie e successivamente avveniva la richiesta del denaro che doveva essere versato in tre tranche: Pasqua, Ferragosto e Natale.

La richiesta variava a seconda dell’attività commerciale, ad esempio i supermercati dovevano pagare 6 mila euro all’anno, mentre per altre attività erano previsti degli sconti a seconda del giro d’affari.

Ogni tranche doveva ammontare dai 1.500 ai 2 mila euro e, in alcune occasioni, i commercianti sono stati costretti a fare pagamenti straordinari fuori dai periodi classici.

Milano: presi 14 trafficanti di clandestini

fonte Polizia di Stato

L’indagine conclusa questa mattina dalla Squadra mobile di Milano ha fatto luce sull’attività di un’organizzazione criminale specializzata nel favorire l’immigrazione clandestina di cittadini eritrei. Al termine dell’operazione “Sahel” sono finite in carcere 14 persone, tutte straniere, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo le indagini, la rete di criminali aveva trasformato in business l’emergenza umanitaria presente nel Paese africano, utilizzando l’Italia come punto di passaggio per i profughi diretti verso il nord Europa, in particolare Germania, Svezia e Norvegia.

Gli investigatori della Mobile si sono attivati nel settembre 2013, in seguito all’arresto di un “passeur” brasiliano effettuato a Monza. L’uomo era stato fermato mentre trasportava, a bordo di un’autovettura, cinque clandestini eritrei diretti in Germania.

La successiva attività investigativa ha consentito di scoprire l’attività del gruppo criminale operante a Milano e a Monza, con ramificazioni in Sicilia, Calabria, Libia, Grecia ed Eritrea, luogo di origine della maggior parte degli appartenenti al gruppo.

Alcuni degli indagati, che agivano in Sicilia e Calabria, avevano il compito di reclutare i clandestini eritrei, appena sbarcati, da inviare a Milano, vero e proprio centro di smistamento per i disperati in fuga.

Arrivati nel capoluogo lombardo, i clandestini venivano ospitati, anche per diversi giorni, in case gestite da altri membri del gruppo criminale. Fino al giorno della partenza verso la destinazione finale, i clienti erano ospiti dell’organizzazione che forniva loro anche cibo e vestiti. Per chi doveva proseguire il viaggio in aereo, c’erano anche passaporti contraffatti muniti di falso visto Schengen, fatti arrivare dalla Grecia.

Naturalmente il servizio era a pagamento: il viaggio in treno fino in Svizzera costava 200/300 euro; per un passaggio in auto servivano da 450 a 600 euro; il viaggio su voli di linea con documenti falsi poteva costare da 900 a 1.300 euro.

Alcuni appartenenti all’organizzazione agivano ad Atene (Grecia) e avevano il compito di fabbricare e spedire a Milano i documenti falsi necessari ai clandestini.

Le notevoli somme accumulate con l’attività illecita venivano trasferite utilizzando il sistema clandestino “Hawala”, ma anche con i tradizionali circuiti di money transfer.

Durante l’indagine, gli uomini della Mobile hanno documentato 17 episodi di trasporto di clandestini e, per tre volte, hanno intercettato le spedizioni di passaporti contraffatti con visto Schengen.