Udine, maxi blitz contro la pedofilia online: denunce in tutta Italia

internetdaTGCOM24

Vasta operazione antipedofilia della polizia di Udine che ha denunciato diverse persone in tutta Italia.

Adescavano bambine su Messenger, Skype e WhatsApp convincendole a inviare loro filmati e foto a contenuto erotico. Si era formata una vera e propria comunità i cui membri, dopo avere adescato le minorenni, si scambiavano i riferimenti di contatto.

Tra i denunciati 4 recidivi – Tra i denunciati, in maggioranza tra i 29 e i 54 anni ma vi sono anche due ultra sessantacinquenni, figurano impiegati, liberi professionisti, studenti, operai e pensionati. Tra loro, quattro recidivi per reati analoghi. Le indagini erano state avviate circa un anno fa dopo la denuncia dei genitori di una bambina di 12 anni.

Le indagini proseguono in tutta Italia – Gli investigatori hanno sequestrato un’ingente quantità di materiale informatico: 22 computer, 46 hard disk, 508 supporti CD e DVD, 46 pen drive usb, 50 telefoni cellulari e sim card, 11 memory card e documentazione varia ritenuta utile per il proseguimento delle indagini, svolte in tutta Italia e in particolare nelle province di Pesaro, Udine, Roma, Palermo, Caserta, Vibo Valentia, Brescia, Latina, Cagliari, Avellino, Monza e Brianza, Enna, Milano, Verbania, Lecce, Savona, Lucca, Forlì e Cesena, Genova, Torino, Bari, Verona e Benevento.

Roma, obbligate a prostituirsi con la magia nera: 13 arresti

nigeriada TGCOM24

Le ragazze, spesso minorenni, erano obbligate a sottoscrivere un debito di 50mila euro, da restituire attraverso le loro prestazioni sessuali, per venire dalla Nigeria in Italia. Se non ottemperavano ai loro doveri venivano minacciate di maledizioni contro le loro famiglie.

Prima di essere avviate alla prostituzione nella Capitale, erano sottoposte a riti di magia nera in Nigeria e obbligate a sottoscrivere un debito di 50mila euro, da restituire con il ricavato delle proprie prestazioni sessuali. E’ quanto emerso da un’indagine dei Carabinieri di Anzio, che hanno notificato, nelle province di Roma e Asti, 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tra gli arrestati, 12 nigeriani, tra cui 4 donne, e un italiano.

Minacciate di maledizioni contro le loro famiglie di origine – L’organizzazione reclutava le ragazze dalla Nigeria, spesso minorenni, attraverso la mediazione di altri referenti del gruppo criminale. Le giovani donne venivano costantemente controllate e obbligate a prostituirsi tutti i giorni sotto la minaccia di maledizioni e ritorsioni sulla famiglia d’origine.

A denunciare il giro di prostituzione è stata una vittima minorenne – L’indagine, coordinata dalla Dda e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, trae origine dalle dichiarazioni di una vittima minorenne, all’epoca del suo arrivo a Roma. Nell’operazione di questa mattina sono impiegati più di 100 uomini con l’ausilio unità cinofile e di un elicottero del Raggruppamento Elicotteri di Pratica di Mare.

Le accuse contro gli arrestati – Le persone arrestate sono ritenute responsabili a vario titolo di sfruttamento della prostituzione, anche minorile, riduzione in schiavitù, ingresso illegale di clandestini al fine dello sfruttamento sessuale e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Cold case a Caltanissetta, dopo 25 anni presi killer commerciante antiracket

pepida TGCOM24

La polizia ha scoperto dopo 25 anni gli assassini di Francesco Pepi, commerciante ucciso dalla mafia nel 1989 perché si era opposto al pagamento del pizzo e aveva esortato gli altri imprenditori a fare lo stesso.

Il gip di Caltanissetta ha emesso 12 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone già in carcere per altri motivi.

Le indagini hanno anche consentito di individuare gli autori di altri due omicidi e di un tentato omicidio.

I dodici destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono accusati di omicidio e tentato omicidio aggravati dalle modalità mafiose. L’indagine, sostenuta dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ha consentito di fare luce su alcuni delitti avvenuti durante la guerra di mafia che si svolse in provincia di Caltanissetta negli anni Novanta tra le famiglie nissene e quelle della stidda egemone nell’area di Gela.

Oltre ai mandanti e agli esecutori dell’omicidio di Francesco Pepi, al quale nel 2003 il Viminale ha riconosciuto lo status di vittima di mafia, sono dunque stati scoperti i responsabili dell’assassinio di Giuseppe Vaciarca e Gaetano Campione, avvenuti tra il febbraio del 1989 e l’ottobre del 1990, e quelli del tentato omicidio di Rocco Filippo Riggio.

Secondo gli investigatori, l’omicidio di Pepi fu deciso per dare in segnale chiaro: nonostante le cosche fossero in guerra, non sarebbe stato tollerato alcun gesto di dissenso contro il racket e le estorsioni.

Maltrattava alunni, arrestata maestra d’asilo a Bisceglie: incastrata dai video

bisceglieda Help Consumatori

I carabinieri hanno arrestato una maestra di 60 anni, in servizio in una scuola per l’infanzia di Bisceglie. Per lei l’accusa è di aver maltrattato alcuni piccoli alunni. L’inchiesta sarebbe scattata dopo le denunce di alcuni genitori e la Procura aveva fatto installare nelle aule alcune telecamere: i filmati avrebbero confermato i maltrattamenti. La donna si trova ora ai domiciliari.

La donna avrebbe in più occasioni strattonato i piccoli alunni, spesso urlando e rimproverandoli tanto da terrorizzarli. Le telecamere hanno registrato anche minacce con corpi contundenti. Qualche bimbo è stato addirittura scaraventato sulla sedia perché non desse fastidio. La maestra, di origini calabresi ma residente da tempo a Bisceglie, è stata arrestata in flagranza di reato: i carabinieri, per evitare che la situazione degenerasse, sono andati a prelevarla a scuola.

Dirigente asilo: “Ora la priorità è restituire serenità ai bimbi” – Il dirigente scolastico dell’asilo nido comunale ha affermato: “Il nostro compito, in questo momento, è di tutelare la comunità scolastica e restituirle serenità e normalità”. Su quale fosse la situazione e, nello specifico, se vi fossero stati dubbi sulla maestra arrestata e sui suoi metodi didattici, ha risposto così: “La nostra è una professione di natura sociale, non è un lavoro come gli altri. Nessuno di noi, nei confronti dei bambini, potrebbe immaginare cose diverse da gesti amorevoli e rispettosi”.

Il sindaco di Bisceglie: “Magistratura farà luce sulla vicenda” – “Voglio esprimere il mio ringraziamento alle forze dell’ordine, nello specifico ai carabinieri, per l’attenzione che hanno posto nei confronti di un tema importante quale la tutela dei diritti dei nostri bambini e sono fiducioso, pertanto, nel loro operato e in quello della magistratura che riuscirà a fare luce su questa vicenda”. Così il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, ha commentato l’arresto della maestra.

“Violentò una 16enne”: l’ex tronista Marco Stabile rischia il processo

stabileda TGCOM 24

Rischia il processo Marco Stabile, l’ex tronista di “Uomini e Donne” accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una 16enne.

Il 30 luglio del 2011 il 27enne siciliano, secondo la Procura di Roma che ha chiesto il suo rinvio a giudizio, avrebbe dapprima fatto sì che la giovane bevesse diversi cocktail alcolici per poi compiere atti sessuali nonostante il manifestato dissenso della ragazza.

Con Stabile rischia il processo anche il suo amico Giuseppe Balistreri, accusato di aver abusato, quella stessa sera, di una 20enne.

Le violenze si sarebbero consumate proprio nell’ufficio di Balistreri di via Cola di Rienzo, nel centrale quartiere Prati di Roma.

E’ stata la minorenne a sporgere denuncia contro l’ex volto noto del piccolo schermo. I legali del 27enne hanno sempre difeso il loro cliente sostenendo non vi fosse alcuna prova ma solo la dichiarazione della ragazza.

“Stabile non ha bisogno di costringere una donna ad avere rapporti con lui se non lo desidera”, disse il difensore del siciliano, Roberta Nati, dopo la denuncia della giovane.

Sorelline uccise a Lecco, la madre infierì su di loro con 90 coltellate

lecco omicidioda TGCOM24

Si è accanita sul corpo delle tre figlie con una violenza, sferrando almeno 30 coltellate per ciascuno corpo. Sono gli esiti dell’autopsia sulle tre sorelline di Lecco, uccise in casa dalla madre Edlira Dobrushi nella notte dell’8 marzo. La donna si era separata dal marito. “Ero disperata”, le prime parole dopo la furia omicida.

Edlira Dobrushi è accusata di omicidio plurimo aggravato dal rapporto di consanguineità. Simona, Kesi e Sidny furono accoltellate in casa, nel rione Chiuso di Lecco. L’avvocato della donna, secondo Il Giorno, riferisce che quando non è sedata, sono riusciti a parlare degli aspetti processuali della vicenda: “le ho spiegato cosa sta succedendo, la prossima perizia e le conseguenze”. “Non volevo che vivessero una vita di disperazione”, avrebbe detto Edlia Dobrushi agli inquirenti subito dopo gli omicidi.

Camorra: arrestato Nicola Cosentino

cosentinoda Ansa.it

L’ex parlamentare è accusato di estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica. E’ coinvolto con i fratelli nell’inchiesta sulla vendita di carburanti nel casertano

L’ex parlamentare Nicola Cosentino è stato arrestato dai carabinieri di Caserta stamani insieme ai fratelli Giovanni e Antonio nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di carburanti in provincia di Caserta. Le accuse sono di estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica.

L’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Nicola Cosentino, emessa dal gip di Napoli su richiesta dei pm Antonello Arbituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio ed eseguita dai carabinieri di Caserta, fa parte di un insieme di 13 misure cautelari nei confronti di altrettante persone, tra cui Pasquale e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, boss del clan dei Casalesi. La famiglia Cosentino, proprietaria di vari distributori di carburante, avrebbe agito con pratiche commerciali lesive della concorrenza.

Secessionismo in Veneto, 24 arresti Pm: “Volevano insurrezione popolare”

procurada TGCOM24

Su ordine della Procura di Brescia, i carabinieri del Ros hanno arrestato 24 persone appartenenti a un gruppo secessionista accusato di aver messo in atto “varie iniziative, anche violente”, per ottenere l’indipendenza del Veneto e di altre zone del Paese tramite “l’insurrezione popolare”. I reati contestati sono associazione con finalità di terrorismo ed eversione e fabbricazione e detenzione di armi da guerra.

Progettavano un’insurrezione – Un trattore agricolo, secondo gli investigatori, doveva essere usato “per compiere un’azione eclatante a Venezia, in piazza San Marco”. Gli indagati, in particolare, avevano pensato di trasformare il mezzo in una sorta di carro armato attrezzato con un cannoncino da 12 millimetri, ma durante le fasi di montaggio c’erano stati problemi di calibratura e di recupero dei pezzi per la sua costruzione.

La vicenda riporta al 9 maggio 1997, quando un gruppo di “Serenissimi” diede l’assalto al campanile di piazza San Marco: tra gli elementi più scenografici dell’azione c’era proprio un furgone trasformato in rudimentale carro armato, poi chiamato “Tanko”.

Sono in corso anche perquisizioni a carico di altri 27 indagati. Secondo le indagini del Ros, le persone arrestate avrebbero fatto parte di un “gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l’indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano”.

Tra gli indagati c’è un leader dei Forconi – Tra gli indagati figurerebbero anche un leader del movimento dei Forconi, alcune persone vicine al noto gruppo dei “Serenissimi” e il presidente e la segretaria della Life, l’associazione che avrebbe avuto un ruolo particolarmente attivo nel periodo di contestazione dei cosiddetti forconi dell’8 dicembre. L’epicentro sarebbe Casale di Scodosia, nel Padovano dove sarebbe stato trovato il “Tanko”.

Arrestato il fondatore della Liga Veneta – Tra gli arrestati dell’inchiesta della Procura di Brescia vi è anche il fondatore della Liga Veneta, Franco Rocchetta, ex parlamentare. La Liga Veneta confluì nella Lega Nord ma Rocchetta abbandonò poi il movimento. Di recente è stato tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto.

Salvini: “Siamo alla follia” – “Aiutano i clandestini, cancellando il reato di clandestinità, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l’Indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia”. Lo scrive su Facebook il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, dopo l’arresto di Rocchetta.

Baby squillo dei Parioli, i clienti patteggiano: liberi con 40mila euro

processoda TGCOM24

Evitare il processo e cercare di scampare al rischio di vedere il proprio nome sui giornali: per i clienti delle baby squillo dei Parioli si apre la strada del patteggiamento. Il corteo di avvocati pronti a chiedere un accordo per i loro clienti con i pubblici ministeri è iniziato, e per qualcuno la vicenda si è già chiusa: cinque mesi e dieci giorni, convertiti in una pena pecuniaria di 40mila euro. In alternativa la libertà controllata.

Al momento, scrive il Corriere della Sera, si stanno valutando solo i casi di chi è incensurato. La linea, trapela dalla Procura, non varrà per tutti: chi frequentava abitualmente le due ragazzine, tra gli oltre cinquanta indagati nell’inchiesta, non potrà aspettarsi un trattamento di questo tipo.

L’accordo prevede una pena di un anno, che scende, applicando le attenuanti per gli incensurati, a otto mesi. Con lo sconto di un terzo previsto per il patteggiamento, si arriva ai 5 mesi e dieci giorni, pari a 40mila euro di pena pecuniaria. Chi non vuole pagare può scegliere la libertà condizionata: non ci si può allontanare dal proprio Comune di residenza, via patente e passaporto, obbligo di firma e divieto di detenzioni di armi.

Roma: bimba morta durante intervento: sette indagati

 

Bimba dieci anni morta durante intervento a orecchioda ANSA.IT

Sette componenti l’equipe medica che ha operato la bambina di dieci anni morta nella clinica Villa Mafalda a Roma sono indagati per omicidio colposo. Si tratta di due otorini, dell’anestesista e altro personale medico-sanitario presente durante l’intervento chirurgico.

La bambina è morta durante un intervento all’orecchio: doveva essere sottoposta alla ricostruzione della membrana timpanica ed è deceduta per insufficienza cardiaca. La famiglia ha presentato denuncia contro l’equipe medica.

Il pm Ilaria Calò, magistrato di turno, ha disposto oggi l’autopsia ed affidato l’incarico a Luigi Cipolloni, dell’Istituto di Medicina Legale della Sapienza. L’accertamento autoptico si svolgerà domani. Il medico legale sarà affiancato da Remo Orsetti, specialista in anestesia, rianimazione e terapia del dolore della casa di cura Salvator Mundi. L’intervento chirurgico all’orecchio destro della bimba aveva il fine di ricostruire la membrana timpanica.

Il padre: “Era routine, come è possibile?” – “Era un intervento di routine. Com’è possibile che per una banale operazione chirurgica all’orecchio mia figlia possa essere morta?”. E’ quanto avrebbe detto il padre della bimba di dieci anni morta a Roma durante un intervento per la ricostruzione della membrana timpanica. A presentare denuncia ai carabinieri della stazione di viale Libia è stato lo zio della piccola. A ratificare la denuncia è stato poi il padre della bimba.