SICUREZZA SUL LAVORO E RIFORMA “FORNERO”: IL MINISTERO CONFERMA L’OBBLIGO FORMATIVO

fornerodi Petula Brafa

Con l’interpello n.16 del 22 maggio 2013, in replica all’istanza avanzata da Confindustria, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è intervenuto a chiarire il rapporto tra gli obblighi formativi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 (cd. Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) e quelli previsti dalla Legge n. 92/2012 (cd. Legge ‘Fornero’ di riforma del mercato del lavoro), in ordine alla formazione ed alla riqualificazione inderogabili per il lavoratore sottoposto a trattamenti di sostegno del reddito (Cassa Integrazione Guadagni), pena la decadenza dal diritto alla prestazione.

La posizione del dicastero di via Veneto ha avvalorato la priorità dell’aggiornamento del lavoratore e, pur sempre confermando l’orientamento in favore della tutela antinfortunistica, ha distinto l’addestramento preventivo e specifico all’atto dell’assunzione (art. 37 comma 4, lett. a TUSL) dalla formazione somministrata durante la sospensione, la cassa integrazione o la riqualificazione (art. 4 comma 40 L. n. 92/2012), inclusiva anche della preparazione in materia di sicurezza, ritenendo che “nella formazione indicata dalla L. n. 92/2012 possano farsi rientrare i soli corsi di aggiornamento e formazione erogati nel corso del rapporto di lavoro, funzionali al reinserimento lavorativo e alla salvaguardia dei livelli occupazionali”.

Il riconoscimento, se da un lato vincola il lavoratore alla frequentazione dei corsi per mantenerne l’accesso all’integrazione reddituale, dall’altro ne impone la costanza dell’interesse alla tutela anche alle parti datoriali, importando le acquisizioni già codificate nell’applicazione del più recente testo di legge.

(fonte: INCA CGIL)

31 maggio 2013

SICUREZZA NEGLI STADI: Fermezza contro il razzismo negli stadi

Ministero interno

E’ la linea decisa dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive riunito dopo i recenti fenomeni di intolleranza. Il dirigente del servizio di ordine pubblico sarà responsabile unico della decisione di sospendere la gara

Netta presa di posizione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive sulla questione del razzismo negli stadi. L’organismo collegiale, al quale nella seduta che si è svolta oggi ha partecipato anche il direttore della Federcalcio Antonello Valentini, ha approvato all’unanimità una specifica determinazione, in quattro punti:

  1. Procedure per la sospensione della gara: in presenza di segnali di razzismo, intolleranza o antisemitismo, l’arbitro provvederà, anche su segnalazione dei calciatori, ad investire, tramite il “quarto uomo”, il dirigente del servizio di ordine pubblico, unico responsabile della decisione di sospendere la gara.
  2. Formazione del personale ed esercitazioni per testare il flusso delle informazioni, l’efficacia dei piani di emergenza, nonché la conoscenza delle procedure da parte degli steward e degli operatori delle Forze di polizia.
  3. Strategie di rigore: il dipartimento della Pubblica Sicurezza diramerà una specifica circolare, nella quale saranno ribadite le strategie di assoluta fermezza, per l’identificazione dei responsabili ed alla conseguente adozione di provvedimenti Daspo.
  4. Iniziative di carattere preventivo. A cura dell’Osservatorio nazionale sulle Manifestazioni Sportive saranno adottate campagne di prevenzione negli impianti, in collaborazione con l’Oscad – Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori.

L’Osservatorio ha anche evidenziato come la stagione calcistica in corso registri un’ulteriore flessione degli episodi di violenza, e che anche le manifestazioni di razzismo e intolleranza, da contrastare comunque con forza, assumono carattere episodico e sono sempre riferibili a ristretti gruppi, individuabili prevalentemente tra alcune tifoserie.

CAPODANNO: Fuochi d’artificio. Consigli per la sicurezza

da Ministero della Salute

I fuochi d’artificio possono essere pericolosi. Nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti artigianali che non rispettano le norme di sicurezza, ma spesso i danni sono dovuti alla mancata adozione di misure di sicurezza.
Nonostante numerose campagne di sensibilizzazione sono ancora molti gli accessi in ospedale per traumi, lesioni da scoppio, ustioni e danni oculari dovuti all’uso di fuochi artificiali. Nei bambini gli incidenti più frequenti si verificano il primo giorno dell’anno, conseguentemente alla raccolta di fuochi inesplosi.

Tra i consigli per non incappare in spiacevoli sorprese ed inutili rischi, ricordare che:

  • se un fuoco d’artificio non si accende subito, non si deve ritentare, ma è il caso di buttarlo via, renderlo inoffensivo mettendolo sotto la sabbia o sotto terra
  • è pericolosissimo raccogliere fuochi non esplosi trovati per strada
  • accendere i fuochi d’artificio solo all’aperto, lontano dalle persone, da materiale infiammabile, da legno e da alberi
  • i fuochi dovrebbero essere maneggiati ed accesi da un adulto o, comunque, sotto la vigilanza di una persona responsabile
  • candeline e stelline sono le uniche che si possono usare in casa, ma vanno tenute lontane dai vestiti, dalle tende, dai divani e da tutti gli oggetti infiammabili
  • attenzione al rischio scintille, che possono colpire occhi o pelle
  • bottigliette a strappo, pistole a strappo e snappers non devono mai essere lanciati addosso alle persone
  • non tenere in mano fontane, trottole, fumogeni, petardini, miccette e girelline dopo averne acceso la miccia
  • allontanarsi subito per evitare di essere investiti dallo scoppio.

Per approfondire consulta il sito del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

Sicurezza in viaggio: le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni di esodo

da Ansa.it

Fino a Capodanno, temperature e tempo saranno generalmente stabili su tutta l’Italia, con un calo termico , piu’ forte al Sud. Nella notte di San Silvestro l’arrivo del nuovo anno si festeggera’ con gli ombrelli aperti, almeno al Nord. E a ridosso della Befana, torna lo stesso gelo dei primi di dicembre.

E’ questo il quadro meteorologico degli esperti per i prossimi giorni. ”Da ovest sta giungendo l’ultima perturbazione del 2012, a cui seguiranno venti da nord un po’ piu’ freddi sulle regioni adriatiche e al sud fino a venerdi’, mentre sono in agguato le nebbie fitte che si ripresenteranno estese sulla Pianura padana, come di consueto in questo periodo dell’anno”, fa sapere Antonio Sano’ direttore del portale iLMeteo.it.

Per Massimiliano Pasqui, ricercatore del Cnr Ibimet, gia’ da oggi  le temperature inizieranno a scendere su tutta l’Italia: ”Il calo sara’ anche di 7 gradi al sud dove in questi giorni si sono avvertite medie piu’ vicine alla stagione primaverile che invernali, mentre al nord la colonnina di mercurio scendera’ in maniera piu’ graduale, massimo 2-3 gradi”.

La buona notizia e’ che almeno fino alla notte dell’ultimo dell’anno non si avranno piu’ sbalzi di temperatura: ”L’altalena delle temperature che si e’ avvertita in questi giorni – precisa l’esperto del Cnr – non ci sara’ piu’, la colonnina di mercurio si assestera’ su medie piu’ vicine alla stagione invernale”. Un cambiamento del tempo e’ atteso pero’ nel corso della giornata del Capodanno, con piogge e neve  intorno a 800 m. ”La notte tra il 31 e il primo, arrivera’ una nuova perturbazione che portera’ piogge moderate su Liguria e Toscana”. Un brusco cambio delle temperature si avvertira’ pero’ sicuramente a ridosso dei festeggiamenti della Befana, dove ritornera’ il freddo, come all’inizio di Dicembre. ”Tra il 4 e il 5 venti polari dall’Atlantico settentrionale invaderanno l’Italia. Le temperature saranno gelide e si vedra’ nuovamente la neve a bassa quota”, conclude Pasqui del Cnr.

Progetto Icaro per la vita: dodici anni insieme

da Polizia di Stato

Trenta studenti hanno vissuto, ieri mattina, un’esperienza unica nel segno della sicurezza stradale.
Si è svolta infatti oggi a Roma, all’Accademia dei Lincei, la premiazione del concorso del Progetto Icaro riservato agli studenti delle scuole medie e superiori di tutta Italia.

Ai vincitori di questa edizione, la scuola media “Virgilio” di Scampia di Napoli e l’Istituto superiore “Catullo” di Belluno sono stati assegnati dei computer portatili, mentre ai ragazzi che hanno partecipato sono stati consegnati tablet, Ipod e navigatori. Per i giovani premiati, inoltre, è previsto uno stage presso il Centro addestramento della Polizia di Stato di Cesena.

Il tema del concorso di quest’anno ha impegnato gli studenti nella realizzazione di uno spot pubblicitario sulla vita, dal tema : ” Sulla strada…mi piaceImmagine del , non mi piaceImmagine del “.

I campioni delle Fiamme oro, Roberto Cammarelle medaglia d’oro nel pugilato e Francesco D’Aniello, argento nel tiro a volo, hanno premiato le scuole vincitrici e hanno fatto riflettere i ragazzi sull’importanza del rispetto delle regole nello sport come sulla strada, dove si rischia di più di una partita.

L’ex campione di pallavolo Andrea Lucchetta, testimonial d’eccezione dell’evento, ha realizzato un cartone animato dal titolo “Il sogno di Brent”che la storia di un giovane appassionato di moto che rimane paraplegico a seguito di un incidente stradale ma che, grazie alla tenacia e alla vicinanza degli amici, diventa un campione paraolimpico. Il cartone sarà utilizzato anche nella prossima edizione di Icaro.

I dati

Dal 2001 al 2011 molto si è fatto nel nostro Paese per la vita: la mortalità per incidente stradale è passata da 7096 vittime a 3860 dell’anno scorso, ma è ancora troppo alto il numero dei giovani che sono rimasti vittime di incidenti stradali. Sono, infatti, 662 i ragazzi che hanno perso la vita sulla strada nel 2011, quasi uno ogni 13 ore, e l’incidente stradale si conferma come la prima causa di morte tra i giovani con il target più a rischio nella fascia di età compresa tra i 20 e i 24 anni.

Cos’è il Progetto Icaro

Il Progetto Icaro è la campagna di sicurezza stradale promossa dalla Polizia di Stato, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione ANIA, e ha come finalità l’educazione dei giovani al rispetto delle norme sulla sicurezza stradale.

Per consentire ai ragazzi di vivere serenamente la strada, il progetto Icaro conduce ormai da anni la più importante iniziativa di educazione sulla sicurezza stradale, coinvolgendo e formando oltre 100mila studenti di tutte le età, dalle scuole materne all’Università.

Sicuramente in città: guida alle due ruote nel traffico

da Polizia di Stato

Il viaggio con gli esperti della sicurezza stradale su due ruote continua. Siamo arrivati  in città, dove spesso si nascondono i pericoli maggiori per i motociclisti. In questo Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli, Palermo e altre  decine di centri urbani italiani si somigliano: alta intensità di traffico, spesso indisciplinato e caotico, con cui lo scooterista  dell’ultima ora o il centauro esperto devono fare i conti, tutti i giorni. Tra buche, cantieri a cielo aperto, macchie d’olio sull’asfalto e  automobilisti “distratti”, andare e tornare dal lavoro o semplicemente farsi un giro in moto in città può diventare una questione di  sopravvivenza.

Fabrizio Macciò e Riccardo Matesic, i nostri due compagni di viaggio, rispettivamente agente della Stradale e giornalista specializzato  della rivista “Due ruote”, ci mettono in guardia subito: quello che conta, innanzitutto, è renderci visibili agli altri. Come? Con i fari  sempre accesi (anche di giorno) e un atteggiamento armonico. Solo così riusciremo a farci vedere e percepire anche dall’automobilista  incolonnato nel traffico o da quello che cambia improvvisamente corsia.

E riuscire a evitare chi non rispetta la precedenza o chi apre di scatto la portiera dell’auto. Il codice della strada è uguale per tutti,  dunque dobbiamo sempre ricordarci che sorpassare a destra o circolare su una corsia d’emergenza, per esempio, è vietato allo stesso modo per  le quattro come per le due ruote. Non si tratta solo di rischiare sanzioni e multe, perché il pericolo vero è un comportamento  sbagliato che mette a repentaglio la nostra incolumità fisica, in modo esponenziale rispetto a chi guida un’auto.

E soprattutto è necessario tenere presente il “differenziale di velocità”. Ce lo ricorda Riccardo che ci fornisce un consiglio molto  efficace: “dobbiamo muoverci in maniera armoniosa con il traffico circostante”. Un tutorial che ci auguriamo sia molto visto dai nostri amici  centauri, perché come dice Fabrizio, “da motociclista e da agente della Stradale ogni moto che trovo per terra, ogni incidente in cui trovo  coinvolti motociclisti quasi li vivo come una sconfitta”.

Perché tante situazioni di sicurezza stradale sarebbero risolvibili “conoscendo e rispettando le regole, basterebbe solo quello”. Alla fine  del video arriva anche un “collega” d’eccezione: è Loris Capirossi, che in divisa da perfetto agente della Stradale e con la moto luccicante  della Polizia, con un sorriso disarmante ci ricorda che “la strada non è la pista, ma soprattutto casco sempre allacciato, abbigliamento  giusto e… divertitevi!”

La Sicurezza in Casa

da Vigili del Fuoco

È noto dall’esperienza che non è possibile combattere efficacemente un nemico di qualsiasi natura senza conoscerlo bene.

È necessario, quindi, allo scopo di evitare un pericolo, una malattia una situazione drammatica, conoscere le cause e prevenirle con adeguate misure protettive ed opportuni comportamenti difensivi.

Tale esigenza, amplificata dalla casistica dei drammatici episodi incidentali che accompagnano l’evoluzione tecnologica, presenta connotazioni meritevoli di particolare attenzione quando si tratta dei pericoli presenti nelle abitazioni in cui viviamo.

L’ambiente domestico, infatti, a fronte del calore e della serenità che da esso giustamente pretendiamo quale meritato rifugio dalle ansie e dalle tensioni che caratterizzano il mondo esterno, purtroppo presentano sovente situazioni insidiose nelle quali anche il più comune oggetto, che ordinariamente ci accompagna per aiutarci a vivere meglio, può diventare improvvisamente causa banale di incidenti.

Tuttavia, se è vero che molti sono i pericoli nascosti in casa, è altrettanto vero che essi sono facilmente evitabili, purché ben conosciuti.

Si è voluto mettere a fuoco in forma semplice ed incisiva le più frequenti tipologie incidentali che la cronaca registra ed evidenziare i suggerimenti comportamentali ritenuti utili alla prevenzione degli incidenti o, almeno, a ridurre la gravità delle conseguenze.

L’incisività dei messaggi è fondamentalmente affidata alle immagini, la cui stesura è stata attentamente curata con preziosi accorgimenti grafici, frutto della brillante ispirazione dell’Arch. Luca Villani di Vercelli, il quale ha dato atto di aver saputo cogliere con rigore scientifico i più indovinati accostamenti delle linee e dei colori, ottimamente completati dalla paziente opera dell’illustratore Arch. Giancarlo Palazzo, la cui perizia e capacità hanno reso un contributo sicuramente rilevante.

Si è tentato, in tal modo, di costruire un supporto visivo idoneo a richiamare l’ingenua attenzione dei destinatari più piccoli dei messaggi, senza, nel contempo, rinunciare a suscitare, con la maturità grafica del disegno che ne valorizza il contenuto, l’interesse degli adolescenti, delle casalinghe, delle persone impegnate.

Analogamente l’accostamento di testi articolati in una gamma diversificata di intensità, dal suggerimento più semplice e quasi banale, alla notazione tecnica, pur sempre elementare e comprensibile, ha voluto completare un modesto tentativo di contribuire al miglioramento di quella che, con terminologia oggi abusata, è individuata nella “cultura della sicurezza”, la cui più ampia diffusione costituisce un basilare presupposto per l’efficace lotta contro le evenienze incidentali. Non va tuttavia, sottaciuta la consapevolezza di non potere attribuire ai messaggi il compito di dare soluzione completa ai problemi trattati.

Tale presunzione sarebbe certo arrogante ed illusoria e, proprio per questo, esattamente contraria alle finalità proposte, che vanno correttamente interpretate nel mero tentativo di fornire al lettore un indirizzo per il riconoscimento del pericolo nascosto nell’ambiente domestico, senza dimenticare che le sue subdole e imprevedibili estrinsecazioni sono in realtà ben più diversificate di quelle che sono state tradotte nelle immagini, in quanto prescelte solo con lo scopo di schematizzare una casistica dei rischi più frequenti e più conosciuti, ma pur sempre incompleta.

Si è voluto, quindi, fornire al lettore uno strumento atto a suscitarne la riflessione verso i problemi trattati ed a svilupparne la sensibilità e la mentalità della sicurezza.

 

Anziani e sicurezza: alcune regole fondamentali per prevenire incendi

dai Vigili del Fuoco

Il rispetto di alcune regole semplici può aiutare a vivere anche nell’età matura con sicurezza a casa propria.

Il fumo:

  • non fumare mai a letto;
  • quando si fuma, i portacenere dovrebbero essere grandi e profondi;
  • prima di svuotare il portacenere, controllare che la cenere non sia più calda, perché può rimanere calda per ore ed incendiare quello che si trova intorno, anche nella spazzatura. Per sicurezza, gettare la cenere bagnata con acqua;
  • prima di andare a letto, si dovrebbe controllare se ci sono mozziconi di sigarette lasciati in giro. Se si fuma la pipa, togliere la cenere dal cannello e riporre la pipa sul portapipe o su un portacenere.

La cucina:

  • le ustioni in cucina sono frequenti. Per evitarle:
    • usare pentole con manici;
    • i manici delle pentole, possibilmente in materiale antiscottatura, devono essere rivolti verso l’interno e intorno ai fornelli non ci dovrebbe essere grasso o sporcizia;
    • usare il fermo-pentole per il piano di cottura;
    • versare l’acqua di cottura della pasta o delle verdure verso la parete del lavello, non verso se stessi.
  • usare sempre guanti da forno o le presine. Inoltre, non ci si deve piegare sulle pentole bollenti e si deve evitare di usare vesti con maniche ampie (come ad esempio vestaglie o accappatoi) perché possono prendere fuoco;
  • se si deve lasciare qualcosa sul fuoco, operazione che è comunque sempre meglio evitare, portare con sé un promemoria (un cucchiaio da cucina, una presina) o usare un timer;
  • controllare regolarmente la scadenza del tubo del gas (ad esempio, ad ogni cambio stagione);
  • chiudere il rubinetto del gas quando si va a letto.

Riscaldarsi in sicurezza:

  • molti degli incendi domestici hanno inizio da materiali combustibili (tende, carta, alcool ecc.) che prendono fuoco perché troppo vicini ad apparecchi di riscaldamento o di cottura. Per questo motivo, le sostanze combustibili devono stare a distanza da radiatori, forni, camini e scaldacqua;
  • il forno e la cucina non devono essere utilizzati per riscaldare la casa;
  • gli impianti di riscaldamento devono essere installati e controllati periodicamente da professionisti. È bene far controllare anche le valvole di chiusura dei termosifoni prima dell’inizio della stagione fredda.

Elettricità:

  • gli impianti elettrici devono essere installati e modificati solo da professionisti del settore;
  • nelle case meno recenti si deve prestare particolare attenzione, perché gli impianti elettrici possono essere pericolosi se non sono stati adeguati;
  • in generale, per non sovraccaricare i fili è meglio evitare di usare apparecchi di potenza elevata (scaldacqua, lavatrice, lavastoviglie) contemporaneamente;
  • non usare lavatrice e lavastoviglie quando non si è in casa;
  • non inserire troppe spine su una stessa presa;
  • le prolunghe dovrebbero essere staccate appena finito il loro uso. Se un apparecchio elettrico ha un filo deteriorato è necessario sostituirlo subito e, eventualmente, valutare se non sia opportuno sostituire anche l’apparecchio;
  • controllare i piccoli apparecchi elettrici utilizzati frequentemente, come il ferro da stiro, l’asciugacapelli, il tostapane, il frullatore;
  • spegnere il televisore quando si va a letto o in vacanza;
  • tenere una torcia a pile a portata di mano per eventuali interruzioni di corrente.

Fiammiferi e bambini:

  • i fiammiferi e gli accendini devono essere custoditi in luoghi non raggiungibili dai bambini. I più piccoli, infatti, sono attratti dalle fiamme e da ciò che le produce. Anche le candele devono essere poste su basi ampie e in posti in cui è difficile che siano toccate dai bambini.

Cosa fare in caso di incendio?:

  • appena si scopre un incendio fuggire via, senza tentare di spegnerlo o di prendere le proprie cose, perché queste azioni possono solo ritardare la fuga. Se si percepisce che al di là di una porta c’è l’incendio, prima di aprirla è bene sentire con la mano se è calda. Se è molto calda non aprirla, ma cercare un’altra via di fuga;
  • se si deve attraversare una zona in cui c’è già del fumo, cercare di abbassarsi il più possibile e, se possibile, bagnarsi i vestiti;
  • quando si è fuori, non tornare dentro per nessun motivo ma chiamare il 115 (la telefonata è gratuita).

Sicurezza: le frane

da Vigili del Fuoco

Una frana avviene quando delle masse di roccia si staccano da pendii più o meno ripidi e cadono, o scivolano, verso il basso sotto l’azione della forza di gravità.
Ogni frana è un evento a sé, nel senso che può essere generata e si può sviluppare a seguito di elementi e situazioni locali molto varie. Essa è fondamentalmente caratterizzata da “fattori predisponenti”, ossia fattori che creano situazioni favorevoli alla sua generazione, come la natura e la struttura del suolo, la pendenza dei versanti o l’inclinazione degli strati, e “fattori determinanti”, ossia fattori che danno il via al movimento franoso, quali le piogge, le infiltrazioni d’acqua nel terreno, i terremoti, ecc.

Le frane possono essere provocate da cause naturali, quali la pioggia o la presenza di fratture nel terreno, e da cause artificiali, quali la costruzione d’edifici sui pendii, o il disboscamento, che priva il terreno della protezione delle radici. Per questo motivo è sempre molto importante rispettare la natura, il cui equilibrio regola con armonia le forze che l’uomo invece tende a violare.

Che cosa fare se si viene coinvolti in una frana?

È praticamente impossibile individuare precise norme di comportamento nel caso si fosse stati coinvolti in tale situazione, poiché gli elementi che caratterizzano una frana sono molteplici e di difficile controllo.

Se vi trovate all’interno di un edificio mentre la frana è in atto o si sta avvicinando ricordate che questo luogo può non essere sicuro, né garantire alcun riparo, cercate quindi di uscire ed allontanarvi adottando gli stessi comportamenti suggeriti per il terremoto.

Se state percorrendo una strada in macchina ed una frana è appena caduta, cercate di segnalare il pericolo alle altre automobili che potrebbero sopraggiungere, con i mezzi che avete a disposizione (ad esempio il triangolo di segnalazione che si trova in macchina) e correte a dare l’allarme al più vicino centro abitato.

Scuola Sicura – il progetto

da Vigili del Fuoco

Il Progetto “Scuola Sicura” è un programma didattico realizzato dal Ministero dell’Interno in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e con il Dipartimento della Protezione Civile, al fine di inserire nella scuola dell’obbligo l’insegnamento della protezione civile.

Avviato in via sperimentale nel 1992, anche in ottemperanza alle disposizioni del Decreto del Ministro dell’Interno del 26 agosto 1992, recante “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica”, è stato gradualmente esteso tra il 1993 ed il 1998 a tutte le province italiane, attraverso un piano operativo di sperimentazione che ha interessato oltre un milione di studenti.

L’iniziativa sta comunque proseguendo su tutto il territorio, con l’intento di raggiungere il maggior numero possibile di istituti scolastici.

Il Progetto tende a favorire l’inserimento nella scuola dell’obbligo di un programma globale di educazione incentrato sui rischi naturali, dell’ambiente domestico e scolastico, che coinvolga anche l’aspetto comportamentale ed avvicini i ragazzi alle realtà della protezione civile.

Lo scopo dell’iniziativa, infatti, non è solo quello di dare utili informazioni sulle norme di sicurezza da adottare in emergenza, ma anche di formare ed educare il giovane a comportamenti che siano improntati alla solidarietà, collaborazione ed autocontrollo.

A livello centrale è stato costituito il Comitato Organizzatore Nazionale del Progetto “Scuola Sicura”, di cui fanno parte rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero della Pubblica Istruzione, del Dipartimento della Protezione Civile, del Ministero dell’Ambiente, del Corpo Forestale dello Stato, della Croce Rossa Italiana, dell’A.G.E.S.C.I., dell’A.N.P.A.S., della Siemens e della Telecom.

A livello locale il Progetto è coordinato dalle Prefetture, attraverso un Comitato Organizzatore Provinciale, cui partecipano oltre al Provveditorato agli studi e al locale Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, anche rappresentanti di enti locali, enti pubblici e privati, aziende di servizi, organizzazioni di volontariato.

Il Comitato Provinciale elabora, sulla base delle linee di indirizzo fissate dal Comitato Nazionale, un percorso didattico interdisciplinare, adeguandolo alle esigenze locali.

Sono previsti diversi modelli di intervento:

  • un corso di formazione agli insegnanti referenti di protezione civile;
  • incontri diretti dei rappresentanti degli enti ed istituzioni presenti nel Comitato con le scolaresche;
  • visite guidate a strutture locali di protezione civile;
  • redazione di un piano di evacuazione da parte delle scuole partecipanti al Progetto;
  • esercitazioni di evacuazione dell’edificio scolastico.

Per consolidare l’attività svolta ed uscire dalla fase di sperimentazione il 3 dicembre 1997 è stato firmato dal Ministro dell’Interno con delega al coordinamento della protezione civile e dal Ministro della Pubblica Istruzione un Protocollo d’intesa per l’inserimento delle tematiche di protezione civile nelle attività scolastiche.

Per dare attuazione agli impegni assunti con il Protocollo sono state istituite due Commissioni di studio:

  • la Commissione di studio per l’inserimento della protezione civile nelle materie di insegnamento della scuola dell’obbligo;
  • la Commissione di studio per le scuole medie di secondo grado.

A seguito del Protocollo, per favorire l’introduzione a regime della protezione civile nelle attività di insegnamento della scuola dell’obbligo, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato, con circolare n° 356 del 10 agosto 1998, una apposita Direttiva di orientamento alle istituzioni scolastiche, suggerendo la possibilità di una lettura degli attuali programmi didattici in una chiave che consenta di collegare alle singole materie di insegnamento, in maniera trasversale, le tematiche della sicurezza e della prevenzione.