2026 tra diversi comuni del Nuorese. L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Nuoro insieme al Commissariato di Gavoi e coordinata dalla Procura, si è conclusa con sette arresti, disposti tra carcere e domiciliari, e con due obblighi di dimora. L’inchiesta, sviluppata attraverso mesi di accertamenti, avrebbe permesso di ricostruire l’attività di due gruppi che, pur operando in territori differenti, sarebbero stati in contatto tra loro e avrebbero collaborato nella gestione del traffico di stupefacenti. Un primo gruppo avrebbe avuto il proprio principale ambito operativo tra Gavoi e Ollolai, dove si sarebbe occupato soprattutto della coltivazione e della successiva vendita di marijuana, mentre il secondo avrebbe fatto riferimento a Lula e sarebbe stato maggiormente coinvolto nel traffico di cocaina, destinata allo spaccio anche in altri centri della provincia di Nuoro. Nel corso delle indagini gli agenti hanno individuato una piantagione di marijuana e raccolto elementi utili, anche attraverso il materiale presente sui telefoni cellulari degli indagati, per ricostruire le diverse fasi dell’attività, dalla coltivazione alla raccolta fino alla distribuzione delle sostanze. Gli investigatori ritengono inoltre che durante i mesi estivi lo spaccio si sia concentrato anche lungo le località costiere della Baronia, con la presenza sul mercato di diverse tipologie di stupefacenti.Il bilancio dei sequestri comprende circa un chilo di cocaina, tre chili di marijuana, hashish e sostanze sintetiche come MDMA ed ecstasy, oltre a circa 5 mila euro in contanti e munizioni detenute illegalmente. Tra le contestazioni mosse a uno degli arrestati figura anche la detenzione abusiva di un’arma da fuoco e un episodio relativo all’uccisione di un cane custodito in un ovile. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’animale sarebbe stato ucciso poco dopo aver partorito una cucciolata e l’intera scena sarebbe stata registrata in un video successivamente trovato nel telefono dell’indagato. Per l’esecuzione delle misure cautelari e delle numerose perquisizioni sono stati mobilitati oltre 70 operatori, con il coinvolgimento del Reparto Prevenzione Crimine “Sardegna”, delle unità cinofile della Polizia di Stato e della Polizia penitenziaria.
Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato




