Operazione coordinata della Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Arrestata anche una suora.

Maxioperazione della polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri nel contrasto alle attività mafiose. Le attività nel mirino sono state traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, usura, riciclaggio di denaro sporco e traffico di armi. A coordinare tutta l’operazione Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Brescia. Nella rete è finita anche una suora, Anna Donelli, che avrebbe avuto un ruolo di intermediaria tra le associazioni malavitose e i detenuti grazie alla sua posizione di religiosa. Le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni in diverse località d’Italia e congelato beni per quasi 2 milioni di euro. Non è la prima volta che agli onori della cronaca balzano notizie di collegamenti tra soggetti in carcere e clan. Spesso infatti i detenuti continuano a svolgere le proprie attività illecite anche in carcere a volte rivestendo un ruolo principale. Ma non capita spesso di apprendere che l’intermediario che “passa”le informazioni all’interno del penitenziario è una suora. Ben 25 sono state le misure cautelari applicate. L’intento è stato quello di smontare un clan legato alla ‘ndrangheta che operava nel territorio di Brescia che si era infiltrata, come spesso accade anche nelle dinamiche politiche del territorio. Agli arresti anche un ex- consigliere di fratelli d’Italia ed un ex assessore della lega. La suora arrestata era molto conosciuta ed operava all’interno dell’istituto penitenziario per il recupero dei detenuti e nelle partite di calcio all’interno del carcere svolgeva anche il ruolo di arbitro. La donna ha 57 anni ed è originaria di Cremona. Le accuse sono pesanti e la pongono al centro dell’ organizzazione strategica delle attività dei malavitosi e lo scambio di informazioni tra gli stessi e i loro familiari nel coso i colloqui fossero vietati per motivi di sicurezza. Le indagini sono partite verso la fine del 2020 ed hanno evidenziato in maniera chiara i rapporti tra l’associazione a delinquere e la radice ‘ndranghetista con l’intento di ramificarsi all’interno del territorio bresciano attraverso anche attività violente ed intimidatorie.

Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato

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