Nell’ultimo periodo, all’interno di molte carceri italiane, si sono verificati fatti
gravissimi, come suicidi e atti di vandalismo. In particolare, nel carcere di San Donato a Pescara, intorno alla metà del mese scorso, è stato appiccato un incendio e un detenuto si è suicidato. La risposta della polizia penitenziaria è arrivata il 1 marzo quando circa 150 agenti provenienti da Abruzzo, Lazio e Molise hanno effettuato un operazione di controllo dei detenuti del carcere della cittadina costiera. L’operazione di bonifica è stata molto decisa e ben organizzata per ripristinare quella legalità che , a quanto pare, era stata messa in discussione. La polizia ha rinvenuto sostanze stupefacenti e telefonini che, i detenuti , avevano nascosto nei loro orifizi anali. Si tratta di una delle tecniche più diffuse tra i detenuti per occultare materiale detenuto illegalmente. Gli agenti però sono stati bravi a rinvenire gli oggetti e la droga e per molti soggetti scatteranno pene severe che aggraveranno la loro posizione detentiva. Il sindacato Sappe si è detto soddisfatto dell’esito dell’operazione che da tempo era stata invocata. La situazione si era fatta pericolosa e le tensioni all’interno del carcere preoccupavano il sindacato e gli amministratori. La risposta è stata decisa e incisiva e molti degli uomini detenuti nel carcere di San Donato si sono svegliati con un amara sorpresa. I complimenti del sindacato sono andati agli agenti di Abruzzo, Lazio e Molise che hanno svolto il loro lavoro in maniera impeccabile e con dedizione e agli stessi agenti del carcere di Pescara per la loro collaborazione, indispensabile per la riuscita dell’operazione. Sicuramente non rimarrà un episodio isolato.
Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato




