Colpo alla mafia: maxi-sequestro da 1, 3 mld al “re dell’eolico”

vito_nicastrida Agi – Agenzia di Stampa

Beni per un miliardo e trecento milioni di euro sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia a un soggetto ritenuto contiguo a Cosa nostra.

I beni, che erano stati precentemente sequestrati, passano ora definitivamente allo Stato.

Secondo la Dia, si tratta della confisca di importo piu’ elevato in assoluto mai eseguita in Italia nei confronti di un unica persona.

La confisca ha colpito Vito Nicastri, 57 anni, imprenditore di Alcamo (Trapani), attivo nel settore dell’energia rinnovabile e in particolare dei parchi eolici. All’uomo e’ stata imposta la sorveglianza speciale per tre anni, con obbligo di soggiorno ad Alcamo.

Il patrimonio che gli e’ stato confiscato comprende 40 societa’, immobili e disponibilita’ finanziarie. Secondo gli inquirenti, Nicastri era vicino a diversi personaggi mafiosi.

Bimba di tre anni muore nel Brindisino. Forse uccisa dalla madre

foto agida Corriere.it

Una bambina di tre anni è morta in ospedale dopo essere stata trovata in fin di vita nella sua abitazione, in via Monteverdi, a Carovigno, in provincia di Brindisi. La madre della piccola, Francesca Sbano, 32 anni,  ricoverata nell’ospedale di Ostuni, è morta lanciandosi nel vuoto dal terrazzo dello stesso appartamento, al secondo piano della palazzina.

Gli investigatori sospettano che la donna abbia ucciso la figlia e poi abbia tentato il suicidio. A quanto si è appreso, la Sbano non aveva mai accettato la decisione del marito di separarsi e avrebbe sofferto di depressione. A dare l’allarme sarebbero stati dei vicini di casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118.

VELENI – Un flacone vuoto di diserbante è stato trovato dai carabinieri nel bidone della spazzatura nell’appartamento di Carovigno, dove madre e figlia vivevano. I carabinieri sospettano che la donna ne abbia fatto bere il contenuto alla figlia. Tracce di vomito sono state trovate accanto alla piccola quando è stata soccorsa, forse da alcuni vicini di casa. Entrambi i genitori della piccola sono braccianti agricoli. La madre al momento è ricoverata in condizioni molto gravi nell’ospedale di Ostuni (Brindisi), dove è anche stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. In mattinata si terrà l’autopsia sul corpo della piccola disposta dal pm Pierpaolo Montinaro.

IL BIGLIETTO – Secondo una prima ricostruzione la madre della bambina subito dopo aver dato da bere il veleno alla piccola avrebbe raggiunto il terrazzo di casa lanciandosi nel vuoto, dopo aver lasciato – a quanto risulta – un bigliettino. Sono stati i vicini di casa ad accorgersi di quanto stava avvenendo e a dare l’allarme, tra le 22.30 e le 23. Ma ogni tentativo di salvare la bambina, trasportata subito in ospedale, è stato vano: è morta poco dopo il ricovero.

Un giornalista al giorno sotto-minaccia

giornalida Corriere.it

Nel solo 2012 in Italia ben 324 giornalisti hanno subìto minacce perché semplicemente facevano il proprio lavoro. Praticamente uno al giorno. Una fotografia preoccupante per lo stato di salute dell’informazione e della democrazia del paese, scattata dall’osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

IL PROGETTO – Dall’elaborazione dei dati di Ossigeno attraverso le tecniche e i linguaggi dei nuovi media digitali nasce il progetto Storie di Giornalisti Minacciati, che intende fare nuova luce su un fenomeno spesso ignorato dalla stessa informazione giornalistica. Le vicende sono raccontate attraverso una narrazione giornalistica innovativa che fa degli elementi della multimedialità, interattività, partecipazione e condivisione la sua sintassi naturale, sfruttando le caratteristiche tipiche del data journalism e dei social media.

LE MAPPE INTERATTIVE – Una mappa interattiva geolocalizza tutti i 195 casi di minaccia che nel 2012 hanno coinvolto 324 giornalisti. I casi sono aggregati a livello territoriale secondo la tipologia della minaccia: Danneggiamenti (12 casi), Avvertimenti – verbali o scritti (104), Azioni legali (63), Aggressioni fisiche (16). Altre due mappe mettono in evidenza la densità del fenomeno a livello regionale, sia rispetto ai casi di minaccia sia ai giornalisti coinvolti.

LE TIMELINE DI FACEBOOK – Alcuni dei casi monitorati da Ossigeno nel corso degli anni sono stati approfonditi utilizzando la Facebook Timeline per condividere diversi formati multimediali (immagini, audio, video, testi, link, ecc.) attraverso i quali ricostruire le vicende prese in esame, corredate da materiale documentale originale ed inedito.

Due agenti di Polizia sventano un tentato suicidio


IMAG0141di Umberto Buzzoni – direttore Mensilepoliziadistato

Giovane donna salvata in estermis da un tentato suicidio grazie alla prontezza di intervento di due agenti della Polizia di Stato, l’assistente capo Antonio De Gerolamo ed il parigrado Ferdinando Nuccetelli (nella foto) in servizio presso la Polstrada di Albano Laziale.

Un episodio di cronaca che potrebbe tranquillamente essere utilizzato nella trama di una fiction per le modalità con cui l’operazione è stata condotta e soprattutto per l’utilizzo delle nuove tecnologie, in questo caso i social network, che hanno permesso di salvare un vita davvero all’ultimo minuto.

I fatti. Ore 14.45 del 29 marzo. Al 113 di Roma arriva una segnalazione. Una giovane donna pubblica  su Facebook tramite cellulare dei messaggi nei quali manifesta chiaramente l’intenzione di suicidarsi. Nello stesso momento invia degli sms al suo ex fidanzato. Vuol farla finita.

La pattuglia degli agenti Ferdinando ed Antonio è allertata ed insieme ad un’altra pattuglia iniziano le ricerche coordinate dalla centrale che comunica costantemente gli spostamenti.

La donna è giovane, ha i capelli rossi e viaggia in una Fiat Doblò di colore giallo.  Dopo un’ora di ricerche finalmente viene individuata. Si trova nell’area di servizio Agip di Via Basilicata.

Gli agenti bloccano prontamente entrambe le uscite per evitare vie di fuga e, approfittando della distrazione della donna impegnata in una conversazione telefonica, le si avvicinano. Notano la presenza di un cane di grossa taglia sul sedile anteriore, una bottiglia di liquore ed un taglierino con lama estratta poggiato sul cruscotto.

Gli agenti fulmineamente prelevano le chiavi della macchina ed il taglierino evitando così la fuga o un eventuale gesto inconsulto. Le reazioni della ragazza sono violente. Prova a divincolarsi, sferra calci e pugni insultando gli agenti. Viene prima bloccata e subito dopo rassicurata in attesa del 118 che nel frattempo era stato allertato.

Tutto si è concluso nel migliore dei modi grazie agli uomini della Polizia di Stato intervenuti che, in questo caso, hanno dovuto agire non solo da poliziotti, ma anche da psicologi.

La redazione del mensilepoliziadistato si complimenta per la brillante operazione che ha scongiurato la perdita di una giovane vita ed ha confermato quanto sia importante la preparazione a 360° degli agenti che quotidianamente rendono sicure le nostre strade.

Perugia, ucciso un uomo. Ferita una ragazza

perugia

da Corriere.it

Un nuovo omicidio di un giovane scuote Perugia. Un ragazzo di 24 anni è stato ucciso e una ragazza 20enne ferita in modo lieve nella notte all’interno di un appartamento in via Ettore Ricci,nel centro del capoluogo umbro. Sarebbero entrambi italiani. Sul posto la squadra mobile della polizia e il sostituto procuratore Antonella Duchini. Il ragazzo sarebbe stato ucciso a colpi di arma da fuoco.

LA RICOSTRUZIONE – Il delitto sarebbe avvenuto alle 3 di notte. Un uomo sarebbe entrato nell’appartamento dove i due giovani convivevano sfondando la porta a calci. Ha aperto il fuoco sul ragazzo, ferendo, in maniera non grave, la sua fidanzata.

Disoccupati con 5 figli rubano al supermarket, gara solidarieta’

rubanoda Agi – agenzia di stampa

Gara di solidariera’ nella provincia di Bergamo per la coppia di quarantenni di Caravaggio, disoccupati e con cinque figli tra uno e 11 anni, fermati l’altro giorno dopo aver cercato di rubare cibo e vestiti in un supermercato di Treviglio. Da quando la loro storia e’ stata resa pubblica in molti hanno chiamato i giornali locali per offrire un aiuto: un imprenditore dara’ loro 200 euro al mese per 6 mesi, un operaio si scalera’ 50 euro dallo stipendio e ha promesso che chiedera’ al suo datore di lavoro un posto per uno dei due, qualcuno ha offerto un carrello della spesa pieno e anche una coppia di pensionati li aiutera’ spiegando di sentirsi in dovere di intervenire avendo 4 nipoti. La coppia vuole mantenere l’anonimato per proteggere i figli, ma ha reso noto il proprio Iban (IT 84 H 03336 11111 0000 0000 9584) per chi volesse inviare degli aiuti. (AGI) .

Arancia Meccanica a Milano Due risse e due carabinieri feriti. Le forze dell’ordine: “Noi, presi di mira da tutti, ormai è un’abitudine”

carabinieri

da Il Giorno

Scene da Arancia meccanica. Due violente risse la notte scorsa hanno coinvolto un numero elevato di persone. In uno dei due episodi son rimasti seriamente feriti due carabinieri. Lo ha comunicato il Comando provinciale dell’Arma. I due militari, uno dei quali secondo le prime informazioni sarebbe stato accoltellato a una gamba, l’altro avrebbe un braccio fratturato. Non sarebbero gravi.

Quattordici le persone arrestate, prevalentemente nordafricani, i due episodi si sono verificati alla una e alle 4 del mattino tra la Stazione Centrale e viale Monza.

I carabinieri di Milano vengono sempre piu’ spesso fatti ”oggetto di aggressioni durante gli interventi, anche per futili motivi”, anche
quando la posta in gioco e’ minima. A dirlo sono i militari del Nucleo Radiomobile, che trattando gli interventi di pubblica sicurezza, per le strade, hanno un punto d’osservazione privilegiato sulla cosiddetta microcriminalita’ cittadina.

Dura questa mattina la replica dei carabinieri: ”La reazione violenta alle forze dell’ordine, da un po’ di tempo, è diventata norma, sembra quasi un clichè – hanno spiegato i militari durante la conferenza stampa -. Una volta ci si aspettavano reazioni violente da criminali incalliti o da latitanti che in caso di arresto rischiavano anni e anni di galera. Oggi aggrediscono anche ragazzini, incensurati, stranieri regolari, lavoratori. Gli atteggiamenti sono di sfida, di ricerca del confronto”

Pedopornografia: indagini Ps, 11 denunce

collegamento

da Ansa

Undici persone sono state denunciate per detenzione di materiale pedopornografico nell’ ambito di una indagine della polizia postale del Veneto che ha portato al sequestro di oltre 1.200 filmati e una ventina tra Pc e tablet. Le indagini, avviate in collaborazione con la polizia tedesca, hanno portato a perquisizioni verso gli indagati in Veneto, Toscana, Abruzzo, Trentino Alto Adige, Lazio, Sicilia e Sardegna. Alcuni erano gia’ noti agli investigatori per vicende analoghe.

Tassista ucciso a Milano, donna condannata ma non dovrà scontare la pena

tassistada TGCOM24

Condannata per concorso nell’omicidio di Luca Massari, il tassista aggredito e ucciso il 10 ottobre 2010 a Milano, Stefania Citterio dovrà solo risarcire i danni alla famiglia, ma non scontare una pena per quell’accusa. E’ la “singolare” sentenza emessa della Corte d’Assise d’Appello di Milano perché la Procura non ha presentato appello per chiedere la riqualificazione del reato da minacce a concorso anomalo in omicidio.

Il verdetto ha stupito anche gli avvocati presenti in aula, ma nella sua particolarità ha una spiegazione logica e giuridica. I giudici della seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello di Milano, infatti, hanno potuto accogliere solo il ricorso dei familiari di Massari, gli unici ad aver chiesto che venisse dichiarata la responsabilità della donna nell’uccisione, anche se ai soli fini del risarcimento danni, “unica strada” per la parte civile. La Procura, invece, non aveva presentato appello per chiedere la riqualificazione del reato da minacce a concorso anomalo in omicidio, imputazione che aveva, invece, contestato in primo grado, formulando per la giovane una richiesta di 21 anni di carcere.La vicenda – Il 10 ottobre del 2010, il tassista Massari stava viaggiando lungo via Luca Ghini, alla periferia sud di Milano, quando un cane finì sotto la sua auto. Scese per scusarsi ma non fece in tempo, perché venne pestato brutalmente, andò in coma e morì. Per quell’aggressione, il 14 luglio 2011, è stato condannato con rito abbreviato (sentenza poi confermata in appello) a 16 anni di carcere Morris Ciavarella, il giovane che, stando alle indagini del pm Tiziana Siciliano, avrebbe sferrato “gli ultimi due micidiali colpi”: una ginocchiata in faccia e una spinta violenta. Stefania Citterio, fidanzata di Ciavarella, e il fratello Pietro Citterio erano stati condannati, invece, con rito ordinario nel maggio 2012 dalla prima Corte d’Assise di Milano: lei a 10 mesi per minacce e lui a 14 anni per concorso anomalo nell’omicidio, incendio e lesioni.La Procura di Milano, però, in secondo grado non ha fatto appello sul reato contestato alla donna, ma solo per chiedere un aumento delle pene: 11 mesi per lei e 14 anni e 5 mesi per il fratello. Impugnazione (presentata in aula dal sostituto pg Maria Vulpio) che, tra l’altro, non è stata accolta dai giudici. La Corte, invece, ha accolto il ricorso dei familiari di Massari, che in qualità di parte civile sostenevano la responsabilità nell’omicidio di Stefania Citterio, come descritta nell’imputazione originaria della Procura. Secondo le indagini, infatti, era stata proprio lei la prima ad insultare e a picchiare Massari, gridando “ti ammazzo, ti ammazzo”. Poi erano intervenuti il fratello e il fidanzato. Per l’imputata e’ arrivata la condanna al risarcimento per concorso anomalo in omicidio (il danno dovrà essere quantificato in una causa civile), mentre è rimasta ferma quella penale a 10 mesi per minacce. La pena per il fratello, invece, è stata limata al ribasso e portata a 13 anni.

GIALLO DI ROBERTA RAGUSA: Trovati reperti attribuibili alla donna: il giallo finalmente ad una svolta?

robertaragusadi Grazia De Marco

Dopo più di un anno, finalmente, la verità sulla scomparsa di Roberta Ragusa potrebbe essere veramente vicina.  Lo scorso 15 Marzo, infatti, una notizia lanciata da Tgcom 24 rivelava che alcuni reperti, quasi sicuramente appartenuti alla donna, sarebbero stati ritrovati 15 giorni addietro in una località situata tra la zona di confine tra San Giuliano Terme e Calci ed ora sarebbero nelle mani degli inquirenti.

Non sappiamo ancora quale sia la natura di questo ritrovamento: se oggetti appartenuti alla donna, vestiti o altro materiale comunque a lei attribuibile.                                                                                                              I Carabinieri del Reparto Operativo di Pisa, guidati dal Colonnello Gianni Fedeli e dal Capitano Michele Cataneo, mantengono sull’argomento il massimo riserbo non dando né conferme né smentite, mentre il Procuratore Ugo Adinolfi ha dichiarato di “…non avere nulla da dire….”.

Gli unici commenti sull’argomento sono arrivati da Roberto Cavani, difensore del marito di Roberta, Antonio Logli, il quale ha espresso tutto il suo scetticismo riguardo a queste ultime novità che, secondo lui, sarebbero riconducibili ad una  fuga di false notizie. In attesa di possibili nuovi sviluppi, resta comunque la sensazione che l’inchiesta possa condurre, in tempi relativamente brevi, ad una svolta.  Nel frattempo, infatti, si  sarebbero aggiunti nuovi elementi  che gli investigatori stanno valutando, come i particolari forniti da un supertestimone, il quale, la notte della scomparsa, avrebbe visto un uomo ed una donna  litigare violentemente davanti a casa di Antonio e Roberta.

Negli ultimi giorni le ricerche della donna si erano intensificate con battute, sia nella provincia di Pisa, sia in quella di Lucca, soprattutto nella zona del parco di Migliarino-San Rossore e  nel lago di    Massaciuccoli.  Da mesi gli investigatori sono  convinti che la donna sia morta e ormai sperano di ritrovarne solo il corpo o quel che ne resta. L’unico indagato, per omicidio e occultamento di cadavere, rimane il marito della vittima, Antonio Logli, il quale, tuttavia, ha sempre affermato di avere numerosi alibi a suo favore.

Intanto, subito dopo Pasqua, sono previsti moltissimi interrogatori, a cominciare dalla cerchia di amici e parenti della famiglia, che si concluderanno con l’esame dell’indagato.