In manette la “New generation” della droga

da Polizia di Stato

Gli agenti del commissariato di Canosa, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, hanno messo in manette 16 spacciatori, tutti pugliesi, che rifornivano i tossicodipendenti della zona prevalentemente di cocaina e marijuana.

Gli arrestati sono accusati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi e, per uno di loro, anche favoreggiamento personale finalizzato alla divulgazione di notizie riservate coperte da segreto istruttorio. Durante l’indagine è infatti emerso che l’uomo, impiegato presso una copisteria utilizzata dalle forze dell’ordine, aveva appreso che un suo amico sarebbe stato arrestato in un’operazione dei Carabinieri e lo ha avvertito, consentendogli di sfuggire alla cattura.

Durante l’esecuzione degli arresti gli agenti hanno sequestrato un chilo di marijuana e mezzo di cocaina, oltre a tutto l’occorrente per tagliare e confezionare le dosi di droga.

L’indagine del commissariato, denominata “New generation”, ha preso il via nel 2010 in seguito alle notizie relative all’attività di spaccio acquisite dagli agenti sul territorio.

Dopo aver individuato alcuni pusher che agivano nel centro di Canosa, gli agenti li hanno “attenzionati”, hanno cioè iniziato a tenerli sotto osservazione con pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, utilizzando anche microfoni nascosti nelle loro auto.

L’indagine ha fatto emergere l’attività di un gruppo di spacciatori, la maggior parte dei quali già noti alle forze dell’ordine, che si riforniva nella vicina Cerignola. È emerso inoltre che alcuni degli indagati avevano a disposizione armi, delle quali però non è stato documentato l’utilizzo.

Gli arresti sono stati eseguiti in collaborazione con gli uomini della Squadra mobile di Bari.

Foggia: in galera il “Clan del papa”

da Polizia di Stato

Estorcevano denaro  ai negozianti nel centro di Foggia con minacce e percosse, ma stamattina i criminali sono stati fermati dalla Squadra mobile di Foggia che ha  arrestato 7 persone responsabili di estorsione aggravata in concorso.

Si tratta di un’operazione che ha colpito due gruppi distinti: uno riconducibile a Giosuè Rizzi detto il “Papa di Foggia”, ucciso il 10  gennaio scorso, e l’altro che conta tra gli esponenti principali Rossana Trisciuoglio, figlia del noto boss Federico, attualmente agli arresti  domiciliari.

Il “Papa di Foggia”, così definito da un noto collaboratore di giustizia, è stato l’indiscusso capo della mafia foggiana sin dagli  anni 80 ed era tornato in libertà nel novembre 2010, dopo aver scontato una pena a 26 anni di detenzione perché ritenuto l’autore  della cosiddetta strage del Bacardi; riacquistata la libertà, il boss aveva immediatamente chiamato al suo fianco alcuni fedelissimi per  gestire in autonomia il racket delle estorsioni.

Proprio da un episodio in cui è stato protagonista è scaturita l’indagine, con l’acquisizione di immagini video, riprese all’esterno  di un noto negozio di abbigliamento del centro di Foggia, in cui venivano registrate le percosse inferte da Rizzi e dai suoi fiancheggiatori, nei  confronti del titolare dell’attività commerciale.

Ad una delle vittime era stato quasi completamente devastato il locale con alcuni ordigni esplosivi. Le somme richieste alle vittime si aggiravano  dai 50 mila ai 100 mila euro, per la cosiddetta protezione da parte del gruppo malavitoso.

Manganelli presenta l’81^ Assemblea generale Interpol

da Polizia di Stato

”L’Interpol è un network vero, un’organizzazione internazionale che nel corso degli anni si è fatta  interprete della necessità di interventi tempestivi in tutti i campi fondamentali della sicurezza e del contrasto ai fenomeni criminali”.

Lo ha detto, oggi, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’Assemblea generale  dell’Interpol, in programma dal 5 all’8 novembre a Roma.

L’Assemblea, presentata dal segretario generale dell’Interpol Ronald K. Noble e dal capo della polizia Antonio Manganelli, sarà per la prima  volta in Italia e eccezionalmente sarà aperta da una conferenza alla quale parteciperanno oltre cento ministri dell’Interno dei 190 Paesi  che aderiscono all’Interpol.

La conferenza, giunta all’81^ sessione, si terrà all’hotel Hilton di Roma.

“Una task force – ha rimarcato il Prefetto – che lavora insieme per il raggiungimento dei risultati”. Anche per questo, ha aggiunto, “siamo  orgogliosi non solo di collaborare da anni con l’Interpol, facendo grandi passi in avanti comuni, ma anche di ospitare l’Assemblea mondiale, luogo  di confronto e di scambio di esperienze sulla sicurezza”.

“Abbiamo un’unica voce – ha sottolineato Noble, siamo molto uniti e perseguiamo lo stesso obiettivo: combattere il crimine. Lo scambio di  informazioni e di competenze tra gli Stati ci consente di comunicare e mettere a fattor comune le attività d’indagine”.

Nel corso dell’Assemblea i rappresentanti delle polizie di tutto il mondo discuteranno di diversi temi, dalla violenza urbana al terrorismo, dai  reati commessi attraverso Internet alle organizzazioni criminali mafiose e alla devianza sociale.

Trucco della “gomma forata”: arrestato il ladro dei parcheggi

da Polizia di Stato

Il trucco della “gomma forata” è vecchio ma ancora efficace.

Il ladro fora la gomma di un’auto nel parcheggio di un centro commerciale o di un negozio. Quando il proprietario al suo ritorno trova la gomma a terra si preoccupa di cambiarla, lasciando incustoditi all’interno dell’auto sia la merce appena comprata che borse e borselli con portafogli, cellulari e altri oggetti di valore. E mentre l’ignara vittima è intenta a sostituire la ruota, di solito l’anteriore destra, il ladro apre la portiera e arraffa tutto ciò che può.

Dopo un’indagine svolta dalla Squadra mobile di Lucca, gli agenti hanno arrestato R.B., un algerino di 46 anni già noto alle forze dell’ordine. Il magrebino infatti in precedenza era stato arrestato per altri furti commessi con lo stesso modus operandi in altre province della fascia costiera toscana.

Nel mese scorso alcuni cittadini avevano denunciato di essere stati derubati proprio in quel modo, e un paio di loro avevano anche dato una descrizione di un uomo che avevano notato aggirarsi intorno alla propria macchina, poco prima di subire i furti.

Gli investigatori hanno analizzato le foto segnaletiche di tutti i criminali già arrestati per fatti analoghi, individuandone uno, residente a Livorno, molto somigliante alle descrizioni fatte dai testimoni.

I poliziotti hanno cominciato a pedinarlo, notando che ogni giorno si spostava sulla fascia costiera. In poco tempo l’uomo è caduto in trappola e durante un pedinamento ha tentato l’ennesimo colpo: si è avvicinato ad una macchina parcheggiata davanti ad un centro commerciale di Rosignano Marittimo e ne ha forato uno pneumatico.

Gli agenti lo hanno subito bloccato e arrestato, sequestrandogli cinque coltellini idonei a forare le gomme e una pistola giocattolo priva del tappo rosso. Fermata anche la complice che fungeva da palo, una livornese di 51 anni incensurata, denunciata in stato di libertà.

Gli investigatori stanno ancora indagando per trovare il nesso tra l’algerino arrestato, al quale sono attribuiti almeno 4 colpi eseguiti a Lucca, e altri furti portati a termine con lo stesso modus operandi nelle zone di Massarosa, La Spezia, Pisa e Massa. Si cercano inoltre altre persone che si sono probabilmente alternate al suo fianco durante gli altri colpi.

Polfer: 4^ edizione di Rail Action Day

da Polizia di Stato

Nell’ambito della collaborazione europea di polizia, nelle giornate del 4 e 5 ottobre scorsi la polizia ferroviaria italiana ha partecipato alla quarta edizione della Rail Action Day 24BLUE,organizzata dal network internazionale Railpol con lo scopo di attivare iniziative comuni contro i fenomeni criminosi maggiormente diffusi in ambito ferroviario, quali i reati contro la persona, i fenomeni predatori, i furti di rame, il traffico di sostanze stupefacenti e l’immigrazione clandestina.

Nell’operazione sono stati impiegati oltre 2 mila operatori della polizia ferroviaria, presenti in 402 stazioni ed a bordo di 545 treni. Il potenziamento delle attività operative, attraverso il controllo di circa 5 mila persone, ha consentito di denunciare 49 autori di reato, di cui 9 in stato di arresto.

Particolare attenzione è stata rivolta al contrasto del fenomeno dei furti di rame, con il controllo di 194 depositi di materiale ferroso ed il sequestro di circa 2 tonnellate di rame di provenienza furtiva.

Donazione sangue: le date di ottobre

da Polizia di Stato

Il sangue è indispensabile alla vita e la sua reperibilità dipende solo dalla solidarietà dei cittadini. Per questo  l’Advps-onlus ha organizzato per il mese di ottobre ben otto appuntamenti dedicati alla donazione, tutti con orario 8,00 – 10,30, che si  terràin tre città diverse secondo il seguente calendario:

Venerdì 5 ottobre- D.C.P.C. Servizio Protezione -viale dell’Arte 81 – ROMA

Venerdì 19 ottobre – Centro Polifunzionale Spinaceto – via del Risaro 198 – ROMA
Martedì 23 ottobre – IV Reparto Mobile di Napoli – via Monte di Dio 31 NAPOLI

Mercoledì 24 ottobre – Ospedale civile San Salvatore – via Vetoio 1 L’AQUILA
Mercoledì 24 ottobre – I Reparto Mobile di Roma – via Portuense 1680 ROMA

Venerdì 26 ottobre – Questura di Roma – via di San Vitale 7 ROMA

Venerdì 26 ottobre – Polo Investigativo Anagnina – via Torre di Mezzavia 6 ROMA

Sabato 27 ottobre – Fondazione G.Pascale – via C. dei Cangiani 1 NAPOLI

“Il bisogno di sangue tende a crescere costantemente – spiega il presidente nazionale dell’Advps-onlus Luca Repola – e per questo servono sempre  più donatori volontari disposti a compiere questo gesto prezioso. Anche a ottobre l’Advps-onlus sarà impegnata su tutto il territorio  nazionale con diversi appuntamenti dedicati alla raccolta. Invitiamo tutti coloro che possono a venirci a trovare. L’insufficienza sangue non  è uno scherzo ma una preoccupante realtà che può essere sconfitta solo attraverso il contributo di ognuno di noi”.

L’invito alla donazione èinfattirivolto a tutti i cittadini in buona salute e di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Si ricorda che  per donare il sangue è necessario avere un peso corporeo non inferiore ai 50 Kg. E’ essenziale recarsi al prelievo a digiuno. E’ possibile  bere un caffè, un tè o un succo di frutta. Non è consentito ingerire latte e derivati.

Per ulteriori informazioni c’è il sito dell’associazione.

Sulmona: occhio al “colpo di frusta”

da Polizia di Stato

Al pronto soccorso di Sulmona le persone coinvolte negli incidenti erano sempre le stesse e accusavano sempre lo stesso disturbo. È questo che ha insospettito i poliziotti del commissariato, che dopo una lunga indagine, durata 14 mesi, hanno denunciato 47 persone per truffa alle assicurazioni.

Tra di esse anche due medici che collaboravano con l’agenzia di infortunistica stradale.

Analizzando i referti del pronto soccordo locale, gli agenti sono risaliti agli incidenti stradali dove, regolarmente, venivano coinvolte due o tre autovetture con quattro o cinque persone ferite che si trovavano all’interno della vettura tamponata.

Sentendo le persone coinvolte, i poliziotti del commissariato si sono resi conto che le persone coinvolte non si conoscevano tra loro e non sapevano fornire alcuna indicazione dull’incidente stradale o rilasciavano versioni contrastanti tra loro.

Punto in comune, in tutti i casi, era la gestione della pratica infortunistica da parte della stessa agenzia di Sulmona.

Gli investigatori hanno scoperto che il titolare dell’agenzia e due suoi conoscenti, individuavano le persone da coinvolgere, promettendo guadagni facili o favori di altro tipo, e organizzavano il finto incidente, sfruttando il fatto che è obbligatoria la sola perizia sul veicolo che ha subito il sinistro e non su quello che lo ha causato.

Quindi, utilizzando auto già danneggiate o danneggiandole appositamente, riuscivano a farsi riconoscere il risarcimento da parte delle assicurazioni.

Solo in due occasioni i periti si sono resi conto di trovarsi di fronte a casi sospetti: nel primo, il perito ha chiesto di visionare il veicolo che aveva causato il sinistro, e verificato che non c’erano danni compatibili con la dinamica, ha sospeso il risarcimento; nel secondo, la compagnia ha addirittura dato mandato ad un investigatore privato per poter far luce sull’incidente.

Ciascun falso incidente ha fruttato tra i 16 mila e i 20 mila euro di risarcimento.

CONFERMATA IN CASSAZIONE LA CONDANNA PER IL DIRETTORE ALESSANDRO SALLUSTI.

di Grazia De Marco

Il collegio della Suprema Corte, presieduto da Aldo Grassi, ha condannato in via definitiva a 14 mesi di reclusione senza condizionale il direttore de “il Giornale” Alessandro    Sallusti, respingendo, sia il ricorso presentato dalla difesa, che le attenuanti generiche richieste dal PG          Gioacchino Izzo.

Secondo il Procuratore Generale di Piazza Cavour, infatti, il direttore avrebbe diritto a uno sconto di pena, in mancanza della      valutazione di “intensità del dolo”. L’esecuzione della pena ora spetterà alla Procura della Repubblica che, tuttavia, non può procedere nell’immediata esecutività, visto che non risultano recidive o cumuli di pena a carico dell’imputato.

L’accusa per Sallusti è diffamazione a mezzo stampa (art 13 legge 48) nei confronti del Magistrato Giuseppe Cocilovo, per un articolo apparso il 18 Febbraio del 2007 su “Libero”, quotidiano che, all’epoca,        Sallusti dirigeva.

Nell’articolo incriminato, firmato con lo pseudonimo “Dreyfus” e intitolato “Il giudice ordina l’aborto, la legge più forte della vita”, veniva  commentata la vicenda di una 13enne di Torino sottoposta ad una interruzione di gravidanza.                                                                                                      La ragazza, all’epoca indicata come “Valentina”, era stata adottata all’età di 8 anni, dopo un’infanzia segnata da violenze e  continui spostamenti da un istituto all’altro.

Dopo l’adozione e la successiva separazione dei genitori adottivi, la giovane rimase incinta del suo fidanzato 15enne.  La vicenda non fu mai chiarita a fondo, anche se, probabilmente, “Valentina”, pur volendo tenere il bambino, si convinse a recarsi, accompagnata dalla madre, dal Giudice tutelare, per chiedere il permesso di interrompere la gravidanza.

Il dott. Cocilovo autorizzò, tuttavia, dopo l’intervento, la 13enne subì un fortissimo crollo psicologico che la costrinse ad un ricovero per esaurimento nervoso.                                                                     Il 17 Febbraio tutti i giornali riportarono la notizia, sostenendo che la ragazzina non voleva perdere il bambino, ma fu costretta ad abortire dalla decisione assunta dai genitori, insieme al Giudice.

Il giorno dopo, tutti i quotidiani, escluso “Libero”, fecero chiarezza, specificando che il Giudice tutelare non aveva avuto nessun ruolo decisionale nella vicenda, ma si era semplicemente limitato a prendere atto della decisione di madre e figlia, sostituendo il padre, per quanto concerne l’autorizzazione, come del resto prevede la legge.

Appresa la notizia, Sallusti ha indetto una riunione straordinaria con tutti i capi-redattori, per comunicare le sue dimissioni da direttore de “Il Giornale”, comunque respinte da Paolo Berlusconi. Il direttore ha anche annunciato che non chiederà alcuna misura alternativa, come l’affidamento ai servizi sociali, o la grazia al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Una cerimonia sobria e religiosa per il patrono della Polizia di Stato

da Ministero dell’Interno

Il ministro Cancellieri e il capo della Polizia Manganelli celebrano la festa di San Michele Arcangelo presso la basilica romana di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Lo aveva annunciato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri nei giorni scorsi, durante le celebrazioni per il ventennale della fondazione della Direzione investigativa antimafia (DIA), presso la Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia: «D’intesa con il capo della Polizia Manganelli – aveva detto – abbiamo deciso di celebrare la festa di S. Michele Arcangelo in modo molto più sobrio e religioso».

E ieri, festa del patrono e protettore della Polizia di Stato, il ministro dell’Interno e il capo della Polizia, insieme a numerose autorità istituzionali, civili e militari, hanno partecipato ad una messa che si è svolta alle 9 presso la basilica romana di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

La decisione, aveva spiegato il ministro Cancellieri, «è stata presa affinché tutte le risorse vengano messe a disposizione del servizio e, quindi, della società».

San Michele Arcangelo, raffigurato nelle icone religiose armato mentre lotta contro satana, rappresenta la battaglia che il poliziotto è chiamato a combattere quotidianamente nello svolgimento del proprio lavoro al servizio del prossimo per l’ordine, l’incolumità delle persone e la difesa delle cose.

Castelvetrano: nuovo commissariato e nuovo cittadino

da Polizia di Stato

“Nasce una nuova struttura e con essa portiamo a questa area territoriale piena di stimoli, giustizia, legalità,  impegno nel sociale per un miglioramento delle condizioni di sicurezza”. È quanto ha affermato stamattina il capo della Polizia Antonio  Manganelli intervenuto all’inaugurazione dei nuovi locali del commissariato di Castelvetrano (Trapani).

L’edificio, che si trova nella contrada Giallonghi, sorge su un terreno confiscato alla mafia e che fino al 2003 era di proprietà del boss  Salvatore Riina. Il capo corleonese lo aveva intestato al suo fedele prestanome castelvetranese Francesco Geraci.

All’inizio della cerimonia il prefetto Manganelli ha deposto una corona di alloro sulla lapide dedicata ai caduti della Polizia; a seguire  monsignor Domenico Mogavero ha benedetto i locali del nuovo commissariato e infine il Prefetto ha tagliato il nastro sulle note della “Preghiera  del poliziotto” intonate dal soprano Valentina Ferreri.

Il capo della Polizia ha inoltre incontrato tutto il personale della questura di Trapani nonché le autorità politiche e militari  della provincia.

In questa occasione il sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, ha conferito la cittadinanza onoraria al capo della Polizia “per l’esempio di una  vita ispirata ai fondamentali valori della lotta alla criminalità in ogni sua forma”.