Viaggi: una persona-un passaporto

da Polizia di Stato

Dal 26 giugno 2012 è cambiata la  normativa sui passaportiper i minori: potranno andare all’estero  soltanto con un documento di viaggio individuale.

I passaporti dei genitori con iscrizioni di figli minori rimangono comunque validi per i titolari fino alla naturale scadenza.

Ai minori verrà rilasciato il nuovo libretto di passaporto con microchip, ma la normativa prevede che solo dal compimento dei 12 anni di  età siano acquisite le impronte e la firma digitalizzata.

Tale norma è valida anche per chi decide di utilizzare il passaporto per spostarsi in Europa.

SINDROME DEL MOLESTATORE ASSILLANTE identikit dello stalker e strategia d’azione

di Grazia De Marco

Sempre più spesso vengono trasmesse campagne pubblicitarie “antistalking” che intendono informare e soprattutto sensibilizzare la popolazione sulla pericolosità di questo fenomeno, il quale, dall’inizio del 2012, ha causato la morte di 63 donne. Da un punto di vista etimologico, con il termine “stalking”  è indicato un insieme di comportamenti che vengono messi in atto dall’autore, al fine di molestare la sua vittima.  Non si può affermare, tuttavia, che esista una definizione specifica per indicare questo fenomeno sociale e psicologico, a causa della sua complessità e della molteplicità di comportamenti che possono essere associati ad esso.

 

Pedinare, telefonare, inviare sms ed e-mail, minacciare verbalmente e fisicamente, appostarsi fuori da abitazioni o luoghi di lavoro, sono tutte condotte che possono contemplare il reato di “stalking”, ovviamente, se ripetuti frequentemente nel tempo e se generano nella vittima sentimenti di preoccupazione e timore per la propria incolumità. Alcuni studi, tra i quali quello intitolato “Study of stalkers” di Muller e Pathè, permettono di individuare cinque profili di possibili molestatori e tengono conto, sia della condizione psicologica che spinge il persecutore a “dare la caccia” alla sua vittima, sia dell’ambiente in cui lo stesso si trova ad operare:

–         i rifiutati: agiscono con il proprio comportamento persecutorio dopo l’abbandono da parte del patner, per cercare di ripristinare la relazione interrotta contro il loro volere. Questi soggetti, solitamente, si sentono anche in pieno diritto di ledere, oltre che la vittima stessa, anche la sua immagine e gli oggetti di sua proprietà;

–         i bisognosi di affetto: cercano  di instaurare un rapporto intimo (di amore o amicizia) con un patner che hanno idealizzato e identificato come oggetto del loro amore. I soggetti che agiscono secondo queste modalità soffrono generalmente di schizofrenia o lottano contro la solitudine e la mancanza di una relazione fisica, che ricercano in soggetti sconosciuti. In questa categoria rientrano anche gli “erotomani”;

–         i predatori: costituiscono la categoria più pericolosa, perché la meno intrusiva  e, di conseguenza, i soggetti che fanno parte di questa categoria non danno possibilità alla vittima di percepire la loro presenza. Questa tipologia di “stalker” traggono piacere e senso di potere nel “voyeurismo”, ovvero  nel guardare e spiare di nascosto la vittima prescelta, pianificando nel frattempo l’attacco . Ad essere perseguitati, generalmente, sono donne e bambini, mentre la durata delle molestie è breve e consiste principalmente in comportamenti offensivi di natura sessuale (telefonate oscene, violenza sessuale, omicidio);

–         i rancorosi: sono coloro che nutrono un forte desiderio di vendetta per un torto subito, vero o presunto.  Generalmente i soggetti sono stati umiliati in un recente passato e, per questo motivo, considerano giustificata la propria condotta, che li gratifica con una sensazione di potere e controllo. Le vittime, solitamente scelte in modo casuale, appartengono soprattutto al mondo lavorativo del molestatore e, proprio per questo, i suoi comportamenti possono essere confusi con altri tipi di molestie, come il mobbing;

–         gli incompetenti: ovvero persone che hanno scarsa capacità di relazionarsi con gli altri e cercano, con tentativi di corteggiamento inadatti, di entrare in contatto con la persona desiderata. Normalmente questi soggetti, anche se sono consapevoli di non essere in alcun modo ricambiati, nutrono la speranza che la vittima cederà con il trascorrere del tempo. Il più delle volte i perseguitati sono amici o conoscenti occasionali, ma soprattutto personaggi del mondo dello spettacolo, poiché la visibilità e l’attenzione mediatica verso le azioni degli stalkers appagherà in parte il loro desiderio di successo e notorietà.

 

Oltre a quelle già citate, sono presenti anche altre tipologie di “persecutori”, come, ad esempio, i “cyber-stalkers”. Questi cercano attenzioni e intimità nel cyberspazio, incontrano le loro vittime in chat e ne diventano ossessionati. Altre categorie di molestatori sono i cosiddetti “stalkers-economici”, che agiscono per appagare il loro senso di ricchezza e ottenere gratificazioni di ordine economico ed i “gang-stalkers”, ovvero gruppi di soggetti che prendono di mira individui deboli o disagiati ed agiscono solo per divertimento.

Qualora si fosse vittima di “stalking”, ovviamente la prima cosa da fare è rivolgersi o alle forze dell’ordine o alle varie associazioni e gruppi di sostegno che, una volta analizzato il caso,  provvederanno a  fornire  una  strategia appropriata  alle esigenze di sicurezza della persona. E’ importante ricordare, tra l’altro, che, grazie all’art 612-bis del c.p., introdotto dal decreto legge n. 11 del 23 febbraio 2009, tutte queste condotte moleste sono considerate reato, con il nome di “atti persecutori”.

Se si decide di sporgere denuncia, è bene sapere, tuttavia, che senza alcuna prova delle molestie subite, esiste il rischio che la vittima venga a sua volta denunciata dal presunto “stalker” per calunnia oppure che il caso venga archiviato per assenza di prove. E’ necessario quindi raccogliere più materiale possibile, conservando le prove di ogni contatto (e-mail, sms, regali, telefonate, ecc.) e tenere un diario in cui annotare data, ora e luogo dell’avvenimento e, possibilmente, anche l’abbigliamento del molestatore.

 

Prima di ricorrere a una vera e propria denuncia, va tuttavia ricordato che l’ordinamento italiano prevede anche un altro strumento di dissuasione dell’eventuale “stalker”, ricorrendo al cosiddetto “ammonimento del Questore”, che poi provvederà a raccogliere tutte le informazioni dagli organi investigativi e ad ascoltare tutte le persone informate sui fatti. Una volta raccolti tutti gli elementi, si potrà analizzare meglio il caso ed eventualmente ammonire oralmente il soggetto, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge. Dell’ammonimento, infine, sarà redatto un verbale, con due copie rilasciate, rispettivamente, al richiedente e all’ammonito.

Il primo passo per aumentare la propria sicurezza è certamente quello di prendere consapevolezza del problema, non sottovalutando il rischio, tuttavia oltre alle soluzioni già indicate, è comunque possibile adottare anche dei piccoli accorgimenti, modificando alcune abitudini (evitare di seguire sempre gli stessi tragitti per tornare a casa o andare a lavoro, cercare di non sostare a lungo in luoghi isolati, tenere sempre a portata di mano un telefono cellulare con impostata la funzionalità di chiamata rapida verso i numeri delle persone che ci potrebbero soccorrere, ecc.) o adottare alcuni accorgimenti. Ad esempio, nel caso di una relazione indesiderata, un unico rifiuto, fermo e deciso, potrebbe aiutare il persecutore a capire che le sue attenzioni non sono gradite. E’ molto importante, inoltre, non assecondare in nessun caso le iniziative dello “stalker”, cercando di ignorare completamente i suoi comportamenti, non rispondendo alle eventuali e-mail, telefonate ed sms, poiché ogni tipo di comunicazione o azione sarebbe percepita dal molestatore come un segno di paura e disagio da parte della vittima, spingendolo a tormentare in maniera ancora più insistente la sua “preda”.

Mafia: in manette i figli dei boss Ercolano e Santapaola

da Polizia di Stato

Intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agito con la  finalità di favorire o consolidare un’associazione di matrice mafiosa. È questa l’accusa con cui sono finite in carcere cinque  persone tra le quali ci sono i rampolli di alcune delle dinastie mafiose più importanti.

Dopo quasi tre anni di indagini gli investigatori della Squadra mobile di Catania sono riusciti a mettere con le spalle al muro Vincenzo Salvatore  Santapaola, 43enne figlio di Nitto, storico capomafia che sta scontando l’ergastolo. Insieme a lui sono stati arrestati i fratelli Aldo, Mario e  Salvatore Ercolano, di 38, 36 e 34 anni, figli di Sebastiano e nipoti dello storico boss Pippo. Il quinto a finire dietro le sbarre è un  40enne incensurato.

Nell’ambito dell’operazione sono state sequestrate preventivamente tre società, intestate fittiziamente all’uomo incensurato che fungeva da  testa di legno, ma che in realtà erano riconducibili alle famiglie mafiose.

Si tratta di società che gestivano un autosalone, un ristorante e un’impresa di arredamenti, per un valore complessivo di oltre 400mila  euro.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, si sono avvalse di numerose intercettazioni telefoniche e ambientali,  pedinamenti e appostamenti.

Manganelli incontra gli uomini dell’anticrimine

da Polizia di Stato

Ieri il capo della Polizia, Antonio Manganelli, si è recato in visita alla   Direzione centrale anticrimine(Dac) presso il polo tuscolano a Roma.

Il direttore della Dac Gaetano Chiusolo, ha accolto il prefetto Manganelli per poi andare all’incontro con tutto il personale dell’anticrimine  nell’aula Palatucci.

Un giorno da Rex

da Polizia di Stato

Una giornata  trascorsa sul set cinematografico del “Commissario Rex”, il cane poliziotto diventato famoso grazie alle fiction-tv. Una giornata di festa  soprattutto per i ragazzi del liceo statale “Cesare de Titta” di Lanciano, in provincia di Chieti, gli stessi che erano stati premiati nel giugno  scorso dai vertici della Polizia di Stato, per il loro lavoro nell’ambito del concorso “Il poliziotto un amico in più”.
Un’esperienza “unica e speciale” a detta dei ragazzi, tutti molto emozionati, perché non capita tutti i giorni vedere come attori e regista  si muovono sul set di un film in diretta, tant’è che alcuni avevano lo sguardo di chi stenta a credere di essere lì.
“Abbiamo visto come viene girata una scena di un film, e abbiamo anche imparato qualche piccolo trucco. Noi abbiamo vinto il premio realizzando un  video, quindi essere qui oggi ha un significato particolare: c’è un duro lavoro dietro le quinte e ogni scena deve essere girata più  volte affinchè sia perfetta”, dicono i studenti abruzzesi.

Alessandro Passatore, uno dei produttori della fiction, ha voluto incontrare i ragazzi, spiegandogli per filo e per segno come si svolge una  giornata “tipo” sul set cinematografico, accompagnandoli fino negli interni dove si stavano girando alcune scene del film. In questo caso era stato  ricostruito un commissariato nei minimi dettagli e la scena si girava in una delle stanze allestite.

Divertente è stato anche l’incontro che gli studenti hanno avuto con l’addestratore di Rex, che si è prestato volentieri a dimostrare  quanto sia simbiotico il rapporto che si instaura con il cane addestrato. Molto disponibile anche il protagonista a quattro zampe, evidentemente  abituato alla vita da star!

Vi ricordiamo che i nuovi episodi del “Commissario Rex” andranno in onda da novembre su Rai 1.

Il video e  la galleria fotografica vi aspettano, dategli un’occhiata!

DELITTO DELL’OLGIATA: Confermata la condanna al filippino Winston Reyes

di Grazia De Marco

La Prima Corte d’Assise d’Appello di Roma ha confermato la condanna a 16 anni per il cameriere Winston Manuel Reyes, accusato dell’omicidio della Contessa Alberica Filo Della Torre.  Il filippino, reo confesso, è stato già condannato il 14 Novembre 2011 a 16 anni di reclusione, in primo grado, per omicidio volontario, dal GUP Massimo Di Lauro, che gli ha riconosciuto le attenuanti generiche.  Il Procuratore Generale, Donatella Maria Luisa Greco, nel corso della requisitoria, ha invece chiesto l’ergastolo, sostenendo la “piena volontarietà del delitto”, confermata in particolare da un episodio: Reyes prima di lasciare la camera da letto dove è stato compiuto il delitto, ha chiuso la porta a chiave.

Quest’episodio  confermerebbe la piena volontà di compiere l’omicidio e l’intenzione di ritardare il ritrovamento del corpo e l’arrivo dei soccorsi. Per lo stesso PG, inoltre, la confessione di Reyes risulterebbe “tardiva e utilitaristica”, visto che è stata fatta solo 20 anni dopo e quando ormai tutte le prove portavano a lui.

Il cameriere filippino, era stato arrestato il 29 Marzo del 2011, grazie alle indagini condotte dai Carabinieri del Ris di Roma. Ad incastrarlo, il suo stesso DNA, ritrovato sul lenzuolo che utilizzato per strangolare la Contessa, il 10 Luglio 1991, nella sua abitazione  a Lavilla 28/A, isola 106 dell’Olgiata, dove la vittima viveva con il marito e i suoi due figli. Alberica Filo della Torre è stata colpita, in modo violento,  prima da un corpo contundente (probabilmente uno zoccolo) e, successivamente, uccisa tramite strangolamento. Sarà poi la domestica filippina ,Violeta Alpaga, a ritrovare il corpo senza vita della contessa riverso per terra e con la testa avvolta in un lenzuolo insanguinato

Il Consiglio dei ministri ha sciolto il comune di Reggio Calabria. Deliberato un movimento di prefetti

da Ministero dell’Interno

L’ente sciolto per condizionamenti esterni da parte della criminalità organizzata. Cancellieri:  «Decisione sofferta, Governo vicino alla città». Cambio al vertice alla prefettura di Napoli; nominati il nuovo commissario antiracket e antiusura e il nuovo capo dell’Ispettorato generale di amministrazione

È stato «un atto sofferto», fatto «a favore della città», con la volontà di «restituire il Paese alla legalità, perché senza legalità non c’è sviluppo». Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria, annunciato in serata a Roma, a Palazzo Chigi, dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, è stato deciso dal Consiglio dei ministri per «contiguità e non per infiltrazioni mafiose», in altre parole per condizionamenti esterni da parte dei clan. Si tratta della prima volta nella storia d’Italia, ha ricordato il ministro, che viene sciolto il consiglio comunale di un capoluogo di provincia.

Alla guida del comune ci saranno per 18 mesi tre commissari straordinari: il prefetto di Crotone Vincenzo Panico, il viceprefetto Giuseppe Castaldo e il dirigente dei servizi ispettivi di finanza della Ragioneria dello Stato Dante Piazza. Tra i loro compiti ci sarà anche quello di lavorare per migliorare la situazione finanziaria del comune che, ha detto Cancellieri, «ha una situazione debitoria importante».

«Siamo molto vicini alla città», ha aggiunto il ministro, «vogliamo che Reggio Calabria sappia che questo del governo è un atto di rispetto per la città, che il governo è vicino alla città e vuole che la città ritrovi lo slancio».

Movimento di prefetti

Il Cdm, tra le decisioni assunte, ha anche deliberato un movimento di prefetti. Tra i ‘passaggi di consegne’ previsti c’è quello che riguarda la prefettura di una provincia nevralgica, quella di Napoli, alla guida della quale è stato destinato l’attuale prefetto di Genova, Francesco Musolino. Sarà, invece, il prefetto Elisabetta Belgiorno il nuovo commissario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura.

A capo dell’Ispettorato generale di amministrazione (Iga) presso il dipartimento per le Politiche del personale dell’amministrazione civile e per le Risorse strumentali e finanziarie del ministero dell’Interno andrà il prefetto Giovanna Maria Rita Iurato, che lascerà per questo incarico la prefettura dell’Aquila. A sostituirla al vertice dell’ufficio territoriale del governo del capoluogo abruzzese sarà il prefetto Francesco Alecci, in arrivo da Messina.

Cittadinanza per matrimonio, la competenza ai prefetti dal 1° giugno

da Ministero dell’Interno

Una Direttiva del ministro dell’Interno trasferisce ai prefetti il potere di adottare provvedimenti di cittadinanza per matrimonio

Pubblicata nella Gazzetta ufficiale la Direttiva del ministro dell’Interno 7 marzo 2012 con la quale, a partire dal 1° giugno 2012, viene attribuita ai prefetti la competenza ad adottare provvedimenti in materia di concessione o diniego della cittadinanza nei confronti di cittadini stranieri coniugi di cittadini italiani.
La competenza sarà, invece, del capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all’estero, e del ministro dell’Interno nel caso sussistano ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica.
Il provvedimento prosegue nel percorso di razionalizzazione già intrapreso dal ministero dell’Interno, impegnato a migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa nell’interesse dei cittadini.

Prelevato dalla scuola su ordinanza del Tribunale dei minori: il capo della Polizia avvia un’indagine

da Ministero dell’Interno

Turbata dalle immagini rilanciate dai media, il ministro Cancellieri attende con serenità il risultato dell’indagine. Il sottosegretario all’Interno De Stefano riferirà in Parlamento

In esecuzione di un’ordinanza della sezione Minori della Corte d’Appello di Venezia, alcuni agenti della Polizia di Stato hanno prelevato un bambino di dieci anni dalla sua scuola di Cittadella, in provincia di Padova. Le immagini raccolte durante l’esecuzione del provvedimento, rilanciate sui media nazionali, hanno impressionato il Paese e lo stesso ministro dell’Interno.

«Ho visto il filmato del ragazzo di Cittadella e, come tutti, sono rimasta turbata da queste immagini». Ha dichiarato il ministro Anna Maria Cancellieri. Il capo della Polizia Antonio Manganelli, che ha espresso il proprio rammarico, ha immediatamente avviato un’indagine sull’accaduto. «Prima di dare giudizi o emettere sentenze – ha aggiunto il ministro Cancellieri – attendo serena di conoscere il risultato dell’indagine».

Poiché il ministro Cancellieri dovrà recarsi a Palermo per un impegno istituzionale, domani in Parlamento sarà il sottosegretario all’Interno Carlo De Stefano a fornire ogni utile informazione sull’accaduto.