Interpol: in Italia per la prima volta l’assemblea annuale

da Polizia di Stato

Il prefetto Manganelli ha riunito al Viminale i collaboratori per la messa a punto degli ultimi dettagli dell’evento che vedrà per la prima volta riuniti i rappresentanti di 163 Paesi , circa 1.100 delegati, 113 delegazioni ministeriali, 85 capi della polizia.

Questi i numeri ad oggi. Un numero record di partecipanti per un appuntamento proposto e voluto, con grande lungimiranza, dal capo della Polizia Antonio Manganelli che, nel corso dell’assemblea del 2011, candidò Roma come sede dell’annuale riunione Interpol.

Dal 5 all’8 novembre sarà proprio la Capitale ad ospitare l’ 81^ Assemblea generale.

Il capo della Polizia è riuscito, per primo nella storia di Interpol, a riunire un numero così importante di ministri, che si incontreranno in una conferenza che aprirà i lavori dell’assemblea.

Il risultato raggiunto è il frutto di una strategia di lavoro che il Prefetto ha sin dal suo insediamento messo in atto in chiave internazionale; gli incontri bilaterali con i Paesi delle aree sensibili del pianeta si sono affiancati a riunioni internazionali di più ampio respiro nelle quali Manganelli ha ribadito l’importanza dello scambio di informazioni, della collaborazione operativa e della rete di comunicazioni tra investigatori.

Grazie alla stretta intesa tra Manganelli e Ronald Kennet Noble segretario generale dell’Interpol, finalmente sono stati riuniti intorno ad un tavolo della sicurezza più della metà dei ministri delle 190 nazioni aderenti all’Organizzazione.

Via libera del Governo alle modifiche al codice antimafia

da Ministero dell’Interno

Approvate in via definitiva le integrazioni introdotte dallo schema di decreto legislativo varato dall’Esecutivo il 25 maggio 2012. Nuove nomine su proposta del ministro dell’Interno

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, dove aver acquisito il parere delle commissioni parlamentari competenti, le modifiche al Codice delle leggi antimafia introdotte dallo schema di decreto legislativo varato il 25 maggio scorso.
Le integrazioni riguardano, in particolare, la disciplina della documentazione antimafia e l’assistenza legale dell’Avvocatura dello Stato nelle controversie relative ai beni sequestrati o confiscati alla criminalità.
Le nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia consentiranno l’immediata entrata in vigore delle norme che ridefiniscono il ‘catalogo’ delle situazioni dalle quali si desume l’esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa.
Quanto al secondo aspetto, le norme  mirano a definire i termini secondo i quali l’amministratore giudiziario e l’Agenzia nazionale possono usufruire del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato.
Su proposta del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, inoltre, il Consiglio di Ministri ha nominato la dottoressa Maria Tirone prefetto di Crotone, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso la regione Campania, e dirigenti generali di pubblica sicurezza i dirigenti superiori della Polizia di Stato Leonardo La Vigna e Giovanni Pinto, designati rispettivamente nuovi questori di Bolzano e dell’Aquila.

Calendario 2013: i giovani ancora protagonisti

da Polizia di Stato

Sicurezza, solidarietà e progetti innovativi. Sono queste le basi sulle quali è stato realizzato il calendario della Polizia di Stato per il 2013, con l’usuale finalità benefica: finanziare il progetto Unicefper la Tanzania con il ricavato delle vendite.

Il calendario 2013 “C’è più sicurezza insieme”,con la regìa discreta dell’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale, porta le firme dei ragazzi detenuti nell’Istituto penale di Nisida, degli studenti della scuola internazionale di Comics, dell’Istituto cinematografico Rossellini di Roma e della Nikon.

Come avrete capito, si tratta di un progetto che ha coinvolto anime eterogenee, ma che ha dato risultati sorprendenti.

‘istituto Penale di Nisida fa parte del progetto per la rieducazione e il recupero dei minorenni che scontano una pena ed è sede del Centro Europeo Studi e Osservatorio Europeo permanente sul fenomeno della devianza penale minorile.

Sono stati proprio alcuni giovani detenuti a sviluppare l’idea di base, il concetto da esprimere nello scatto di ogni mese e la tecnica da usare per realizzarlo.

Tutto il materiale è stato poi direttamente consegnato agli studenti della scuola internazionale di Comics, altri giovani che diventeranno illustratori e fumettisti, i quali, basandosi sulle descrizioni ricevute hanno messo in pratica le tecniche studiate e la loro fantasia per disegnare le tavole che diventeranno le pagine dei dodici mesi del 2013.

L’anteprima vi avrà sicuramente incuriosito, ecco allora tutte le informazioni utili per acquistare il calendario della Polizia 2013 ed aiutare i bambini della Tanzania.

Il nostro quotidiano online è vicino alla famiglia di Tiziano Chierotti ucciso in Afghanistan

di Umberto Buzzoni – direttore

Anche la nostra redazione è vicina alla famiglia del caporal maggiore Tiziano Chierotti, l’alpino italiano ucciso in Afghanistan giovedi scorso. Chierotti, originario di Taggia, provincia di Imperia, è il 52° militare italiano morto in terra afgana dal 2004.

La salma di Tiziano era rientrata all’aereoporto di Ciampino a bordo di un C130 dell’Areonautica Militare.

Nel corso dell’omelia funebre l’Arcivescovo militare Vincenzo Pelvi ha ricordato così il caporalmaggiore italiano:

“L’offerta della vita di Tiziano non è un fallimento nella costruzione della pace. Non possiamo abbandonare i popoli che soffrono”.

I funerali si sono svolti a Roma, nella basilica di Santa Maria degli Angeli.
L’arrivo del feretro è stato accolto da un lungo applauso.

Tante le penne anche della basilica: alpini giovani venuti ad onorare il compagno caduto in missione. Mamma Gianna Rolando, papa’ Piero, i fratelli Daniele e Alissya e la fidanzata Eleonora, in lacrime, hanno potuto contare sul conforto di un migliaio di persone.

Presenti tra le autorità, il capo dello Stato Napolitano, il presidente del Consiglio Monti ed i Ministri Di Paola Tezi e Cancellieri.

Con loro, tra gli altri, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. di Corpo d’Armata, Biagio Abrate, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il generale Antonino Torre in rappresentanza del sindaco di Roma e l’onorevole Gianfranco Paglia.

Il mensilepoliziadistato continuerà, come ha sempre fatto, ad essere vicino ai nostri contingenti impegnati in missioni rischiose finalizzate ad assicurare la democrazia in terre straniere.

PARTE IL PROCESSO PER L’OMICIDIO DELLA PESCARESE RITA MORELLI

di Grazia De Marco

A poco meno di un anno dall’omicidio di Rita Morelli, 36enne di Spoltore, in provincia di Pescara, parte il processo che vede come unico imputato l’ex guardia giurata di origini senegalesi Bakary Camara.  Lo scorso agosto, il Pubblico Ministero aveva presentato al Giudice Juan Machan ben nove capi di imputazione, compreso l’omicidio di primo grado e lo stupro.

Poche le persone disposte a testimoniare in aula, compreso il leader spirituale islamico  Cheikh  Ndao,  a suo tempo contattato dall’avvocato difensore di Camara per sostenere la teoria secondo la quale  il presunto assassino aveva agito a causa di un profondo stress psicologico.

La cultura senegalese, infatti, si poggia sulla profonda convinzione spirituale e popolare che la condizione di profondo stress psicologico è causata da una maledizione o un malocchio. L’avvocato difensore di Camara, peraltro, non ha potuto neppure sostenere questa tesi in aula, perché il Giudice l’ha rigettata, sostenendo che la condizione psicologica dell’imputato doveva essere dimostrata in maniera giuridicamente accettabile e non sulla base di credenze popolari.

Nel frattempo sarebbero emersi nuovi e inquietanti dettagli sull’omicidio, soprattutto relativi ad un presunto abuso sessuale, confessato dall’assassino agli psichiatri dell’ospedale di Bellevue, consumato dopo averla strangolata.                                                                                                                                                La giovane donna viveva a New York da cinque anni, frequentava il “College Hunter” e lavorava con il suo compagno in un locale italiano, il “Buon Gusto”, per pagarsi gli studi. Ma il suo sogno americano si è definitivamente interrotto il 23 Novembre del 2011, nella sua abitazione ad Harlem, quando è stata uccisa da tre coltellate: due al petto ed una alla gola e poi strangolata.  Il corpo fu ritrovato dal fidanzato, che condivideva con lei la casa dal 2005. Il movente di questo atroce delitto sarebbe da ricercare in  alcuni rifiuti da parte della ragazza, che avrebbero scatenato la furia omicida dell’assassino.

Incontro con Andrea Camilleri alla Scuola superiore di Polizia

di Help Consumatori

Dirigenti e commissari della Polizia di Stato, frequentatori della Scuola Superiore di Polizia di Roma, vi hanno incontrato martedì 23 ottobre lo scrittore Andrea Camilleri, ‘padre’ letterario del commissario Montalbano.

Occasione dell’incontro è stata la presentazione dell’ultimo romanzo di Camilleri, ‘Una voce di notte’ che vede ancora protagonista il commissario Montalbano. La presentazione del libro e l’incontro con l’autore sono avvenuti nella prima delle tre giornate del progetto ‘Tra cinema e libri la cultura che fa crescere’, che ha l’obiettivo di favorire il confronto su temi, vicende storiche e d’attualità con autori, registi ed interpreti del mondo cinematografico e letterario italiano.

Tra aneddoti di vita e riflessioni sull’attualità, Camilleri ha raccontato la nascita di Montalbano, l’amore per la scrittura e il senso di legalità che emerge dal suo ‘commissario’. Gli attori Cesare Bocci, il Mimì Augello vice di Montalbano nella famosa serie TV, e Peppino Mazzotta, che nella fiction interpreta l’ispettore Fazio, hanno interpretato alcuni passi del libro.

Le prossime due giornate: il 6 novembre, proiezione del film ‘E’ stato il figlio’ alla presenza del regista Daniele Ciprì; il 27 novembre, anteprima assoluta in Italia di ‘The company you keep’ di Robert Redford.

Terremoto dell’Aquila:Condannata a sei anni di reclusione la Commissione Grandi rischi

di Grazia De Marco

Dopo quasi trenta udienze, il Giudice del Tribunale dell’Aquila, Marco Belli, ha condannato in primo grado a sei anni di reclusione i sette componenti della Commisione Grandi Rischi, tutti imputati dei reati di  omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

I sette esperti si erano riuniti a L’Aquila il 31 Marzo del 2009, in una seduta straordinaria tenuta per discutere sui probabili rischi causati dallo sciame sismico  presente nel capoluogo Abruzzese da Gennaio 2009.

Gli imputati: Franco Barbieri, Presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Claudio Eva, Professore ordinario di fisica all’Università di Genova, Mauro Dolce, Direttore dell’ufficio rischio sismico della Protezione Civile, Gianmichele Calvi, Direttore di Eurcentre, Bernardo De Bernardinis, vice Capo del settore tecnico del Dipartimento di Protezione Civile, Enzo Boschi, all’epoca Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Giulio Selvaggi, direttore del Centro Nazionale Terremoti sono anche stati condannati all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Per tutti e sette gli imputati, l’accusa è quella di aver rassicurato l’intera popolazione aquilana sull’improbabilità di una forte scossa sismica, che invece si è verificata circa una settimana dopo.  La Commissione, quindi, dopo la riunione del 31 marzo 2009, avrebbe fornito informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie riguardo la reale pericolosità sismica.

Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna a quattro anni, mentre la difesa degli imputati chiedeva la piena assoluzione, puntando soprattutto sull’impossibilità di prevedere i terremoti. Nella sentenza di condanna, il Giudice ha inoltre disposto una provvisionale di sei milioni di euro per le parti civili, di cui due milioni di euro immediatamente esecutiva.

Dopo il verdetto dei Giudici, l’intero ufficio di Presidenza della Commissione ha rassegnato le dimissioni al Presidente del Consiglio Mario Monti.  Il Presidente della Commissione, Luciano Maiani, ha infatti affermato di “non vedere le condizioni per lavorare serenamente”.  La notizia a fatto il giro del mondo; su tutte le principali testate giornalistiche mondiali, infatti, si è parlato della          vicenda.

Intanto gli avvocati difensori dei sette condannati stanno già lavorando per il processo d’appello, fissato per la fine del 2013. Entro 90 giorni dovranno essere depositate le motivazioni, per permettere agli avvocati di presentare il ricorso.  La prima forte conseguenza di questa condanna, rischia di essere la “paralisi delle attività di prevenzione”, come ha affermato il Dipartimento della Protezione Civile

Criminalità a Napoli: Manganelli riunisce vertice operativo

da Polizia di Stato

Tavolo tecnico questa mattina al Viminale. Il tema affrontato è l’emergenza criminalità nella provincia di Napoli. La decisione di convocare il vertice è arrivata dopo l’omicidio del giovane rimasto vittima di uno scambio di persona da parte di un killer.

Intorno a sé il capo della Polizia Antonio Manganelli ha riunito i vertici investigativi del Dipartimento della PS: Francesco Cirillo vice capo della Polizia e direttore Centrale della polizia criminale, Alessandro Valeri a capo della segreteria del Dipartimento, Gaetano Chiusolo responsabile della Direzione centrale anticrimine, Maria Luisa Pellizzari direttore del Servizio centrale operativo e Raffaele Grassi al vertice del Servizio per il controllo del territorio.

”Chiudere il cerchio attorno ai boss emergenti della Camorra”. È questo l’obiettivo che il capo della Polizia Antonio Manganelli ha chiesto di raggiungere ai responsabili dell’investigazione presenti al Viminale per il vertice. Il Prefetto ha chiuso l’incontro chiedendo di “Dare una risposta durissima ai clan della Camorra”.

Il dispositivo di contrasto sarà operativo da lunedì 22 ottobre. L’agenda prevede inoltre che martedì prossimo il vice capo della Polizia Cirillo ed il responsabile della Dac Chiusolo saranno a Napoli per un incontro con il procuratore capo del capoluogo partenopeo, Colangelo.

Roma: si conclude la mostra contro le mafie

 

da Polizia di Stato

Si è conclusa alle 17, con il concerto della Banda  della Polizia di Stato, la tappa romana della mostra d’arte itinerante “Cultura+Legalità=Libertà, l’arte contro le mafie”: una  visione in pillole di ciò che sono state le mafie, di quello che sono oggi e di come si insinuano nel nostro quotidiano.

La Banda ha eseguito brani di colonne sonore di film che hanno affrontato le tematiche della lotta alla mafia.

La musica è stata intervallata, grazie all’intervento dell’attore Massimiliano Vado, da brevi reading delle parole lasciateci in  eredità da uomini che hanno combattuto la criminalità organizzata.

Dopo Roma, la mostra sarà ospitata dalla città di Napoli.

Sotto il segno della legalità si sono uniti artisti contemporanei del panorama nazionale e alcuni poliziotti che hanno fatto dell’arte una  fonte di ispirazione per la propria professione.

In mostra forme tradizionali di arte come sculture, pitture, fotografie, ma anche performance e istallazioni sotto l’unico denominatore  dell’impegno sociale per la legalità.

La manifestazione è stata realizzata grazie all’ Associazione culturale “Arte Indivisa”, un’associazione di artisti appartenenti al  Dipartimento della pubblica sicurezza in collaborazione con l’Ufficio Storico della Polizia di Stato e la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, in  occasione del ventennale delle stragi di Capaci e Via d’Amelio e del trentennale della morte del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Nel corso della cerimonia di chiusura è stata donata l’opera “La legalità è cosa nostra” realizzata da Moreno Colasanti. I  proventi saranno destinati a sostegno del Campus della Legalità e Solidarietà nell’ambito del progetto di riqualificazione del Parco  della Mistica a Roma.

OMICIDIO DI PALERMO: SAMUELE CARUSO CONFESSA: HO AGITO IN PREDA AD UN RAPTUS

di Grazia De Marco

A perdere la vita, ancora una volta una giovane donna. Carmela Petrucci, 17 anni, è morta per difendere la sorella Lucia dal suo ex-fidanzato che la voleva uccidere. L’assassino si chiama Samuele Caruso, che, incapace di accettare la fine della relazione con Lucia, avrebbe perso il controllo.

Il giovane, ha aspettato le due ragazze che stavano tornando da scuola con la nonna, davanti alla loro casa, in via uditore 14.  Tutto si è consumato in pochi istanti: Samuele ha prima ucciso Carmela, colpendola al cuore, e poi ha ferito gravemente la sua ex fidanzata.

La 17 enne è morta immediatamente, mentre Lucia è rimasta vigile e, prima di essere portata in ospedale, ha fatto agli investigatori giunti sul posto il nome dell’assassino. La ragazza, ora è ricoverata nel reparto di chirurgia dell’ospedale “Cervello” di Palermo, ma non sarebbe in pericolo di vita, poiché le coltellate non hanno leso nessun organo vitale.

Gli agenti di Polizia, coordinati da Carmine Mosca, hanno immediatamente rintracciato il 23enne grazie all’esame dei tabulati del suo cellulare, i quali hanno rivelato le celle a cui il telefonino si agganciava durante gli spostamenti. Samuele è stato fermato alla Stazione di Bagheria, mentre stava salendo su un treno per scappare dalla città.

Portato in Questura, dopo tre ore d’interrogatorio, ha confessato il delitto e l’aggressione. Al P.M, Caterina Melagali, ha detto di aver agito in preda ad un raptus e  di aver perso la testa. L’assassino molestava già Lucia da alcuni mesi, con continui SMS, telefonate e messaggi su facebook, nel tentativo di riconquistarla dopo la fine della loro relazione durata un anno.

Carmela frequentava il liceo classico Umberto I, insieme alla sorella, era bravissima a scuola e sognava di diventare  medico. Moltissimi i compagni di classe in lacrime davanti al palazzo dove abitavano le due sorelle. Le ragazze, infatti, oltre ad frequentare la stessa scuola, erano anche compagne di classe, perché Carmela aveva fatto la “primina”. Erano felicissime, perché tornate da pochi giorni da una vacanza studio a Brighton (Inghilterra), per la quale erano partite a fine settembre.